Scommesse digitali in Italia, 2026 — chi ha la concessione ADM e cosa ti costa davvero

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno

Alla registrazione su un bookmaker con concessione ADM ti viene chiesto di fissare tu quanto puoi ricaricare e quanto puoi perdere in una settimana o in un mese. Non è una formalità: quel numero resta, e più tardi non si alza con un clic, ma con sette giorni di attesa.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Aggiornato al Ottobre 30, 2026; le concessioni e i numeri di conto gioco sono stati verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Gioco responsabile: quello che decidi prima di giocare, e quello che non puoi più cambiare in fretta

C’è una differenza che separa un conto di gioco italiano da quasi tutto il resto del web, e non è il colore della home page. Su un operatore con concessione ADM tu compili, insieme ai dati anagrafici, una piccola dichiarazione di intenti: quanto versi, quanto spendi, quanto tempo passi davanti al palinsesto. Il resto della faccenda sono le conseguenze di quella firma.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Cosa ti chiede il conto di gioco nella prima mezz’ora

Admiralbet, nelle sue condizioni, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile. Tre grandezze diverse, tre periodi diversi: chi pensa solo al deposito dimentica che il limite di tempo si misura in ore, non in euro, e che un conto aperto alle due di notte con un tetto di cinquanta euro può comunque fare danni in una settimana di schedine da due euro.

La regola sui tempi di reazione è quella che sorprende. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato diventa operativo dopo sette giorni. Chi vuole abbassare la propria esposizione non aspetta nulla, chi vuole alzarla ha davanti a sé una settimana per pensarci — ed è esattamente il tempo in cui la maggior parte delle decisioni prese a caldo si sgonfia da sola.

L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 mette nero su bianco queste quattro famiglie di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. La parte interessante è la seconda: il tuo limite non è solo quello che scegli, perché il concessionario ne applica uno suo, parametrato sul profilo. Al limite che decidi tu si affianca quello che decide il sistema.

Autoesclusione e RUA: cosa cambia quando ti escludi

L’autoesclusione è l’unico strumento del pacchetto che non ammette ripensamenti immediati, e non vale su un solo sito. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni sito di gioco online con concessione ADM e anche le sale fisiche. Non è una disattivazione del tuo conto: è un divieto che ti segue tra i concessionari.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il dettaglio da leggere due volte è l’ultimo: l’esclusione a tempo indeterminato non è eterna, ammette una revoca dopo nove mesi — e nove mesi sono, per chiunque abbia mai provato a smettere, un tempo che conta.

L’articolo 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto: la macchina normativa non ha in mente solo il «tutto o niente». Puoi chiudere il casinò e tenere la schedina, o viceversa. La cosa da sapere è che i concessionari devono offrire la possibilità, non che tutti la pubblicizzino con la stessa evidenza; dalle condizioni di ciascuno si vede quale forma di esclusione è stata attivata per categoria.

Su quello che resta fuori, invece, il RUA non ha presa. I siti senza concessione non sono collegati al Registro: un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio estero non è protetto da nessuno. È il punto in cui la sezione sul gioco responsabile smette di parlare di te e comincia a parlare di chi gestisce il mercato, e vale la pena ricordarlo già qui.

Gli strumenti dentro l’app, e il numero da chiamare

Se il conto ti sembra un self-service senza pomello, vale la pena guardare come li impacchettano gli operatori. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quattro strumenti diversi, uno per ogni gradazione del problema: la pausa per chi deve solo raffreddare la testa, il limite di versamento per chi vuole tagliare il carburante, gli avvisi per chi non vede passare le ore, l’esclusione per chi ha superato ogni altra soglia.

Il Telefono Verde non appartiene a bet365 e non è un canale commerciale: è il servizio nazionale, e il fatto che compaia dentro la scheda di un’app dice quanto il mercato italiano abbia incorporato l’idea che il rimedio non sia per forza interno all’operatore.

L’informazione come obbligo: chi paga la campagna

All’articolo 15, comma 2 c’è un obbligo che quasi nessuno conosce: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è filantropia, è una voce di costo, e spiega perché la comunicazione dei concessionari assomigli più a un modulo che a una scelta di stile.

Sul piano pratico la conseguenza è doppia. La prima: chi ti scrive di gioco responsabile lo fa anche perché deve. La seconda: il tetto di un milione rende l’onere decrescente per i grandi operatori — una percentuale identica pesa molto di più sul conto di un concessionario piccolo che su quello di un gruppo con migliaia di scommesse al giorno.

Bonus e free bet: quanto betting costa davvero un «bonus di benvenuto»

Il «bonus di benvenuto» è il termine che usano gli operatori, e conviene partire da un fatto che sfugge a molti: il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Il credito promozionale è legale e regolamentato; quello che non si può fare è reclamizzarlo su internet, in tv o allo stadio. Da qui una curiosa asimmetria del mercato italiano: i bonus ci sono, ma vivono dentro le pagine di condizioni e le sezioni riservate, non nelle campagne che li annunciano.

