Siti di scommesse italiani 2026: chi ha la concessione ADM e chi vive di promesse

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Tre palloni di sport diversi allineati uno accanto all'altro su una panca di legno

Ottobre 30, 2026 — concessioni e condizioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS) e sui termini e sulle condizioni pubblicati dagli operatori.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

C’è una domanda che precede tutte le altre, e non è quale bonus sia più generoso. È se il sito davanti a cui siete seduti abbia il diritto di prendere la vostra giocata. In Italia quel diritto si chiama concessione, si legge su un elenco pubblico e non ha niente a che vedere con l’ordine in cui un motore di ricerca vi ha mostrato i risultati. Chi la possiede è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, accetta i controlli dell’Agenzia, deve mettere a disposizione strumenti di limite e risponde in Italia. Chi non la possiede non è «più libero»: è fuori dal perimetro, e la giurisprudenza amministrativa che lo riguarda non è una promessa di anonimato ma un ordine di inibizione che arriva, prima o poi, anche al vostro provider.

Da qui in avanti la logica della pagina è una sola: la conseguenza. Non cosa promette un’offerta, ma cosa vi resta in mano quando l’offerta è finita e il conto è aperto. Un limite di ricarica impostato il primo giorno, un margine che si mangia 5 centesimi su ogni euro, una finestra di reclamo che si chiude mentre dormite: sono tutti dettagli che si pagano dopo, e quasi mai nel momento in cui firmate.

Che cosa rende «italiano» un sito di scommesse: il meccanismo

La parola «italiano», applicata a un bookmaker, non descrive la nazionalità di chi lo gestisce. Descrive una concessione intestata a un sito preciso, con un numero, e un domino che finisce in .it. Il concessionario non è quasi mai il marchio che vedete: dietro a un nome popolare può esserci una società con un’altra ragione sociale, e la stessa azienda può tenere in piedi più siti contemporaneamente. La concessione, in Italia, non si assegna a un gruppo: si assegna a una singola piattaforma.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Il secondo pezzo del meccanismo è il palinsesto. La legge definisce così il programma di eventi e di tipi di giocata che il concessionario prepara e che l’Agenzia approva; si può scommettere soltanto su ciò che sta dentro quel programma. Non è un dettaglio burocratico: significa che gli eventi disponibili non dipendono dal capriccio commerciale del bookmaker ma da un’autorizzazione che si aggiunge un pezzo alla volta. Un mercato che non trovate su un sito può semplicemente non essere ancora stato autorizzato, e non essere stato «tagliato» per ragioni di convenienza.

Il terzo pezzo riguarda il modo in cui il denaro entra. Accanto alle carte e ai portafogli elettronici esiste una rete di punti vendita di ricarica — tabaccai, ricevitorie — iscritti in un registro tenuto dall’Agenzia. Quei punti ricaricano il conto di gioco solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, e soltanto con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti entro 100 € a settimana complessivi. Non pagano vincite e non restituiscono saldo: chi vuole incassare deve passare dal conto. Chi confonde il tabaccaio con uno sportello si trova davanti a un muro, e il muro non è un dispetto del commerciante.

Vale la pena fissare una conseguenza che ricorre per tutta la pagina: dentro il perimetro legale il rapporto è a tre — voi, il concessionario, l’Agenzia — e i due lati che non siete voi possono imporvi un comportamento. Fuori dal perimetro il rapporto torna a due, ma il secondo soggetto non ha nessun obbligo verso l’ordinamento italiano, e la protezione che credevate di avere semplicemente non c’è.

Come si legge se un operatore è autorizzato in Italia: i controlli che contano

La verifica non richiede competenze tecniche, richiede tre minuti e una certa dose di sfiducia verso la grafica. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia è l’unico test che conta. Si apre, si cerca il nome, e si guarda a quale sito è associato. Alla data di verifica di questa pagina l’elenco conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it.

Che una riga esista non basta a dire cosa ci si può giocare. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive. Quella la dimostra il sito dell’operatore, che per obbligo dichiara nei propri termini il numero di concessione e la società titolare.

Il terzo controllo è il più semplice e il più trascurato: leggete i termini, non la home page. Il numero c’è, la ragione sociale pure, e accanto trovate le condizioni che contano davvero quando qualcosa va storto. Una home page può dire qualunque cosa; i termini sono il documento che userete in un reclamo.

Vale anche la lettura in negativo. Alcuni marchi molto noti a livello internazionale non compaiono tra le 52 righe verificate: in quel caso la ricerca va fatta sul loro .it, non sulla loro reputazione. E la lista non è l’intero mercato: esistono altri concessionari oltre a quelli esaminati qui, e un marchio che non trovate citato in questa pagina non è per questo privo di concessione.

