Migliori siti di scommesse 2026: dieci concessionari ADM a confronto

Updated Ottobre 2026
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Tre palloni di sport diversi allineati uno accanto all'altro su una panca di legno

La strada per arrivare a un bookmaker utilizzabile in Italia è più corta di quanto sembri: si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS), si cerca il nome del sito e si guarda il codice di concessione. Chi non è su quella lista non può accettare scommesse da un giocatore italiano, punto. Il resto — bonus, quota, app, limite di deposito — è la parte in cui le scelte si differenziano davvero, e su questa pagina le descriviamo nell’ordine in cui contano per chi deve decidere.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Ottobre 30, 2026 — dati verificati sulle condizioni pubblicate dagli operatori e sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Prevenzione e tutela: cosa succede quando un bookmaker ti chiede di fermarti

Cominciamo dal fondo, dalla parte che nessuna classifica mette in cima e che invece decide se un conto è utilizzabile per anni. In Italia il gioco responsabile non è un’opzione di cortesia che l’operatore regala: è un obbligo che discende dalla concessione, e per il giocatore sono strumenti che si attivano una volta sola e poi restano lì, a seconda della piattaforma.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Gli strumenti dell’operatore e la scelta del giocatore

La forma dell’autoesclusione non è uguale su tutti i siti, e questa differenza è la prima cosa che separa una piattaforma dall’altra. AdmiralBet prevede periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi cerca un sito «senza autoesclusione» sta cercando una cosa che non esiste tra i concessionari: la domanda sensata è quanto elastica sia la durata, e su questo le condizioni pubblicate dagli operatori danno risposte diverse.

Da qui in poi la scelta si sposta sul terreno delle pausa breve e dei limiti. bet365 mette a disposizione periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il pacchetto classico del concessionario italiano, e vale la pena notare una cosa: gli strumenti ci sono, ma vanno impostati, e chi non li imposta non li ha.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Limiti di puntata, limiti di vincita e la domanda che non ha risposta

Le ricerche su un bookmaker «senza limiti di puntata» e «senza limiti di vincita» partono da un presupposto sbagliato. Nessuna delle condizioni lette impone un tetto alle vincite del giocatore, e un tetto legale in euro alle puntate sulle scommesse sportive non risulta; gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore stesso sceglie. Alla registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quel ritardo di sette giorni è il dettaglio che conta: serve a impedire che una serata storta si trasformi in un limite alzato d’impulso.

Il quadro normativo lo dice in modo asciutto: l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Sul deposito la regola pratica è questa: alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale in fase di iscrizione, una riduzione si applica subito e un aumento richiede sette giorni. Il valore del limite che l’ADM fissa nel bando non è pubblico, e questo ha una conseguenza per il lettore: il numero che conta per te non è quello del bando, è quello che scrivi nella casella in fase di registrazione.

Il RUA e la sua area di copertura

C’è un registro che vale più di qualunque promessa. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e alle sale sul territorio. Un giocatore che si è autoescluso lì dentro è fuori, per il periodo che ha scelto, e non c’è ufficio marketing che possa riportarlo dentro.

Il punto delicato è un altro, ed è quello che la maggior parte delle guide salta: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude su un .com non ha scritto il proprio nome in nessun registro condiviso, e sull’altra piattaforma resta perfettamente raggiungibile. L’autoesclusione italiana è un recinto con un muro solo da un lato; dall’altro è aperta.

C’è anche un obbligo informativo che vale la pena conoscere, perché spiega chi paga certi messaggi: ai sensi dell’art. 15, comma 2, ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta rispetto ai margini del settore, e va letta per quello che è: il minimo di legge, non una misura dell’impegno.

Crypto e anonimato: dove finisce il pseudonimato

Il pacchetto di parole che porta qui — bitcoin, crypto, ethereum, litecoin, USDT — promette tre cose insieme: depositi veloci, nessun controllo e una qualche forma di riservatezza sulle giocate. Sui siti che possono accettare un giocatore italiano quelle tre promesse non stanno insieme.

Il conto di gioco non è anonimo, per costruzione

Un conto di gioco con un concessionario richiede l’identificazione completa, e il motivo non è la sfiducia verso il cliente: senza un’intestatario certo non si può applicare un limite di deposito personale, non si può iscrivere qualcuno al RUA e non si può escludere un minore. La conseguenza per chi cerca anonimato è diretta: la pseudonimia non è una funzione del metodo di pagamento, è incompatibile con la struttura stessa dell’offerta regolata.

