Scommesse non AAMS in Italia, il prezzo nascosto di un sito senza concessione
Il dato Ottobre 30, 2026 — verificato sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sui termini e condizioni dei singoli operatori.
Chi cerca scommesse «non AAMS» cerca quasi sempre una cosa sola: un’alternativa ai bookmaker italiani. La trova. Il problema è che l’alternativa non è un altro negozio con le stesse regole, è un negozio senza regole — e le regole che mancano sono esattamente quelle scritte a tutela di chi ci mette i soldi. Un operatore che accetta giocate dall’Italia senza concessione ADM (ex AAMS) non ha né l’obbligo di collegarsi al Registro Unico degli Autoesclusi, né i limiti di deposito fissati in registrazione, né un foro italiano dove litigare. In cambio offre quote che a volte sembrano migliori, bonus che a volte sembrano più generosi, e un indirizzo che il pomeriggio successivo può essere oscurato.
Questa guida mette in fila quello che si sa e quello che si paga. Non nomina un solo operatore irregolare, perché non c’è niente da consigliare là fuori; descrive il meccanismo, i blocchi, le sanzioni e i costi, e poi guarda dieci concessionari veri — quelli che stanno sull’elenco di ADM con un numero di concessione e un sito .it — su ciò che i loro stessi termini e le loro schede dichiarano. Il criterio è il costo per il lettore: quanto gli costa un bonus in rigioco, quanto gli costa un limite che si alza in sette giorni, quanto gli costa un sito che domani non c’è più.
La tutela che si perde quando non c’è una concessione
Il punto di partenza non è la morale, è l’architettura. Il gioco legale in Italia è costruito su un permesso: la concessione. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, elenca all’art. 6, comma 1 le partite che si possono offrire a distanza con una concessione: tra le altre, le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, quelli simulati compresi, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Chi sta fuori da questo perimetro non è un concorrente con meno burocrazia. È un soggetto che raccoglie giocate senza titolo, e ADM lo tratta come tale.

La seconda cosa da capire è che la concessione è legata al sito, non alla società. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è agganciata a un sito .it. Una stessa società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Questo dettaglio sembra tecnico e invece è la chiave di tutto il resto: se un marchio noto apre un dominio diverso da quello che sta sull’elenco, quel dominio non è coperto, anche se il marchio è lo stesso. E se un marchio che conosci non compare fra le 52 righe, semplicemente non ha titolo. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano fra i concessionari alla data del 25 ottobre 2026.
C’è poi una trappola logica in cui cadono le pagine di comparazione: l’elenco di ADM non ha una colonna dei giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel concessionario offra scommesse sportive, perché lo stesso concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Che un bookmaker accetti davvero scommesse lo dicono il suo sito e la sua app, non la lista. E il contrario vale ancora di più: comparire in una classifica non è una concessione. Nessuna graduatoria assegna titoli.
Cosa resta scoperto senza il titolo
Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e aggancia tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche. Chi chiede l’autoesclusione presso un concessionario la vede valere anche presso gli altri. I siti senza concessione non sono collegati al registro: lì l’autoesclusione non arriva, e chi si è fatto bloccare altrove può continuare a giocare come se non avesse mai chiesto niente. È il costo più alto e il meno visibile di tutta la faccenda.
Poi ci sono i limiti. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Niente di tutto questo è un servizio gentile che l’operatore regala. È un obbligo.
E c’è il foro. Un concessionario risponde in Italia, davanti a un’autorità italiana, su termini scritti in italiano che ADM può controllare. Un sito estero risponde a se stesso, in una giurisdizione che l’Italia non riconosce per il gioco: una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan non ha alcun valore nel nostro ordinamento. Il giorno che nasce una contestazione su un prelievo, quella licenza è un pezzo di carta con un timbro grazioso.
La sanzione che riguarda anche chi gioca
Qui la faccenda smette di essere una questione di tutele mancate. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, ha chiarito che la regola arriva fino in fondo: «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda non è noto, e non è noto se esistano procedimenti a carico di giocatori. Questo non rende la norma una minaccia vuota: la rende una norma scritta, che l’autorità ha ritenuto di dover ribadire pubblicamente.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che un sito irregolare non ha
Chi gioca su un concessionario incontra una serie di attrezzi che sembrano burocrazia e sono invece il motivo per cui conviene restarci. Vale la pena guardarli uno per uno, perché la loro assenza dall’altra parte è il vero saldo della partita.