Due forme, due valori: il bonus di verifica e quello accreditato subito

Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Dieci euro contro cinque, con una differenza che non sta nel premio ma nella strada: chi ha lo SPID incassa subito, chi compila il modulo a mano aspetta l’esito della verifica.

Il termine delle 96 ore è il punto da segnare in agenda. Non è una finestra per giocare, è una finestra per farsi riconoscere: chi si registra la sera della vigilia di un grande evento e conta di avere il bonus attivo per la partita può restare a guardare. La lettura pratica dice una cosa semplice: se hai lo SPID, usalo, perché quella scorciatoia vale cinque euro e un paio di giorni.

Sisal lega invece il riconoscimento al primo versamento: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Nessun importo qui, e nessuna quota minima pubblicata — quello che il concessionario ti dice è dove puoi spendere il credito, non quanto vale, e la differenza tra le due informazioni è tutto ciò che resta da verificare sul tuo conto prima di versare.

SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali. Due listini che non pubblicano né percentuali né soglie: nel mercato italiano il numero è negoziato con il tuo profilo più che stampato in vetrina.

Il moltiplicatore che vogliamo e quello che non c’è

Su questa famiglia di siti l’ultima domanda è sempre la stessa: qual è il requisito di rigioco. È la domanda giusta, ed è anche quella a cui il mercato italiano risponde poco. Non esiste un tetto statutario né al bonus né ai requisiti di puntata; importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore, e sono le condizioni che vanno lette. Un bonus senza requisiti pubblicati non è un bonus più generoso: è un bonus di cui non conosci ancora il prezzo.

Vale la pena dire cosa cercare, perché è lì che il valore si decide. Il fattore di rigioco dice quante volte devi far girare il credito prima di poter prelevare; la quota minima dice quali giocate contano; la scadenza dice per quanto tempo il credito è vivo; il tetto sulla vincita dice quanto di quello che vinci resta tuo. Quattro righe in fondo a una pagina di condizioni, e sono quelle che trasformano un annuncio in un numero.

Il margine dentro la quota: perché il rigioco è la grandezza che conta

Il margine del bookmaker non è una voce nascosta: sta dentro ogni quota, e si vede sommando le probabilità implicite di tutte le ipotesi di uno stesso mercato. Su un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato — il margine si ricava così: la somma dei reciproci delle due quote è 0,5263 + 0,5263 = 1,0526, quindi la quota di payout è 1 ÷ 1,0526 = 0,950, cioè il 95 %, e il margine è il 5 %. Il bookmaker trattiene cinque unità ogni cento puntate su quel mercato, con l’assunzione che il volume si distribuisca come le probabilità implicite.

Quel 5 % è un margine di esempio e vale come ordine di grandezza, non come prezzo: il margine effettivo di un mercato reale dipende da quante ipotesi il mercato contiene e da quanto il bookmaker intende guadagnarci su quel palinsesto. Su un 1X2 a tre esiti ben bilanciato il payout tipico non arriva al 95 %; su un mercato secondario, con meno liquidità e meno occhi addosso, scende ancora. La forbice va letta come una banda: intorno al 90–95 % di payout sui mercati principali, sotto su quelli di nicchia.

È qui che il rigioco smette di essere una clausola e diventa una voce di conto. Un bonus da 50 € con requisito di rigioco dieci volte significa 500 € di puntate da piazzare prima di poter prelevare. Se tutto quel volume passa su mercati con un payout del 95 %, la perdita attesa, cioè il costo medio dell’operazione sull’insieme delle giocate, è di circa 25 € — contro un bonus da 50 € che, mediamente, ne vale 25. Il conto torna in pareggio solo se il rigioco è più corto, o se le quote sono migliori di quelle dell’esempio.

La conclusione che si può trarre è una sola, ed è modesta: il valore medio di un bonus dipende da tre grandezze — l’importo, il rigioco e il margine dei mercati su cui giochi — e nessuna delle tre la decide la pagina promozionale. Un requisito di rigioco ignoto vale, in pratica, come un bonus ignoto.

App e mobile: cosa cambia quando il banco te lo porti in tasca

Il telefono ha cambiato il modo in cui si scommette più di quanto abbia cambiato il modo in cui si calcola una quota. Prima ci si sedeva davanti a un palinsesto; adesso il palinsesto arriva in notifica, e la differenza non è di comodità, è di frequenza. Più occasioni di giocare nello stesso pomeriggio significano più puntate, e più puntate significano più margine lasciato al banco: il conto finale della comodità lo paga sempre chi gioca.

Funzioni che esistono solo su schermo

Le app dei concessionari italiani non sono siti compressi. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Sono due esempi di una stessa tendenza: il casinò e la schedina vivono nell’icona accanto, e il passaggio dall’uno all’altra non richiede nemmeno di cambiare applicazione.