Le strade di identificazione si sono allargate comunque, e questo è un miglioramento concreto. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. SPID e CIE portano l’apertura del conto a pochi minuti per chi ha già le credenziali, e questo è il caso in cui la comodità e la tutela remano dalla stessa parte — cosa che non capita spesso.

Monete e rail di pagamento: lo stato della questione

Sul fronte crypto il quadro è più grigio di quanto le pagine in lingua inglese lascino credere. Presso i concessionari ADM la situazione delle criptovalute è non definita, e non risulta una norma che elenchi i rail approvati; nel dubbio, chi ti dice che un concessionario italiano accetta bitcoin sta raccontando una cosa che nessuna fonte conferma.

Quello che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM è un elenco molto tradizionale: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. L’elenco preciso di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Lottomatica, per esempio, accetta per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri.

C’è poi una norma che vale più di un elenco di metodi. L’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. Se e quando entrerà in vigore, il canale verso un operatore non autorizzato si chiude alla fonte invece che a valle, sul singolo deposito. L’entrata in vigore è da confermare, quindi oggi la norma è una direzione, non un fatto compiuto.

Ricariche in tabaccheria, contanti e l’unico tetto che esiste

Il rail più italiano di tutti è anche il meno compreso. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina il punto vendita ricariche: l’ADM tiene un registro di questi punti, tabaccai e ricevitorie, che ricaricano il conto online solo su richiesta dell’intestatario dopo l’identificazione, con gli strumenti che l’intestatario ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite e non consentono prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Quel tetto di 100 € settimanali in contanti è l’unico limite quantitativo che riguarda un deposito e non una vincita, e per un certo tipo di giocatore è una notizia più utile di qualunque bonus: chi vuole tenere la propria spesa sotto controllo senza impostare nulla nel pannello ha già una barriera esterna, imposta dalla struttura del canale. Il rovescio è che quella barriera vale solo per il contante e solo per quel canale; con la carta fai quello che vuoi.

Bonus di benvenuto: l’incentivo, i requisiti, il conto che arriva

Il «bonus di benvenuto» è il termine con cui gli operatori chiamano il proprio incentivo di apertura. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità dei giochi, non l’esistenza di un bonus: sono due cose distinte, e confonderle porta a sorprendersi due volte. Non risulta nemmeno un tetto statale all’importo del bonus o ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni del singolo operatore — che è esattamente il motivo per cui un confronto serio si fa sui termini, non sui titoli.

Le forme che l’offerta può prendere

Le forme incontrate su questi dieci operatori sono diverse, e la prima regola è non convertirle l’una nell’altra. Il bonus Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo da inserire al primo versamento. Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Nota la differenza di struttura, perché è quella che decide se il bonus è per te. Su William Hill la velocità dell’identificazione è la variabile dell’offerta: chi ha SPID prende dieci euro immediati, chi compila il modulo a mano prende cinque euro e aspetta la verifica. Su NetWin la variabile è il deposito: senza versare 20 € non parte niente, e il bonus è proporzionale a quanto versi.

Poi ci sono le offerte descritte in termini più generali. Sisal richiede, per il bonus di benvenuto, di essere titolare di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; l’accredito si spende su tutti gli eventi in palinsesto. SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche. Goldbet offre il bonus di benvenuto a chi scarica l’app e si registra. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con promozioni settimanali.

Il requisito di puntata e la quota minima: le due clausole che contano

Quando leggi le condizioni di un bonus, le due clausole che decidono il valore reale sono i requisiti di puntata, cioè quanto devi giocare prima di poter prelevare, e la quota minima ammessa, cioè il prezzo sotto il quale la giocata non conta. Un requisito di puntata su un bonus di dieci euro si legge in un minuto; su un bonus di cinquecento euro è una seconda attività. Sui dieci operatori qui elencati le condizioni pubblicate variano molto nel livello di dettaglio, e chi vuole il numero esatto lo trova nei termini dell’operatore, non in una classifica.

Vale la pena dire come funziona il meccanismo, perché è qui che il marketing perde l’aria da regalo. Non è un premio: è un credito che si sblocca giocando somme multiple del suo valore, a prezzi che rispettino una soglia minima. Più il bonus è grande e più lungo è il percorso — e ogni giocata lungo quel percorso passa attraverso un margine. Il conto di quanto costa sbloccare un’offerta lo facciamo più avanti, quando parliamo di quote.

