Nuovi siti di scommesse 2026. Il vantaggio sta nella concessione

Updated Ottobre 2026
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Un tabellone delle quote con righe nuove appena accese in una ricevitoria ancora vuota

Un nuovo bookmaker, in Italia, non nasce da un’idea brillante e da un dominio comprato di fretta: nasce da una concessione. Il regime attuale parte dal 13 novembre 2025, quando sono entrate in funzione le 52 concessioni assegnate dal bando di settembre, codici da 16000 a 16051, in mano a 46 società. Da quella data in poi «nuovo» ha un significato preciso e verificabile, e chiunque può controllarlo da solo in due minuti. Chi non sta in quell’elenco può chiamarsi nuovo quanto vuole, ma sta fuori dal sistema delle concessioni.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

La conseguenza pratica è meno romantica dell’annuncio. Cambiano la vigilanza, le tutele, la tassazione e il modo in cui il conto si apre e si chiude. Non cambia il fatto che il margine del bookmaker vive dentro ogni quota, anche nella più luccicante delle promozioni di lancio. Ecco perché la domanda giusta non è quale sito sia più nuovo, ma cosa porta con sé.

Dati aggiornati a Ottobre 30, 2026, con le concessioni e gli elenchi verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM (ex AAMS).

Prevenzione, tutela, protezione: cosa scatta il giorno della registrazione

Il gioco responsabile viene raccontato di solito come la sezione noiosa in fondo al sito. In realtà è la parte dell’offerta che produce effetti prima di ogni altra, perché i suoi strumenti si attivano mentre il conto nasce, non quando i problemi sono già iniziati. Chi apre un conto su un operatore con concessione ADM non firma una promessa generica: sceglie un limite di deposito e, su alcune piattaforme, anche altro.

novita nel percorso di apertura: cosa viene chiesto subito

AdmiralBet, in registrazione, chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Il punto interessante è la meccanica: un limite ridotto ha effetto immediato, mentre un limite aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La regola è costruita contro l’impulso, non contro il giocatore. Chi vuole alzare il tetto paga un’attesa; chi vuole abbassarlo non aspetta niente. È l’unico caso in questo mercato in cui la burocrazia rema dalla parte giusta.

Sette giorni sono un’eternità per chi ha appena perso tre schedine di fila e vuole «recuperare». Se il sistema si riaprisse all’istante, il limite non servirebbe a nulla, e l’attesa è esattamente la funzione che gli è stata data.

Va detto con precisione, perché la data conta: quegli intervalli sono la fotografia dei termini come si presentavano a fine ottobre 2026. Dal 1° febbraio 2026, per la stessa piattaforma, la durata dell’autoesclusione va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le condizioni pubblicate citano entrambi gli assetti, e il punto non è quale sia «quello vero»: è che i termini di un operatore sono un documento vivo, e la cifra che leggi oggi potrebbe essere già stata riscritta domani.

La pausa, il tetto e l’autoesclusione: strumenti diversi, effetti diversi

Tre cose vengono confusamente accostate nel linguaggio commerciale, e conviene separarle. Un periodo di pausa è temporaneo e predefinito. Un limite di versamento è una soglia economica ricorrente. L’autoesclusione è uno stato: finché dura, il conto non gioca. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia la stessa pagina indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La differenza tra i tre non è teorica. La pausa ti riporta al gioco alla scadenza con un clic, l’autoesclusione no. Chi non distingue le due cose sceglie spesso la più debole credendo di aver scelto la più forte.

Ci sono poi i limiti che non hai digitato tu. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede limiti di tempo, di spesa e di perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La cifra del tetto di deposito che ADM fissa nel bando non è pubblica, e questa è una delle poche zone in cui il lettore deve fidarsi del fatto che un tetto esista, senza poterlo leggere.

Che cosa succede davvero con il RUA

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, non è un elenco consultivo. Chi vi entra non trova porte chiuse solo sul bookmaker che ha scelto: l’effetto copre tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, insieme alle sale fisiche. Le condizioni di AdmiralBet lo dicono senza giri di parole: autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate.