La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. La funzione Bet Scanner dell’app Lottomatica permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. Con l’app SNAI si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket.

Questi tre esempi dicono qualcosa che le classifiche delle app non dicono: il digitale italiano non è alternativo alla ricevitoria, ci si appoggia. Chi gioca in negozio controlla dal telefono, chi gioca dal telefono incassa in negozio, e il conto di gioco fa da ponte. Per chi ha un tabaccaio sotto casa è un vantaggio reale; per chi non ce l’ha, è una funzione che non userà mai.

Sul versante dei pagamenti, il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. Dall’app Eurobet si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.

Le app non sono solo calcio. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Nella sezione Virtual di Eurobet si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0. I Virtuali dell’app Lottomatica comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.

Il virtuale non è un dettaglio trascurabile nell’economia di un conto. Un palinsesto che gira dalle sette del mattino alle tre di notte riempie le ore in cui il calcio europeo non offre niente, e per il giocatore che scommette per abitudine più che per convinzione è il momento in cui il margine del bookmaker lavora di più, perché su un risultato generato da un software nessuno ha un’informazione in più.

Quanto streaming trovi dipende dall’operatore. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

C’è poi il momento in cui il telefono va in tasca e la partita non si gioca. Una partita rinviata è il caso classico: la schedina resta sospesa, e chi ha puntato su un evento che slitta di ventiquattr’ore deve sapere se la giocata resta valida, se viene rimborsata o se il mercato viene riaperto con una quota diversa. Le regole sono nelle condizioni di ciascun operatore, e la funzione che risolve la faccenda senza aspettare la decisione del regolamento è il cash out: chiudere la giocata prima che l’evento finisca, incassando quello che il mercato offre in quel momento.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Il cash out merita una riga in più, perché è la funzione che gli operatori vendono come controllo e che controllo non è. Il prezzo di uscita lo fa il bookmaker, non il mercato, e include il suo margine: chi esce sempre in vantaggio nelle proprie sensazioni può uscire in perdita nel proprio saldo. Detto questo, per chi ha puntato un importo che non poteva permettersi di perdere, è meglio di niente.

La partita in diretta, il mercato che non riposa

Le scommesse live sono il motivo per cui l’app batte il sito: la quota si muove mentre l’evento si svolge, e chi ha il telefono in mano la vede muoversi. Quello che nessun listino dice è dove finisce la partita e comincia il casinò, ed è il motivo per cui la sezione sui limiti viene prima di questa.

Il tema è che i mercati live sono la parte del palinsesto in cui il margine, e quindi il costo implicito di ogni puntata, è più difficile da confrontare: le quote si aggiornano, il payout non è pubblicato e la stessa giocata a pochi secondi di distanza vale un prezzo diverso. Il giocatore che vuole capire quanto gli costa una puntata live non ha una tabella da guardare, ha solo il confronto tra ciò che gli sembra una quota giusta e ciò che il bookmaker gli sta offrendo.

Quanto siano ampie le regole di ADM sui mercati live, i ritardi e gli eventi ammessi è materia che non si trova in una pagina di comparazione: è materia di concessione. Quello che un giocatore può fare è guardare il numero di mercati e la profondità dell’offerta live come indizio della cura che l’operatore mette nel prodotto, non come una promessa di prezzo.

Il palinsesto come documento approvato

C’è un passaggio normativo che vale la pena conoscere perché spiega il limite di molte offerte: l’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno; a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner come riporta la stampa di settore.

La conseguenza pratica è che nessun operatore, per quanto veloce sia la sua app, può offrirti un evento che ADM non ha approvato. Quando trovi un mercato su un campionato esotico su un sito italiano e non su un altro, la differenza sta spesso lì, non nella pigrizia del bookmaker. Che poi un palinsesto contenga o meno gli esports è materia che non risulta: chi cerca quel mercato deve guardare la lista degli eventi del singolo operatore, non fidarsi dell’etichetta sull’app.

Sulle app, le regole sono le stesse della scrivania

Un’app non cambia il quadro normativo, e questo è il punto che vale la pena fissare. Su un’app di un concessionario valgono gli stessi obblighi che su un sito: identificazione piena per il conto di gioco, limiti, RUA. Chi apre l’app pensando a un ambiente separato sta sbagliando pezzo di mercato.

C’è una conseguenza più fine, e riguarda chi si è autoescluso. Il blocco del RUA attraversa le piattaforme, quindi arriva anche all’app: non esiste la scorciatoia dello smartphone. È il caso in cui la tutela funziona bene, e vale la pena dirlo senza ironia, perché sono meno i casi di quanto si speri.

Dieci concessionari a confronto: cosa guardiamo e in che ordine

Prima la cautela che vale per tutta questa parte. Nessuno dei dieci nomi che seguono è una classifica e nessuno è un consiglio: è un elenco di concessionari presenti nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, con i fatti che le loro condizioni e le loro schede pubblicano. Il mercato non finisce qui: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare in questo elenco non è per questo privo di licenza.

