Exchange scommesse in Italia: chi ci mette i soldi, chi paga la commissione
Ottobre 30, 2026 — Dati verificati contro l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS) e contro le condizioni e le schede applicative dei singoli operatori.
In un exchange non c’è nessuno che vi fa il prezzo. C’è un mercato, e dall’altra parte della vostra puntata c’è un altro cliente. Chi conosce solo il banco del bookmaker questa frase suona come una promessa: niente margine, quote migliori, profitto pulito. È anche vero, e non è la parte interessante.
La parte interessante è cosa cambia quando il margine non c’è più: cambia dove finisce il rischio. Su un bookmaker la quota è peggiore, ma la società si prende i soldi che perdete e vi paga quelli che vincete, senza domandare se c’era qualcuno disposto a scommettere contro di voi. Su un exchange la quota è più bassa di margine e più alta di rischio: se nessuno copre la vostra puntata, la puntata non esiste. Se coprite voi una bancata, il peggio non è la puntata, è la responsabilità — la cifra che potete perdere nel caso peggiore.
Questo è il primo punto del metodo «punta e banca», e il resto del discorso ne discende: la liquidità del mercato, la commissione che si paga solo quando si vince, il fatto che il cliente in Italia che copre la puntata di un altro cliente lo fa dentro i confini di una concessione. Sotto, cosa segue da ciascuno di questi passaggi, e quando.
Gioco responsabile: cosa succede quando i limiti sono vostri
Un exchange ha una proprietà che nessun bookmaker possiede. Non c’è un reparto rischio che vi limita la puntata quando vincete troppo spesso. Non c’è un trader che vi declassa a quota ridotta. La responsabilità di dire basta è tutta dalla vostra parte della barricata, e questo la rende un problema diverso da quello del cliente che apre un conto su un sito con concessione e si affida al fatto che qualcuno, altrove, stia guardando.
Gli strumenti che il conto offre appena lo aprite
Sul gioco a distanza italiano gli strumenti ci sono, e sono obbligatori: art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari gli autolimiti di tempo, spesa e perdita, i limiti sugli importi depositati in un periodo definito — fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento di gioco del cliente, dentro protocolli approvati da ADM — i messaggi automatici su durata e spesa, gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
La parte che conta arriva al momento della registrazione, non dopo. Sul conto si sceglie un limite settimanale o mensile di deposito, e la scelta è vincolante nel modo asimmetrico che tutti i concessionari applicano: un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato aspetta sette giorni. È la regola più intelligente del sistema italiano, perché colpisce il momento in cui una persona è più propensa a cambiare idea, cioè subito dopo una serata storta. Admiralbet scrive la stessa cosa nelle sue condizioni: in registrazione chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con il limite ridotto attivo subito e quello aumentato operativo dopo sette giorni. Il ritardo non è burocrazia, è il prodotto.
C’è una mezza verità da smontare, ed è quella del «limite che protegge». Il limite di deposito protegge il conto, non l’idea che il cliente si è fatto del conto. Chi gioca cinquanta euro al mese non ha bisogno di un tetto; chi gioca la tredicesima in una notte ha bisogno che il tetto esista prima di quella notte, e il tetto esiste solo se l’ha messo quando era sobrio. Su un exchange con liquidità sui mercati principali la tentazione è più frequente del conto medio su un bookmaker, perché il mercato è sempre aperto e sempre pieno. Vale la pena guardare la schermata dei limiti prima della schermata dei mercati.
Quando il blocco non è un conto, è una persona
Sul fronte della tutela la differenza tra le due strade è netta. L’autoesclusione registrata nel RUA — il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche. Admiralbet lo dice nelle sue condizioni con una formula precisa: l’autoesclusione vale per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, e ha effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. È un interruttore che agisce su un perimetro, non su un sito.
Su un sito senza concessione quel perimetro non esiste. Nessun collegamento al RUA, nessun blocco condiviso: il cliente che si è escluso da tutte le piattaforme autorizzate e apre per sbaglio un conto su un dominio estero non trova nessuno ad aspettarlo. Chi vuole capire come funziona la vigilanza su questo punto trova la ricostruzione completa nella sezione sulla legalità dell’offerta qui sotto: là ci sono le liste, i reindirizzamenti e le sanzioni.
Quattro cose da fare il primo giorno, non il trentesimo
- scegliere in registrazione un limite settimanale o mensile di deposito realistico, sapendo che alzarlo costa sette giorni;
- impostare subito anche i limiti di spesa e di tempo, perché sono la parte che si dimentica;
- salvare il numero del Telefono Verde Nazionale per il gioco d’azzardo, 800 55 88 22, quello che bet365 indica ai residenti in Italia fra i suoi strumenti di gioco responsabile, accanto a pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione;
- trattare la responsabilità di una bancata come si tratterebbe un mutuo, non come si tratta una puntata.