Il rovescio della medaglia è la cosa che quasi nessuno scrive nelle guide. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. La stessa persona che si è autoesclusa altrove può registrarsi lì con la massima facilità, e il sistema di protezione che credeva di essersi messa addosso non la segue. L’autoesclusione più solida è quella che non lascia una porta di servizio aperta, e le porte di servizio sono, per definizione, fuori dal perimetro autorizzato.

La tutela che costa all’operatore

L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di destinare lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è un numero che cambia la giornata di chi scommette, ma dice da che parte è girata la logica: una parte del ricavo che nasce dal gioco torna in messaggi che invitano a giocare meno.

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la tutela dei minori tra i principi del riordino; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco. È il tipo di regola che nessuno legge finché non serve.

In sintesi: la protezione più concreta non è una promessa pubblicitaria ma una procedura, e la procedura migliore è quella che non si può disattivare di impulso.

Incentivo, requisiti, ricompensa: quanto costa un bonus di benvenuto

Un bonus di benvenuto non è denaro. È una condizione scritta in un regolamento, e in quel regolamento stanno i termini che decidono se l’operazione è conveniente o se è solo rumorosa. Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018 n. 87, convertito con L. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro: eppure il bonus esiste, perché il divieto riguarda la pubblicità, non la presenza dell’offerta. Nessun tetto di legge limita l’importo né i requisiti di puntata: tutto quello che leggi viene dalle condizioni del singolo operatore.

Come distinguere un bonus reale da un bonus «quasi»

L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo da inserire al primo versamento. La parola che conta è «reale»: indica che il credito si comporta come denaro, e nel mercato italiano non è la norma quanto si pensi. Il tetto a 50 € è anche il freno dell’offerta: sopra quella soglia l’incentivo smette di crescere.

Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un tetto trenta volte più alto non significa una promozione trenta volte migliore: significa che l’offerta è pensata per chi porta un versamento iniziale importante, mentre per il giocatore da 30 € le due proposte si assomigliano molto più di quanto le due cifre suggeriscano.

Su Betsson le condizioni delle offerte sport fanno riferimento ai nuovi giocatori registrati dal 6 giugno 2024, e le vincite delle scommesse giocate con il Real Bonus vengono pagate come saldo reale prelevabile. La data di decorrenza è la parte da leggere per prima, e vale come avvertenza generale: un’offerta sportiva può essere in piedi da anni. «Nuovo» descrive il conto, non la promozione.

William Hill costruisce il benvenuto sport intorno al metodo di identificazione: il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Cinque euro contro dieci, per una differenza che si riduce a quanti minuti uno è disposto a spendere — o a quanto gli pesa consegnare i documenti. In entrambi i casi qualcosa si riceve; cambia il prezzo in tempo.

Bonus e free bet non sono la stessa cosa, e la differenza si paga alla cassa

Una free bet non è un credito in denaro. Quando la puntata è fatta con il gettone promozionale, la quota moltiplica il gettone ma la parte che corrisponde alla puntata di solito non torna indietro: si incassa il profitto, non il capitale giocato. Un bonus accreditato su saldo, come quelli appena visti, segue invece regole proprie. Confondere i due strumenti è l’errore che costa di più, perché porta a stimare un incasso che non arriverà mai.

Il conto è presto fatto. Su una quota singola da 1,80, un gettone da 10 € giocato come free bet non fa vincere 18 €: fa vincere la parte eccedente la puntata. Metti in fila tre schedine di questo tipo e la differenza con quello che immaginavi supera l’importo di una giocata intera.

Dove guardare, concretamente, quando l’offerta è descritta in modo vago

Il metodo è sempre lo stesso, e si applica a qualunque promozione. Prima il requisito di puntata o rigioco: senza quello, l’importo è solo una promessa. Poi la quota minima accettata — un mercato «facile» che non rientra nel conteggio trasforma i punti in nulla. Poi la scadenza dell’incentivo. Poi il tetto sulla vincita ottenibile con il credito promozionale, che è il parametro più nascosto di tutti. Infine la sorte del capitale, se il bonus viene pagato come saldo prelevabile o se resta vincolato al gioco.

