Siti di scommesse esteri 2026: quanto costa giocare fuori dalla concessione ADM
Ottobre 30, 2026 — dati verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e l’elenco dei siti inibiti pubblicati da ADM (ex AAMS).
Chi cerca «siti di scommesse esteri» cerca quasi sempre una cosa sola: un bookmaker che non chieda il documento, non imponga il tetto settimanale e non compaia su nessun elenco italiano. Esiste, e il prezzo che chiede non si paga in commissioni. Il prezzo è che dall’altra parte del tavolo non c’è nessuno.
Vale la pena mettere subito il conto in chiaro, perché è l’unica cosa che distingue davvero questa pagina dalle dieci che promettono «quote maggiorate senza vincoli». Un operatore che accetta scommesse dall’Italia senza concessione non versa all’ADM, non entra nel Registro Unico degli Autoesclusi, non applica il limite di ricarica che il giocatore si sceglie in registrazione e non risponde a un’autorità italiana. In cambio chiede di fidarsi. Un bookmaker con concessione fa esattamente il contrario, però le sue quote sono più basse e il margine che si tiene è più alto. Il resto di questa pagina è la misura di quel margine.
Prevenzione: cosa si perde in tutela fuori dal sistema della concessione
Il primo costo di un sito estero non è pecuniario e non si vede in nessun saldo. È la sparizione di una rete di strumenti che in Italia esiste per legge, e che il giocatore dà per scontata solo finché non ci mette il piede fuori.

L’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) elenca ciò che un concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono obblighi, non gentilezze commerciali. Un marchio offshore con licenza di Curaçao, Malta o Anjouan non ha nessuno di questi obblighi verso il giocatore italiano, e la sua licenza in Italia non vale nulla.
Il limite di deposito che si scegle una volta e non si alza in un minuto
C’è un dettaglio che sfugge a chi legge le condizioni di corsa. In registrazione il giocatore sceglie un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e quel limite non è una formalità: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. Lo scrivono le condizioni di Admiralbet, ed è il meccanismo che rende il tetto utile — la parte difficile è alzarlo, non abbassarlo. Per un giocatore che ha appena perso tre sere di fila, quei sette giorni valgono più di qualunque avviso pop-up. Fuori dal sistema della concessione il tetto si alza quando si vuole, cioè nel momento esatto in cui sarebbe servito.
Autoesclusione: il RUA copre l’Italia autorizzata, non il resto del mondo
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è l’unico strumento italiano che ha davvero una funzione di freno: un’autoesclusione registrata lì si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Chi si esclude da un bookmaker si esclude da tutti.
Il punto che nessuna pagina promozionale scrive è il complemento logico di quella frase: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio offshore non sta violando un divieto tecnico — sta semplicemente giocando su una piattaforma che non sa che esiste un blocco, perché nessuno glielo ha comunicato. Lo strumento che doveva proteggerlo è rimasto dall’altra parte del confine.
Le durate, poi, si sono mosse. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. È una forbice più larga in entrambe le direzioni: chi ha bisogno di tre giorni di pausa oggi li ha, chi ha bisogno di due anni li ha pure. Nessuna delle due cose esiste su un sito non autorizzato.
Dove chiedere aiuto, e perché conta che il numero sia italiano
Sul fronte della tutela c’è un ultimo elemento che sembra marginale e non lo è: il numero verde. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 includono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia l’operatore indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un servizio pubblico italiano, pensato per chi gioca in Italia e regolato da regole italiane. Un operatore estero non ha motivo di segnalarlo, e in genere non lo fa.
C’è anche un obbligo che riguarda il concessionario e non il giocatore, ma che dice molto su come funziona il sistema: l’articolo 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto — per un massimo di 1.000.000 € l’anno — in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Il denaro della raccolta torna, in minima parte e per obbligo, in prevenzione. Un marchio estero non partecipa a quel fondo, e non beneficia delle campagne che ne escono.
Il conto della tutela, alla fine, si riassume così: su un sito autorizzato il giocatore ha tre strumenti che funzionano anche contro la sua volontà del momento — il tetto che non si alza subito, il registro che blocca tutto, il numero verde che risponde in italiano. Fuori ne ha zero. Non è un’opinione sul merito di chi gioca su un .com, è l’elenco di ciò che c’è e di ciò che non c’è.