La responsabilità merita due righe in più, perché è l’unico numero dell’exchange che non si vede finché non fa male. Chi banca assume il ruolo che di norma ha il bookmaker, e la sua esposizione è il massimo che può perdere nel caso peggiore. Non è la somma che crede di aver «puntato»: è il costo della copertura. Una bancata da dieci euro su una quota alta può muovere una responsabilità a tre cifre, e nessun bookmaker tradizionale vi chiederebbe di firmare per un rischio simile su una singola giocata. Il numero da guardare è quello, non l’altro.
Sugli exchange la leva è implicita e il cliente la costruisce da solo, decidendo quanta responsabilità accettare su ogni bancata. Il che torna al punto iniziale. Il limite settimanale che avete scelto la sera dell’iscrizione è l’unica recinzione che questa architettura vi offre; l’autoesclusione è l’unica porta che si chiude davvero su tutte le piattaforme italiane. Chi vuole entrambe le cose sa dove sono.
Metodi e strategia: la matematica è l’unica leva che il cliente governa
Qui bisogna essere sgradevoli, perché la parola «strategia» nel mercato italiano ha un significato preciso che non regge: vincere sistematicamente. Nessuno vince sistematicamente, e chi scrive il contrario vende un corso. Quello che un cliente di un exchange può fare è diverso e meno eroico: scegliere i mercati con il margine più basso, gestire il bankroll per non restare a secco su una serie negativa, e capire che cosa gli costa ogni operazione prima di farla. Nessuna previsione, nessun pronostico, nessuna partita indicata come sicura. Le tendenze si leggono, gli esiti no.
La differenza che il margine fa sui conti
Il punto di partenza è che le quote di un exchange sono di solito migliori di quelle di un bookmaker, perché il margine complessivo — l’overround — è più basso. Non è una gentilezza: è la conseguenza del fatto che i bookmaker guadagnano da quote meno favorevoli, mentre gli exchange guadagnano dalla commissione. Il modello di ricavo cambia, e con esso cambia il prezzo che vedete.
Un esempio illustrativo, non una quota di mercato: su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90, la somma dei reciproci — 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90 — dà una quota di ritorno del 95 % circa, quindi un margine intorno al 5 %. È il numero che il mercato trattiene su ogni unità giocata, e va letto come una banda, non come una cifra esatta: a parità di quote nominali il margine si allarga quando i due lati non sono perfettamente simmetrici e quando la liquidità è sottile, si stringe sui mercati principali dove il volume è alto e le quotazioni si incrociano di continuo. Su un mercato 1X2 di un campionato maggiore la banda sta nella parte bassa; su un mercato secondario di una partita minore sta più in alto, anche quando entrambe le quotazioni sembrano identiche sullo schermo.
Da lì discende tutto il resto, ed è il passaggio che chi arriva dal bookmaker sbaglia per abitudine: su un exchange il costo visibile non è il margine, è la commissione sulle vincite nette del cliente in ogni mercato — le scommesse perdenti in genere non comportano commissione. Quindi il prezzo effettivo di una giocata dipende dall’esito, non solo dalla quota. Una puntata a quota 1,90 su un bookmaker costa il margine sempre, vinta o persa. Una puntata a quota superiore su un exchange costa zero se perde e costa la commissione se vince. Chi fa i conti con la quota dello schermo e non con il netto post-commissione si costruisce un rendimento che non esiste.
Bankroll: quanto tenere fermo e perché
Il bankroll è la parte di strategia che si può scrivere senza mentire. Chi banca deve tenere sul conto abbastanza da coprire la responsabilità delle bancate aperte, perché una bancata non coperta non è una bancata: è un saldo negativo che aspetta. Chi punta deve tenere liquido abbastanza da non svuotare il conto su una serie di perdite normali, che è quello che succede a chi punta il 20 % del capitale su ogni giocata.
L’analitica aiuta più di quanto sembri, ma non nel modo in cui la pubblicizzano. Non serve a prevedere chi vince una partita; serve a sapere, dopo trecento giocate, se il modo in cui leggete il mercato vale qualcosa o se state pagando il piacere di leggere le partite. Su un exchange questo è più facile che altrove, perché nel conto restano le commissioni pagate, e le commissioni pagate sono la misura di quanto avete vinto davvero.
Tre trappole pratiche, nessuna delle quali è un pronostico
Un mercato sottile non si giudica dalla quota. Il primo lato di una bancata a quota alta può mostrare un prezzo che sembra clamoroso, e dietro non c’è volume sufficiente perché qualcuno lo copra: la puntata resta in piedi per minuti e poi sparisce. La liquidità va guardata prima della quota, non dopo.