Promozioni periodiche e la loro durata

Accanto ai bonus di benvenuto ci sono le promozioni ricorrenti, che hanno una caratteristica comune: scadono. SNAI affianca alle offerte di apertura promozioni settimanali e offerte periodiche; Lottomatica parla di promozioni settimanali. Per il giocatore abituale queste valgono più del bonus una tantum, perché tornano; per chi apre un conto e basta, contano zero. È un modo semplice per capire che tipo di cliente un operatore sta cercando.

Va detto una volta e vale per tutto il resto: i segni tipografici «bonus senza deposito», «gratis» e «rischio zero» sono modi di presentare un credito condizionato, non condizioni diverse. E per nessuna offerta di questa pagina serve ripetere un codice: le condizioni si leggono dall’operatore.

Depositi, prelievi e quanto tempo ci mette il denaro

Il conto di gioco è il centro di tutto: si ricarica, si gioca, si preleva. La velocità con cui il denaro torna indietro è la parte dell’esperienza di cui nessuna pubblicità parla, e per un giocatore che vuole usare l’operatore come passatempo e non come fondo di investimento è la variabile che pesa di più dopo la quota.

Quali binari accettano i concessionari

Il set di strumenti disponibili su questi operatori è quello classico del mercato italiano. Lottomatica accetta per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri metodi; l’app Eurobet permette di consultare le informazioni sul conto di gioco ed effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad; il conto SNAI si gestisce dall’app, dove si ricarica con più modalità. Sono tre esempi dello stesso fenomeno: la gestione del conto si è spostata sull’applicazione, e il sito serve sempre più spesso solo a leggere i termini.

Sui binari che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM, l’elenco di riferimento è quello visto parlando di crypto: carte, prepagate, portafogli elettronici, Satispay, bonifico e ricariche in tabaccheria. Chi cerca un deposito minimo particolarmente basso trova la risposta non nella pubblicità ma nella maschera di versamento dell’operatore, che è anche l’unico posto dove il minimo è aggiornato.

Limiti di ricarica, prelievi e il costo vero del tempo

Il tetto di 100 € a settimana in contanti dai punti vendita ricariche non è l’unico vincolo del sistema. Alla registrazione il giocatore imposta il proprio limite di ricarica, oltre a quello di spesa e di tempo, e l’aumento di un limite richiede sette giorni. Chi programma un prelievo importante dopo una vincita scopre qui una cosa semplice: tutto quello che riguarda il prelievo passa prima dalla verifica del conto, e un conto non verificato non preleva.

Il pagamento delle vincite va nella direzione opposta a quella dei depositi, ed è giusto che il lettore sappia perché. Il deposito è un accredito che l’operatore accoglie volentieri; il prelievo è un’uscita di cassa, e più è grande più il controllo sale di livello. Sui tempi di accredito per singolo operatore le condizioni pubblicate non dicono granché, e chi vuole pianificare lo fa sulla propria esperienza o sul servizio clienti: SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7, che è il canale giusto per chiedere prima, non dopo.

App e mobile: la schedina che vive in tasca

Sui dieci operatori di questa pagina l’offerta mobile non è un’appendice del sito: è il prodotto principale, e per molte persone l’unico modo in cui hanno mai visto una quota. La domanda utile non è se esista un’app — esistono tutte — ma quale app regge un sabato pomeriggio con tre partite in corso.

Cosa fa un’app quando è fatta bene

Le tre cose che un’app deve fare senza attriti sono la schedina, la verifica del biglietto e la gestione del conto. Sisal copre tutte e tre: con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. SNAI fa la stessa cosa con un meccanismo diverso, il QR Code stampato sul ticket: si inquadra e si conosce l’esito. Lottomatica ha la propria funzione dedicata, il Bet Scanner, per conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita.

Quella funzione lì — leggere il biglietto di carta con il telefono — è il modo in cui il retail è entrato nell’app, e per un certo tipo di giocatore è la ragione per installarla. Il resto è contorno.

Identificazione e accesso senza password

Oltre alla verifica, un’app riduce l’attrito all’ingresso. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Sull’altro fronte c’è l’identificazione: per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure con SPID e CIE, e chi ha già quelle credenziali salta la fase più noiosa dell’iscrizione. Chi apre il conto per curiosità e non ha SPID troverà invece il percorso lungo, con lo stesso esito ma un sabato in meno.

