Scommesse sull'Australian Open: chi ha la concessione ADM, chi no
Ottobre 30, 2026 — dati verificati contro l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dove ogni riga riporta un codice di concessione accanto a un singolo sito .it.
Il torneo è finito. Carlos Alcaraz ha alzato il trofeo del singolare maschile, Elena Rybakina quello del femminile, e da Melbourne è arrivato tutto quello che doveva arrivare. Chi cerca scommesse sull’Australian Open 2026 arriva quindi su un tabellone vuoto, e la prima cosa da dire è questa: l’unica edizione su cui si può ancora giocare è quella del 2027, in programma dal 17 al 31 gennaio. Non è una sfumatura. È la differenza tra una pagina di offerte scadute e una decisione presa con calma, con quattro mesi davanti, su un operatore che domani sarà ancora lì.
Su dieci bookmaker esaminati, dieci hanno una concessione ADM valida e un sito .it. Sembra una buona notizia. Lo è, ma vale meno di quanto sembri: l’elenco pubblico dei concessionari non ha una colonna per i giochi, e un diritto a raccogliere scommesse sportive non è la stessa cosa della certezza che quel bookmaker le raccolga davvero. Anche il margine che ogni quota nasconde non si legge in un elenco. Si legge nel prezzo.
Come si legge questa classifica
Metto dieci operatori uno sotto l’altro e devo spiegare con quale metro li ho guardati, perché un numero senza metro è pubblicità. Tre cose contano, in quest’ordine.

La prima è la concessione. Non è un timbro decorativo: è ciò che collega un conto di gioco al Registro Unico degli Autoesclusi, alla vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e a un foro italiano. Un sito .com con licenza straniera non ha nessuna delle tre, e il giocatore che ci deposita è, dal punto di vista italiano, solo. Nessun nome di brand qui: la zona senza concessione resta una descrizione, non un paragone.
La seconda è la genericità. Ai fini della concessione la disciplina dei giochi pubblici, il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, non è generica: la lettera a) del comma 1 dell’art. 6 ammette le scommesse a quota fissa su eventi sportivi, quindi anche una singola su una semifinale di Melbourne rientra nella categoria. Un bookmaker titolare del solo permesso per il casinò o per il poker non rientra in quella lettera, e nessun titolo di confronto sportivo lo metterebbe al livello degli altri.
La terza è la concretezza. Quanti mercati, quante tipologie, quale live, quale tennis: è il campo su cui due operatori con la stessa concessione numerata a poche unità di distanza possono somigliarsi come due gemelli o non avere nulla in comune.
Il resto — grafica, app, promesse di «quote maggiorate» — non è una voce di confronto. È allestimento.
Un’ultima cosa sul metro, che riguarda la disciplina come è scritta. Le concessioni non sono aperte: il comma 1 dell’art. 6 parla di gare pubbliche, e il comma 3 fissa in nove anni la durata massima dei titoli, senza possibilità di rinnovo automatico. Il regime appena varato è quello più recente, con un tetto di nove anni ed esclusioni chiare, e colloca la disciplina in vigore alla fine del 2025: un operatori che oggi detiene la concessione è un operatori che ha passato quella selezione ed è sotto osservazione per tutto il tempo che gli resta.
In questo contesto la concessione diventa una condizione di accesso e non un marchio di qualità: anche il titolare con il permesso più recente può, in teoria, non offrire nulla di sportivo. Verificare è semplice quanto aprire il sito e leggere le condizioni, perché la disciplina impone trasparenza sui dati del concessionario.
Fondamenti: come funziona una scommessa sul tennis
Parto dal tavolo, non dalla piattaforma. Il tabellone di un Grande Slam mette davanti allo stesso giocatore due domande diverse, e la prima regola del tennis è che il formato della partita cambia il prezzo del mercato molto prima che cambi la sensazione della partita. Il singolare maschile si gioca al meglio dei cinque set e il singolare femminile al meglio dei tre, e su questo impianto si costruiscono tie-break e, nel set decisivo, un match tie-break a dieci punti con due punti di scarto. Chi scommette non deve avere in testa il regolamento per fare una giocata, ma chi ignora che il set decisivo non è un set come gli altri non ha idea di quanto velocemente una partita possa finire: e questo si riflette sui prezzi dei mercati.

Il purismo del regolamento non serve a nessuno, quindi meglio ragionare in termini di conseguenze.
Una giocata può essere singola, multipla o sistema. La singola dipende da un esito solo, e ha il margine più basso da assorbire; la multipla moltiplica le quote delle singole in un unico prezzo, e questo è il suo vero problema. Un bookmaker accetta volentieri una multipla da cinque eventi perché il margine non si moltiplica per caso: si compone. Il risultato pratico è che il vantaggio del banco su una multipla lunga può avvicinarsi al doppio di quello su una singola, ed è esattamente il motivo per cui le promozioni «sulla multipla» esistono.