Un mercato ampio non è un mercato profondo su tutto. Un exchange può avere centinaia di mercati su una partita e un solo lato consistente su quello che a voi interessa.
E la trappola che nessuno mette nei manuali: la bancata comoda è quella sull’esito più probabile, ed è anche quella che paga meno. Quando coprite il favorito netto, il mercato vi paga pochi euro per una responsabilità grande. Il rapporto tra responsabilità e incasso è il vero prezzo della comodità.
Tipi di scommessa e quote: cosa cambia quando il prezzo lo fa il cliente
Cosa sono un exchange e una scommessa non abbinata
Un betting exchange è un mercato in cui i clienti scommettono tra loro sull’esito di eventi distinti, e l’exchange stesso non fa parte delle scommesse. Non fissa il prezzo, non si assume il rischio, non decide chi è favorito: mette in contatto due volontà opposte e incassa per il servizio. È la definizione più asciutta del prodotto, e spiega da sola perché il vantaggio della casa sparisca dalla quota.
Il meccanismo ha due lati. Una puntata — la back — scommette che un esito si verifichi. Una banca — la lay — scommette che non si verifichi. Chi banca prende il posto del bookmaker, con la differenza che il bookmaker lo fa per mestiere e chi banca lo fa per scelta: la responsabilità è il massimo che si può perdere nel caso peggiore, e va guardata nello stesso istante in cui si guarda la quota.
Da qui la nozione di exchange scommesse non abbinate: abbinare vuol dire trovare la controparte, e l’operazione che i clienti chiamano così non è altro che la coppia puntata più bancata. Quando non c’è nessuno dall’altra parte, la scommessa non è «non abbinata» perché il sistema si è rotto: semplicemente, in quel momento, il mercato non esiste.
Il formato del mercato: limiti, copertura, prelievo
Il formato ha numeri suoi. I betting exchange in genere limitano le quote tra 1,01 e 1000, e gli importi delle scommesse non sono limitati finché i clienti opposti coprono la puntata. Nota la coda della frase, perché è lì che sta il mestiere: il limite non è sul lato del cliente, è sulla controparte. Un cliente con un conto capiente su un mercato a tre euro di volume non può giocare trecento euro, e non per colpa sua.
Gli stessi numeri dicono un’altra cosa utile: il tetto di quota a 1000 rende certe bancate naturalmente impossibili, e il pavimento a 1,01 rende inutili le bancate sul già deciso. Non sono vincoli arbitrari, sono la geometria di un mercato in cui l’altro lato deve esistere per davvero.
Sul conto italiano di un exchange ci sono anche regole d’uso più minute. La documentazione di Betfair risulta riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima in back di 200 centesimi, in passi da 50 centesimi. È il tipo di dettaglio che nessun materiale promozionale mette in vetrina e che il cliente scopre compilando la schedina, quando la cifra che aveva in mente non è accettata.
E poi c’è la commissione, che è il vero prezzo del prodotto. La maggior parte dei betting exchange applica una commissione in percentuale sulle vincite nette del cliente in ogni mercato, e le scommesse perdenti in genere non comportano commissione. Un cliente che apre un exchange per «non pagare il margine» e non ha capito questa riga ha solo spostato il costo, non l’ha eliminato.
Perché il conto vero non è la quota sullo schermo
Una quota di exchange e una quota di bookmaker non si confrontano direttamente. La prima è al netto del margine di casa ma al lordo della commissione sulle vincite nette; la seconda è al netto di tutto ma al lordo del fatto che la società decide il prezzo, la puntata massima e, se le va, se tenervi come cliente.
Il cliente di un exchange paga in commissione ciò che il cliente di un bookmaker paga in quota. Cambia la forma del prezzo, non la sua esistenza. Ed è per questo che il calcolo della banda di margine va fatto una volta e poi dimenticato: non è un numero che si consulta, è un’unità di misura con cui si legge tutto il resto. Chi la usa come slogan — «zero margine» — sta vendendo qualcosa che nessun mercato regalato offre.
Quali sono i migliori exchange e i bookmaker con concessione ADM: criteri e classifica
Questa è una pagina di scommesse, non una pagina di exchange, e chi legge lo deve sapere prima: dei dieci operatori qui sotto, quelli attivi su un vero mercato punta e banca sono un sottoinsieme stretto, e per alcuni di loro il prodotto exchange appartiene alla storia del marchio più che all’offerta di oggi. Il resto è un bookmaker a quota fissa con concessione ADM, che è un’altra cosa e ha altri pregi.