Se hai fretta e devi controllare una sola riga, controlla il requisito di puntata. Il resto, in confronto, è contorno.

In sintesi: un’offerta si giudica dalle condizioni che la accompagnano, e le condizioni non si vedono nello spot.

Novità, debutto, lancio: chi sono i nuovi bookmaker con concessione

La prima cosa da capire è che cosa «nuovo» non significa. Le 52 concessioni del bando di settembre 2025 sono andate a 46 società, scelte tra 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni: un investimento da gruppo industriale, non da start-up. Le società dietro i marchi più noti spesso non portano il nome del marchio — Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited — e questa non è una curiosità da appassionati di bilanci: è la ragione per cui l’elenco di ADM va letto sulla riga della concessione, non sulla memoria.

La seconda cosa è che una concessione vale per sito, non per azienda. Un concessionario può gestire più siti, e uno stesso gruppo può comparire più volte nell’elenco. Chi cerca «il» nuovo sito rischia di guardare il marchio sbagliato: la concessione è un dato del sito, non del gruppo.

fondamenti: cosa dice l’elenco di ADM e cosa non dice

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Ogni riga è una concessione: la concessione è per sito. C’è però un limite che quasi tutte le guide dimenticano, e che vale la pena scrivere in chiaro, perché è la parte utile: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra quindi, da solo, che quel sito offra scommesse sportive. Quello lo dimostra il palinsesto, cioè il sito e l’app dell’operatore.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Il passo successivo è quindi sempre lo stesso: dall’elenco al palinsesto. E il palinsesto ha una sua regola, definita dall’art. 2, lett. s) — è il programma di eventi sportivi, ippica compresa, e non sportivi, con i tipi di giocata, preparato dal concessionario e approvato da ADM. Si può giocare solo su eventi che stiano dentro quel programma approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner.

Quattro marchi da verificare subito, e la ragione per cui qualcuno resta fuori

Al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco. Il dato non va letto come una condanna definitiva — l’elenco è una fotografia, e le fotografie si aggiornano — ma va letto con attenzione, perché sono proprio questi i nomi che ricorrono di più nelle ricerche di chi cerca un sito nuovo. La disponibilità di un sito non è la prova della sua regolarità.

Un marchio che accetta giocatori italiani senza concessione opera su regole proprie: nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza ADM, nessuna sede legale italiana per far valere un diritto. Sul piano pratico, il prelievo può diventare un problema di interpretazione del regolamento invece di una procedura.

In sintesi: la novità di un bookmaker non si misura sulla data di lancio ma sul numero di concessione, e il numero è pubblico.

Valutazione, criteri, classifica: dieci concessionari a confronto

Mettere dieci marchi in fila richiede di dire su cosa si guardano. La concessione è il primo filtro, perché senza di essa non si entra nel confronto. Da lì in avanti contano il palinsesto reale, gli strumenti di gioco responsabile, i metodi di pagamento accettati, il modo in cui si apre il conto e la struttura economica dell’offerta di benvenuto. Nessuna di queste voci è un giudizio sul marchio: sono cose che si leggono nei termini.

Una precisazione sul metodo, che è anche un limite dichiarato. La concessione ha il nome del concessionario, ma quando si va a cercare il marchio sull’elenco si arriva a una riga, e quella riga va letta per intero: dove sta scritto che il concessionario è Netwin Italia S.p.a. o Admiral Bet S.r.l., la fonte è il documento, non l’etichetta commerciale.

meccanis: concessione e ciò che dicono i termini dell’operatore

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Cosa stabiliscono i termini dell’operatore
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; apertura conto anche con SPID e CIE
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. App con campionati nazionali ed europei, coppe continentali e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco; depositi e prelievi anche con PostePay e PayPal
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali riservato ai nuovi iscritti; assistenza via chat o telefono dall’app
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo i documenti entro 96 ore
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco giornalieri, settimanali e mensili; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con sezione Supercombo a quote maggiorate
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Bonus di benvenuto per titolari di conto di gioco dopo registrazione e prima ricarica; giocabile su tutti gli eventi in palinsesto
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione

La colonna centrale è quella che qualcuno leggerà con disappunto, perché non contiene né punteggi né stelle. Non è una dimenticanza: i numeri di concessione sono l’unica parte di questa tabella che un lettore può verificare da solo, riga per riga, sull’elenco pubblico di ADM. Il resto è ciò che ciascun operatore scrive di sé, e va confrontato con quello che scrive il vicino di casa, non con un ideale.