Poi la meccanica, che molti saltano. La quota è il prezzo di una giocata e il parametro con cui si calcola il ritorno. Se la puntata è 10 € e la quota è 1,85, il ritorno in caso di esito favorevole è 18,50 €, con un utile netto di 8,50 €; su una multipla i tre prezzi si moltiplicano prima di applicare la puntata. Non c’è magia nel moltiplicatore e non c’è sistema che trasformi una quota sfavorevole in una favorevole: il prezzo è il prezzo, e il margine vive dentro.
Il terzo pilastro è il tempo. L’esito è ignoto, e chiunque scriva il contrario sta vendendo qualcosa. Al momento di verificare ci si accorge che il torneo è finito, e che il risultato di Melbourne è già una sequenza di nomi e punteggi: significa che sull’edizione 2026 non c’è più un mercato pre-match da aprire, solo quello relativo al 2027. Chi gioca con largo anticipo ha tempo per scegliere il formato che capisce e per leggere le condizioni prima di mettere soldi; chi aspetta la prima giornata ha più informazioni sul tabellone e meno margine di manovra.
Questi tre pezzi non sono tre consigli. Sono la struttura che rende leggibile qualsiasi offerta: prima la meccanica, poi il costo implicito, poi il tempo che si ha per decidere. Chi affronta una pagina di bookmaker senza averli in quest’ordine finisce per confrontare i colori.
Cosa cambia tra un mercato e l’altro
Sui mercati principali la quota è la stessa cosa che altrove, ma la forma no. L’esito finale di una partita di tennis è un mercato a tre esiti quando c’è il pareggio, e a due quando il formato non lo prevede, e le due versioni hanno margini diversi. Under/Over e il «rimborso in caso di pareggio», cioè il draw no bet, si leggono diversamente dai mercati sul risultato esatto, e i mercati derivati come numero di game, tiri vincenti o cartellini non hanno niente a che vedere con l’esito della partita.
Il libro di un bookmaker con concessione ADM ha anche una parte che esiste a monte, e che quasi nessun giocatore vede: il palinsesto. La definizione è all’art. 2, lett. s): è il programma di eventi, sportivi e non, e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e una puntata si può raccogliere solo su eventi che stiano dentro quel programma approvato. L’agenzia aggiunge gli eventi uno per uno. Tradotto: la ricchezza di un tabellone non è una scelta di marketing del bookmaker, è un’attività autorizzata, e nei documenti dell’agenzia la cosa si vede.
Per il tennis l’effetto è più modesto che per altri sport, perché il calendario ATP e WTA è stabile da decenni e nessun torneo del Grande Slam deve essere approvato da zero. Per una disciplina nuova o per un evento collocato in un posto insolito, invece, lo stesso tabellone può essere approvato prima e disponibile dopo. Su un mercato atipico il ritardo rispetto agli altri operatori non è pigrizia: è procedura.
2026 panorami: le concessioni dei dieci bookmaker
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sull’oggetto della chiave | Natura degli strumenti sul conto di gioco |
|---|---|---|---|
| Eurobet | concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | il palinsesto dell’app Eurobet Sport va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni) | — |
| StarCasinò | concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited | l’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò | — |
| BetFlag | concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € | l’apertura del conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni |
| AdmiralBet | concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | — | in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni |
| Sisal | concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket | — |
| Lottomatica | concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita | — |
| William Hill | concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | — | — |
| Planetwin365 | concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta | — |
| Betfair | concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | l’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate | — |
| bet365 | concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live | — |
La riga del concessionario si legge in fretta: i dieci nomi occupano codici tra 16007 e 16048, quindi una finestra di poco più di quaranta posizioni. La tendenza non è un caso: le concessioni escono da una gara d’appalto, e chi le ha strappate nell’ultima tornata è finito in un intervallo ristretto. La conseguenza è che i codici consecutivi non indicano niente sulla qualità dell’offerta. Chiamarla «l’etichetta dei grandi» sarebbe comodo: significa solo che in quella finestra di numeri ci sono società che si sono sedute allo stesso tavolo.
Poi c’è la coda della tabella, e lì il bianco è la notizia. William Hill è un bookmaker con una concessione valida e piena, e il peso specifico sulla chiave è basso: il suo prodotto è costruito sulla stagione della Serie A e su raccolte di più eventi, non su un torneo di tennis di fine gennaio. Non verifichiamo nulla di sbagliato: verifichiamo che la concessione è la porta d’ingresso, non la prova della cucina. Un bookmaker con papiri in regola può semplicemente non essere un bookmaker da Australian Open, e nessun elenco pubblico lo dice.