La tabella che segue fa quello che serve: mette accanto il numero di concessione e il concessionario — perché la concessione è per sito, non per società, e perché il nome del concessionario quasi mai coincide con l’insegna — e che cosa le condizioni dell’operatore dicono sull’argomento centrale del discorso, cioè il gioco responsabile e gli strumenti che il conto mette in mano al cliente.
| Insegna | Concessione ADM e concessionario | Limiti e autoesclusione nelle condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione 30, 60 o 90 giorni o tempo indeterminato, valida su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca dopo 9 mesi |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto anche con SPID e CIE oltre alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Dettagli in piattaforma |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Dettagli in piattaforma |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Scheda applicativa con mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol, combo e Supercombo |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde 800 55 88 22 |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Dettagli in piattaforma |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Dettagli in piattaforma |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Dettagli in piattaforma |
Le due colonne raccontano storie diverse e vale la pena guardarle insieme. Il numero di concessione è una riga burocratica che nessuno pubblicizza e che è l’unica cosa che un cliente può verificare in trenta secondi: sta nei termini dell’operatore, e va confrontato con l’elenco pubblicato da ADM, non con il logo su un banner. Il concessionario dice quanto è concentrato il mercato: leggendo la colonna si scopre che marchi che il cliente percepisce come concorrenti appartengono a volte alla stessa organizzazione, e che la concessione è rilasciata per un sito e non per un gruppo, il che significa che un brand può avere una posizione nell’elenco e il suo vicino di casa no.
Sette righe su dieci, nella seconda colonna, non dicono nulla di specifico sui limiti perché le loro condizioni non lo dicono: è una lacuna delle fonti, non delle condizioni. Chi vuole sapere che limiti ha davanti li trova comunque, ma in un altro posto — la schermata di registrazione, la sezione dei limiti del conto, il regolamento di gioco. Lì la domanda non è «quali limiti mi danno», è «quali limiti ho messo»: la differenza tra le due frasi è tutto il sistema italiano.
Il criterio che conta per un exchange, non per un bookmaker
Su questa pagina i criteri si ordinano da soli, e l’ordine non è quello delle pagine di recensione.
Liquidità di mercato. Prima di qualsiasi altro numero: se il mercato non ha volume, la quota migliore del listino è decorativa. Un exchange con dieci partite coperte bene e trecento coperte male è un exchange con dieci partite.
Costo reale della giocata. Commissione sulle vincite nette, regole minime di puntata, passi obbligati. Il prezzo di una giocata è il netto che resta, non la quota sullo schermo.
Flessibilità della bancata. Quanta responsabilità il conto permette, e quanto si può chiudere in fretta un’esposizione già aperta. È il punto in cui un cliente esperto sta o se ne va.
Strumenti di conto e autoesclusione. Su un exchange, dove nessuno ferma il cliente per lui, la presenza del RUA e di limiti scelti in registrazione pesa più che altrove. È il criterio che questa pagina mette davanti, ed è quello che distingue un conto tutelato da un conto comodo.
Copertura sportiva. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi per Lottomatica con quote e risultati in tempo reale; il tennis in diretta streaming per Planetwin365. Un palinsesto ampio è utile, un palinsesto profondo è utile davvero.
Solidità e trasparenza. Concessione verificabile, concessionario dichiarato, condizioni scritte. Nulla di eccitante, tutto di necessario.
Nessuno di questi criteri chiede di prevedere chi vince. Chiedono tutti la stessa cosa: che il cliente sappia quanto gli costa giocare prima di giocare. Chi ordina gli operatori in base a quanto promettono li ordina al contrario.
Panoramica: fondamenti e meccanismo di un mercato punta e banca
Il problema che l’exchange risolve
Il bookmaker fa un mestiere semplice: compra rischio e lo rivende sotto forma di quota. Il prezzo che paga per comprarlo è la ragione per cui la sua quota è più bassa di quella che il mercato vero esprimerebbe, e quel differenziale è il suo stipendio. Un exchange non compra niente. Prende due clienti che la pensano diversamente sullo stesso evento, li mette in contatto in forma anonima e trattiene una commissione su chi vince. Se i due clienti non esistono, il mercato non si forma: è un’architettura che non promette nulla e che proprio per questo, quando funziona, costa meno.

Il punto storico chiarisce la meccanica meglio di qualsiasi spiegazione astratta. Flutter e Betfair si sono fuse nel 2001, con Betfair scelta come exchange principale; Flutter ha cessato l’attività a gennaio 2002. Due piattaforme, una fusione, un solo mercato sopravvissuto: la storia del prodotto è la storia di quanto sia difficile avere due lati di un mercato contemporaneamente liquidi.