Classifica e criteri: come si valuta un bookmaker estero, e su cosa si sbaglia
Prima di arrivare ai dieci operatori, serve un chiarimento che vale più di qualunque tabella. Quasi tutti i confronti di «bookmaker esteri» commettono lo stesso errore in buona fede: mettono in fila nomi, quote e bonus senza dire che cosa stanno confrontando davvero. Un marchio con concessione italiana e un dominio .com con licenza di Curaçao non sono due versioni dello stesso prodotto. Sono due prodotti diversi con due contratti diversi, e il secondo contratto non è scritto da un’autorità.
I criteri che contano per chi paga il conto
Se il metro è il costo per il giocatore, i criteri si restringono a cinque, e nessuno dei cinque è «quanto è grosso il bonus».
La concessione, intanto, e la sua forma precisa: la concessione è rilasciata per singolo sito, non per azienda, ed è legata a un dominio .it specifico. L’elenco ufficiale dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it; una stessa società può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Chi confronta marchi e non concessioni sta confrontando la cosa sbagliata.
Poi viene un dettaglio che smonta un luogo comune: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome presente può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casino, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Stare nell’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Quello lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, non la lista.
Il terzo criterio è il palinsesto. L’articolo 2, lettera s), definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Un operatore estero non ha palinsesto approvato da nessuno, e questo è insieme un vantaggio di ampiezza e un difetto di controllo.
Il quarto è il margine che l’operatore si tiene su ogni mercato. Il quinto è la tracciabilità del prelievo, che è la voce di costo più sottovalutata di tutte.
Il margine: quella quota che sembra regalata e non lo è
Il margine del bookmaker è la parte che l’operatore trattiene di ogni unità puntata su un mercato, e si legge dai prezzi: si calcola come 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato, e il margine è il 100 % meno quella quota di ritorno.
È il numero che nessuna pagina promozionale scrive, e non per caso. Due quote identiche a 1,90 su un mercato a due esiti — testa o croce, over o under, un’ipotetica partita senza pareggio — danno un ritorno complessivo del 97,4 % circa, cioè un margine intorno al 2,6 %. Sembra niente. Su cento giocate da 1 € sono 2,60 € che non tornano mai indietro, indipendentemente da chi vince, e la cosa si ripete a ogni singola giocata. Non è una tassa nascosta: è il prezzo del servizio, esattamente come lo spread su un cambio.
Il confronto che conta, però, non è tra un operatore e l’altro ma tra un mercato e l’altro. Il margine del 1X2 non è il margine dei totalizzatori, non è quello degli handicap e non è quello di una multipla, dove i margini si compongono e il costo effettivo per il giocatore cresce con il numero delle gambe. Una quota «maggiorata» su un mercato combo può restare più cara della quota base di un mercato lineare, perché il margine applicato a monte è diverso. Chi valuta un operatore guardando solo la quota più alta dello schermo sta misurando la vetrina, non il prezzo.
Quel che l’ADM stessa mette per iscritto: la sentenza della Cassazione e la regola del 1989
Il punto giuridico che ha fatto più rumore è quello che riguarda il giocatore, non l’operatore. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero — e, come l’ADM stessa ha dichiarato il 28 febbraio 2024, anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Vale la pena leggere quella frase due volte, perché la formula «anche il partecipante» è la più scomoda dell’intero quadro. L’importo in euro dell’ammenda non è noto, e non è noto se esistano procedimenti contro giocatori. Ma la regola esiste, è scritta in una legge del 1989 ancora in vigore, ed è l’ADM a richiamarla. Chi sostiene che «giocare su un sito estero è legale, si rischia solo di non essere pagati» sta citando a metà.
Cosa guardare in pratica prima di aprire un conto
La sequenza di verifica è breve e non richiede competenze giuridiche.
Tale registro, pubblicato dall’ADM, è il test completo di chi ha la concessione: se il dominio non c’è, non c’è la concessione. Vale la pena controllare il dominio esatto e non il marchio, perché la concessione è per sito e non per azienda, come si vede nel caso di una società che gestisce tre siti diversi con un solo titolare.
Le condizioni dell’operatore riportano il numero di concessione e la società concessionaria: è il modo più rapido di collegare un sito a una riga dell’elenco, ed è un’informazione che gli operatori autorizzati forniscono spontaneamente. Su un dominio offshore quel numero semplicemente non esiste, e la licenza che viene mostrata al suo posto appartiene a un’autorità che in Italia non ha giurisdizione.