Sempre sul versante dei limiti materiali, l’ordine della tabella segue parametri di natura diversa, e va letto con quella differenza in testa: per StarCasinò e per AdmiralBet esiste un dettaglio dei protocolli sul conto, per altri no. Se nel 2027 si punterà sul tennis, su questo punto i protocolli sono la prima cosa da controllare, perché il tetto che un operatore applica al proprio saldo è più utile di qualsiasi slogan.
Perché tu paghi il margine su ogni quota
Qui la matematica è svelata, non subita. Un bookmaker perde se non prezza; un prezzo onesto non esiste, perché non esiste un prezzo senza margine. Prendiamo il caso più pulito di tutti, una partita di tennis senza pareggio e con due soli esiti, un esempio didattico e non una quota reale. Se le due quotazioni fossero offerte entrambe a 1,90, il calcolo mostrerebbe un payout di mercato intorno al 105 %: una somma che nessuno regala.
Il conto in dettaglio, per quanto possa sembrare arido: la somma degli inversi delle due quote è la parte di mercato coperta, e la differenza rispetto all’unità è il margine. Nel caso di specie la somma esce a 1,0526, la quota di raccolta si aggiorna al 95 %, il margine trattenuto è circa il 5 % dello stake. Il condizionale è nell’ipotesi, perché il vero valore del margine dipende dall’operatore e dall’evento e difficilmente si incastra con tanta pulizia. Un margine compreso tra il 4 % e il 6 % su un mercato a due esiti con quotazioni simili è il campo di gioco realistico.
Sul singolo torneo la differenza si moltiplica, e qui la riflessione va fatta in modo esplicito. Se su trenta partite si piazzano trenta singole a quote di pari livello, ogni giocata perde in media tremila euro di quota? No: il calcolo corretto è un altro. Il margine dello 4–6 % non svuota il conto, lo consuma: su una puntata di 100 € su una singola, il costo implicito medio è qualche euro.
Metti i termini sulla stessa bilancia e il quadro è chiaro. Un margine del 5 % significa che il payout di mercato è all’incirca il 95 %. Non è l’oste che sorride a chi paga il conto: è la struttura del gioco. E il modo per non pagarlo due volte è non cercare il mercato con il margine più basso — che non è verificabile dall’esterno — ma evitare il giocatore che non sa quanto sta pagando.
Un ultimo dettaglio, che sposta la responsabilità dalla parte di chi legge. La fonte del margine su cui abbiamo fatto i conti non è la quota di un bookmaker reale, è un esempio costruito per rendere l’aritmetica trasparente. La cifra che conta nella pratica è la combinazione tra la quota e il tipo di mercato, ed è la combinazione che cambia di partita in partita.
Fondamenti operativi: come si piazza una giocata e cosa costa
Il percorso di apertura, dal documento al tetto
Il conto di gioco con un operatore con concessione ADM non è un servizio anonimo, ed è meglio saperlo prima. L’apertura passa per la registrazione classica con documento d’identità, e molti operatori aggiungono o preferiscono SPID e CIE. Il conto va validato entro sessanta? No — questa è la trappola in cui cadono i lettori: la finestra è di trenta giorni, e superata quella soglia si finisce sospesi, con i prelievi bloccati finché l’identificazione non è chiusa. Un lettore che apre il conto a settembre per giocare a gennaio ha tutto il tempo di sistemare la pratica; uno che ci arriva la sera prima della finale no.
Subito dopo l’apertura arriva la parte che nessuno legge e che invece detta il perimetro. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e il comportamento del sistema è asimmetrico: un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo bisogna aspettare sette giorni. La conseguenza pratica è che la strada verso l’aumento è lenta e quella verso la riduzione è istantanea, ed è una scelta deliberata, non un difetto da aggirare. Chi decide il tetto in un momento di calma non può pentirsene la sera della semifinale. È esattamente il punto.
Il passaggio successivo è il deposito. Le ricariche non passano solo dalla carta: esiste la rete dei punti vendita ricariche disciplinata dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024, con un registro tenuto dall’agenzia che comprende tabaccai e ricevitorie. Il punto vendita accredita il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, usando gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario, oppure con contanti fino a 100 € a settimana in totale; non paga vincite e non consente prelievi di saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno all’esercente. È una corsia comoda per chi non vuole lasciare tracce sulla carta, e una corsia stretta per chi ci vuole caricare mille euro: il contante si ferma a cento a settimana, tutto il resto passa dalle carte, da PostePay, dai wallet come PayPal, Skrill e Neteller, da Satispay, dal bonifico o dai buoni.