La terza colonna, invece, mostra quanto siano diverse le cose che gli operatori mettono per iscritto. Per alcuni la voce decisiva è l’incentivo di benvenuto, per altri sono i limiti di gioco, per altri ancora i mercati. Chi legge la tabella cercando una graduatoria unica resterà deluso: non esiste, e chi la propone sta vendendo una classifica, non un’analisi.

Che cosa cambia tra un marchio e l’altro

La geografia dei marchi racconta una storia che le classifiche non raccontano. Ci sono operatori con un legame forte con la rete fisica — ricevitorie, punti vendita, ippodromi — e operatori che vivono quasi solo di app. I primi hanno un vantaggio concreto per chi vuole scansare una schedina giocata in negozio e sapere subito se è vincente; i secondi per chi scommette in movimento e non entra mai in una ricevitoria.

C’è poi la questione dei metodi di pagamento, che nel mercato italiano vale più di quanto si creda. Carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria — l’elenco di ogni operatore sta nei suoi termini, e non è mai identico a quello del concorrente. La domanda da farsi prima di aprire un conto è quale strumento si usa davvero, non quanti ne siano elencati.

Perché la classifica dei «top 3» va letta con sospetto

Il mercato cerca continuamente un podio. Un podio ha senso solo se dice su cosa è costruito, e nella maggior parte dei casi non lo dice. Le tre voci che ricorrono — palinsesto, limiti di gioco, pagamenti — non sono confrontabili tra loro con un punteggio unico: un operatore con un palinsesto enorme ma pochi strumenti di controllo non è «migliore» di uno con l’opposto, è semplicemente un’altra cosa.

Il criterio che consiglio, se proprio se ne vuole uno, è quello che produce conseguenze: la concessione è verificabile, i limiti di gioco sono attivabili dal primo giorno, il requisito di puntata è scritto. Tutto il resto è materiale promozionale con una grafica migliore.

In sintesi: un confronto utile elenca ciò che si può verificare, e la verifica è sempre a carico di chi legge — pochi minuti sull’elenco di ADM.

Fondamenti e panoramica: come funziona una scommessa su un sito nuovo

Un sito nuovo cambia l’interfaccia, i colori e le promozioni di lancio. Non cambia la matematica, e vale la pena ripartire da zero anche per chi scommette da anni, perché è l’unico modo di leggere il resto con occhi puliti.

Chi tiene il banco e chi paga l’imposta

Il concessionario organizza il gioco, incassa le puntate, paga le vincite e versa l’imposta unica. Sulle scommesse a quota fissa l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le due aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Questo è il punto in cui molte guide si perdono in dettagli tecnici, ed è un peccato, perché la conseguenza è semplice: l’imposta è un costo dell’operatore e sta dentro i prezzi che l’operatore ti propone. Non la vedrai mai in una riga della schedina. La paghi comunque, un po’ alla volta, in ogni quota.

Che cos’è davvero il palinsesto

Ogni evento su cui si può giocare deve stare nel palinsesto approvato da ADM. Il palinsesto non è un elenco di marchi né un catalogo commerciale: è un programma di eventi e di tipi di giocata che ADM autorizza, e viene aggiornato evento per evento. Quando un campionato comincia, quando una competizione entra nell’offerta, quando una manifestazione nuova viene ammessa, la partita si gioca su un tavolo che qualcuno ha preparato prima.

Per il giocatore la conseguenza è una regola pratica: se un mercato non c’è, non è (quasi mai) una dimenticanza del sito. Può essere un evento non ancora autorizzato, un tipo di giocata non previsto, o un’aggiunta in arrivo.