Poi il palinsesto e l’offerta reale: un nome sull’elenco non dimostra che il sito tratti scommesse sportive, e la prova è nel sito e nell’app, non nella lista. E poi il prelievo, che è il capitolo dove il costo di un sito estero diventa visibile in cifre.
Fondamenti: che cos’è un sito di scommesse estero, e cosa non è
Un sito di scommesse estero, in Italia, è un’offerta senza concessione ADM. Non è una categoria di prodotto, non è un livello di qualità, e non è una variante del panorama autorizzato: è un’operatore che raccoglie giocate in Italia senza il titolo che la legge italiana richiede per farlo.

L’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS» — blocca dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste e indica che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Il principio è vecchio di quasi vent’anni e non è mai stato smentito.
La concessione è per sito, non per azienda, e non è una licenza aperta
Qui serve precisione, perché è il punto in cui si annidano più malintesi.
Le concessioni non sono licenze che si comprano e si rinnovano: sono assegnate con gara pubblica. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza») fissa il quadro. L’articolo 6, comma 1, elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. L’articolo 6, comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti figurano una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
I numeri della gara di settembre 2025 danno la misura del settore: 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Chi immagina un mercato aperto e fluido sta descrivendo un mercato dove entrare costa sette milioni e dura quasi un decennio.
Cosa porta una concessione al giocatore, e cosa porta un dominio estero
Sul piano dei fatti, la differenza non è un’opinione.
Un operatore con concessione porta il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti di limite obbligatori e una sede legale italiana dove far valere un diritto. Un marchio .com non autorizzato non porta nessuna di queste cose, è soggetto al blocco DNS e — come dichiara l’ADM — espone il giocatore alla sanzione penale richiamata dall’articolo 4 della legge 401/1989.
Il libro dei prezzi: quote fisse, totalizzatori, virtuali e exchange
Il prodotto principale è la scommessa sportiva a quota fissa, e il termine tecnico conta: «quota fissa» significa che il prezzo è bloccato al momento della giocata. La legge prevede anche il totalizzatore, dove il montepremi si divide tra i vincitori: se un marchio online offra totalizzatori sportivi non è dato sapere, e la distinzione non è accademica, perché nel totalizzatore il giocatore non conosce il proprio prezzo quando punta — una cosa che cambia completamente il calcolo del valore.
I virtuali hanno una definizione legale propria. L’articolo 2, lettera v) definisce «scommesse su eventi simulati» gli eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer, mostrati con un’animazione o come evento reale preregistrato, ammessi all’interno di una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Non sono la stessa cosa di una partita trasmessa con qualche secondo di ritardo, e non lo diventano perché il nome è simile.
L’ippica è due cose diverse nella legge, e quasi nessuno lo sa. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a). I «giochi di ippica nazionale» — articolo 6, comma 1, lettera c), con la definizione dell’articolo 2, lettera h): giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria. Se un marchio tratti online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere, e non è un dettaglio da poco: chi cerca «scommesse ippiche estero» sta spesso cercando proprio quel prodotto, che in Italia ha un titolo separato.
Il betting exchange è ammesso come gioco a sé: articolo 6, comma 1, lettera e), articolo 2, lettera u). Il giocatore può fare la parte del giocatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi da 10 centesimi; un articolo di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Il conto di gioco: SPID, documento, e trenta giorni per non farsi sospendere
Aprire un conto di gioco regolare richiede l’identificazione piena, e le strade sono due.
Per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Admiralbet accetta la registrazione classica con il caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure l’accesso con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
C’è un costo nascosto nell’identificazione, e non è il fastidio. Il documento caricato è ciò che rende il conto tracciabile: è la stessa cosa che permette all’operatore di collegare il giocatore al RUA e di applicargli i limiti. Su un sito estero quel collegamento non si forma. Il risparmio di due minuti in registrazione è, letteralmente, la rinuncia allo strumento che protegge il giocatore da sé stesso.
Quanto costa la scommessa vinta: il prelievo e il conto fiscale
Questa è la voce che trasforma una quota più alta in un guadagno più piccolo, e va letta con attenzione perché qui l’errore costa davvero.
Sul fronte del giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario. È la formulazione che la stampa di settore usa nel 2024 e nel 2026 — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla — ed è una affermazione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale. Chi ha una posizione fiscale particolare dovrebbe consultare un commercialista prima di dare per scontato il trattamento.