Cosa si può giocare, e a quali condizioni

La scommessa a quota fissa su eventi sportivi è il prodotto centrale, e accanto a essa la legge prevede il totalizzatore. La disciplina elenca anche il betting exchange, dove il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. È un gioco separato, e le regole di commissione possono differire parecchio da quelle del bookmaker tradizionale: chi ci si avvicina pensando a uno scommessa normale si troverà davanti a un conto economico diverso.

Gli eventi simulati hanno una definizione legale propria: competizioni generate al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro la concessione per le scommesse sportive. Non sono un ripiego grafico per riempire le ore morte, sono una categoria autorizzata con regole sue.

L’ippica, invece, va tenuta separata in due tronconi che quasi tutti confondono: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, e i giochi di ippica nazionale, che richiedono una concessione propria. Un conto è offrire una corsa in palinsesto, un altro è gestire il totalizzatore nazionale.

Il live lo offrono tutti i grandi operatori, ma non esiste qui un elenco dei mercati live autorizzati: quel che si trova su un sito riflette il palinsesto approvato, e cambia. Nelle sezioni degli operatori più avanti trovate cosa ciascun marchio dichiara di mettere in campo, non una garanzia di cosa troverete stasera.

Il marchio e la società dietro il marchio

Le concessioni si intestano a società, e i marchi cambiano pelle più spesso delle società. Alcuni esempi letti direttamente dalle righe di licenza: un marchio storico del betting italiano fa capo a una società che controlla anche un altro sito ben noto, mentre due piattaforme dall’aria completamente diversa — una orientata al casinò, una più generalista — risultano entrambe riconducibili a un unico soggetto estero. Non è una irregolarità: è la struttura normale del mercato.

Per il lettore la conseguenza è concreta. Se due siti che sembrano concorrenti appartengono al medesimo gruppo, le loro promozioni possono coordinarsi, i loro limiti di palinsesto assomigliarsi, e la sensazione di «cambiare aria» cambiando bookmaker può essere in buona parte illusoria. Sapere chi tiene i fili aiuta a non prendere per diversificazione quello che è solo un cambio di frontespizio.

La cornice normativa: la legge italiana spiegata a chi scommette

Il quadro è cambiato di recente e conviene partire dal testo, non dal sentito comune. Il riferimento è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La parola chiave è una sola: concessione. Non si tratta di una licenza aperta che chiunque può richiedere pagando una quota, ma di un titolo assegnato per gara pubblica.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Le regole di quella gara sono scritte e vale la pena conoscerle, perché spiegano il comportamento degli operatori. L’art. 6, comma 3 fissa in nove anni la durata massima della concessione, senza rinnovo automatico. L’art. 6, comma 5 richiede, tra le altre cose, una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’Agenzia stabilisce nella gara. Gli artt. 4, comma 3 e 5, comma 3 fissano un principio che vale più di molti annunci: le condizioni della concessione e il regime fiscale restano invariati per tutta la sua durata.

Il risultato dell’ultima tornata è noto nelle cifre: la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Sono numeri che dicono due cose al lettore. La prima è che il mercato legale è un club chiuso per costruzione: metà delle domande è stata respinta. La seconda è che il costo d’ingresso è alto, e una struttura che paga 7 milioni per nove anni non regala nulla — lo recupera dai margini.

Un limite di questa pagina va detto con chiarezza: eventuali modifiche successive al decreto del 2024 non sono note a chi scrive. Chi legge, se la materia gli interessa, verifichi il testo vigente.

Identificazione, età e conto di gioco

Nessun conto di gioco serio si apre in trenta secondi. Il conto richiede l’identificazione piena, e l’iscrizione avviene o con il modulo classico accompagnato da copia di un documento, oppure con SPID e CIE, che alcuni operatori accettano accanto alla procedura tradizionale. Le due strade hanno conseguenze diverse: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Trenta giorni sembrano tanti finché non siete in vacanza senza aver caricato quel documento.

Il principio sul minore è scritto in chiaro: l’art. 3, comma 1, lett. a) indica la tutela dei minori di età come principio, le condizioni di concessione impongono di escluderli dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una raccomandazione di stile.

Pubblicità e bonus: cosa vieta davvero il Decreto Dignità

Qui si accumula la confusione maggiore. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018, all’art. 9 vieta, come ricorda l’Agenzia, qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, trasmissioni televisive e radiofoniche, stampa, affissioni e internet. Il decreto promuove invece la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile e consente messaggi sociali o di gioco responsabile con il marchio del concessionario.

Il punto che quasi nessuno separa: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un conto è la comunicazione dell’offerta, un altro è l’offerta. Per questo motivo non troverete qui nessun codice promozionale e nessuna indicazione su come riscattarlo: descriviamo cosa un’offerta vale, non come si reclama.