Quota, puntata, vincita: il conto che tutti fanno a metà

Il meccanismo è banale e per questo viene dato per scontato. La quota è il moltiplicatore che trasforma una puntata in un incasso: su una singola da 10 € a quota 1,85 la vincita lorda è 18,50 €, e il profitto netto è di 8,50 €. Nella multipla le quote delle singole partite si moltiplicano in un solo prezzo, e per questo due selezioni da 1,80 fanno circa 3,24. Il conto sembra ovvio. I problemi arrivano quando la moltiplicazione si somma alla fretta.

Quello che il conto non dice è la probabilità. Una quota alta paga molto perché è improbabile, non perché sia generosa, e questa riga di aritmetica elementare spiega da sola una parte dei bilanci dei bookmaker.

Il margine: dove finiscono i soldi che non sono tue

Il margine del bookmaker è la quota di tutte le puntate di un mercato che il mercato non restituisce. Si calcola sommando gli inversi delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato e togliendo il risultato da uno. Su un mercato a tre esiti 1X2 con quote 2,50, 3,20 e 3,00 la somma degli inversi è circa 1,046, quindi il mercato restituisce circa il 95,6 % di quanto raccoglie e il margine vale circa il 4,4 %.

Quel 4,4 % è la parte più importante di questa pagina, e non per ragioni statistiche. È il punto in cui la differenza tra due operatori, o tra due mercati dello stesso operatore, diventa denaro vero. Il margine di un 1X2 non è il margine dei totalizzatori, degli handicap o delle combo, e il margine di un operatore non è quello del vicino: ogni mercato ha i suoi numeri, e ogni combinazione di quote li cambia.

In sintesi: la matematica di un sito nuovo è identica a quella di un sito vecchio, e questa è la notizia buona.

Normativa, vigilanza, giurisdizione: chi controlla un bookmaker in Italia

Un’etichetta «AAMS» o «ADM» sul fondo di una pagina vale quanto un timbro: è una dichiarazione. La vigilanza è un’altra cosa, e si riconosce da tre dettagli concreti — chi rilascia la concessione, da quale elenco si controlla, e cosa succede a chi sta fuori.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

normati: dal bando all’elenco pubblico

La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: l’art. 6, comma 3 prevede che i vincitori possano gestire uno o più dei giochi elencati per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, cioè il betting exchange; bingo. La concessione è quindi un permesso composito: un concessionario può detenere il diritto a combinazioni diverse di questi giochi, e la sigla sull’elenco non dice quali.

Due anni di lavoro per arrivare al bando di settembre 2025: 52 concessioni a 46 società su 93 domande, e l’avvio del regime il 13 novembre 2025. Chi apre un conto oggi si muove dentro un sistema che ha meno di un anno di vita operativa — e questo spiega perché tante informazioni circolanti siano ancora vecchie.

Betting exchange e ippica: due giochi che si chiamano «scommesse» e non lo sono

Il betting exchange è un gioco a sé, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e): il giocatore può fare la punta o il banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; Betfair è descritta come la prima, con la concessione n. 16028. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia da verificare caso per caso, e non è un dettaglio da poco: nell’exchange non giochi contro il banco, giochi contro un altro giocatore, e il costo si sposta dalla quota alla commissione.

L’ippica è due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté e simili — che richiedono una concessione propria. Un sito può avere l’una e non l’altra, e la distinzione sfugge a chiunque non abbia mai guardato il regolamento.

Autoesclusione e limiti: la differenza tra mercato regolato e mercato parallelo

Qui la normativa diventa una questione personale. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Una concessione ADM porta con sé quel collegamento, la vigilanza dell’agenzia, limiti di gioco obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo.

La parte che conviene leggere due volte è il resto. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di servizi internet e di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. I domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso.

L’oscuramento avviene a livello DNS e non è uniforme tra operatori di rete. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. È una misura che toglie visibilità, non che chiude la strada a chi la cerca apposta.

E c’è un profilo che quasi nessuno conosce. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, nella lettura che ADM stessa dà il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, e questo è il tipo di informazione che rende il quadro più incerto, non meno.