Perché l’app non è un semplice schermo più piccolo

Un’app sportiva fatta bene non è il sito rimpicciolito: è il posto dove arrivano per prime le funzioni nuove, e la prova sta nei dati. L’app Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live; Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita; Eurobet ha una pagina My Bets che raccoglie schedine in corso o concluse.

Per un giocatore che piazza due o tre giocate a settimana la differenza tra un’app ben fatta e una mediocre è quasi invisibile. Per chi gioca live la differenza è tutto: un tocco di troppo è una quota che si è spostata. La cronologia delle schedine sembra un dettaglio da nulla finché non devi capire perché il saldo non torna — e in quel momento è l’unica funzione che conta.

Live, cash out e il cronometro che batte

Le scommesse live sono la parte del prodotto dove la rapidità è denaro, e anche l’unica dove il ritardo di un’applicazione si traduce in una quota persa. L’ADM non pubblica un elenco dei mercati live disponibili né regole note su ritardi ed eventi, quindi il confronto tra operatori si fa su quello che gli operatori stessi descrivono.

Il meccanismo del cash out

Il cash out, mantenuto in inglese anche nel gergo italiano, permette di chiudere una giocata prima che l’evento finisca, incassando una somma che l’operatore calcola in quel momento: non è la vincita potenziale e non è la puntata, è il valore corrente della schedina secondo il suo modello. La funzione compare su più piattaforme di questa lista. SNAI la mette accanto ai mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; Sisal la offre per chiudere la giocata prima della fine dell’evento.

La comodità ha un prezzo incorporato, e il prezzo non è nascosto in una clausola: è dentro il numero che l’operatore ti propone. Un cash out offerto a metà partita su una schedina che sta vincendo è sempre un po’ meno di quello che la schedina vale davvero, ed è normale che sia così: l’operatore si assume il rischio e si fa pagare il servizio. Chi usa il cash out in modo sistematico sta pagando una commissione implicita ogni volta; chi lo usa per salvare una multipla che sta crollando compra una riduzione del danno, e non è la stessa cosa.

Dove il live diventa prodotto: combo e mercati aumentati

La parte più interessante dell’offerta live non è la singola ma la costruzione. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Betfair propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, oltre alla sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sisal ha la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni.

Le «quote maggiorate» meritano una parola onesta. Un mercato unico con una quota più alta degli altri è interessante soprattutto se quel mercato lo vuoi giocare davvero; se lo prendi solo perché la quota è colorata, hai pagato l’attenzione con una giocata che non avresti fatto. L’offerta live di questa lista è ampia su tutti e dieci gli operatori, e la differenza tra loro sta più nella profondità dei mercati secondari che nel numero degli eventi.

Pronostici, analisi e il modo in cui un bookmaker ti dà una mano

Nessuno sa chi vince una partita — e chi scrive quotidianamente di scommesse lo sa meglio di chiunque altro. Il valore di un sito, su questo terreno, non sta nell’azzeccare il pronostico: sta nel mettere a disposizione i dati con cui un giocatore prova a costruire il proprio criterio, e nel dichiarare con onestà che il margine del bookmaker resta lì anche quando il criterio è buono.

Statistiche, quota e informazione gratuita

Il primo strumento di analisi che un operatore mette in mano al giocatore è la quota stessa, letta come previsione. Un prezzo più basso su un esito significa che il mercato lo considera più probabile; guardare l’oscillazione di una quota durante la settimana è un esercizio più utile che leggere qualsiasi pronostico gratuito. Il secondo è il palinsesto: l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può giocare solo su eventi del palinsesto approvato.

Il terzo strumento è lo streaming, che su questa lista è abbondante. Sisal indica oltre 15.000 eventi live con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket; Lottomatica ha lo streaming per seguire la partita in diretta e scommettere live; SNAI offre scommesse live e un’offerta di streaming gratuito; bet365 è Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e propone scommesse pre-evento e live.

Guarda la diretta e prendi la decisione da solo. Sembra poco; è il modo migliore in cui un bookmaker può essere onesto.

Bankroll e autodisciplina

La gestione del denaro è la parte della strategia che non dipende dall’operatore. Un limite di ricarica impostato alla registrazione è uno strumento di bankroll mascherato da adempimento; un limite di spesa più basso della propria disponibilità è una decisione presa in anticipo, quando si ragiona, invece che durante, quando non si ragiona. La differenza tra un giocatore che dura dieci anni e uno che dura dieci mesi non è il pronostico: è la sincronizzazione tra quanto si deposita e quanto si è disposti a perdere in una settimana.