Chi è parte di cosa
L’anonimato è la parte meno intuitiva del modello e la più importante per il cliente italiano. Il concessionario che gestisce un exchange non è la controparte di nessuno: mette in contatto i clienti e nient’altro. Non guadagna se perdete, non perde se vincete, non ha interesse a limitarvi la puntata dopo tre mesi di successi. Questa indifferenza è insieme il pregio e il limite del prodotto. Il pregio è che nessuno vi chiuderà il conto perché siete bravi. Il limite è che nessuno vi proteggerà da voi stessi.
Dentro la concessione, il modello ha un posto preciso. L’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 elenca tra i giochi offribili a distanza le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, e l’art. 2, lett. u) definisce la figura: chi gioca può essere puntatore o banchiere, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. È lo stesso decreto che nomina anche le altre tipologie — scommesse a quota fissa su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli, a) e c), totalizzatore, b), giochi di abilità e a quota fissa, d), bingo, f) — e che stabilisce all’art. 6, comma 3 che i vincitori della gara possano gestirne una o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il cliente non ha motivo di conoscerlo fino in fondo. Ha motivo di saperlo: l’exchange in Italia non è un prodotto tollerato, è un gioco tipizzato con una lettera.
Le tre cose da decidere subito
Il bankroll per coprire la responsabilità. Quanto tenere fermo sul conto, senza toccarlo, per non restare con una bancata aperta e un saldo che non la copre.
La puntata minima del mercato. Non è contrattabile. Se è più alta di quella che avete in mente, la decisione l’ha già presa il mercato.
Il mercato su cui usarlo. Il prezzo migliore su un mercato senza volume è una decorazione, e vale la pena accorgersene prima di aprire la schedina e non dopo.
Decisa questa lista, il resto è manutenzione: leggere il netto invece della quota, guardare la responsabilità invece della puntata, scegliere i mercati dove ci sono due lati invece dei mercati che sembrano regalare un lato.
Legalità, normativa e vigilanza: chi risponde di cosa
La concessione è per sito, e si verifica in un modo solo
Il quadro è questo: un operatore che serve clienti italiani ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita sul proprio sito .it. ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per esteso — pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati, e quell’elenco è l’intera prova di chi è in regola. Non c’è un altro test, non c’è un badge da guardare, non c’è un modo indiretto.

Le concessioni sono assegnate con gara pubblica, non con autorizzazioni libere: la gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco letto al 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it, e una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per società, e questa singola riga di diritto amministrativo spiega perché ogni verifica va fatta da capo anche per un marchio di cui vi fidate.
I requisiti della gara stanno all’art. 6, comma 5: una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti, l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. L’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3 fissano un’altra cosa che vale per il cliente: i termini della concessione e il regime fiscale restano fermi per tutta la durata della concessione. Nessuno vi cambia il regime a metà strada.
E poi c’è la riga che tutti sbagliano. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può tenere in qualsiasi combinazione i diritti per scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, scommesse exchange e bingo. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra un’offerta di scommesse sportive: quella la dimostrano il sito e l’app dell’operatore. Chi legge una classifica e crede di aver letto una licenza ha letto due cose diverse. Un posto in un confronto non è una concessione, e vale per questa pagina come per qualsiasi altra.
Come si verifica la concessione, passo per passo
- prendere la pagina dei termini dell’operatore e cercare la riga con numero di concessione e ragione sociale del concessionario;
- aprire l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e cercare quel numero, non il marchio;
- controllare che il sito che state usando sia quello .it indicato nella riga, perché la concessione vale per il sito;
- leggere le condizioni di gioco — limiti, prelievi, sospensione del conto — perché sono quelle che vi riguardano dopo mille euro, non prima.
Fuori da questo elenco, quattro nomi che il mercato italiano cerca spesso — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — non sono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Il dato va letto per quello che è: un’assenza in un elenco datato, non una condanna eterna del marchio. Chi confronta due nomi e trova solo uno dei due nell’elenco ha già la risposta alla domanda che contava.
Cosa si può giocare, e con quali condizioni
Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore; se qualche marchio online offra oggi i totalizzatori sportivi non risulta da nessuna parte. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma degli eventi e delle tipologie di gioco preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi del palinsesto approvato: ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie il palinsesto contenga non è dato sapere, e questo è un fatto con conseguenze pratiche: la partita che vedete su un sito estero può semplicemente non essere disponibile legalmente qui.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria all’art. 2, lett. v) — eventi sportivi, di cavalli e altri, simulati al computer e mostrati in animazione o tramite un evento reale preregistrato — e sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose separate nel testo di legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c), con l’art. 2, lett. h) che elenca vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, e che richiedono una concessione propria. Che un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale non risulta. Le scommesse live sono offerte da ogni grande operatore; le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco di mercati live.
Gli esports sono un’altra voce aperta: se il palinsesto li includa, non è dato sapere. E sugli eventi dei minori esiste un provvedimento del direttore di ADM che cita il DM 111/2006, di cui però non si conosce il contenuto — vale come promemoria che la materia è normata, non come informazione su cui decidere.