I limiti di deposito scelti in registrazione
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. È una sua decisione, presa a freddo, prima di conoscere l’esito della prima schedina. I termini di Admiralbet, letti il 25 ottobre 2026, lo dicono in modo esplicito: in fase di registrazione si impostano un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quei sette giorni sono la parte che conta davvero. Sono il tempo che l’operatore ti mette fra la decisione di alzare il tetto e l’alzamento effettivo, ed è l’unico strumento di questa pagina che lavori contro un impulso mentre l’impulso è ancora in corso.
L’art. 15, comma 1, lett. b) assegna i limiti sugli importi depositati in un periodo definito al concessionario, che li fissa in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM. La cifra che ADM stabilisce nella gara d’appalto non è pubblica. Non cambia la sostanza: sull’altra sponda non esiste né il limite scelto, né il protocollo, né la gara.
Il RUA e le forme dell’autoesclusione
Il Registro Unico degli Autoesclusi è la parte del sistema che più spesso si scopre troppo tardi. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta: una richiesta, un blocco su tutto il perimetro legale. Un sito senza concessione resta fuori da quel perimetro, quindi chi si è autoescluso lì non è protetto in alcun modo — e questa è l’unica affermazione di questa sezione che valga la pena ripetere, perché è quella che costa di più.
Le durate sono cambiate. I termini di Admiralbet indicano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una finestra che parte da una settimana è pensata per chi vuole solo fermarsi un momento, non per chi ha un problema grave. Chi ha un problema grave sceglie l’indeterminata, e la revoca dopo nove mesi è lì per impedire che una decisione presa in un pomeriggio pessimo si trasformi in una condanna a vita.
Identificazione, SPID e il conto che non si sblocca
Il conto di gioco nasce identificato, non lo diventa dopo. Per aprire un conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Admiralbet accetta il caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Goldbet, come risulta dalle indicazioni dell’operatore, arriva alla CIE attraverso un fornitore SPID.
La regola che sfugge a molti riguarda i tempi: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Non è una punizione, è la conseguenza di un conto che non ha mai completato l’identificazione. Chi si registra di fretta un sabato sera e conta di mandare i documenti «domani» scopre quanto costa quel domani la prima volta che prova a incassare.
Il canale di aiuto che esiste anche per chi non gioca sul .it
L’art. 15, comma 1, lett. f) impone a ogni concessionario un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In più, l’art. 15, comma 2, comma 2 fissa l’obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa.
Aggiungo un numero che vale a prescindere da dove si giochi: per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, segnalato anche fra gli strumenti di gioco responsabile di bet365. Quella linea risponde anche a chi ha un conto su un sito estero. È l’unico aiuto di questa sezione che non dipende dal titolo del concessionario.
Valutazione e criteri: come si legge una classifica di bookmaker
Le classifiche di siti «non AAMS» si somigliano tutte, perché sono costruite sullo stesso materiale: quote, bonus, metodi di pagamento, numero di eventi. Il guaio è che tre di questi quattro metri si misurano solo guardando dentro il sito, mentre uno — il titolo — si misura guardando un elenco pubblico. E l’elenco pubblico è sempre il primo che salta.
Il test dell’autorizzazione si fa in pochi minuti e senza credere a nessuno. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si cerca il marchio, si prende il codice di concessione e si controlla che il dominio su cui stai per giocare sia lo stesso che compare accanto a quel codice. Se il marchio non c’è, la questione è chiusa. Se c’è ma il dominio è un altro, la questione è chiusa lo stesso. Attenzione a un equivoco frequente: l’elenco non è un catalogo di prodotti. Non dice se quel concessionario accetta scommesse sportive, perché la concessione può coprire in qualunque combinazione scommesse, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Che il bookmaker prenda schedine lo dicono il palinsesto e l’app.
Il secondo test riguarda il palinsesto, ed è una parola che vale la pena conoscere. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Si può scommettere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Il palinsesto è quindi la misura di quanto un bookmaker legale può offrire — e anche il motivo per cui non può inventarsi una partita.
Dentro le quote: il margine che nessuno pubblicizza
Una quota non è un prezzo di mercato come il biglietto di un autobus. È un prezzo costruito con un margine dentro. La quota di payout di un mercato — la parte di tutto il giocato che quel mercato restituisce — si ottiene da 1 ÷ (1/quota₁ + … + 1/quotaₙ) su tutti gli esiti dello stesso mercato; il margine è 100 % meno quella quota. Su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90, che è un esempio illustrativo e non un prezzo rilevato, la quota di payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90) = 95 %: il margine è del 5 %. Significa che su ogni 100 € giocati su quel mercato, in media, 95 € tornano indietro ai giocatori e 5 € restano al bookmaker. Perché ogni riga di questa pagina sia leggibile: il margine non è un costo che si paga una volta, è il costo che si paga su ogni singola giocata, e cento giocate al 5 % costano più di qualunque bonus benvenuto.