Il margine, spiegato con due quote

Ecco il passaggio che quasi nessuna recensione fa, e che invece vale quanto tutte le altre messe insieme. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti con quota decimale 1,90 e 1,90 — un esempio, non un prezzo quotato da nessun operatore. La quota è il prezzo di ogni esito e il suo reciproco è la probabilità implicita, quindi 1,90 corrisponde a circa 52,63 % e 52,63 %. Sommati, i due esiti fanno 105,26 %: il 5,26 % in più del 100 % è il margine che il bookmaker trattiene, e la parte che torna ai giocatori è il 94,74 % della puntata complessiva. Su una puntata di 100 € il ritorno atteso sul mercato è di circa 94,74 €, con un costo medio di circa 5,26 € per ogni 100 € giocati.

Il numero vero non è quel 5,26 % in sé, ma la banda in cui si muove. Due quote identiche a 1,90 danno un margine di circa 5,26 %; su un mercato a tre esiti molto squilibrato il margine può superare di parecchio il 10 %, e su un mercato principale di un grande evento scende sotto il 5 %. Lo stesso operatore può stare su entrambi i livelli a seconda del mercato, e questa è la regola da tenere a mente quando confronti due siti. Un margine di circa tre punti percentuali su un mercato a tre esiti significa una quota più bassa di 0,05–0,10: su una multipla di quattro eventi quel divario si moltiplica, e sulla distanza è la differenza tra un giocatore che tiene e uno che non tiene. Chi sceglie un bookmaker solo per il bonus sta comprando un incentivo una volta; chi sceglie per il margine sta comprando il prezzo del proprio hobby ogni settimana.

Il margine vive anche dentro il cash out e dentro ogni quota maggiorata di un mercato combo, perché è la stessa aritmetica applicata a un prodotto diverso. E vive dentro il percorso di sblocco di un bonus: ogni giocata di rigioco passa attraverso un mercato con il suo margine, per cui l’offerta che sembrava un regalo ha un costo che si paga giocando. È il conto che vale la pena fare prima di dire sì a un credito grande e vincolato, non dopo.

Tipi di scommessa e lettura delle quote

Qui la scelta dell’operatore smette di riguardare il marketing e comincia a riguardare il prodotto. La domanda non è quale sito ha le quote «alte»: la domanda è quali tipi di giocata ti servono e quali struttura offrono il palinsesto.

Singola, multipla, sistema, combo

Le gambe di base sono quattro e ognuna ha un rischio diverso. Singola è una giocata su un esito e paga secondo la quota; multipla è una giocata su più eventi con una quota unica che nasce dal prodotto delle singole; sistema è una serie di multiple costruite su un numero maggiore di eventi, quindi una giocata che paga se non tutti gli esiti entrano; combo e Supercombo sono combinazioni costruite all’interno dello stesso evento. SNAI offre scommesse singole, multiple e sistemi, e la sua My Combo permette di unire più pronostici sulla stessa partita e più combinazioni su sport diversi nello stesso biglietto, con una quota unica. Eurobet fa altrettanto con singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets. Goldbet gioca Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.

La formula che serve al lettore è una sola: la quota combinata di una multipla è il prodotto delle quote. Vuol dire che ogni quota moltiplica il potenziale, e anche ogni margine. Una multipla di quattro esiti a quota media 1,80 paga molto di più di una singola, ma la probabilità di vincita è il prodotto delle probabilità, e ogni fattore toglie un pezzo. Il sistema è la risposta a questo problema: invece di moltiplicare tutto in un unico biglietto, distribuisce la puntata su più combinazioni e riduce il rischio di una schedina tutta sbagliata per un solo esito. Costa di più a parità di puntata, perché si gioca più volte sulla stessa idea.

Handicap, mercati ricchi e la caccia alla quota alta

La ricchezza dei mercati è la vera misura di un bookmaker sportivo. Betsson offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La funzione My Combo di SNAI e le combo di Betfair mostrano la stessa tendenza: i prodotti di nicchia si costruiscono sopra i mercati base, e un operatore che ha il 1X2 ma non i mercati sui giocatori è un operatore per il giocatore occasionale.

Chi cerca «quote alte» cerca quasi sempre un mercato secondario: numero di cartellini, tiri in porta, esiti esatti. Sono prezzi alti perché le probabilità sono basse, non perché l’operatore sia più generoso. E qui vale la lezione della sezione sul margine: se il margine si restringe, non è il prezzo a essere alto, è il costo a essere basso.