Il divieto di pubblicità e le sue crepe
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto, all’art. 3, lett. l), promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e all’art. 3, lett. m) e all’art. 15, comma 3 consente a un concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo marchio.
Le crepe sono la parte interessante, e sono crepe reali. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, secondo la stampa di settore. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità o meno della notifica del divieto. Un emendamento proposto da Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026, per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, è rimasto allo stato di proposta; al momento della verifica il divieto è in vigore.
Al cliente questo interessa per un motivo preciso, che non è giuridico. Il divieto di pubblicità non vieta il bonus: vieta di farne pubblicità. Il bonus di benvenuto è il termine degli operatori, non della legge, e non esiste qui né un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore e da nessun altro posto. Chi cerca un limite di legge da invocare davanti a un requisito di rigioco non lo troverà. Il posto dove guardare sono i termini dell’operatore, letti prima di accettare.
Il conto, i pagamenti e i limiti di legge
Un conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID, e Goldbet anche tramite CIE passando da un provider SPID; senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’età non è una raccomandazione: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori fra i principi, le condizioni di concessione impongono di escluderli dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni.
Sui pagamenti vale la pena essere precisi. I punti vendita ricariche dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabacchi e ricevitorie iscritti a un registro ADM, che costa 100 € l’anno — ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né rimborsare saldo. È un canale di entrata, mai di uscita. Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney: l’elenco esatto di ogni operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non esiste una norma che nomini le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di maneggiare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
Un tetto legale in euro alle puntate sportive non esiste. Gli unici strumenti vincolanti sono i limiti che il cliente sceglie in registrazione e gli autolimiti dell’art. 15.
Tassazione: chi paga, e chi dichiara
La tassa la paga l’operatore, non il cliente. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è del 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite pagate. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %. Le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. La proposta del «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il cliente questo significa una cosa sola e comoda: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo avviene alla fonte e la somma arriva netta. È quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi la prudenza suggerisce di consultare un commercialista prima di prendere la regola come assoluta.
Le vincite ottenute su siti senza concessione o esteri stanno su un piano diverso. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come redditi diversi, art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: nella pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il confine dell’illegalità
Offrire gioco a clienti in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è oscurati, non scomparsi.
Sul lato del giocatore la regola è più scomoda da leggere, ed è ADM a scriverla il 28 febbraio 2024: la Legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis della Legge 13 dicembre 1989, n. 401 copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. Chi vuole il confronto onesto in due righe: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza licenza non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale.
Perché lo stesso exchange ha due volti a seconda del dominio
Un exchange è un’astrazione matematica: i clienti scommettono tra loro, la casa non c’entra. Applicata dentro una concessione italiana, quell’astrazione conserva una proprietà che nessun bookmaker ha — nessuno decide il prezzo — e ne acquista altre che il cliente non vede: il RUA che copre ogni piattaforma autorizzata, i limiti scelti in registrazione, la tassazione alla fonte. Applicata su un dominio estero, la stessa matematica resta identica e perde tutte le protezioni. Non è una differenza di prodotto, è una differenza di giurisdizione, e nella pratica si vede nei momenti peggiori: il giorno in cui si vuole un prelievo, il giorno in cui ci si vuole escludere, il giorno in cui una lite ha bisogno di un giudice.
Operatori con concessione ADM: dieci schede, dieci giudizi
AdmiralBet: gli strumenti di conto più dettagliati del gruppo
Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sul sito .it del marchio. Le condizioni sono la fonte migliore di questa pagina per gli strumenti di gioco responsabile. L’autoesclusione vale per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione la piattaforma chiede un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e applica la regola asimmetrica: il limite ridotto ha effetto immediato, quello aumentato dopo 7 giorni.
Che un marchio metta i limiti in prima pagina è più raro di quanto dovrebbe essere, e qui la sostanza è nei sette giorni di attesa. Chi vuole alzare il tetto la domenica sera per rifarsi non trova il tetto pronto a ubbidire, e questo è esattamente il disegno giusto. Sul lato sportivo AdmiralBet resta un bookmaker a quota fissa: chi cerca specificamente un mercato punta e banca non è a casa sua. Chi però arriva da una serie di mesi difficili e vuole che il conto gli metta i bastoni tra le ruote lo troverà scritto nelle condizioni invece che in una pagina di aiuto.
BetFlag: il conto che si apre con SPID e il bonus che chiede una quota 5.00
Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a., sul sito .it del marchio. Sul conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto, e i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.