Poi c’è il prelievo, che dipende dal metodo di deposito e dalle verifiche dell’operatore, e non ha un tempo garantito a livello statutario. La criptovaluta, infine, è un terreno non regolato: nessuna statuto nomina i binari approvati, e conviene trattarla come estranea al perimetro ADM fino a prova contraria.
Requisiti di puntata: quanto costa davvero un bonus
Il bonus di benvenuto è il punto in cui la matematica si vendica. BetFlag accredita sul saldo una somma pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 €, e il primo sospetto non riguarda la generosità ma i requisiti. Un tetto di 5.000 € su una somma accreditata sul saldo significa che qualunque vincita la si possa giocare, non che sia denaro libero; fra il deposito e il prelievo c’è di mezzo il rigioco.
Il secondo avviso è sulla forma. Il pacchetto Sisal richiede la titolarità di un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto: è quindi un bonus legato al deposito e vincolato al catalogo di quella piattaforma. Una freebet non funziona così, e la differenza conta.
Il terzo avviso è che la puntata richiesta non si giudica in euro, si giudica con il moltiplicatore. Su BetFlag il deposito è la base da cui tutto parte; su William Hill l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Leggiamo questo regolamento come quello che è: una schedina con cinque eventi e un prezzo complessivo che parte da 10.0 non è una giocata qualunque, perché quote così lunghe vivono sui mercati secondari. La freebet settimanale da 5 € premia quindi un’abitudine costosa, e l’etichetta «bonus» non copre il fatto che l’operatore ha incassato prima.
Il quarto avviso è sulla scadenza. Quello che si può dire senza inventare numeri è che i termini di questi programmi hanno una finestra di utilizzo e che la finestra finisce: chi apre il conto a novembre per Melbourne di gennaio deve leggere la data, non contare sull’inerzia. Il quinto è il tipo di credito, e cambia il valore atteso nel modo più concreto: una freebet il cui stake non viene restituito in caso di vincita non vale il suo valore facciale. Se la freebet è di 5 € su una quota di 3.00, la vincita restituisce 15 € di cui 5 sono lo stake non rimborsato, quindi il guadagno reale è di 10 €: la freebet paga 10 €, non 15. È qui che la parola «gratis» perde un pezzo per strada.
Il calcolo del valore di una freebet è quindi il punto in cui conviene fermarsi, e non è un caso che l’esempio torni utile. Con una quota di 3.00, il valore atteso della freebet è il prodotto tra l’importo, il fattore (quota meno uno) diviso quota e la quota di raccolta del mercato. Con 5 €, il conto dà un valore atteso di circa 3,17 € su un mercato con payout del 95 %. Questo vuol dire che una freebet da 5 € vale in media poco più di tre euro. È il valore medio dell’offerta, non quello che si vince. Chi legge «5 € gratis» e crede di avere in mano cinque euro ha già perso due euro prima di giocare.
Vincite e tassazione: chi paga, e quando
Sul fisco il punto è più semplice di quanto sembri, e conviene partire dalla parte dell’operatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: si applica al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se la raccolta è a distanza, e la base imponibile è la differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta di portare le aliquote al 21 % e al 25 % contenuta nel «Decreto Sport» non è mai entrata in vigore, e la disciplina attuale è quella appena vista.
Per chi gioca con un operatore con concessione ADM la conseguenza è che l’imposta non sfiora il saldo: la tassa grava sul concessionario a monte della vittoria, il giocatore riceve la somma netta e in dichiarazione non espone nulla, perché è già trattenuta alla fonte. Questa è la lettura riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, e non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi vuole sicurezza sul proprio caso specifico consulterà un commercialista. La frase non è una formalità, è l’unica che tiene insieme l’informazione e la responsabilità.
Il quadro cambia radicalmente se il bookmaker non ha la concessione. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 30 dicembre 2010 inquadra le vincite online dei siti esteri come redditi diversi, ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche quando il sito è registrato o ospitato all’estero, e le rende tassabili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni secondo l’art. 69 del TUIR. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta per quello che è — un’interpretazione dell’amministrazione finanziaria, non una consulenza fiscale.
Vale la pena dire che cosa questo fa alla struttura di un’offerta. Un bookmaker ADM ti dà una vincita «pulita» per costruzione; un sito estero ti dà una vincita che sembra più grande e che diventa un rigo da dichiarare. Il primo ti risparmia una pratica, il secondo ti sposta un problema sul fisco. Non è una differenza di centesimi, è una differenza di tempo e di rischio.