Sport e tornei: dove il palinsesto si fa largo

Sui grandi sport il palinsesto dei dieci concessionari è sovrapponibile; le differenze vere emergono in due punti — la profondità dei campionati e la presenza di discipline che il grande pubblico non segue. Chi cerca il tennis o il basket trova ampia scelta quasi ovunque; chi cerca sport meno battuti deve guardare con attenzione.

Calcio, basket, tennis e gli altri

Il calcio è il terreno comune. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi; Goldbet copre tutti i campionati di calcio e altri sport; Eurobet costruisce un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi.

È su Eurobet che si vede la logica del palinsesto largo: la stessa infrastruttura serve a quotare una partita di volley e un reality show. La conseguenza per il giocatore è duplice, e vale la pena dirlo senza girarci intorno. Chi ama il rugby, il golf o gli scacchi trova su questi siti ciò che i siti generalisti non offrono; chi cerca profondità sul calcio italiano troverà invece che la vera offerta sta nei mercati, non negli sport. Un palinsesto che copre trenta discipline è più utile di uno che ne copre dodici solo se le trenta ti interessano.

Sul basket e sul tennis — due delle discipline più cercate — la copertura è ampia perché questi sport hanno un calendario fitto e mercati liquidi; il limite pratico non è la presenza del mercato ma il numero di mercati per singolo match, e su questo la differenza tra operatori si vede solo entrando nel palinsesto e contando. Sui cavalli la questione è diversa e va letta nel quadro normativo.

Ippica, virtuali e l’unico evento che l’ADM ha autorizzato di recente

L’ippica, in Italia, è due cose separate per legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga online il totalizzatore di ippica nazionale non risulta, e questo è il tipo di dettaglio che conviene verificare nei termini dell’operatore se l’ippica è il tuo sport.

L’altro fronte è quello degli eventi simulati. L’art. 2, lett. v), D.Lgs. 41/2024 definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, di cavalli o di altro genere simulati dal computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive; non a caso i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’app di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte; SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; i Virtuali di Lottomatica comprendono calcio, trotto e galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; nella sezione Virtual di Eurobet si gioca su partite simulate come Campionato, Big Match e Derby, su Galoppo, Levrieri Reali e Palline 2.0.

Il palinsesto reale non è immobile. A settembre 2026 l’ADM ha autorizzato un nuovo torneo, la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa specializzata: gli eventi si aggiungono uno per uno, su approvazione, e questo spiega perché sui mercati più esotici la copertura cambia più in fretta di quanto le recensioni riescano a inseguire.

La classifica dei dieci concessionari

Una classifica seria di questo mercato parte da una premessa: i confronti si fanno su ciò che gli operatori pubblicano e su ciò che le loro app dichiarano, non su un’esperienza uniforme che nessuno può avere su dieci conti.

I criteri del confronto

I criteri che contano sono quattro, e nessuno dei quattro è il bonus. Primo, la concessione: il codice ADM e la società concessionaria, che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni. Secondo, le condizioni che l’operatore stesso pubblica sul gioco responsabile: autoesclusione, limiti, pause. Terzo, il prodotto reale — app, palinsesto, tipi di giocata, cash out. Quarto, i soldi: metodi di deposito e prelievo accettati, gestione del conto, identificazione.

Il peso relativo dei quattro dipende da chi sei. Per chi apre il conto per giocare qualche multipla il sabato, il prodotto e l’identificazione contano più dei limiti; per chi ha già avuto problemi con il gioco, le condizioni di tutela vengono prima di tutto il resto, e il fatto che un operatore renda più semplice o più difficile l’autoesclusione è il criterio di scelta. Non esiste un ordine giusto per tutti.

Brand Numero di concessione ADM e concessionario Trattamento del gioco responsabile Base del marchio
Betsson 16027 — Azzurri Limited Autoesclusione e pause tra gli strumenti del conto Sportbook con app dedicata
Lottomatica 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Limiti di conto e ricarica nel conto di gioco Sport e virtuali
StarCasinò 16026 — Azzurri Limited Strumenti di tutela nel conto di gioco Casinò con offerta sportiva
Sisal 16020 — Sisal Italia S.p.a. Prenotazione scommesse e gestione dei limiti Sport, live e virtuali
NetWin 16035 — Netwin Italia S.p.a. Limiti di ricarica e di spesa sul conto Offerta sportiva
bet365 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Pause, limiti di versamento, avvisi e autoesclusione Sport e live
William Hill 16044 — William Hill Malta Plc Strumenti di tutela nel conto di gioco Sport con identificazione SPID
AdmiralBet 16048 — Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione da 7 a 270 giorni, limiti di ricarica, spesa e tempo Offerta sportiva
Goldbet 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Limiti di conto nel conto di gioco Sport e virtuali
Betfair 16028 — Betfair Italia S.r.l. Strumenti di tutela nel conto di gioco Exchange e combo