L’altro lato della medaglia è meno noto. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri ricadono in un regime diverso: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF effettivamente applicata non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Il punto sostanziale è questo: la quota più alta che un sito estero espone in vetrina va confrontata con il fatto che l’importo che arriva sul conto può essere lordo di un’imposta che il concessionario italiano, invece, ha già pagato per conto del giocatore. Su una giocata fortunata di un certo peso, il differenziale di quota può non bastare a coprire la differenza di trattamento.
Il conto dell’imposta unica: chi paga il 24,5 % e perché il giocatore non lo vede
Per completezza, perché è la voce che spiega da dove viene la differenza tra un operatore autorizzato e uno che non lo è.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le giocate sui virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Un operatore estero non versa questa imposta in Italia, e questo è esattamente ciò che gli consente di esporre quote leggermente migliori. Non è generosità: è un costo che è stato semplicemente spostato altrove — sulle casse pubbliche, non sul giocatore. Vale la pena dirlo perché è il tipo di argomento che i siti offshore usano come prova di efficienza.
Normativa e vigilanza: la sanzione per chi pubblicizza, e quella per chi partecipa
Il quadro legale di un sito di scommesse estero poggia su tre pilastri distinti: il decreto che riordina il settore, la legge sull’inibizione dei domini, e la legge del 1989 che arriva fino al giocatore. Vanno tenuti separati, perché producono conseguenze diverse.
L’inibizione: articolo 102, comma 1, e chi deve consultare l’elenco
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è una raccomandazione: è un obbligo che ricade su un soggetto terzo rispetto al gioco.
L’ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti risulta aggiornato al 13 ottobre 2026.
Il meccanismo tecnico ha un limite che va detto chiaramente: il blocco opera a livello di DNS, alcuni fornitori sono più lenti di altri, un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati». Chi crede che l’inibizione renda un sito estero irraggiungibile non ha mai provato a cambiare i DNS del telefono.
Le due liste dell’ADM, e la differenza tra farne parte e non farne parte
L’articolo 22 del decreto legislativo 41/2024 assegna all’ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, la tenuta di due elenchi: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza.
Le due liste funzionano in modo diverso, e la differenza è importante per il giocatore. La prima è un elenco di chi può raccogliere: 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La seconda è un elenco di chi non può, e non è esaustivo per costruzione, perché un dominio compare solo dopo che l’ADM lo ha individuato e inibito. In mezzo c’è uno spazio che nessuno delle due liste copre: il sito estero che accetta giocatori italiani e non è ancora stato bloccato. È il posto dove finisce chi cerca un bookmaker estero, e non è un posto sorvegliato.
Il decreto Dignità e il divieto di pubblicità: cosa vieta davvero
Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo richiama il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM ne cura l’applicazione, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto, però, non è un divieto assoluto di parlarne: promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (articolo 3, lettera l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo (articolo 3, lettera m; articolo 15, comma 3). La comunicazione sul gioco responsabile è ammessa; l’invito a giocare, no. È una distinzione che spiega perché questa pagina può esistere e un banner no.
Lo stato applicativo è meno netto del testo. La stampa di settore riferisce che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione della sanzione minima fissa di 50.000 €; e che pendono due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni. Il suo esito non è stato reperito, e alla data della verifica il divieto è in vigore.
C’è poi un elemento che riguarda l’ADM in prima persona: pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il divieto di pubblicità non protegge soltanto i giocatori: protegge anche la posizione dei concessionari.
La giurisdizione: cosa vale una licenza straniera in Italia
Una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan non ha alcun valore in Italia. Non è una questione di prestigio dell’autorità che la rilascia: è che la licenza abilita a operare nel paese che la concede, e l’Italia richiede un titolo proprio, assegnato per gara.
Questo ha una conseguenza concreta che vale la pena mettere in chiaro. La licenza straniera non dà al giocatore italiano nessuno dei rimedi che normalmente accompagnano una licenza: non c’è un regolatore a cui rivolgersi in italiano, non c’è un obbligo di strumenti di tutela, non c’è un registro di autoesclusione collegato, non c’è una sede italiana dove far valere un credito. La zona offshore è, per definizione, priva di protezione — e per questo motivo in questa pagina nessun marchio non autorizzato viene nominato, e nessun metodo di deposito o bonus di uno di essi viene descritto.