I criteri, e i due che contano più degli altri

Il primo criterio è il numero di concessione, perché in questo mercato è l’unico dato che non si può comprare con una buona grafica. La concessione è rilasciata per sito, non per azienda, e una stessa società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il secondo criterio è chi è il concessionario, perché il marchio e la società che risponde raramente coincidono: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited.

Il terzo criterio è il prodotto, cioè il palinsesto, i mercati, le funzioni dell’app e il modo in cui si versa e si preleva. Il quarto, e per molti lettori il primo, è cosa dice l’operatore stesso del gioco responsabile: non la pagina dedicata, che è sempre bella, ma il livello di dettaglio con cui i suoi termini descrivono limiti e autoesclusione. Un operatore che nomina le durate, le revoche e i tempi di decorrenza ha qualcosa da dire; uno che si limita a un rimando ha meno da dire.

Un quinto criterio non è una proprietà del marchio, ma una domanda che conviene farsi: quanto quella piattaforma è adatta a un conto che parte con poco. Su un mercato dove il limite di deposito è scelto in registrazione, un conto da cento euro al mese non ha alcun bisogno di quindici tipi di scommessa, ha bisogno di un’app che non ti spinga a fare la terza schedina della serata.

Quello che una comparazione non riesce a dirti

C’è una colonna che manca in ogni tabella di questo genere ed è la più importante per chi scommette: la quota che quel bookmaker propone sul mercato che ti interessa, nel momento in cui lo guardi. Le quote cambiano durante la giornata, il payout non è pubblicato e nessuna tabella di comparazione può stare dietro a un prezzo che si muove. Le buone abitudini non invecchiano: due o tre piattaforme aperte sulla stessa partita, e un’occhiata al prezzo prima di confermare.

La seconda cosa che una comparazione non dice è il costo di una promozione. Due operatori possono annunciare lo stesso «bonus di benvenuto» e averne due completamente diversi, perché il valore sta nel requisito di rigioco, nella quota minima, nella scadenza e nel tetto sulla vincita — dettagli che vivono in fondo alle condizioni.

Le cinque domande da fare a un bookmaker prima di versare

Vale più di ogni elenco. La prima: qual è la durata dell’autoesclusione che questo operatore applica e quando si può revocare. La seconda: come si alza e come si abbassa un limite, e dopo quanto tempo ha effetto. La terza: cosa serve per completare l’identificazione e quanto tempo ho prima che il conto venga sospeso. La quarta: quali requisiti ha il bonus e su quali quote posso giocarlo. La quinta: come si preleva e con quali strumenti.

Tutte e cinque hanno una risposta scritta, e nessuna delle cinque è nella home page. Se un operatore non ti dà una risposta chiara su una di queste, è già una risposta.

La tabella: concessione, concessionario, condizioni

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore sull’argomento
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited —
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa —
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. —
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Il numero di concessione e la società non risultano dalle condizioni richiamate; l’app indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, autoesclusione e il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Il Benvenuto Sport accreditato è da 10 € con registrazione SPID, 5 € come bonus di verifica con registrazione manuale
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Il bonus di benvenuto richiede conto di gioco, registrazione e prima ricarica; l’importo non è indicato
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited —
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Il bonus di benvenuto è collegato al download dell’app e alla registrazione; l’importo non è indicato
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco impostato in registrazione; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, e dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni

La terza colonna è quella che fa la differenza tra una tabella e un elenco telefonico, e si legge in due modi. Nel primo, sono quattro le condizioni che pubblicano qualcosa di verificabile sul tema dei limiti e dei bonus; per gli altri sei il concessionario e il numero di concessione restano l’unico dato solido, il che è già molto in un mercato dove l’etichetta «sicuro» non significa nulla. Nel secondo, il dettaglio più ricco appartiene a un marchio che non è il più grande del gruppo: AdmiralBet scrive per esteso durate, periodi e tempi di decorrenza, e questa è la variabile che un lettore dovrebbe guardare prima del logo.

Sui numeri di concessione conviene una precisazione che la tabella non può contenere. I codici vanno da 16000 a 16051 e le righe dell’elenco ADM sono 52: la concessione è legata a un sito, non a una società, e la stessa azienda può comparire più volte. Il numero che leggi nella tabella identifica quel sito, non quel marchio in ogni sua forma.

Le basi: come si legge il palinsesto italiano prima di puntare

Il mercato italiano ha una struttura che conviene capire prima di confrontare le quote, perché spiega da dove arrivano quasi tutte le differenze tra un operatore e l’altro. È un mercato di concessioni, non di licenze aperte, e questo cambia il modo in cui i prodotti vengono costruiti e offerti.