L’applicazione è affidata all’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Le cronache del 2025 e del 2026 raccontano però una partita giudiziaria: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della norma. Una proposta di modifica per eliminare il divieto nel caso della pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è stata presentata e il suo esito non risulta; al momento della verifica il divieto è in vigore.

Per il lettore la conseguenza è una sola e non è giuridica: un’offerta di cui nessuno può parlare pubblicamente viene comunicata per canali che non si possono citare. Diffidate di chi ve la presenta come esclusiva.

La tassa sul gioco: chi paga, e chi non paga

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dal decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non risulta confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in forte calo rispetto al 43 % e al 47 % precedenti; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel cosiddetto «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Il lato che interessa al portafoglio è l’altro. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario: la stampa di settore lo descrive come una tassazione «alla fonte», con il giocatore che incassa la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale complicata si rivolga a un commercialista.

Il quadro cambia radicalmente fuori dal perimetro. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Siti inibiti: cosa succede a chi gioca fuori elenco

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’Agenzia, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’Agenzia sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore che ha riportato l’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, mentre le copie speculari ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».

C’è un passaggio che nessun sito promozionale riporta volentieri. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ricorda l’Agenzia, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e, aggiunge l’Agenzia, anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore, scritta dall’autorità stessa. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto ciò, è esposto al blocco DNS e, come afferma l’Agenzia, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona va descritta per quello che è, un’area senza protezioni.

Un’ultima nota normativa che nessuno legge mai e che vale per tutti. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non risulta confermata. Se e quando arriverà, cambierà il modo in cui certi siti incassano, non il ragionamento di questa pagina.

Gioco responsabile: gli strumenti che valgono solo se li attivate

C’è una differenza tra un sito che vi protegge e un sito che vi mette a disposizione gli attrezzi. La legge italiana ha scelto la seconda strada, e la scelta ha una conseguenza precisa: gli strumenti funzionano solo se li impostate, e alcuni funzionano solo dopo che avete aspettato una settimana per cambiarli.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca cosa un concessionario deve offrire: limiti di autoimposti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’Agenzia; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Notate il dettaglio dei limiti «fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento»: non è solo quello che scegliete voi. Esiste una componente che dipende da come giocate, e il fatto che non la vediate non significa che non operi. Chi vuole sapere come è trattato legga i termini, non la pagina promozionale.

Il Registro Unico degli Autoesclusi, e il suo limite strutturale

L’autoesclusione italiana passa dal Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. Chi vi si iscrive viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e non solo su quelle online: anche le sale sul territorio restano chiuse. È il motivo per cui l’autoesclusione italiana è più seria di un semplice «congelamento dell’account» deciso da un singolo operatore, che si aggira cambiando bookmaker.

La durata, però, non è libera. Le condizioni di un concessionario verificato prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due scale convivono nei documenti, e la seconda è più flessibile della prima.

La conseguenza da mettere in chiaro è che nessuna delle due è un interruttore istantaneo e reversibile a piacere. Il periodo che scegliete è quello che vi tenete: la revoca anticipata non è un diritto automatico, e nel caso dell’impegno a tempo indeterminato arriva dopo nove mesi. Chi cerca una pausa di due giorni non la trova qui dentro; chi ha bisogno di un blocco vero, sì.

Il limite strutturale è però un altro, e vale la pena dirlo senza giri di parole: i siti privi di concessione non sono collegati al Registro. Un giocatore autoesclusosi in Italia è, su un sito offshore, un giocatore qualsiasi, senza alcun blocco. È il caso in cui la differenza tra legale e non legale smette di essere una questione di etichetta e diventa una questione di soldi.

Bonus di benvenuto e bonus senza deposito: cosa vi resta dopo il rigioco

Il marketing chiama «omaggio» qualcosa che nella quasi totalità dei casi è un anticipo. La parola «bonus di benvenuto» è dei concessionari, non della legge: nel testo normativo non esiste, e non esiste nemmeno un tetto statutario all’importo del bonus o ai requisiti di puntata. Questo significa che ogni numero che leggete — quanto è grande, quante volte va rigiocato, a quale quota minima — viene dai termini del singolo operatore, e va confrontato solo con i termini di quell’operatore. Nessun valore si trasferisce da un sito all’altro, e nessuna tabella riassuntiva al mondo può farlo al posto vostro.

Il divieto pubblicitario rende il confronto più difficile di quanto dovrebbe essere. Non potendo comunicare, le offerte circolano per canali opachi, e la conseguenza è che il giocatore arriva al momento dell’iscrizione senza avere in mano la parte che conta: requisiti di puntata, quota minima perché la giocata conti, scadenza, tetto alle vincite. Sono i quattro numeri che decidono se l’offerta è un regalo o un incarico di lavoro.