Perché il giocatore è esposto due volte, non una
Vale la pena chiudere il quadro legale con un confronto onesto, perché è il passaggio che di solito viene saltato.
Il giocatore che sceglie un dominio estero si assume due rischi che non sono lo stesso rischio. Il primo è contrattuale e noto: se l’operatore non paga, non c’è un’autorità italiana che intervenga, e il credito va inseguito dove ha sede la società. Il secondo è quello che l’ADM richiama esplicitamente — la legge 401/1989, articolo 4, che sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. Sull’importo dell’ammenda non ci sono dati, e non ci sono dati su procedimenti contro giocatori. Ma la norma non è stata abrogata, e l’autorità che la applica l’ha citata in un comunicato stampa.
Chi valuta un sito estero solo in termini di quota sta quindi scontando un rischio che non ha prezzato. La quota più alta è, letteralmente, il compenso per quel rischio.
Il bonus di benvenuto: perché non esiste un tetto di legge
Sul fronte dei bonus, la confusione è massima e vale la pena scioglierla in poche righe.
«Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, non un istituto giuridico: il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non risulta un tetto statutario né sull’importo né sui requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima dipendono dalle condizioni di ciascun operatore. Chi cerca «bonus scommesse siti esteri» troverà cifre molto più alte di quelle italiane, e la ragione non è la generosità: è che su un dominio non autorizzato non c’è nessuno che imponga di scrivere i requisiti con chiarezza, né un’autorità a cui chiedere conto se la promessa non viene mantenuta.
Pagamenti: ricariche dai punti vendita e il regolamento con la Banca d’Italia
Un capitolo che riguarda solo i concessionari, e che è utile per capire perché un operatore estero compensa altrove.
I «punti vendita ricariche» sono disciplinati dall’articolo 13 del decreto legislativo 41/2024: l’ADM tiene un registro dei punti di ricarica (tabaccai, ricevitorie); questi ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Le forme di pagamento che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM comprendono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini le forme di pagamento approvate.
C’è infine l’articolo 22, comma 1, che prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata. È la norma che, se e quando diventerà operativa, chiuderebbe la strada più comoda per i siti esteri: i pagamenti.
L’inibizione ha un costo anche per chi non gioca
Un ultimo dato che sposta il discorso dal giocatore a chi gli sta intorno.
I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata (decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, articolo 22, come risulta dal testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale). La cifra è per violazione, non per anno e non per cliente, e questo cambia l’ordine di grandezza del rischio per un fornitore che serve migliaia di utenti.
Il conto della puntata: quanto si lascia al banco su un deposito scelto a 100 €
Prima di passare agli operatori, conviene fissare l’unico numero che rende confrontabili due mondi diversi. Non è il bonus: è il costo medio di far girare il denaro.
Il calcolo si fa su un esempio, non su un prezzo quotato. Prendiamo un giocatore che ha scelto in registrazione un limite di ricarica di 100 € a settimana e che li punta una volta su un mercato a due esiti con quote identiche a 1,90 e 1,90. Il ritorno complessivo di quel mercato è il 97,4 % circa, quindi il margine è intorno al 2,6 %. Sui 100 € puntati, il costo atteso è di circa 2,60 €.
Il numero va letto come una banda, non come una cifra secca, perché dipende da due condizioni: che il margine applicato sia davvero quello e che il mercato sia a due esiti. Su un mercato a tre esiti, su un handicap o su una multipla il margine cambia, e con esso il costo. Su cento giocate da 1 € il costo atteso resta intorno ai 2,60 €, ma distribuito in modo irregolare: la maggior parte delle sessioni si chiuderà in perdita o in piccolo guadagno, e il costo si materializza solo nella media.
Non è una condanna del gioco né una predica. È la risposta a una domanda precisa: quanto costa far girare 100 € su un bookmaker? Poco meno di tre euro, in media, su quel mercato. La stessa cifra vale per un operatore autorizzato e per un dominio estero, se il margine è lo stesso — e qui sta il punto che manda all’aria l’argomento principale dei siti offshore. Se il margine è identico, la quota migliore non porta alcun vantaggio strutturale. Porta un vantaggio solo se il margine è davvero più basso, e per saperlo bisogna calcolarlo su ogni mercato, non guardare la quota più alta della vetrina.