La parte in cui ti conviene sapere cosa può succedere
In Italia l’offerta di gioco a distanza senza concessione è vietata, e il divieto non è una nota di colore. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 affida all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta di due elenchi: uno con i siti legali legati ai concessionari e uno con i siti inibiti, entrambi pubblici sui siti dell’agenzia e della Guardia di Finanza. Gli internet service provider e i prestatori di servizi di pagamento che violino un ordine dell’agenzia vengono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e non è istantaneo: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. «Oscurati» è la parola che descrive il risultato, non un risultato definitivo.
Sul versante di chi gioca la regola è più aspra di quanto si creda. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’art. 4, come l’agenzia stessa riporta, prevede che chi pubblicizzi in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero sia punito con l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda, e aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Si tratta della regola come l’amministrazione la enuncia, non di una ricostruzione di parte. L’importo in euro dell’ammenda non è noto, così come non risultano procedimenti contro giocatori, ma il testo è quello.
Su un torneo che si gioca alle sette del mattino italiane la conseguenza è immediata. Il torneo è anche un evento che il pubblico italiano guarda, è già successo, e la pubblicità che lo circonda è di per sé un terreno in cui il divieto si applica: la disciplina in questione vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa ai giochi e alle scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso, e la vigilanza è affidata all’AGCOM con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, e il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, con due rinvii pendenti alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta è stato proposto, non approvato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il punto che tocca il lettore non è la querelle giuridica: è che cosa non può fare la pubblicità. Non può dirti le quote, non può dirti il margine, non può usare il logo di un torneo per portarti su un sito. La conseguenza è che sull’Australian Open la comunicazione di un bookmaker è quasi asettica, e che la scelta informata richiede di andare a leggere le condizioni. È più lavoro, ma è anche l’unico modo di sapere cosa stai comprando.
Quello che ti conviene sapere prima di giocare
Questa è la parte che nessun operatore mette in vetrina, ed è quella che sopravvive anche quando il bonus è finito. La disciplina di riferimento è l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento (comma 1, lett. b); messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (comma 1, lett. e); e una linea di contatto aperta almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (comma 1, lett. f).
Sul registro degli autoesclusi c’è una data che va ricordata. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia insieme alle sale fisiche. Dal 1° febbraio 2026 la durata dell’autoesclusione va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi, e negli anni precedenti le condizioni prevedevano 30, 60 o 90 giorni oppure un periodo a tempo indeterminato. Un giocatore che si iscrive al RUA si esclude da tutta la rete di operatori autorizzati: non esistono appelli né giorni di tolleranza. E un sito sprovvisto di concessione non è collegato al registro, quindi l’autoesclusione non lo raggiunge: chi ha un problema e continua a cercare su un .com non è protetto da nessuno.
Sugli strumenti appena elencati vale la pena un’osservazione critica. Il fatto che il limite di tempo e di spesa sia richiesto in registrazione non significa che sia vincolante per il futuro, e il fatto che un limite ridotto abbia effetto immediato mentre per un aumento si aspettino sette giorni è una scelta precisamente calibrata: la strada per stringere è rapida, quella per allentare no. Chi imposta il tetto con lucidità si risparmia una discussione con se stesso il giorno della partita. E chi non lo imposta lascia che sia il mercato a decidere per lui.
Sul fronte informativo, infine, il comma 2 dell’art. 15 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra piccola, e va letta per quella che è: un obbligo di comunicazione, non una garanzia di risultato.
Anche nell’angolo della protezione, il divario tra un operatore con concessione e uno senza non è una questione di etichetta. Il primo è dentro un sistema che prevede registri, limiti e controlli; il secondo non ha nulla di tutto questo, e la scelta di giocare lì resta una scelta di chi la fa. Su questo la pagina non ha un secondo parere da offrire.
Il torneo: Melbourne, il cemento e i numeri che contano
L’Australian Open si gioca al Melbourne Park di Melbourne, in Australia, su cemento. La superficie non è sempre stata la stessa: Rebound Ace fino al 2007, Plexicushion dal 2008, GreenSet dal 2020. Chi pensa che il cemento sia una superficie omogenea si perde la parte interessante, perché le tre superfici hanno caratteristiche diverse e la velocità di gioco ne risente. Il dato è utile a chi scommette per un motivo banale: i mercati sui set e sui game dipendono dal ritmo degli scambi, e il ritmo dipende dal campo.
Le date sono la cosa più concreta da fissare in testa. L’edizione 2026 si è giocata a Melbourne dal 18 gennaio al 1° febbraio 2026 ed è conclusa; l’edizione 2027 è prevista dal 17 al 31 gennaio. Tra la fine di un torneo e l’inizio del successivo il tabellone non resta vuoto, ma cambia: prima si trovano i mercati a lungo termine, poi si affollano quelli sulle singole partite, e l’ultima fase è quella che vive di più di un tie-break. Un giocatore che pianifica a novembre può leggere il calendario con calma; uno che arriva a gennaio legge il tabellone come è disegnato al momento.