Due brand della lista appartengono alla stessa società, Azzurri Limited, che è anche la concessionaria di StarCasinò: Betsson e StarCasinò sono due siti e due concessioni distinte, e la concessione è per sito, non per azienda. La stessa cosa vale per Goldbet Better Organization Italy, che compare su due righe. Chi pensa di aprire il conto su un marchio e ritrovarsi lo stesso operatore sta guardando la società, non la piattaforma: le condizioni pubblicate e il palinsesto sono diversi.

Le basi: cos’è un conto di gioco e cosa serve per aprirlo

A questo punto della pagina è utile tornare al punto di partenza e guardarlo con gli strumenti che abbiamo. Prima di qualunque confronto c’è una struttura: il conto di gioco, le regole che lo governano e le condizioni alle quali un operatore può accettare un giocatore italiano.

Il conto di gioco, la verifica e i 30 giorni

Il conto di gioco richiede l’identificazione completa, e la forma più rapida è quella con SPID o CIE. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti, e non lo sono: sono esattamente la finestra in cui si accumula la prima vincita seria e la si scopre bloccata fino a quando non arriva il documento. Chi apre un conto con l’idea di prelevare la prossima settimana, si verifichi prima.

Un mercato fatto di concessioni, non di licenze aperte

Le concessioni in Italia si assegnano per gara pubblica, non sono licenze aperte, e la differenza ha un effetto pratico enorme. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 prevede che i vincitori del bando possano gestire una o più delle attività ammesse per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fermi durante la concessione.

Nove anni senza rinnovo spiegano molto del comportamento degli operatori. Chi ha pagato circa 7 milioni per una concessione ha un orizzonte lungo e tutto l’interesse a far durare il rapporto con il cliente; chi opera senza concessione, invece, non ha pagato nulla e ha un orizzonte molto più corto. La stabilità della concessione è una garanzia noiosa, ed è la più concreta che il lettore abbia a disposizione.

Cosa puoi giocare davvero

L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo.

Un concessionario può gestire uno o più di questi giochi in qualunque combinazione, e questo produce la confusione più frequente del mercato italiano: il nome sull’elenco non dice da solo che il sito ha un’offerta di scommesse sportive. Quello lo dicono il sito e l’app dell’operatore. Nella lista dei dieci che segue ci sono brand che arrivano dal casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo, e brand nati come bookmaker. Sapere da dove viene un marchio spiega molto di come è fatto il suo prodotto.

Legge, concessione e i siti che non ci sono

Il consumatore cerca «siti non AAMS» perché immagina condizioni migliori. Le condizioni migliori esistono, ma si pagano su un altro conto, e le voci di quel conto sono tre: quali tutele mancano, cosa rischia il giocatore e quanto durerà il sito.

Come si verifica una concessione, in cinque minuti

Il test è uno solo e non richiede competenze tecniche. L’ADM pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», e nella lettura del 25 ottobre 2026 l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: una società può tenerne diverse, come Eurobet Italia S.r.l., che gestisce i siti Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

La seconda cosa da guardare è la riga del codice. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione: un nome sull’elenco non mostra da solo un’offerta di scommesse sportive, che è mostrata dal sito e dall’app dell’operatore. La terza è la dichiarazione dell’operatore: gli operatori indicano il proprio numero di concessione e la società nelle condizioni.

Vale la pena dire cosa non è una verifica. Un posto in una classifica non è una concessione: le classifiche si comprano, le concessioni si assegnano per gara pubblica. E la lista non è esaustiva del mercato: esistono altri concessionari, e un marchio che non compare tra i dieci non è per questo privo di concessione.

Il bando, la concessione per sito e il periodo di nove anni

Resta un dato che vale per tutti i dieci operatori e che conviene tenere a mente mentre leggi le recensioni che seguono: la concessione dura al massimo nove anni, non si rinnova automaticamente, e il bando fissa i limiti di deposito che i concessionari devono rispettare. Un concessionario che perde il rapporto con il proprio cliente non lo recupera con un rinnovo automatico. È un dettaglio che nessuna campagna promozionale mette in evidenza e che spiega perché il mercato italiano dei bookmaker sia, tutto sommato, un mercato in cui conviene comportarsi bene.