C’è un secondo costo che questo esempio non cattura e che va detto perché non è piccolo. Su un deposito di 100 € il costo del margine è di circa 2,60 €; su quello stesso denaro, se non passa da un concessionario, pende la questione fiscale dei redditi diversi e la questione dell’ammenda. Il primo costo è prevedibile, mensile, quasi invisibile. I secondi sono rari e pesanti. Chi sceglie un sito estero per risparmiare due euro e mezzo di margine sta assumendo un rischio di coda con un premio molto piccolo.
I dieci operatori con concessione ADM: chi sono e cosa offrono davvero
Dieci marchi, tutti presenti nel registro dell’ADM con un codice di concessione e un sito .it. Non è una classifica e non è una raccomandazione: la concessione è rilasciata per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte solo per come le riportano le condizioni e le schede degli operatori.
L’elenco non esaurisce il mercato: esistono altri concessionari, e un marchio assente da queste schede non è per questo privo di concessione. Le concessioni qui presenti appartengono tutte a operatori autorizzati; nessun marchio non autorizzato è elencato.
Panoramica dei dieci
| Marchio | Concessione ADM e concessionaria | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul soggetto di questa pagina |
|---|---|---|
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | — |
| AdmiralBet | n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Limite di ricarica, spesa e tempo scelto in registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile; riduzione immediata, aumento dopo 7 giorni. Autoesclusione 30, 60 o 90 giorni o indeterminata; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi. |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | — |
| StarCasinò | n. 16026 — Azzurri Limited | — |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | — |
| NetWin | n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | — |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | — |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | — |
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’indicazione del Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. |
Una cosa balza all’occhio nella colonna di mezzo, e non è un difetto del gioco: nove nomi su dieci di quelle concessionarie non sono il marchio del sito. Bwin è di Eurobet Italia, Lottomatica di Goldbet Better Organization Italy, StarCasinò di Azzurri Limited. Chi cerca il responsabile di una raccolta trova il nome del concessionario nelle condizioni, non nella pubblicità.
Lottomatica: il catalogo più largo, e il prezzo di averlo tutto in un’app
La concessione di Lottomatica è la n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e il sito è Lottomatica. Un numero alto-basso non significa nulla di per sé: i codici dell’elenco vanno da 16000 a 16051 e sono assegnati per riga, non per merito.
L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È il tipo di offerta che rende difficile tornare indietro: chi si abitua allo streaming in-app difficilmente accetta di guardare la partita su un altro schermo e puntare su un terzo.
AdmiralBet: l’unico dei dieci che racconta per intero come si limita il gioco
La concessione è la n. 16048, di Admiral Bet S.r.l., sul sito AdmiralBet. È l’unico marchio del gruppo ad avere, in questa pagina, un contenuto sostanzioso sul tema della tutela, e questo lo rende il caso più utile da leggere.
Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. E sul fronte dell’esclusione, le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il verdetto su AdmiralBet è questo: è l’operatore i cui documenti si possono leggere per capire come funziona il sistema, non per come si presenta. Chi vuole sapere quali strumenti ha davvero a disposizione in Italia, e con che tempi, trova qui la descrizione più completa — e trova anche il motivo per cui quei sette giorni di attesa sull’aumento del tetto sono la clausola più utile dell’intero contratto.
William Hill: cinque euro di verifica e il bonus che dipende da come ti registri
Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill.
Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È un’inversione di senso comune: di solito il percorso più facile vale meno, qui vale di più — ed è una scelta di prodotto interessante perché premia l’identificazione forte, cioè esattamente il passaggio che collega il conto al sistema di tutele.
Vale la pena leggere la differenza tra le due strade con occhio al costo. Il bonus con SPID arriva subito e vale il doppio; quello manuale arriva solo dopo che i documenti sono stati inviati entro 96 ore, e la parola «verifica» dice già che non è automatico. Chi si registra di fretta, senza leggere, si trova nella seconda categoria e scopre la differenza dopo.
Il verdetto su William Hill: la logica del bonus è la meno ipocrita del gruppo, perché lega il premio al percorso di identificazione invece di nasconderlo. Il difetto è nella finestra delle 96 ore, che è una condizione di tempo facile da mancare e difficile da recuperare.
StarCasinò: il pallone accanto alle slot, e il rischio di un profilo ambiguo
Concessione n. 16026, Azzurri Limited, sito StarCasinò.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Due prodotti diversi nella stessa app, e la nota di merito e di demerito è la stessa: la varietà.