Questo è anche il modo per leggere un bonus senza farsi incantare. Un «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, non una categoria di legge: il divieto pubblicitario non tocca l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto statutario né all’importo né ai requisiti di rigioco, quindi ammontare, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Il che significa che il bonus di un operatore non si confronta con il bonus di un altro leggendo solo la cifra in grande.
Un’ultima avvertenza sui confronti che si leggono in giro: le quote e i margini invecchiano più in fretta di qualunque altra cosa su una pagina di scommesse. Una quota citata senza data non è un’informazione, è una fotografia senza giorno. Quando si confrontano bookmaker, la data della rilevazione vale quanto il numero.
Criteri che non compaiono nelle classifiche
C’è un criterio che nessuna tabella esibisce e che dovrebbe pesare più del bonus: dove finiscono i tuoi soldi se qualcosa va storto. Su un sito senza concessione il percorso è questo: nessun RUA a bloccare, nessun limite di deposito a frenare, nessun foro italiano ad ascoltare, e un dominio che può sparire da un’ora all’altra lasciando crediti che nessuno risarcisce. La consecuzione è banale e per questo la ripeto: prima manca il titolo, poi manca la tutela, poi manca il posto dove reclamare.
Classifica e panoramica: dieci concessionari ADM a confronto
Dieci marchi, dieci concessioni, dieci siti .it. L’ordine è quello che l’elenco rende: non è una graduatoria di bravura e non è un consiglio di gioco. Il confronto qui sotto ha tre colonne e una logica sola: la prima dice chi risponde legalmente, la seconda con che numero, la terza che cosa l’operatore dichiara sul proprio conto, sui propri limiti e sulla propria offerta — cioè le cose che si possono verificare leggendo i suoi termini prima di depositare.
| Marchio e sito | Numero di concessione e concessionario | Che cosa dichiarano i termini dell’operatore sul tema |
|---|---|---|
| StarCasinò — StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Sisal — Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket |
| Betsson — Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI — SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con cash out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| Eurobet — Eurobet.it | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| bet365 — bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Goldbet — Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Planetwin365 — Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e coppe come Champions, Europa e Conference League, con oltre 20 tipologie di sport e risultati in diretta |
| AdmiralBet — AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata |
| BetFlag — BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
Due colonne di questa tabella dicono cose diverse da quelle che sembrano. La prima non nomina un marchio e basta, nomina una società: dietro StarCasinò e Betsson c’è la stessa Azzurri Limited, dietro Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale ci sono tre siti dell’elenco. Chi confronta bookmaker confronta spesso due porte della stessa azienda, e questo non è un vizio: è la struttura delle concessioni, che vengono assegnate per sito. La terza colonna, invece, mescola di proposito cose di peso diverso, perché il lettore le trova mescolate nelle comparazioni: un numero di eventi, un partner commerciale, una funzione, un limite di gioco. Le prime tre sono promesse di prodotto e cambiano da una stagione all’altra; la quarta è l’unica che agisce sul portafoglio del giocatore e che il giocatore non può modificare a proprio vantaggio in una sera.
Una cosa che la tabella non può dire e che va detta a voce: nell’elenco dei concessionari letto il 25 ottobre 2026 l’ultimo codice è 16051 e le righe sono 52. Ma il mercato non è fatto solo di queste. Altri concessionari esistono, e un marchio che non sta in questa tabella non è per questo privo di licenza. La tabella fotografa dieci marchi, non il mercato.
Quanto costa davvero un bonus benvenuto su un operatore regolare
Il bonus è il posto in cui il costo smette di essere teorico. Prendiamo la misura più semplice che si possa fare con i dati che un giocatore ha in mano: un’illustrazione, non una previsione, e nemmeno un consiglio.
Immaginiamo un giocatore che sceglie in registrazione un limite di ricarica di 100 € a settimana e decide di giocare quella cifra una volta sola, su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 — l’esempio di prima, non un prezzo rilevato. Con un margine del 5 %, il costo medio atteso di quel giro di giocate è pari al 5 % di 100 €, cioè 5 €. In pratica: una schedina da 100 €, ripetuta nelle stesse condizioni, lascia in media 5 € al bookmaker, che la schedina vinca o perda. Se il limite settimanale è di 100 € e si gioca tutto ogni settimana, il conto si ripete cinquanta volte in un anno — e il costo medio atteso annuale si aggira sui 250 €, sempre nelle stesse condizioni di mercato e di puntata.