Singola, multipla, sistema, combo: quattro modi di costruire un biglietto

La singola è una puntata su un solo esito. La multipla mette insieme più esiti in un unico biglietto: la quota finale è il prodotto delle quote, e il prezzo cresce molto più in fretta della probabilità. Un sistema combina più multiple sullo stesso insieme di pronostici, in modo che un errore non azzeri tutto il biglietto; SNAI, Eurobet e Goldbet lo mettono nelle rispettive app accanto a singole e multiple.

La combo, o My Combo da SNAI, è la variante che combina più pronostici sulla stessa partita o su partite diverse con una quota unica; Betsson elenca tra i propri mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La differenza tra una multipla e una combo è sottile e sta nella provenienza dei mercati: la combo nasce da un prodotto preconfezionato dal bookmaker, la multipla la costruisci tu.

Vale la pena dire cosa cambia per chi punta. Sulla singola la quota è trasparente e il confronto tra operatori è immediato. Sulla multipla il confronto diventa opaco, perché il prodotto delle quote amplifica le differenze: un margine più alto su ogni singola gamba si moltiplica insieme alla quota, e una multipla a quattro gambe può costare al giocatore più del doppio di quanto costi una singola a parità di margine per mercato.

Il sistema è il formato che i concessionari italiani spingono di più, ed è comprensibile: un sistema con tre multiple su quattro pronostici genera tre volte le puntate di una singola, e tre volte il margine incassato a parità di esito. Chi sceglie un sistema paga la riduzione del rischio con un volume di giocate maggiore.

Quota fissa, totalizzatore, eventi simulati

La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore; se qualche marchio online offra oggi totalizzatori sportivi è cosa che non risulta. La distinzione conta perché i due prodotti hanno economie diverse: nella quota fissa il prezzo è noto prima della puntata e il rischio è del bookmaker, nel totalizzatore il prezzo si forma alla fine e il rischio è del giocatore.

Gli eventi simulati hanno una definizione normativa propria: l’articolo 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi generati al computer, comprese le corse di cavalli e altre, mostrati con animazione o come evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti dei concessionari vivono dentro questa definizione. Sul piano fiscale questi eventi pagano l’imposta unica al 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite, un trattamento che dice quanto il legislatore consideri il virtuale una materia a sé.

L’ippica, invece, è due cose diverse e conviene non confonderle. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e tipi analoghi di totalizzatore, definiti dall’articolo 2, lett. h) — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio accetti oggi totalizzatori di ippica nazionale online è cosa che non risulta.

Come si calcola quello che ti torna in tasca

La vincita di una scommessa a quota fissa si legge in due numeri. Su una puntata di 10 € a quota 1,90, il ritorno in caso di esito favorevole è 10 € × 1,90 = 19 €, e il profitto netto è 10 € × (1,90 − 1) = 9 €. Sulla multipla si moltiplicano le quote: due esiti a 1,90 danno una quota complessiva di 3,61, e i 10 € di prima tornerebbero 36,10 €. Sulla singola a 1,90 il bookmaker paga diciannove euro per ogni dieci incassati; il resto della differenza con la probabilità reale è il margine del mercato.

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore, che descrive la tassazione come «alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. La precisazione è d’obbligo perché la materia è riportata dalla stampa specializzata e non da una pagina dell’amministrazione finanziaria: in caso di dubbio su una posizione concreta, la strada è un commercialista.

Quello che invece ha una fonte amministrativa dichiarata riguarda i siti non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata è cosa che non risulta, e la posizione va letta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il conto di gioco: un conto che si apre una volta e si controlla sempre

Il conto di gioco nasce identificato. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso con i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. È il dettaglio pratico che sorprende più spesso chi si registra di fretta: il conto esiste, le scommesse si possono piazzare, ma il momento del prelievo arriva dopo la verifica.

Aprire il conto BetFlag, per esempio, passa dal sito che rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Lo SDI e le altre modalità convivono con la compilazione tradizionale, ma è la prima che decide la velocità con cui il conto diventa pienamente operativo.

Il codice fiscale e i dati anagrafici sono la parte semplice. La parte che vale la pena capire è che l’identificazione non è un ostacolo burocratico messo lì per rallentarti: è la condizione che permette l’esistenza del RUA e dei limiti. Un conto anonimo non può essere autoescluso in modo efficace, perché non c’è un’identità da registrare.

Come si versa, e cosa c’è dietro il punto vendita

I «punti vendita ricariche» sono la parte del sistema che gli osservatori stranieri trovano strana e che gli italiani usano senza pensarci. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — tenuti in un registro ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Il tetto dei 100 € a settimana è il numero che spiega l’intero meccanismo. In contanti si può alimentare il conto solo fino a quella soglia, e per il resto si passa dagli strumenti tracciati. Non è una regola pensata per il giocatore prudente: è una regola pensata per il contante, e chi ricarica al tabaccaio ogni sabato mattina prima di una giornata di partite dovrebbe saperlo. Il registro ha anche una funzione di controllo: un punto vendita iscritto ha un’identità, un indirizzo e un codice.