Bonus senza deposito: piccoli, condizionati, quasi mai gratuiti

La formula «bonus senza deposito» esiste, e la verità è che vale poco. Un credito di importo modesto, utilizzabile solo su una selezione di eventi, con una finestra di validità breve e un tetto al prelievo di quanto eventualmente vinto: questo è lo scheletro tipico. Il valore reale di un bonus di questo tipo non è l’importo nominale, è l’importo nominale meno tutto ciò che non potete fare con esso.

E qui entra un vincolo che non è quello che si aspetta il giocatore. Una scommessa di tipo multipla non raddoppia le occasioni, le riduce: per vincere devono uscire tutte le selezioni, e il margine del bookmaker si applica una volta per ciascuna di esse. Il gioco combinato che il marketing vende come «più possibilità» è, in termini di probabilità, esattamente il contrario.

Calendario, tornei e sport: dove finisce l’abitudine e comincia il mercato

La domanda che di solito arriva qui è banale e ha una risposta non banale: su quali eventi si scommette. In Italia la risposta passa dal palinsesto approvato, non dalla volontà commerciale del singolo operatore, e questo produce un paradosso utile. Un evento che vi aspettate di trovare — perché è popolare, perché è in televisione — può non essere disponibile; e un evento che non avete mai considerato può esserlo, semplicemente perché l’Agenzia lo ha autorizzato. Il caso raccontato dalla stampa di settore è istruttivo: a settembre 2026 è stato autorizzato un evento di un circuito internazionale di tennistavolo, con un operatore come primo partner.

Gli strumenti per seguire il calendario sono cambiati più di quanto sia cambiato il calendario stesso. Quasi ogni app oggi permette di verificare un biglietto giocato in un punto vendita inquadrando un codice, oppure di prenotare una giocata e completarla in negozio, oppure di seguire una partita in streaming mentre il mercato live si muove. Chi scommette da anni ricorda un’epoca in cui tutto questo si riduceva a un tagliando di carta e una ricevitoria aperta fino a un certo orario.

Un mercato che continua a sorprendere è quello degli eventi simulati, che non è un ripiego per le ore notturne: alcuni operatori dichiarano numeri di eventi virtuali al giorno superiori a quelli reali, con orari che coprono quasi l’intera giornata e formule che vanno dal calcio simulato alle corse di cavalli e di levrieri, fino alle corse animate. Chi guarda il virtual pensando a un riempitivo guarda il listino sbagliato.

Il calcio resta il centro del sistema, ma non è solo campionato. Coppe nazionali, supercoppe e grandi competizioni internazionali occupano le sezioni più visibili, mentre sport come le arti marziali miste si sono ritagliati uno spazio che dieci anni fa non aveva. La domanda giusta non è «quale sport copre questo bookmaker»; è «questo palinsesto copre quello che gioco davvero, o mi costringe ad aprire un secondo conto per metà del calendario».

Live, streaming e mercati: quello che cambia davvero il modo di giocare

Il live ha trasformato il betting più di qualunque bonus. La differenza non è la velocità, è che il prezzo si muove mentre l’evento si svolge, e questo cambia sia il margine sia la testa di chi gioca. Un mercato pre-match viene costruito con calma, un mercato live si aggiorna a ogni azione, e nei momenti concitati la forbice tra la quota che accettate e quella che «sarebbe giusta» si allarga. Non è una truffa, è il costo strutturale della reattività.

I mercati disponibili seguono una grammatica comune: esito finale, Under/Over, gol/no gol, marcatore, combo. Sopra questa base si costruiscono i prodotti differenzianti — funzioni che combinano più pronostici sulla stessa partita in una quota unica, oppure che uniscono più combinazioni su match e sport diversi nello stesso biglietto. Sono strumenti utili, e tutti hanno in comune una caratteristica che il giocatore dimentica: ogni selezione aggiunta porta con sé il proprio margine, e il margine non si somma aritmeticamente ma si moltiplica nel prezzo finale.

Il cash out merita una riga a parte, perché è un prodotto, non una cortesia. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare la valutazione della controparte in quel momento, che tiene conto del margine e della situazione. È una comodità reale e un costo reale, e va valutata come tale: non è un modo di «salvare» una scommessa, è un secondo prezzo negoziato con chi lo fissa.