Sul fronte fiscale, le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è applicato alla fonte e il giocatore incassa la somma netta. Su questo punto conviene la prudenza: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta di qualsiasi discorso è la stessa — consultare un commercialista. Per le vincite ottenute su siti esteri o privi di concessione il quadro cambia: la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; in pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va intesa come interpretazione dell’Agenzia delle Entrate: non è consulenza fiscale.

Pubblicità e bonus: il divieto che nessuno cita ma tutti vedono

Il Decreto Dignità è in vigore, e ADM ne ha richiamato il testo il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che vigila è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Lo stato dell’applicazione è meno granitico di quanto il testo suggerisca. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e risultano pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. Ecco perché un’offerta di benvenuto può essere descritta senza essere reclamizzata, e perché nessun tetto di legge limita né l’importo né i requisiti di puntata: tutto viene dalle condizioni del singolo operatore.

Pagamenti: il tetto al contante passa dalla tabaccheria

L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche. ADM tiene un registro dei punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È il canale che permette di versare denaro senza carta di credito, ed è anche quello con il limite più rigido e meno conosciuto.

L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata. Quanto alle criptovalute presso i concessionari ADM, la posizione è aperta: non risulta una norma che elenchi strumenti approvati, e nessun elenco ufficiale di binari consentiti è noto.

In sintesi: la normativa italiana non rende un bookmaker più simpatico, ma gli impone cose che un sito estero non gli impone.

I dieci concessionari del confronto

NetWin: il bonus piccolo che non si finge grande

NetWin entra nel confronto con la concessione n. 16035 intestata a Netwin Italia S.p.a. e con un’offerta di benvenuto sport che ha una virtù rara: è un bonus reale, pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e un codice promozionale da inserire al primo versamento.

Il tetto a 50 € è quello che è, e non c’è modo di girarci intorno. Ma la struttura è leggibile: il credito si comporta come denaro, il requisito di accesso è un conto verificato, l’asticella minima è bassa. Per chi vuole provare un sito nuovo senza spostare cifre importanti, la combinazione tra deposito minimo a 20 € e tetto a 50 € dice che questa offerta è pensata esattamente per un primo versamento piccolo, e non per un giocatore che entra con qualche migliaio di euro.

Sul resto NetWin non si distingue né in meglio né in peggio: quello che conta qui è la trasparenza della meccanica, che in un mercato dove ogni parola viene limata è già una posizione.

BetFlag: l’identificazione rapida e il tetto che non serve a nessuno

La concessione è la n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. La promozione di benvenuto è la più larga della lista: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Messe una accanto all’altra, questa cifra e i 50 € di NetWin raccontano due pubblici diversi, e non è una questione di generosità.

Un tetto a 5.000 € è una porta aperta per pochi e un numero scenografico per tutti gli altri: per riempirlo servirebbe versare cinquemila euro in una volta, e chi lo fa non è il lettore tipico di questa pagina. La differenza tra i due operatori sta quindi nell’ordine di grandezza del versamento iniziale che rende l’offerta davvero utile.

L’apertura del conto merita una nota a sé: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. E l’identificazione non è un dettaglio burocratico, perché senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

La concessione n. 16007 appartiene a Pwo S.p.a., e il profilo sportivo del marchio si legge dalla sua app: i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — le competizioni continentali come Champions League, Europa League e Conference League, e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Un catalogo così è utile soprattutto a chi scommette seguendo il campionato che guarda, e non ha bisogno di cercare il mercato esotico per sentirsi coperto. È una scelta editoriale del bookmaker, e a differenza di altre voci di questa lista è verificabile in trenta secondi: apri l’app, guardi la sezione calcio, ti fai un’idea.

Quello che l’app non dice è quanto costi giocare quei mercati. Nessun margine può essere attribuito a questo marchio sulla base delle informazioni disponibili, e su questo punto il lettore resta con la propria domanda.

Lottomatica: il conto che si apre in fretta e si ricarica come vuoi

Dietro il marchio c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione n. 16010. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali che accompagnano il conto nel tempo.