Qui il bonus senza deposito va letto due volte, perché la parola «senza» fa tutto il lavoro retorico e il numero fa tutto il lavoro pratico. Quota totale minima 5.00: significa mettere in fila più di tre eventi sotto quota 2.00, oppure un numero minore di eventi con prezzi più alti, in un unico biglietto. Non è una restrizione arbitraria — serve a garantire che il bonus venga giocato e non incassato — ed è comunque il tipo di condizione che vale la pena scoprire prima di aprire il conto e non davanti alla schedina con tre giorni di tempo che scorrono. Sul lato exchange, BetFlag non è una piattaforma punta e banca. Sui dettagli dei limiti di conto le sue condizioni qui esaminate non si sbilanciano, e li chiarisce la schermata di registrazione.
Eurobet: l’app che organizza le schedine, e il resto
Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito .it del marchio. L’app copre scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Sui lati del prodotto che questa pagina guarda — exchange e strumenti di conto — le condizioni consultate non dicono nulla.
Vale una nota sul contesto societario, perché è la prova concreta che la concessione è per sito e non per gruppo: Eurobet Italia S.r.l. compare nell’elenco di ADM con più di una riga, gestendo Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Chi crede di cambiare gestore cambiando marchio può scoprire di non aver cambiato nulla. Per l’exchange, questo non è il posto.
NetWin: tre giri di deposito in sette giorni
Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sul sito .it del marchio. Per sbloccare il bonus Sport-50 l’operatore chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.
L’insieme delle condizioni descrive una giocata molto specifica: tre eventi indipendenti, nessuno sotto quota 2,00, tutti in pre-match, nessuno con il cash out attivo, dentro una settimana. Chi è abituato a costruire multiple sovrapposte — due mercati sulla stessa partita — deve cambiare metodo. Quanto al volume, la regola dei 3 giri sul deposito resta modesta rispetto agli standard del mercato, e il numero non è nemmeno il problema principale: il problema è che le sette giornate di tempo e i tre eventi per biglietto chiedono una schedina confezionata per l’occasione, non una schedina di domenica. Sul fronte del conto, le condizioni qui consultate tacciono; NetWin non offre exchange.
Betfair: il nome storico del punta e banca, e regole minime che nessuno mostra in copertina
Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sul sito .it del marchio. Il marchio è quello che, dopo la fusione con Flutter nel 2001, è rimasto il principale exchange di riferimento. La scheda applicativa dell’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate: è un bookmaker, con l’eredità di un exchange. La documentazione di Betfair risulta riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima in back di 200 centesimi, in passi da 50 centesimi. Che marchi gestiscano oggi un vero exchange e con quali regole di commissione non risulta.
Il minimo da 200 centesimi è il numero su cui vale la pena soffermarsi, perché è la differenza tra un mercato che sembra accessibile e un mercato che chiede un conto finanziato. Chi immagina il punta e banca come un posto dove si prova con due euro scopre che i due euro non sono accettati in back, e che i passi da 50 centesimi obbligano a ragionare in multipli di mezzo euro. Per il cliente italiano che cerca davvero l’esperienza exchange, il nome giusto è questo; per il cliente che cerca un libro a quota fissa con un catalogo ricco di combo, il nome giusto è ancora questo, con l’avvertenza che l’exchange e il bookmaker dietro lo stesso marchio sono due prodotti diversi con due conti mentali diversi.
Sisal: la schedina con il Cash Out in evidenza
Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sul sito .it del marchio. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il Cash Out è la funzione che più assomiglia a un exchange senza esserlo, ed è utile capire perché: chiuderla prima significa accettare il prezzo che l’operatore mette sul vostro biglietto a metà partita, non il prezzo che il mercato esprimerebbe tra due clienti. La differenza si vede nel numero che vi offrono quando la partita gira male. Sul conto e sui limiti le condizioni qui consultate non entrano nei dettagli; Sisal non gestisce un exchange.
bet365: centinaia di quote maggiorate e un numero verde in prima fila
Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito .it del marchio. L’operatore offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
La combinazione è quella di un bookmaker che ha capito che la personalizzazione è il prodotto: le quote maggiorate riguardano mercati selezionati, e Bet Builder+ lavora su eventi selezionati, il che riduce la lista a un sottoinsieme dichiarato invece che a un catalogo generico. Il numero verde accanto agli strumenti di conto è un dettaglio che nessun operatore è obbligato a mettere in vetrina. Chi cerca un exchange non lo trova qui; chi cerca un bookmaker con il palinsesto profondo e i limiti di versamento a portata di mano trova la combinazione più completa di questo gruppo.
StarCasinò: il marchio che arriva dal casinò
Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited, sul sito .it del marchio. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La struttura del prodotto dice tutto: la parte sportiva convive con slot e casinò dal vivo nello stesso contenitore, e questo è il modello delle piattaforme casino-first con un bookmaker dentro. La licenza di Azzurri Limited è la stessa che compare su un altro marchio di questa lista, il che rende la scelta tra i due una questione di interfaccia e non di gestore. Sui limiti di conto le condizioni consultate non si pronunciano; di exchange, qui non si parla.