Sul formato, la regola già richiamata va tenuta accanto al calendario. Gli uomini giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre; sul 6-6 si va al tie-break, e nel set decisivo si gioca un match tie-break a dieci punti con due punti di scarto. Un set decisivo che si decide in dieci punti è una partita dentro la partita, e questo cambia il peso dei mercati sul numero di game. Non è un dettaglio da manuale: è la ragione per cui una partita chiusa in quattro set può finire con un punteggio più corto di una partita chiusa in tre, e per cui i merchant dei set non si sommano come si crede.
La storia del torneo non serve a prevedere il futuro, serve a capire perché certe quote sono alte. Il primo torneo degli Australian Open si giocò nel novembre 1905, l’Australasian Lawn Tennis Association era stata fondata nel 1904, e il torneo ha attraversato un secolo di cambiamenti. Nell’era Open il recordman del singolare maschile è Novak Djokovic con 10 titoli, mentre tra le donne il record appartiene a Serena Williams con 7 titoli. Margaret Court ha vinto in tutto 11 titoli di singolare agli Australian Open, compresi quelli precedenti all’era Open iniziata nel 1969: un record che sta in un’altra categoria e che va citato per intero, non ridotto.
L’edizione 2026 è stata vinta da Carlos Alcaraz (Spagna) nel singolare maschile e da Elena Rybakina (Kazakistan) nel singolare femminile. Due nomi che raccontano la generazione presente e futura, e che spiegano come mai il torneo venga percepito come un crocevia. Sul bookmaker, questo si traduce in una cosa sola: la profondità dei mercati su un Grande Slam è più alta che su un torneo minore, perché il volume c’è. E la profondità dei mercati è quello che permette a un margine di restare contenuto.
Vale la pena chiudere il cerchio sul senso del calendario. Chi oggi cerca informazioni sul 2026 cerca un torneo già assegnato; l’unico orizzonte sul quale si può ancora decidere è quello che comincia il 17 gennaio 2027. La differenza tra le due situazioni non è di parole: nel primo caso si confrontano le pagine di risultati, nel secondo si confrontano le condizioni di un conto di gioco che resterà aperto mesi. Il lettore che ha capito questo ha già risolto il problema più grande di una pagina come questa.
I dieci bookmaker con concessione ADM, uno per uno
Eurobet: un catalogo che va molto oltre il tennis
Eurobet è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012. Quello che l’operatore mette in vetrina per la propria app di scommesse è una lista che merita di essere letta con attenzione: calcio, tennis e basket, ma anche Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e poi eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show, e persino politica, con le elezioni. È un palinsesto costruito per chi vuole trovare qualsiasi cosa in un posto solo, e sul tennis significa una presenza stabile durante le due settimane di Melbourne.
La conseguenza per chi scommette sul Grande Slam australiano è duplice. Da un lato un catalogo così ampio riduce la probabilità di trovare un buco, dall’altro non dice nulla sulla profondità del mercato tennis: un bookmaker che copre gli scacchi non è automaticamente un bookmaker che prezza il numero esatto di ace. Il punto di forza dichiarato è la varietà, e su quella l’operatore è credibile; la profondità dei mercati specifici resta una cosa da verificare direttamente sull’app. Se il criterio è la scelta e la varietà dell’offerta, questo è uno dei nomi da mettere in cima.
StarCasinò: il sport accanto alla sala da gioco
StarCasinò è una testata di Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026, e il nome lo dice già: l’anima è il casinò, con le slot e il Live Casinò. La parte sportiva, descritta come la possibilità di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, è un’ala della casa, non la casa. Nessuna informazione specifica sui mercati tennis è disponibile, e questo va detto come un buco nella documentazione, non come un difetto dell’operatore.
Per un lettore che cerca scommesse sull’Australian Open la conseguenza è diretta: questo non è il posto in cui cercare un mercato di nicchia sul tennis. È il posto in cui guardare se si alternano casinò e scommesse sullo stesso conto, e in quel caso la quota sportiva diventa un contorno. La concessione è in regola e il conto è protetto come gli altri, ma l’offerta sportiva resta un’appendice: chi gioca tennis con continuità troverà altrove un catalogo più specifico.