Prima verifica: chi è davvero sull’elenco

I tre brand che molti cercano — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — non sono tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. Non è un’opinione e non è un giudizio sulla loro qualità: è una lettura del registro, e la lettura è la stessa per chiunque la faccia.

Ci sono poi i casi in cui il marchio non porta il nome della società. Su Betsson e StarCasinò la concessionaria è Azzurri Limited, su Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, su William Hill è William Hill Malta Plc. Non è un’anomalia e non è un segnale: il concessionario raramente coincide con il marchio, e la società si legge dalla riga della concessione. Ma è anche il motivo per cui «conoscere il sito» non basta a sapere con chi si sta aprendo un conto: la società che risponde è quella scritta nelle condizioni.

Bonus, pubblicità e il Decreto Dignità

Qui c’è un rovescio che conviene capire, perché spiega l’aria che hanno oggi le pagine di questi operatori. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM è l’autorità che lo fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Il quadro giudiziario intanto si muove: nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la sanzione minima fissa di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sull’eventuale necessità di notifica del divieto. Una proposta, non legge, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026 che rimuoverebbe il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta e, alla data di verifica, il divieto è in vigore.

Il punto che il lettore deve portarsi a casa è un altro, e non ha nulla a che vedere con la pubblicità. Il divieto riguarda la promozione, non l’esistenza del bonus: un operatore può offrire un bonus di benvenuto e non può reclamizzarlo. Per il giocatore la conseguenza è che l’informazione sui bonus si è spostata dalle televisioni ai termini e condizioni, cioè dal posto in cui era facile trovarla a quello in cui è completa. Non è un peggioramento, a pensarci bene.

Tasse: chi paga e cosa dichiara il giocatore

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è pagata dall’operatore, non dal giocatore: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, come riporta la stampa specializzata. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Per il giocatore vale la regola opposta a quella che l’intuito suggerisce: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — i proventi sono «tassati alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi vale l’avvertenza di sempre: per il proprio caso specifico si consulta un commercialista.

Il discorso cambia del tutto per le vincite da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero ammontare ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione si enuncia per quello che è: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi; non è consulenza fiscale.

Siti oscurati e cosa rischia chi gioca su un sito senza concessione

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la macchina che lo contrasta ha due ingranaggi. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello di DNS e alcuni fornitori restano indietro; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola che riassume il risultato è «oscurati».

Il dato che nessuna recensione mette in primo piano è quello sul giocatore. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM la riassume il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis riguarda la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Metti insieme le due cose e il confronto diventa onesto: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano. Un marchio .com senza licenza non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara l’ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Le condizioni migliori che si trovano sui siti offshore — bonus più generosi, quote apparentemente più alte, nessuna richiesta di documento — sono il prezzo di quella differenza, e chi le accetta sta comprando un rischio che non vede nel momento in cui deposita.

Offshore e nessuna tutela locale

I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. La zona offshore va descritta per quello che è: non protetta. Nessun registro condiviso delle autoesclusioni, nessuna autorità nazionale che risponda di una controversia, nessun obbligo di limita

Domande frequenti sui siti di scommesse

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e si cerca il nome del sito: ogni riga porta un codice da 16000 a 16051 e un dominio .it. In alternativa si controlla il numero di concessione che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni, confrontandolo con la società concessionaria.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota decimale: a fronte di 10 € puntati su una quota di 1,90, il ritorno è 19 € e il profitto netto 9 €. Nelle multiple le quote dei singoli eventi si moltiplicano tra loro e formano un’unica quota, più alta ma con tutte le condizioni da azzeccare.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato; il risultato è la quota di payout, e il margine è la differenza dal 100 %. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 i reciproci sommano circa 105,26 %; il payout è del 95,0 % e il margine del 5,0 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale o mensile, con l’obbligo per il concessionario di applicarli. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni. Il valore del limite fissato dall’ADM nel bando non è pubblico.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano: il prelievo cade sul concessionario, che versa l’imposta unica. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non applica i limiti obbligatori e non risponde a un’autorità italiana. L’ADM ricorda che la Legge 401/1989, art. 4 sanziona anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi; l’importo dell’ammenda non risulta.

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