Il numero va letto come una banda, non come una cifra esatta. Su un mercato con margine del 4 % la stessa settimana costa 4 €; su un mercato con margine del 6 % ne costa 6. Il margine dipende dall’evento, dal tipo di giocata e dall’operatore, e non è lo stesso su una partita di cartello e su un campionato minore. Cambia anche la puntata: 100 € in una singola, o dieci singole da 10 €, portano allo stesso costo medio se il margine è uguale. Il punto non è la cifra precisa, è che il costo cresce con il volume giocato e non con la fortuna.
Qui si capisce perché il bonus benvenuto va letto con la calcolatrice in mano e non con il banner negli occhi. Un «bonus di benvenuto» — le virgolette sono d’obbligo, perché è il termine commerciale dell’operatore e non una categoria di legge — vale quello che resta dopo i requisiti di rigioco, non quello che c’è scritto in grande. Su un turnover obbligato, ogni giro di puntate porta con sé il proprio margine, e il margine non si azzera perché il credito è arrivato in regalo. Il tetto statutario non esiste: né all’importo, né ai requisiti di rigioco, né alla quota minima. Vengono dai termini di ciascun operatore, ed è lì che vanno letti prima di accettare.
Il costo che non si vede: il prelievo che non arriva
C’è una seconda voce di costo, più difficile da mettere in tabella. Su un sito senza concessione il percorso del prelievo dipende da un soggetto che non risponde a nessuna autorità italiana: la richiesta parte, il dominio può essere oscurato nel frattempo, e il credito resta dov’è. Su un concessionario, il conto è identificato, la concessione ha un numero, il concessionario ha una sede dichiarata nei termini e c’è un’autorità davanti a cui portare la questione. Non è una garanzia che tutto fili liscio. È la differenza fra avere un interlocutore e non averlo.
Vale la pena ricordare un dettaglio di pagamento che riguarda solo gli operatori con concessione: i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — tengono un registro presso ADM, ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale, e non possono pagare vincite né prelevare saldo; l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un canale pensato per chi non vuole legare una carta al conto, e ha limiti chiari proprio perché è regolato.
Normativa e giurisdizione: chi decide, chi blocca, chi sanziona
Questa è la sezione in cui conviene essere precisi, perché quasi tutto quello che circola sui «siti non AAMS» nasce da un fraintendimento sul meccanismo dei blocchi.
Chi può offrire gioco a distanza
ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» la prima volta, perché il mercato continua a dire AAMS — blocca dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste e indica che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Le concessioni non sono licenze aperte: sono assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 3 del D.Lgs. 41/2024 prevede che i vincitori della gara possano gestire una o più delle partite elencate per un massimo di nove anni, senza rinnovo; fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Tradotto: chi ha una concessione ha pagato, ha depositato un piano e ha accettato regole che non può cambiare a metà partita. Chi non ce l’ha non ha fatto niente di tutto questo.
L’inibizione dei domini e i due elenchi pubblici
ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza; quella pagina segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Il fondamento è l’art. 102, comma 1 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.
Il sistema ha due elenchi pubblici. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali agganciati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi consultabili sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. E prevede anche la parte che riguarda i terzi: fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.
C’è una novità tecnica che vale la pena conoscere perché spiega l’esperienza di chi naviga. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri ad applicarlo. Una ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta. Gli specchi, cioè i domini clonati che riprendono lo stesso servizio con un indirizzo diverso, ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati» — ed è la parola giusta, perché descrive un sito che c’è ancora ma non si vede più.
La pubblicità vietata e chi la controlla
Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A controllare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto, all’art. 3, lett. l), promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e all’art. 3, lett. m) e all’art. 15, comma 3 consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo. Fuori dal perimetro, ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
La cronaca recente di questa norma è meno lineare di come la raccontano le pagine di comparazione. Secondo la stampa di settore, AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento proposto da Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è diventato legge: l’esito non è stato trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge un banner che promette un bonus estero sta guardando una cosa che in Italia nessuno ha il diritto di pubblicizzare.
Gli obblighi di pagamento e la tassa sul gioco
L’art. 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, il canale di pagamento diventa l’ultimo anello della catena: non si tratta di convincere il giocatore a non usare un sito, si tratta di rendergli difficile pagarci.