BetFlag: un bonus grande con SPID alla porta
BetFlag è Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008, sito proprio Betflag.it. Due cose la contraddistinguono. La prima è il conto: l’apertura rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, ed è il segnale di un operatore che ha investito sull’identificazione digitale; chi ha SPID risparmia la copia del documento, chi non ce l’ha può aprire il conto in modo tradizionale e chiudere la pratica entro trenta giorni per non ritrovarsi sospeso con i prelievi bloccati. La seconda è il Welcome Bonus Sport, pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Il tetto di 5.000 € è la cifra che va guardata con più attenzione del 100 %, perché una percentuale su un deposito alto vale più di una percentuale su un deposito basso, e i requisiti collegati non sono pubblicati accanto alla promozione. Il bonus è accreditato sul saldo, quindi è denaro che si gioca, non denaro che si preleva: fra i due c’è di mezzo il rigioco. Il gioco resta vietato ai minori di 18 anni, come per legge. Per chi vuole un pacchetto di benvenuto ambizioso e non teme le procedure di verifica, è la proposta più aggressiva del gruppo.
AdmiralBet: il tetto si imposta in registrazione
AdmiralBet è Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048. Non è il brand con la storia più lunga, ma sul versante della protezione ha una cosa che gli altri non dichiarano con la stessa chiarezza: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. E il meccanismo è asimmetrico: un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo si aspettano sette giorni. È la parte più utile di tutto il contratto, perché stringe subito e allenta dopo.
Sui mercati sportivi il profilo è quello di un operatore generalista, senza una specializzazione tennis dichiarata. Per chi arriva all’Australian Open con un budget definito e vuole metterlo per iscritto prima di iniziare, il percorso di registrazione di AdmiralBet è quello che si avvicina di più a un freno di sicurezza integrato. Chi invece cerca l’operatore con il palinsesto più profondo sul tennis deve guardare altrove.
Sisal: il tabellone più affollato e la diretta in regalo
Sisal è Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020. È l’operatore che rivendica i numeri più grandi: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il tennis è nella lista della diretta, e questo conta più di quanto sembri: seguire un incontro senza abbonamento è una parte concreta dell’esperienza, non un gadget.
La tipologia delle giocate è la seconda cosa da leggere: Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. La meccanica del cash out è quella di un’uscita anticipata, e va trattata per quello che è, cioè la possibilità di incassare prima sapendo che il prezzo sarà quello dell’operatore. Il bonus di benvenuto richiede un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e il credito si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Il resto è contorno: il Virtual con oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, affiancato da ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster. Chi cerca il volume massimo e la diretta inclusa trova qui l’offerta più larga del gruppo; chi cerca un tunnel stretto sul tennis ha davanti la stessa domanda di tutti gli altri.
Lottomatica: il pallino del calcio e della diretta
Lottomatica è di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy, concessione ADM n. 16010. La descrizione dell’app parla di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È un catalogo costruito intorno al calcio, con la Formula 1 e la MotoGP a fare da secondo pilastro. Il tennis non compare nell’elenco dei nomi scelti, il che non significa che il mercato non esista: significa che la comunicazione dell’operatore punta altrove.
Per l’Australian Open la conseguenza è la stessa di altri operatori generalisti, ma con una sfumatura: la piattaforma dichiara streaming e risultati in tempo reale, due strumenti che su un torneo giocato a sette fusi di distanza sono più utili di quanto lo siano su un campionato nazionale. Chi guarda le partite di notte ha bisogno di un’app che regga il live, più di un bookmaker con il mercato più esotico. Chi cerca un’offerta specifica sul tennis, invece, non trova qui il proprio centro.
William Hill: la freebet settimanale e il suo prezzo
William Hill Malta Plc è il concessionario, concessione ADM n. 16044, sito proprio William Hill. Sull’oggetto della chiave l’operatore non ha un posizionamento forte: il suo prodotto è costruito sulla stagione della Serie A, e l’Australian Open gli sta fuori dal perimetro. La concessione è regolare e il conto è protetto come gli altri, ma la specializzazione sportiva è un’altra cosa, e fingerla non aiuterebbe il lettore.
Il programma che merita attenzione è l’Extra Bet Club: assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Il requisito è la parte da leggere due volte. Una multipla con almeno cinque eventi e una quota complessiva che parte da 10 non è una giocata ordinaria: è una schedina costruita per alzare il prezzo, e più alta è la quota, più stretto è il margine di probabilità. Il valore della freebet va poi calcolato con la formula giusta, e una freebet da 5 € su un mercato con payout al 95 % vale in media poco più di tre euro; la ricompensa settimanale esiste, e il costo per arrivarci sono le multiple della stagione. Chi gioca Serie A con continuità è il destinatario naturale; chi cerca tennis a gennaio è nel posto sbagliato, e lo sappia.