Planetwin365: lo streaming quotidiano, dal tennis al tennis tavolo
Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a., sul sito .it del marchio. L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Il tennis tavolo è il dettaglio che rivela la strategia: un palinsesto quotidiano costruito su sport non stagionali, disponibili tutto l’anno, è pensato per chi guarda molto e punta poco. Ed è il pane del live. Chi usa il live come strumento di lettura — seguire la partita e giocare su quello che vede — trova qui la copertura più regolare dei quattro sport elencati. Chi cerca quote di exchange non le trova; chi cerca limiti di conto scritti in chiaro non li trova nemmeno, in queste condizioni.
Lottomatica: il catalogo più ampio e il concessionario con un’altra insegna
Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito .it del marchio. L’app copre per le scommesse sportive Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il concessionario è la parte sorprendente: la ragione sociale che sostiene l’insegna Lottomatica è quella del gruppo Goldbet, e questo è l’esempio più chiaro di quanto separati siano ormai il marchio e la licenza. Sul catalogo, Serie A e Premier League insieme a F1 e MotoGP coprono le finestre di palinsesto più affollate dell’anno, e lo streaming live è ciò che il catalogo vuole alimentare. Sui limiti di conto le condizioni consultate non entrano nel dettaglio. Nessun exchange: il prodotto è bookmaker con quota fissa, e va giudicato come tale.
Il calcolo che nessuno mette nella brochure
Il valore del bonus NetWin si legge così, in cifre che vengono dalle condizioni dell’operatore: il requisito è un giro di 3 volte il deposito con denaro reale, entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, con esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Mettiamo il caso di un conto su cui siano stati depositati 50 € e che il bonus venga sbloccato puntando con denaro reale per 3 volte quella somma: il volume richiesto è di 150 €, che su giocate da 10 € significa 15 biglietti, tutti conformi alle regole di quota e formato. Assumendo che il margine del mercato su biglietti costruiti in quel modo stia intorno al 5 %, il costo medio atteso di questo sblocco è di circa 7,50 €, cioè il requisito moltiplicato per il margine del mercato ipotizzato. Il 5 % è l’ipotesi di margine dell’esempio, non una misura del mercato NetWin, e il margine sui biglietti multipli è tipicamente più alto di quello sui mercati principali: la banda realistica va da 5 a 9 % del volume richiesto, che su 150 € significa un costo atteso fra 7,50 € e 13,50 €. È una stima statistica su molte giocate nelle stesse condizioni, non il risultato di una singola giocata: su una qualunque delle 15 schedine si può perdere tutto, si può vincere, si può non arrivare mai a completare il volume entro i 7 giorni e perdere così il bonus. Il numero utile per la decisione è il costo atteso, e il numero che decide cosa il cliente ottiene alla fine è la condizione temporale.
Domande frequenti sugli exchange scommesse
Come funziona un betting exchange e in che cosa si distingue da un bookmaker?
È un mercato in cui i clienti scommettono tra loro sull’esito di eventi distinti e l’exchange non è parte delle scommesse. Il bookmaker fissa la quota e guadagna da quote meno favorevoli; l’exchange mette in contatto i clienti e guadagna da una commissione. Chi punta un esito fa una back, chi lo nega fa una lay.
Come si verifica che un operatore abbia davvero una concessione ADM?
Si cerca nei termini del sito la riga con numero di concessione e ragione sociale, poi si confronta quel numero con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. La concessione è per singolo sito: la verifica va rifatta per ogni dominio, e un marchio presente in un confronto non è per ciò stesso autorizzato.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota decimale; il profitto netto è la puntata per la quota meno uno. Su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico. Su un exchange, dalla vincita netta va poi sottratta la commissione prevista dalle regole della piattaforma.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
L’imposta unica la versa il concessionario, non il giocatore: le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano nette e non si dichiarano. Sui siti senza concessione la posizione cambia, perché le vincite sono trattate come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR e vanno dichiarate. Non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si possono impostare su un conto con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile di deposito, oltre agli autolimiti di tempo, spesa e perdita previsti dall’art. 15 del D.Lgs. 41/2024. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Un tetto in euro alle puntate sportive non è previsto dalla legge.
Quali rischi comporta un sito di scommesse non AAMS?
Non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi un giocatore escluso resta senza blocco condiviso; è esposto al blocco DNS e i suoi mirror ricompaiono senza garanzie. ADM afferma che anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. La licenza estera non ha valore in Italia.
Mercati, regole e glossario – scommessesuigol
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