Gli strumenti che compaiono più spesso nelle condizioni dei concessionari sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti al tabaccaio con SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri.

Sul versante delle criptovalute la posizione resta aperta: nessuno statuto nomina valute digitali tra gli strumenti approvati. Chi legge un annuncio che promette depositi in bitcoin su un dominio italiano dovrebbe chiedersi quale sia il concessionario dietro quel dominio, perché la regola di questo mercato è che il pagamento passa dagli strumenti che il titolare ha dato al concessionario.

Normativa: concessione, pubblicità e cosa rischia chi gioca altrove

La domanda vera su questo mercato non è mai «è legale». È «legale per chi». La risposta passa da un elenco pubblico, da un divieto pubblicitario che gli italiani conoscono per il nome e non per il contenuto, e da una legge penale del 1989 che nessuno legge e che vale ancora.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

L’elenco: l’unica prova che conta

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS; il mercato dice ancora «AAMS») è l’autorità che rilascia le concessioni per il gioco a distanza. La vigilanza del settore si fonda sul Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.

Sotto l’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo; i requisiti includono una società di capitali con sede nello SEE, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nella gara, sempre sul comma 5, e i termini della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata (articolo 4, comma 3; articolo 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Il nodo pratico è la struttura dell’elenco. L’elenco, che ADM pubblica, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una, come si è visto. La concessione è per sito, non per azienda. E soprattutto: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive — lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nelle proprie condizioni. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe.

C’è un corollario che sfugge quasi sempre: un concessionario può avere il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Un marchio che ha il numero di concessione può non avere le scommesse. È la ragione per cui il numero dice tutto sul piano della legalità e niente sul piano del prodotto — e per cui conviene guardare il palinsesto prima di considerare un conto.

Sulle modifiche successive al decreto del 2024 non c’è nulla da aggiungere: quali emendamenti siano entrati in vigore non risulta, e la materia è in movimento.

Decreto Dignità: cosa vieta davvero

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione spetta ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Il decreto, però, non è solo un divieto: promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (articolo 3, lett. l) e permette a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (articolo 3, lett. m; articolo 15, comma 3). La conseguenza, per il lettore, è che la comunicazione legale di un bookmaker in Italia tende a somigliare a un avviso pubblico e non a un annuncio. Chi si è sempre chiesto perché i concessionari italiani sembrino così timidi sui propri prodotti ha qui la risposta.

Sul fronte sanzionatorio, il quadro recente va letto con attenzione. La stampa di settore riporta che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Le proposte non sono legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è una proposta, il cui esito non risulta, e alla data della verifica il divieto resta in vigore.

Il segnale che arriva dall’insieme è che la vigilanza sta diventando più formale e più contenziosa: il TAR che rimette la sanzione minima alla Consulta è il tipo di passaggio che in un mercato maturo precede un periodo di incertezza, non di lassismo.

C’è un secondo fronte, meno discusso, e riguarda la pubblicità dei siti non autorizzati. ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare misure di AGCOM verso i mezzi che la ospitano. La conseguenza è che la tolleranza verso un banner vale meno di quanto sembri: il rischio cade anche su chi ospita, non solo su chi pubblica.

Chi non ha la concessione: come si blocca e cosa rischia chi ci gioca

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Sul piano tecnico il blocco funziona a livello di DNS e su alcuni provider arriva in ritardo, il che produce la situazione tipica dell’utente italiano: il dominio non risponde, il mirror ricompare dopo qualche ora. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono decine o centinaia di domini per volta. La parola che descrive il risultato è «oscurati», ed è una parola onesta: oscurare non è chiudere.

Poi c’è il pezzo che riguarda il giocatore in prima persona. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’articolo 4, come ADM la cita il 28 febbraio 2024, recita: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’ammontare in euro dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore sono cose che non risultano; per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Il bilancio tra le due strade si legge così. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio estero senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. L’offerta offshore esiste davvero e si presenta nei risultati di ricerca con licenze straniere: sono licenze che in Italia non hanno alcun valore giuridico, e la zona che descrivono è una zona senza tutele, senza strumenti di autoesclusione collegati al Registro e senza un’autorità a cui rivolgersi quando qualcosa va storto.

L’imposta unica e chi la paga

Il prelievo sul gioco a quota fissa cade sul concessionario, non sul giocatore, ed è l’imposta unica disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta. Le aliquote riportate dalla stampa di settore sono 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite corrisposte; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e del 47 %. Gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

La differenza di quattro punti tra rete fisica e distanza è la ragione economica per cui l’offerta online italiana ha interesse a restare online, e per cui la raccolta in negozio continua a essere trattata con un occhio di riguardo dal legislatore. Per il giocatore non cambia il prezzo della quota; cambia l’ambiente in cui quel prezzo è stato costruito. Se il credito di un bonus entri nella base imponibile è cosa che non risulta.