Sul fisco conviene distinguere tre cose che vengono continuamente confuse. La prima è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: le aliquote sono del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Non è noto se i crediti da bonus entrino nella base imponibile. La seconda cosa è il giocatore: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le riceve e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario — è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Essendo una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, la conclusione pratica è di consultare un commercialista.
La terza cosa riguarda le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri, e qui il quadro cambia. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. In parole povere: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. È il costo finale, quello che arriva per posta.
I dieci concessionari, uno per uno
L’ordine è quello delle concessioni come si presentano. Ogni scheda prende dall’operatore solo ciò che l’operatore dichiara — termini, condizioni e schede della propria app — e chiude con un giudizio, perché è la parte che nessun elenco fornisce.
StarCasinò (concessione ADM n. 16026): il casinò che ospita anche lo sport
StarCasinò è Azzurri Limited sulla concessione n. 16026, sito .it. La scheda della sua app mette le cose in ordine di importanza e l’ordine è eloquente: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Le scommesse ci sono, ma il posto d’onore è altrove.
Chi cerca un bookmaker con un palinsesto profondo troverà poco da leggere in questa scheda, che non entra nel dettaglio dei mercati. Chi invece alterna una schedina a una sessione di slot trova nella stessa app tutto quello che gli serve, con un’unica identificazione e un unico conto. Il giudizio: un casinò con una funzione sportiva accessoria, dichiarata con onestà e senza enfasi. Va bene a chi gioca d’azzardo in senso largo e allo sport chiede poco più di un passatempo.
Sisal (concessione ADM n. 16020): il palinsesto più affollato del gruppo
Sisal Italia S.p.a., concessione n. 16020. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sul piano delle tipologie, la scheda elenca la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il numero live è la cosa che colpisce, ma la parte che vale davvero è la diretta streaming gratuita: vedere la partita nella stessa app su cui si è giocata una schedina non è un gadget, è il modo più semplice per seguire una giocata su cui si è già deciso l’importo. Il conto lo paga chi non guarda mai niente e paga comunque la struttura. Va bene a chi gioca molto live e a chi vuole un pallone che rotola accanto alla schedina.
Betsson (concessione ADM n. 16027): la stessa società, un’altra porta
Betsson è Azzurri Limited sulla concessione n. 16027 — la stessa società dietro StarCasinò, concessione diversa e sito diverso. La scheda della sua app promette scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il confronto utile con il marchio gemello è netto: qui lo sport è il prodotto dichiarato, con l’elenco dei mercati scritto per esteso e senza giro di parole. Chi sta scegliendo fra i due guardi alla terza colonna dei termini di ciascuno invece che al logo, perché la società è la stessa e il conto di gioco no. Il giudizio è positivo sul corredo di mercati classici — un bookmaker per chi scommette il sabato pomeriggio su un campionato e vuole trovare gol, marcatori e combo senza cercarli in tre menu.
SNAI (concessione ADM n. 16032): la schedina complicata e il cash out
Snaitech Spa, concessione n. 16032. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
È la scheda di un operatore che parla a chi costruisce giocate composte. I sistemi e le multiple hanno una caratteristica che vale la pena dire a voce: ogni gamba aggiunta porta con sé il proprio margine, quindi una multipla a più gambe è un prodotto con un costo interno maggiore di una singola, e la quota più alta che si vede in fondo è in larga parte la somma di quei margini. Il Cash Out, dal canto suo, è uno strumento di gestione, non di guadagno: chiudere prima significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento. Va bene a chi ama i mercati minuti — cartellini, rigori, tiri — e sa leggere una multipla per quello che è.
Eurobet (concessione ADM n. 16012): il palinsesto che esce dallo sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione n. 16012, la società che nell’elenco compare anche dietro Bwin.it e giocodigitale.it. La sua app dichiara un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Gli scacchi e le elezioni nella stessa app dicono più di qualunque elenco di campionati. È il bookmaker per chi non vuole limitarsi al pallone e trova interessante scommettere su qualcosa che succede una volta sola e si vede in televisione. Il rovescio è che un palinsesto largo costa in profondità: pochi mercati per evento, molti eventi per mercato. Va bene a chi cambia sport ogni settimana e non a chi vuole quaranta mercati su una partita di Serie A.
bet365 (concessione ADM n. 16030): il marchio internazionale con la partita in vetrina
Hillside (New Media Malta) Plc, concessione n. 16030. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Fra i suoi strumenti di gioco responsabile, per i residenti in Italia, indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il partner commerciale è la parte più visibile e la meno utile per il lettore: un logo sulla Champions League non cambia di un centesimo il margine di un mercato. A settembre 2026, secondo la stampa di settore, bet365 è stata il primo partner dell’autorizzazione ADM alla Setka Cup, il che dice qualcosa di più concreto sulla capacità di stare dentro le novità di palinsesto. Va bene a chi cerca un operatore con un listino internazionale e una presenza costante sull’ippica e sulla boxe, e a chi vuole un marchio conosciuto anche fuori dall’Italia.