Mercati nuovi: chi entra nel perimetro e cosa cambia per chi gioca

Un sito di scommesse non nasce dal nulla, e in Italia non nasce nemmeno in fretta. Serve una concessione, quindi serve una gara, e la gara del 2025 ha prodotto 52 concessioni a 46 società su 93 domande. Le nuove insegne che compaiono sul mercato italiano sono, nella grande maggioranza dei casi, il nuovo marchio di un concessionario che già esisteva, oppure il riposizionamento di una piattaforma sotto un nome diverso.

La conseguenza per il lettore è controintuitiva e va detta: le novità del mercato legale sono quasi sempre novità commerciali, non novità regolatorie. Un’interfaccia nuova, un’app ridisegnata, un listino riorganizzato. Il perimetro delle regole è lo stesso, perché è lo stesso per chiunque abbia vinto la gara, e il titolo dura nove anni senza rinnovo automatico.

Il motivo per cui conviene diffidare dell’annuncio «nuovo sito di scommesse italiani» è un altro, ed è meno nobile. Le insegne davvero nuove che compaiono nelle ricerche con grande enfasi sono spesso brand internazionali senza concessione italiana, che si presentano al pubblico italiano con una licenza straniera. Nuovo, in quel caso, è la parola che copre «non autorizzato». Il test resta quello descritto nella sezione sulla verifica della concessione: nome sull’elenco dell’Agenzia, codice, e corrispondenza con un sito .it.

Per un operatore che entra davvero nel perimetro, la conseguenza operativa è la stessa per tutti, e conviene conoscerla prima di aprire il conto. Registrazione con identificazione piena, scelta di un limite di deposito fin dal primo momento, strumenti di autoesclusione collegati al Registro nazionale, e palinsesto autorizzato. Non sono clausole di stile: sono le condizioni alle quali il sito esiste.

Classifica: dieci concessionari a confronto

La tabella che segue raccoglie dieci concessionari con un’offerta di scommesse sportive documentata. Non è una graduatoria di merito e non è una raccomandazione: la concessione è assegnata per sito, l’elenco dell’Agenzia non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte soltanto come le raccontano i termini e le schede degli operatori stessi. La colonna più utile è la terza, perché riporta quello che l’operatore scrive di sé sul punto specifico che questa pagina approfondisce: senza quello, il numero di concessione è solo un timbro.

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul punto chiave di questa pagina
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco da impostare in registrazione, con autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con Cash Out e prenotazione della giocata dall’app
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € e riserva ai nuovi giocatori con conto verificato

Due osservazioni che la tabella non può fare al posto vostro. La prima è che due righe rimandano alla stessa società: Goldbet e Lottomatica fanno capo a Goldbet Better Organization Italy, e questo non è un dettaglio da collezionisti di organigrammi, perché due conti su due piattaforme dello stesso gruppo non sono due rapporti distinti con il mercato. La seconda è che il livello di dettaglio delle condizioni dichiarate varia molto: c’è chi mette per iscritto i propri strumenti di gioco responsabile con le durate, e chi elenca mercati e competizioni. Le due cose non hanno lo stesso peso per chi deve decidere.

Il margine in una quota: un conto che si può fare a mano

Prima degli operatori conviene fissare l’unico numero che non troverete mai scritto in grande su un sito: quanto il bookmaker trattiene. Il margine non si legge da una quota sola, si legge dall’insieme delle quote di uno stesso mercato, e la formula è una sola: la quota di rimborso è 1 diviso la somma degli inversi di tutte le quote del mercato, e il margine è 100 % meno quella quota.

Prendiamo un mercato a due esiti, quello classico 1X2 ridotto alla sola scelta tra vittoria e non vittoria, con entrambe le quote a 1,90. È un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da nessuno. La quota di rimborso è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90, cioè 1 diviso 1,0526, che vale all’incirca 95 %. Il margine è quindi vicino al 5 % del totale giocato su quel mercato. Se lo stesso bookmaker offrisse 1,95 e 1,95, la quota di rimborso salirebbe a circa il 97,5 % e il margine scenderebbe intorno al 2,5 %. Se scendesse a 1,80 e 1,80, il rimborso si fermerebbe al 90 % e il margine arriverebbe intorno al 10 %.

Da qui la banda che conta, e vale la pena scriverla come una forbice e non come una cifra: sugli sport di primo piano il margine di un mercato a due esiti sta di norma tra il 2,5 % e il 5 %, ma su mercati secondari, su competizioni minori e sulle combinazioni costruite dal giocatore la forbice si allarga fino a sfiorare il 10 % e oltre. È una stima su un esempio illustrativo, non una misura dei listini reali, e va letta come tale: un valore medio su molte giocate, non un risultato garantito per la singola schedina.

La conseguenza pratica è che il confronto tra due siti fatto sulle prime quote visibili dice poco. Guardate due o tre mercati che giocate abitualmente, prendete entrambe le quote e fate il conto: cinque minuti di calcolatrice valgono più di qualunque classifica, compresa questa.