Chi gioca su un sito senza concessione non ha nemmeno il cuscinetto dell’imposta pagata dall’operatore: si trova nella posizione descritta dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate richiamata parlando del conto di gioco, con l’intero importo ricevuto imponibile come reddito diverso.

Quando il palinsesto è un documento approvato

Un richiamo, perché spiega anche il limite di certe offerte. Il palinsesto definito dall’articolo 2, lett. s) è il programma predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che vi figurano. Il betting exchange, invece, è un gioco separato: l’articolo 6, comma 1, lett. e) e l’articolo 2, lett. u) lo ammettono come raccolta in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere i due in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riporta che nulla è dovuto dal giocatore sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che non risulta; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Sulle scommesse su eventi che coinvolgono minori esiste una delibera di un direttore di ADM che richiama il DM 111/2006; il contenuto non risulta. Un tetto statutario in euro sulle puntate sportive non risulta: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.

I dieci concessionari, uno per uno

Le schede che seguono non sono una classifica. Sono quello che le condizioni e le schede dei dieci marchi pubblicano, con una riga finale che è la lettura di questa pagina e non un fatto dell’operatore.

Betsson: la concessione 16027 e i mercati combo

Il marchio opera sul sito italiano con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited. La stessa società compare una seconda volta nell’elenco con StarCasinò: chi pensa a due marchi alternativi potrebbe in realtà avere davanti due prodotti dello stesso concessionario, e questo vale la pena saperlo quando si confrontano i due listini.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È una copertura larga sui mercati classici, con l’aggiunta della combo, e la struttura dell’app dichiara la sua doppia anima sportiva e da casinò fin dal nome.

La lettura di questa pagina è che Betsson si colloca nella fascia dei concessionari per chi cerca ampiezza di mercati e non ha fretta di scegliere: la doppia intestazione con StarCasinò non è un difetto, ma chi confronta i due listini lo sta facendo dentro la stessa azienda.

SNAI: la concessione 16032, il network e il QR code

La concessione è la n. 16032, Snaitech Spa, e il marchio ha una rete di punti vendita che pochi concorrenti possono vantare su scala nazionale.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.

La parte che distingue davvero l’esperienza è fisica. Con l’app SNAI si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Il conto di gioco SNAI si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità; SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche.

Il giudizio di questa pagina: SNAI vince sul territorio, non sul listino. Chi ha un punto vendita abituale ha un ponte tra carta e telefono che nessun bonus compensa; chi gioca solo online troverà qui meno occasioni di vantaggio e più continuità.

Planetwin365: la concessione 16007 e il calcio come specialità

La concessione è la n. 16007, Pwo S.p.a., e il nome del marchio dice già dove punta.

L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È il palinsesto calcistico più esplicitamente dichiarato tra quelli che questa pagina ha esaminato: sette competizioni di club nominate una per una, dalla Serie A alla Conference League.

Il verdetto: quattro campionati italiani in un solo elenco sono un argomento per chi segue anche la Serie C, non solo per il tifoso di cartello. Chi però cerca mercati su sport di nicchia o su eventi non sportivi troverà altrove un palinsesto più largo.

bet365: la concessione 16030, la UEFA e i mercati esotici

La concessione è la n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Un partner ufficiale della competizione europea ha un vantaggio che il tifo non vede: la visibilità del calendario arriva prima. È anche il marchio indicato come primo partner della Setka Cup, l’evento autorizzato da ADM a settembre 2026, il che dice quanto l’operatore investa su palinsesti non ovvi.

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il pacchetto più articolato tra quelli richiamati su questa pagina, e vale la pena notarlo perché un operatore che descrive quattro strumenti diversi ha una politica da leggere, non una pagina decorativa.

Il verdetto: la copertura internazionale e l’etichetta di partner UEFA ne fanno un candidato per chi gioca su competizioni estere e mercati che gli altri listano in ritardo; il contro è che quattro strumenti di controllo esistono perché quattro modi di superare il limite sono stati visti prima.

William Hill: la concessione 16044 e il bonus che dipende dallo SPID

La concessione è la n. 16044, William Hill Malta Plc.

Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È l’unica offerta di benvenuto in questa selezione che pubblichi due importi diversi per due strade di registrazione, e la lettura pratica è immediata: il valore dell’offerta dipende da quanto sei attrezzato, non da quanto versi.

Il verdetto: William Hill è la scheda che si legge per la meccanica e non per l’importo. Due cifre piccole ma verificabili dicono più di un annuncio senza numeri, e chi si registra con lo SPID parte con un vantaggio concreto su chi compila il modulo a mano.

Sisal: la concessione 16020, il matchpoint e i 15.000 eventi live

La concessione è la n. 16020, Sisal Italia S.p.a., e il marchio porta con sé una rete di ricevitorie storica.

L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Anche qui l’importo non è pubblicato, e la cosa si legge come una scelta: un’offerta descritta dalla destinazione d’uso più che dal valore.