Goldbet (concessione ADM n. 16009): il bonus che chiede di scaricare l’app
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., GBO Italy, concessione n. 16009. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
La condizione vale più dell’importo: il bonus sta dietro il download e la registrazione, non davanti alla home page. Chi apre il sito dal browser e non installa niente sta giocando senza quel credito, e questo non lo danneggia — lo danneggia solo se confronta la propria esperienza con quella di chi ha fatto un passaggio in più. Goldbet, come risulta dalle indicazioni dell’operatore, consente anche l’identificazione tramite CIE attraverso un fornitore SPID, il che vale per chi ha già l’identità digitale sullo smartphone. Va bene a chi usa il telefono come unico terminale di gioco.
Planetwin365 (concessione ADM n. 16007): il calcio, prima di tutto il resto
Pwo S.p.a., concessione n. 16007. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come la Champions League, l’Europa League e la Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C nell’elenco non è un dettaglio: è la dichiarazione di un palinsesto che scende sotto il livello dei campionati maggiori, dove stanno le partite che più spesso si guardano da vicino. Più di 20 tipologie di sport e risultati in diretta sono la base minima per un bookmaker moderno. Va bene a chi segue il calcio italiano fino in fondo, anche nelle categorie dove le informazioni scarseggiano e la quota diventa interessante per un motivo, non per caso.
AdmiralBet (concessione ADM n. 16048): i termini che nessun altro scrive per esteso
Admiral Bet S.r.l., concessione n. 16048. È l’unico marchio di questa tabella i cui termini entrano nel merito dei limiti e dell’autoesclusione: l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione si impostano un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.
Che sia l’unico a mettere per iscritto le durate è il dato più significativo di questa scheda, e non è un complimento all’operatore ma un’osservazione sul mercato: le stesse regole valgono per gli altri, che però non le raccontano. I sette giorni di attesa per alzare un limite sono la parte che ha valore pratico, perché sono il tempo che separa un impulso dalla sua esecuzione. Va bene a chi vuole leggere prima di cliccare, e a chi considera gli strumenti di controllo un criterio di scelta e non una nota a piè di pagina.
BetFlag (concessione ADM n. 16008): l’identità digitale come porta d’ingresso
Betflag S.p.a., concessione n. 16008. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La concessione è fra le più basse dell’elenco.
SPID e CIE in apertura significano una cosa precisa: il conto nasce validato, e sparisce di colpo il problema dei trenta giorni. Chi ha l’identità digitale sul telefono fa tutto in una sessione e arriva al primo prelievo senza sorprese; chi non ce l’ha passa dalla registrazione classica e dalla copia del documento, con lo stesso risultato ma qualche giorno di mezzo. Va bene a chi vuole un conto in regola senza pensarci due volte, e a chi apprezza una procedura che non chiede di caricare file quando esiste un sistema pubblico per non farlo.
Domande frequenti sulle scommesse non AAMS in Italia
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Tre, in ordine di gravità: nessun collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi l’autoesclusione chiesta altrove non vale; nessun foro italiano per contestare un prelievo; e, come dichiara ADM citando la legge 401/1989, l’esposizione del partecipante a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si cerca il marchio, si legge il codice di concessione e si controlla che il dominio su cui si sta per giocare sia lo stesso indicato accanto a quel codice. La concessione è legata al sito: un marchio presente con un dominio diverso non è coperto.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, raccoglie le richieste di autoesclusione e le estende a tutto il perimetro dei concessionari legali nel Paese e alle sale fisiche, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata fatta. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni o è indeterminata con revoca dopo 9 mesi.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’art. 9 del decreto-legge 87/2018 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. A controllare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il divieto è in vigore.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e i termini degli operatori mostrano anche limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco giornalieri, settimanali e mensili. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 assegna i limiti periodici al concessionario.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore, e la conclusione pratica è di consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Siti non AAMS ed esteri – scommessesuigol
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