Gli operatori con concessione ADM

Le schede che seguono seguono l’ordine in cui i marchi sono stati rilevati. Per ciascuno trovate la concessione, quello che le fonti dell’operatore dichiarano in materia di mercati e di strumenti, e un giudizio — perché un elenco senza giudizio non serve a nessuno.

SNAI: oltre 15.000 eventi live e un piede nei punti vendita

La concessione è la n. 16032 di Snaitech Spa, su sito proprio. L’app SNAI Sport copre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e con la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Tra le formule proprietarie ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, oltre alle giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni — un catalogo di nicchia che non tutti i concorrenti costruiscono con questa insistenza.

La parte che nessun altro replica allo stesso modo è la cucitura tra negozio e app. Con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o si preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare per sapere subito se è vincente. Per chi ha ancora un’edicola sotto casa, è una comodità che vale più di un bonus.

I numeri dichiarati sono alti: oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e uno strumento di pronostici. Il conto di gioco si gestisce dall’app, con più modalità di ricarica e un’assistenza dichiarata 7 giorni su 7.

Sul prodotto non c’è molto da obiettare, e il punto debole è altrove: la densità di eventi live è un argomento commerciale, non una misura del prezzo. Quindici migliaia di eventi non dicono nulla sul margine applicato a un 1X2 di Serie A, ed è lì che si decide se il conto conviene. Chi gioca molto live troverà l’ampiezza utile; chi cerca il prezzo migliore su due mercati la deve verificare a mano.

Betsson: migliaia di eventi e una struttura essenziale

La concessione è la n. 16027 di Azzurri Limited, su sito proprio. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La descrizione dell’offerta è breve, e questo va detto: fuori dai mercati elencati non c’è molto da aggiungere, e chi cerca nel proprio bookmaker una funzione esotica difficilmente la troverà qui. Il catalogo base, però, è quello che serve alla maggioranza dei giocatori, e la copertura pre-match e live su migliaia di eventi è una base solida.

Il giudizio è che Betsson sta al centro del mercato e non ai bordi. È la scelta ragionevole per chi vuole un bookmaker generalista con una copertura ampia e non ha bisogno di formule proprietarie o di strumenti da negozio. Chi invece costruisce combinazioni elaborate o cerca funzioni di chiusura anticipata troverà più materiale altrove, e questo non è un difetto del prodotto: è il posizionamento.

Betfair: il margine come unica ragione per aprire il conto

La concessione è la n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., su sito proprio. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il marchio è descritto come il primo a operare in Italia nel segmento del betting exchange, con la concessione 16028. È la ragione per cui vale la pena guardarlo: l’exchange è un gioco separato, previsto dalla disciplina con una sua lettera, dove il giocatore può essere chi punta o chi banca e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. La documentazione dell’operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, per esempio un limite minimo di 200 centesimi per la puntata «back», in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali altri marchi gestiscano oggi un exchange in Italia e con quali commissioni non risulta.

La conseguenza per chi legge è netta, e vale la pena metterla in chiaro: su un exchange il prezzo lo fanno gli altri giocatori, non la casa, e questo cambia la natura del margine. Non è automaticamente più conveniente, perché la commissione può mangiare il vantaggio; ma è un’opzione che un bookmaker tradizionale non ha. Chi non ha mai provato l’exchange, prima di aprire il conto verifichi le regole specifiche del conto italiano e il livello minimo della prima puntata: sono le due cose che sorprendono.

AdmiralBet: i limiti impostati prima di giocare

La concessione è la n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., su sito proprio. La particolarità è nella registrazione, non nel catalogo: in registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Questa è la differenza tra un sito e un altro, e non è un dettaglio tecnico: la finestra di sette giorni per rialzare un limite è la parte dell’architettura che protegge davvero, perché è esattamente il tempo che serve a un giocatore impulsivo per raffreddarsi. Ma è anche un vincolo reale per chi gioca con criterio e magari vuole alzare il tetto per un evento importante. Scegliete i valori con la testa, non con l’entusiasmo della prima sera.

Sull’autoesclusione il quadro è più articolato di quanto sembri. Dal 1° febbraio 2026, la durata varia da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi, affiancandosi alla scala precedente (30, 60 o 90 giorni). Chi apre il conto legga quale delle due scale si applica al proprio profilo, perché la differenza tra una pausa di sette giorni e un blocco di nove mesi è tutta in quel passaggio.