Il punto che distingue Sisal è geometrico. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Un marchio con 15.000 eventi live e un tabaccaio sotto casa ha due clientele nello stesso conto, e le serve entrambe bene. Il verdetto è che questa è la scheda più completa della selezione per chi vuole tutto: volume, virtuale, ippica, streaming, rete fisica — a patto di accettare che il listino dei bonus non dica quanto vale.

Eurobet: la concessione 16012, il palinsesto più largo e l’ipotesi dello SPID

La concessione è la n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che nell’elenco di ADM compare anche con Bwin e Gioco Digitale.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Dall’app si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.

Il palinsesto è il più largo della selezione, e le elezioni tra i mercati sono la prova che tipo di casa sia: un operatore che quota la politica non sta cercando il tifoso, sta cercando chi apre l’app ogni giorno. Il rovescio della medaglia è l’identificazione: sapere che il conto di gioco si apre anche con SPID e CIE accanto alla registrazione classica è utile più di qualsiasi elenco di mercati, perché il tipo di documento che usi decide quando arrivi davvero a prelevare.

Il verdetto: la scelta per chi vuole trovare una quota su qualcosa che gli altri non quotano, e per chi ha già SPID o CIE e vuole accorciare i tempi del conto.

StarCasinò: la concessione 16026, la seconda scheda di Azzurri Limited

La concessione è la n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società di Betsson. È il caso più chiaro di un gruppo con due insegne nella stessa lista.

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. L’ordine in cui la scheda descrive sé stessa è significativo: prima il casinò, poi le slot, poi lo sport. Il prodotto è costruito per chi entra per il gioco da tavolo e resta per la partita, non il contrario.

Il verdetto: StarCasinò è un marchio sportivo in seconda battuta. Chi cerca un bookmaker con un palinsesto profondo farà meglio altrove; chi ha già un conto sul casinò e vuole un singolo sportivo senza cambiare operatore trova qui una soluzione, e non è una soluzione da poco.

Goldbet: la concessione 16009 e il bonus che arriva insieme all’app

La concessione è la n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), la stessa società dietro il sito Lottomatica.

L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La combinazione non è casuale: il bonus è legato al canale, non al volume. L’importo non è indicato, e anche in questo caso il numero è materia delle condizioni.

Il verdetto: Goldbet è la scheda che funziona per chi scommette dal telefono e non vuole scaricare l’ennesima interfaccia per scoprire che è un sito in miniatura. La quota di mercato passa dalla doppia insegna con Lottomatica, e chi apre i due conti sta parlando con la stessa azienda.

AdmiralBet: la concessione 16048 e le condizioni più esplicite della lista

La concessione è la n. 16048, Admiral Bet S.r.l., e questa scheda è la ragione per cui valeva la pena leggere le condizioni di tutti.

In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Due dettagli meritano di essere letti insieme. Il primo è il tempo di decorrenza dei limiti: chi vuole alzare il tetto aspetta una settimana, e in quella settimana il tetto vecchio vale ancora. Il secondo è la revoca dell’esclusione indeterminata dopo nove mesi: chi pensa che l’esclusione a tempo indeterminato sia una porta sbarrata si sbaglia, ed è una cosa da sapere prima di contare su di essa.

Il verdetto: AdmiralBet è il marchio di questa selezione che pubblica le condizioni più esplicite sul gioco responsabile, e la sua scheda andrebbe letta non per l’offerta ma per il metro di confronto che offre sugli altri. Un operatore che scrive i tempi di decorrenza e le durate dell’esclusione ha una policy; uno che non lo fa ha una pagina.

Domande frequenti sulle scommesse digitali in Italia

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si controlla l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM: a oggi conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. In alternativa il numero di concessione e la società sono dichiarati dall’operatore nelle proprie condizioni. Attenzione: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a quota 1,90 tornano 19 €, e il profitto netto è 10 € × (1,90 − 1), cioè 9 €. Nella multipla le quote si moltiplicano tra loro: due esiti a 1,90 danno una quota complessiva di 3,61, e gli stessi 10 € tornerebbero 36,10 €.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide uno per quella somma: su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526, il payout è circa il 95 % e il margine è il 5 %. È un esempio illustrativo: il margine reale dipende da quante ipotesi contiene il mercato e dalla sua liquidità.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Durante la registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e il concessionario ne applica uno proprio in base all’età e al comportamento, secondo protocolli approvati da ADM. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca anche autolimiti su tempo, spesa e perdita.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: l’imposta unica cade sul concessionario, che la versa sulla differenza tra puntate e vincite. È quanto riporta la stampa di settore, che descrive il prelievo come «alla fonte». Su una posizione concreta conviene consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto, ed è esposto al blocco DNS con oltre 11.481 domini oscurati al 2025. ADM richiama la legge 401/1989: anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari rischia ammenda e arresto fino a tre mesi. Sulle vincite, la risoluzione n. 141/E del 2010 le tratta come redditi diversi.

Contenuto creato dal team «scommessesuigol»