La parte più concreta è però un’altra, e riguarda la vita quotidiana del conto: tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi ci sono PostePay e PayPal, oltre ad altri strumenti che l’operatore elenca nei propri termini. In un mercato in cui molti giocatori non vogliono appoggiare una carta di credito a un sito di scommesse, l’elenco dei pagamenti pesa quanto l’offerta di benvenuto. PayPal, in particolare, tiene il dato bancario fuori dal bookmaker e lo lascia dentro il portafoglio: una soluzione che a molti interessa più di qualche euro di bonus.

Sull’app il marchio copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca. Un’app che serve anche il giocatore che entra dalla rete fisica: la funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita.

Eurobet: il marchio che vive anche fuori dal sito

La concessione n. 16012 è di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che gestisce altri due siti dell’elenco: un caso utile per ricordare che la concessione è per sito e il gruppo per azienda. Eurobet offre ai nuovi iscritti promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali, e tiene l’assistenza raggiungibile dall’app via chat o telefono, con le FAQ consultabili.

Il profilo di questo marchio è quello di chi ha una presenza fisica e una rete di ricevitorie, e la conseguenza per il lettore è semplice: chi preferisce parlare con una persona quando qualcosa non funziona trova qui un canale diretto, cosa che su alcuni operatori solo-app non esiste in forma equivalente. Chi apre il conto solo per giocare online, invece, non trova in questa caratteristica nulla in più rispetto a un concorrente.

William Hill: dieci euro subito contro cinque euro dopo i documenti

La concessione è la n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport è costruito in modo diverso da tutti gli altri di questa lista: accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Il differenziale di cinque euro tra i due percorsi è un prezzo messo sull’attesa. Chi ha SPID lo usa, prende dieci euro e chiude la pratica in pochi minuti; chi non ce l’ha paga la differenza con i documenti e con 96 ore di calendario, che nella pratica significa che il bonus arriva quando il primo deposito è già stato fatto.

La cosa da dire con chiarezza è che il credito è modesto: dieci euro, cinque euro. Non è un’offerta che cambia i conti di nessuno, e chi la sceglie lo fa per il marchio o per l’abitudine, non per il valore dell’incentivo.

AdmiralBet: limiti e autoesclusione diventano un argomento di scelta

Admiral Bet S.r.l. è il concessionario della n. 16048, e questa scheda ha una particolarità: gli elementi più solidi dell’offerta non sono sportivi, sono di controllo. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Sul fronte dell’autoesclusione le condizioni indicano 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. La stessa piattaforma, per la durata, indica anche l’assetto in vigore dal 1° febbraio 2026, che va da 7 a 270 giorni o è indeterminato con revoca possibile dopo 9 mesi.

Per un certo tipo di lettore questa è l’unica scheda che conta, e non è una posizione moralistica: chi sa di avere un rapporto complicato con il gioco trova qui la struttura di controllo più esplicita tra quelle descritte in questa lista, compresa la regola dei sette giorni per alzare un tetto. Chi non ha mai sentito il bisogno di un limite la troverà una scheda noiosa. Va detto però che l’autoesclusione copre tutte le piattaforme autorizzate e non è selettiva, e che una pausa breve si annulla alla scadenza: chi cerca una soluzione definitiva non la trova qui più che altrove.

Betfair: i mercati composti e la sezione a quote maggiorate

Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028, ed è il marchio associato al betting exchange, il gioco in cui il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La sua app sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.

Le combo sono il terreno dove la matematica cambia forma: combinando più esiti la quota cresce, e con essa cresce il margine che il mercato trattiene. Una sezione che mette insieme combinazioni e mercati speciali è esattamente il posto in cui conviene leggere il prezzo prima di premere, non dopo.

Dell’exchange conviene sapere un’altra cosa: il giocatore che fa la banca si assume il rischio di chi scommette contro di lui, e il costo dell’operazione si sposta dalla quota alla commissione. Un 2024 ha riferito che sul mercato italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni resta però materia da verificare caso per caso.

Sisal: la rete dei punti vendita diventa un’app

Sisal Italia S.p.a. è il concessionario della n. 16020. Il marchio si presenta con numeri che parlano da soli: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra i mercati ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, mentre la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

L’integrazione con la rete fisica è la parte più interessante e la più difficile da replicare: con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Per chi vive in una città con una ricevitoria a pochi minuti da casa, questa combinazione vale più di un mercato esotico: il conto online e il bancone diventano la stessa cosa.