Il catalogo di mercati non è quello che risalta nella descrizione, e il posizionamento del marchio non è quello di un operatore che compete sulla profondità del listino. Ma il punto di forza è un altro e riguarda tutti: un conto che nasce con i limiti già scritti è un conto che non vi chiederà di ricordarvi di impostarli domani. Chi ha una storia di gioco impulsivo alle spalle probabilmente dovrebbe aprire proprio un conto di questo tipo — purché sia disposto ad accettare che cambiarli richieda tempo.

Goldbet: sistemi, multiple e una copertura ampia sul calcio

La concessione è la n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy, su sito proprio. L’app permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere un bonus di benvenuto.

La copertura dichiarata è senza fronzoli: tutti i campionati di calcio e altri sport. Non è una promessa di profondità di mercato, è una promessa di ampiezza, e per chi gioca il campionato minore della domenica pomeriggio l’ampiezza conta più della profondità.

Il fatto da tenere presente quando si guarda questo marchio non sta nella scheda ma nell’organigramma. Goldbet fa capo alla stessa società di Lottomatica, e questo cambia il senso di un confronto tra i due: non sono due alternative indipendenti, sono due porte della stessa casa. Chi vuole conti realmente separati — per esempio per ragioni di limiti o di promozioni diverse — deve cercare altrove, perché qui la diversificazione è solo apparente.

Il giudizio è che si tratta di un prodotto solido e non sofisticato, adatto a chi usa il betting come abitudine settimanale sul calcio e non ha interesse per le formule proprietarie. Chi cerca invece un second opinion sul mercato italiano non lo trova in casa.

Sisal: la densità di eventi e la doppia anima negozio-online

La concessione è la n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., su sito proprio. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Il catalogo di formule è tra i più ricchi del gruppo: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. A questo si aggiungono la prenotazione delle scommesse dall’app, la ricarica e il prelievo nel punto vendita Sisal più vicino e la scansione di una schedina giocata in negozio per conoscerne subito l’esito. L’accesso al conto gioco è possibile anche con Touch ID.

Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e uno strumento di pronostici. Per quanto riguarda il bonus di benvenuto, la ricostruzione disponibile è che per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Non sono indicate qui né l’entità né i requisiti di puntata, e non le inventiamo: sono le prime cose da leggere nei termini prima di depositare.

Il verdetto riguarda il modo in cui Sisal occupa due spazi contemporaneamente. È l’operatore che meglio tiene insieme la rete fisica e il conto online, e per chi vive in una città con un punto vendita ben fornito questo si traduce in una flessibilità che gli altri non offrono: si prenota dal divano, si completa al banco. Il rovescio è che l’app porta addosso il peso di questa doppia vita, con funzioni che servono al negozio prima che all’utente digitale. Chi scommette solo da telefono troverà l’interfaccia più carica di quanto serva.

Lottomatica: palinsesto largo, pagamenti familiari

La concessione è la n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., su sito proprio. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Due dettagli pratici meritano più attenzione di quanta ne ricevano. Il primo è l’accesso dall’app con username e password, senza fronzoli biometrici — una scelta che a qualcuno sembrerà antiquata e a qualcun altro semplicemente comoda. Il secondo è la lista dei pagamenti: il conto gioco accetta tra i metodi per depositi e prelievi anche PostePay e PayPal, oltre ad altri. Per una fetta consistente di giocatori italiani è il criterio che decide tutto: chi ricarica con una carta prepaid e preleva con un portafoglio elettronico guarda prima quella riga e poi il resto.

Il conto è arricchito da bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e da promozioni settimanali. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e la sezione Virtuali copre calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Il palinsesto include anche i grandi eventi motoristici, che nel mercato italiano hanno un seguito che le classifiche generiche tendono a sottovalutare.

Il verdetto è che Lottomatica vince sui binari della logistica, non su quelli del prezzo. Metodi di pagamento diffusi, un’app chiara, un palinsesto che non lascia scoperto nessuno sport di richiamo. Chi però ha già un conto Goldbet e pensa di aprire anche questo per avere «due bookmaker» si ricordi quello che diceva la tabella: è la stessa società, e il secondo conto non vi dà una seconda opinione sul mercato.

StarCasinò: il calcio come reparto di un casinò

La concessione è la n. 16026 di Azzurri Limited, su sito proprio. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Va detto subito, perché è il punto che decide se questo marchio fa per voi: l’anima della piattaforma è il casinò, e lo sport è il secondo reparto. La scheda non elenca formule proprietarie, non indica funzioni di chiusura anticipata, non promette streaming. Chi cerca uno strumento per costruire combinazioni o per seguire una partita live mentre scommette non è il pubblico di questo sito.