Planetwin365: la copertura più ampia sui campionati
Planetwin365 è Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007. L’app copre i principali campionati nazionali ed europei di calcio — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il numero da tenere a mente è l’ultimo: venti discipline con risultati in diretta significano che il tennis non è un ripiego, ma una voce dentro un catalogo molto ampio. Il calcio resta il centro, come per quasi tutti gli operatori italiani.
Per chi scommette sull’Australian Open la domanda non è se il torneo ci sia, ma quanto in profondità: su un catalogo da venti sport la copertura del tennis è dichiarata, il dettaglio dei mercati no. La presenza dei risultati in diretta è un vantaggio reale per chi gioca sulle notti italiane, perché un aggiornamento puntuale vale più di un mercato esotico. Chi cerca l’operatore con l’offerta più larga sui campionati ci si trova a casa; chi cerca la stessa larghezza sul tennis deve verificare direttamente.
Betfair: l’unico con mercati costruiti a mano
Betfair è Betfair Italia S.r.l., concessione ADM n. 16028, ed è il caso più interessante del gruppo. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La differenza che conta, però, è un’altra: Betfair è il primo operatore autorizzato a gestire il betting exchange, la forma di gioco in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto le due parti in forma anonima. Nell’exchange la quota non è fissata da un ufficio ma dal denaro degli altri giocatori.
Sul piano pratico, questo cambia il costo. In un mercato con scambi reali il margine non è incorporato nella quota nello stesso modo: al suo posto c’è una commissione sulle vincite, che è un’altra cosa, e il prezzo finale lo fanno le controproposte disponibili. Su un Grande Slam con volume alto la differenza può essere tangibile, ma non è gratis: serve liquidità, e su un mercato sottile un exchange è meno attraente di un listino tradizionale. La documentazione dell’operatore riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi a passi di 50 centesimi. Il compromesso è chiaro: nessun margine incastonato, ma una commissione, un minimo di puntata e la necessità di trovare una controparte. Chi cerca un’opzione diversa dal listino unico non ha alternative così nette in Italia.
bet365: il marchio globale con vocazione internazionale
bet365 è Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. L’elenco delle offerte non si ferma al calcio: Premier League e Champions League, ma anche ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il tennis è nominato esplicitamente, ed è una cosa che nel gruppo non tutti fanno. La presenza in entrambe le modalità, pre-match e live, completa il quadro.
Il profilo che ne emerge è quello di un operatore con un catalogo internazionale e un’organizzazione tarata sui grandi eventi. Per l’Australian Open significa una probabilità alta di trovare il torneo coperto con continuità, e anche un interesse commerciale a farlo, visto che il torneo non è patrimonio di un solo mercato. Il marchio è il più riconoscibile del gruppo e il posizionamento il più globale; il prezzo di questo posizionamento è che le condizioni del conto restano quelle standard, senza particolarità dichiarate sul fronte dei limiti. Chi vuole un operatore abituato a gestire volumi internazionali si trova davanti al nome più solido della lista.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Si può giocare solo su eventi e tipi di giocata che stiano nel palinsesto approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il programma che il concessionario prepara e l’agenzia autorizza evento per evento. Le scommesse sportive a quota fissa sono la categoria centrale della disciplina. Per l’Australian Open, il torneo rientra tra gli eventi approvabili, ma nessun elenco pubblico anticipa quali mercati ogni operatore abbia attivato.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato dall’agenzia, dove ogni riga riporta un codice e un unico sito .it: un nome presente in elenco è un operatore autorizzato su quel sito. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi la presenza non dimostra da sola un’offerta di scommesse sportive; quella si verifica sul sito e nelle condizioni dell’operatore, che dichiarano il numero di concessione.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: con 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 €, di cui 8,50 € di utile netto. Su una multipla i prezzi degli eventi si moltiplicano fra loro prima di applicare la puntata. Il calcolo vale in caso di esito favorevole e non dice nulla sulla probabilità che l’esito arrivi.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato: il risultato è la quota di raccolta, e la differenza rispetto all’unità è il margine. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 la raccolta esce al 95 % e il margine è di circa il 5 %. Il valore reale cambia con l’operatore, l’evento e il tipo di mercato.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è applicata a monte sul concessionario. Per le vincite da siti esteri non autorizzati la lettura dell’Agenzia delle Entrate le inquadra come redditi diversi, tassabili per l’intero importo ricevuto: è un’interpretazione, non una consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In fase di registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito su base settimanale o mensile, e l’operatore chiede anche un tetto alla ricarica, alla spesa e al tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo occorre attendere sette giorni. L’importo del tetto che l’agenzia fissa nelle condizioni di gara non è pubblico.
Competizioni – scommessesuigol
Contenuto creato dal team «scommessesuigol»