Il bonus di benvenuto segue invece il rituale standard: serve essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il credito accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

bet365: dieci mercati e quattro strumenti di controllo

La concessione n. 16030 è intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live.

L’etichetta di partner globale è materiale promozionale, non una garanzia sulla quota proposta; quello che resta sul tavolo è l’ampiezza del palinsesto, che copre sport diversi dal calcio e mercati live in quantità. Per chi scommette su freccette o boxe, e non solo sulla Serie A, questa ampiezza è la ragione per aprire il conto.

Sul versante dei controlli, gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia la pagina indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico marchio di questa lista, insieme ad AdmiralBet, la cui scheda porti un contatto di aiuto accanto agli strumenti: un dettaglio che non cambia il margine di un mercato e cambia l’utilità della scheda per chi ne ha bisogno.

In quali casi conviene un bookmaker nuovo, e in quali casi no

La risposta che serve al lettore non è un nome: è una condizione. Un bookmaker nuovo conviene quando porta qualcosa che il conto già attivo non ha — un mercato che non trovavi, un limite di gioco che ti serve, un metodo di pagamento che usi davvero, un marchio con una ricevitoria sotto casa. In tutti gli altri casi, la novità è solo una data di lancio con una grafica più recente.

Chi cerca incentivi al lancio ha un motivo sensato per aprire un secondo conto, purché lo faccia con l’aritmetica in mano e non con il banner davanti. Chi ha già tre conti e non ne usa più di uno sta collezionando bonus, non strumenti, e i bonus si consumano.

Se invece il tuo problema è avere un tetto di spesa credibile, la scheda da rileggere è quella di AdmiralBet: è l’unica di questa lista in cui la registrazione stessa impone di fissare un limite su ricarica, spesa e tempo di gioco. Nel caso opposto — se non hai mai avuto un problema con il gioco e cerchi solo il mercato più ampio — la scelta si sposta sui cataloghi, e lì Sisal e bet365 hanno i numeri più grossi.

E se stai considerando un sito che non compare tra le 52 concessioni, la questione non è più commerciale. La vigilanza, il collegamento al RUA, la tassazione alla fonte e un foro italiano non esistono per quel marchio, e come ADM stessa ricorda, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi.

In sintesi: cambia sito quando c’è una ragione che sopravvive al bonus, non quando c’è un bonus che sopravvive alla ragione.

Domande frequenti

Come faccio a verificare che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si controlla l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che alla lettura del 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051; gli operatori indicano anche il numero di concessione e la società concessionaria nelle proprie condizioni. Attenzione: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa partendo da puntata e quota?

Si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a quota 1,85 valgono 18,50 €, con 8,50 € di profitto netto, perché il netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Nella multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e due selezioni da 1,80 fanno circa 3,24. La quota alta non significa più probabile.

Come si riconosce dalle quote il margine che trattiene il bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si sottrae il totale da uno. Su un 1X2 con quote 2,50, 3,20 e 3,00 la somma degli inversi vale circa 1,046, quindi il mercato restituisce circa il 95,6 % e il margine circa il 4,4 %. Il margine è diverso per ogni mercato e per ogni sport.

Che limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede limiti su tempo, spesa e perdita, oltre a messaggi automatici su durata e spesa delle sessioni. L’abbassamento di un tetto ha effetto immediato, l’aumento richiede invece sette giorni di attesa.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM vengono corrisposte al netto e non si dichiarano, perché l’imposta unica è versata dall’operatore. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri o privi di concessione le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.

Che rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS o non ADM?

Chi gioca su un sito senza concessione resta fuori dal RUA, quindi l’autoesclusione non lo protegge; il sito è soggetto a oscuramento a livello DNS ed è esposto a sanzioni. La Legge 401/1989, art. 4, come ricorda ADM, sanziona il partecipante con un’ammenda e l’arresto fino a tre mesi: l’importo dell’ammenda non è noto.

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