Eppure c’è un lettore a cui la struttura conviene, e non è un lettore da compatire. Chi ha già un conto principale per il betting e vuole un secondo ambiente per il gioco da casinò, senza aprire un terzo rapporto né gestire un’altra app, trova qui l’accorpamento che cerca. La concessione è la stessa che copre un altro marchio del gruppo, e anche questo rientra nel calcolo: prima di aprire, verificate che non stiate semplicemente raddoppiando un conto che avete già.

Sul piano del prodotto sportivo, la valutazione è che StarCasinò non compete. Non ha un difetto grave, ha semplicemente un altro lavoro.

bet365: il marchio internazionale con il partner globale in bacheca

La concessione è la n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, su sito proprio. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

La peculiarità del marchio italiano è che unisce una visibilità internazionale che pochi concorrenti hanno con una struttura regolatoria che resta quella del concessionario italiano: il marchio è di proprietà maltese, la concessione è italiana, e il conto che aprite è italiano. Chi pensa di stare su una piattaforma «estera» perché il nome è straniero sbaglia indirizzo: quello che conta è la riga di licenza, ed è la 16030.

Sul gioco responsabile la scheda è tra le più esplicite: gli strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un dettaglio che dovrebbe essere scontato e che, a leggere le schede dei concorrenti, non lo è affatto.

Il veredetto di questo marchio riguarda la distanza tra la reputazione e la specificità italiana. Il nome evoca un catalogo globale, e il catalogo globale c’è, ma il valore aggiunto per chi gioca in Italia sta nella parte noiosa: strumenti dichiarati, numeri di assistenza, un palinsesto che include boxe e freccette accanto al calcio. Chi cerca copertura su sport che gli altri liquidano in una riga lo trova. Chi cerca un’esclusiva italiana non la troverà: la licenza è italiana, il prodotto è internazionale.

NetWin: il bonus reale e la sua aritmetica

La concessione è la n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., su sito proprio. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e riserva espressa al primo versamento.

Al netto della comunicazione, la definizione «bonus reale» è la parte interessante: non è un credito di gioco con vincite bloccate, ed è un differenza che pesa. Il vincolo che accompagna l’offerta è il deposito minimo di 20 € e la verifica del conto, che è esattamente il passaggio di identificazione descritto nella sezione sulla cornice normativa: nessuna scorciatoia, nessuna apertura lampo.

Sulla meccanica c’è però un conto da fare, e conviene farlo con i numeri dell’esempio illustrativo usato per il margine. Immaginate di voler trasformare in denaro un bonus di 50 € giocando su mercati a due esiti con quote a 1,90, come quelle dell’esempio, e immaginate che l’intero importo debba essere rigiocato una volta. La puntata complessiva necessaria è di 50 €; al margine del 5 % di quel mercato, il costo atteso è di circa 2,50 € su molte giocate ripetute nelle stesse condizioni. È una stima statistica, non un risultato garantito per la vostra singola schedina: dice quanto costa in media provarci, non quanto vincerete. Se i requisiti di puntata imponessero di giocare l’importo più volte, il costo salirebbe in proporzione, e già a tre passaggi si mangerebbe una fetta consistente del bonus — che è precisamente il motivo per cui i requisiti vanno letti prima del deposito e non dopo.

Il verdetto su NetWin non riguarda l’importo, che è nella norma del mercato, ma la chiarezza. Un bonus con una descrizione lineare e un deposito minimo dichiarato è più facile da valutare di un’offerta più grande avvolta in requisiti che nessuno legge. Chi apre qui sa in anticipo quanto deve versare e a quali condizioni; il resto dipende da quanti passaggi di rigioco impongono i termini, ed è la prima riga da controllare.

Domande frequenti sulle scommesse in Italia

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il nome, controllando a quale sito .it è associato il codice di concessione. Poi si confronta il numero con quello dichiarato dall’operatore nei propri termini. L’elenco alla data di verifica conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota. Con 10 € a quota 1,90 il ritorno è di 19 €, di cui 9 € di profitto netto. Nelle multiple le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e per vincere devono uscire tutte le selezioni del biglietto.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato, poi si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di rimborso. Il margine è 100 % meno quella quota. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il rimborso è circa il 95 % e il margine vicino al 5 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito su base settimanale o mensile; la legge prevede inoltre limiti su tempo, spesa e perdita, più i messaggi automatici su durata del gioco e spesa. Un abbassamento ha effetto immediato, mentre per alzare un limite si attendono 7 giorni.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario. La ricostruzione è riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per una posizione fiscale complessa conviene rivolgersi a un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuna protezione del Registro Unico degli Autoesclusi, nessuna vigilanza di ADM e nessun foro italiano. Il sito è esposto al blocco DNS, con 11.481 domini oscurati secondo la stampa di settore, e l’Agenzia ricorda che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Contenuto creato dal team «scommessesuigol»