Il verdetto su StarCasinò è che la compresenza di casinò e scommesse non è un problema tecnico ma di percorso. Chi arriva sul pallone si trova davanti anche le slot, e la storia del gioco responsabile insegna che la contaminazione tra prodotti è il modo più efficace di alzare la spesa media senza che il giocatore se ne accorga. Il marchio ha la concessione e gli obblighi che ne derivano, incluso il tetto di ricarica scelto in registrazione; il punto è che quel tetto vale per tutto ciò che sta dentro il conto, e dentro il conto c’è molto.
Planetwin365: venti sport, sette campionati, e il problema della scelta
Concessione n. 16007, Pwo S.p.a., sito Planetwin365.
L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Più di 20 sport è una promessa che si paga in profondità. Il verdetto su Planetwin365 è che la sua forza è anche la sua debolezza: un palinsesto così largo significa che la copertura di ciascun sport è necessariamente disomogenea, e il calcio italiano resta la parte dove il margine è più lavorato e i mercati più numerosi. Chi cerca un mercato di nicchia — una lega minore, uno sport di nicchia — farà bene a controllare quanti mercati trova davvero prima di aprire il conto, invece di fidarsi del numero di sport in vetrina.
NetWin: il bonus reale, il deposito minimo e il codice al primo versamento
Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito NetWin.
L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e un codice promozionale da inserire al primo versamento. È un bonus in denaro, non un gettone di scommessa gratuita: la differenza conta, perché un bonus reale entra nel saldo e si preleva alle condizioni previste, mentre un free bet di solito non restituisce la puntata in caso di vincita.
Il verdetto su NetWin: la combinazione di deposito minimo 20 € e conto già verificato è la parte onesta dell’offerta, perché lega il premio a un conto tracciato. La parte da leggere con attenzione è che il codice va inserito al primo versamento — un passaggio che chi apre il conto di fretta salta, e che non si recupera dopo.
Betfair: l’unico exchange del gruppo, e le regole che cambiano il mestiere
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito Betfair.
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Il totale dei mercati è la parte meno interessante, però, perché Betfair è descritto come il primo operatore ad aver portato in Italia il betting exchange, ammesso come gioco a sé dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u): il giocatore può fare la parte del giocatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.
La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi da 10 centesimi; un articolo di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo grava sul concessionario. Il verdetto su Betfair: l’exchange è il prodotto che rende questa pagina interessante, perché sposta il costo dal margine del bookmaker a una commissione e cambia il calcolo — e proprio per questo è quello su cui le informazioni pubbliche sono più povere, dalle commissioni agli operatori attivi oggi.
Eurobet: dal calcio alle elezioni, e il limite di ciò che non si può verificare
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet. La stessa società gestisce anche Bwin e Gioco Digitale: un solo concessionario, tre siti, che è la dimostrazione pratica di come funziona la concessione per sito e non per azienda.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. Il salto dal golf alle elezioni è la cosa più notevole della scheda, e dice molto su come un operatore con concessione cerchi di ampliare il palinsesto oltre lo sport.
Il verdetto su Eurobet: un palinsesto così eterogeneo è un modo di intercettare chi non scommette solo sul calcio, ma va detto che la profondità dei mercati su eventi di spettacolo o politici è per natura molto più sottile di quella su un derby di Serie A — e su mercati sottili il margine tende a salire. Chi ci mette denaro per curiosità, più che per competenza, sta pagando il prezzo più alto del catalogo.
Sisal: mille eventi al giorno, il cash out e la funzione che cambia il calcolo
Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito Sisal.
L’app Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto di gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile; il catalogo dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il verdetto su Sisal: il Cash Out è la funzione più interessante della scheda e la più insidiosa, perché chiuderla prima della fine ha un prezzo, e quel prezzo lo fa l’operatore. Un cash out offerto quando la giocata è in vantaggio raramente è la metà esatta di quello che la giocata vale; il margine si annida lì più che nella quota di partenza. La comodità è reale, il costo anche.
bet365: il partner globale della Champions, e i limiti che scrive in chiaro
Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito bet365.
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La stessa scheda riporta gli strumenti di gioco responsabile: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con l’indicazione, per i residenti in Italia, del Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Vale la pena pesare il valore di quel numero verde. Non è un servizio dell’operatore: è il servizio pubblico italiano, e il fatto che bet365 lo indichi nella propria scheda significa che il collegamento con il sistema di tutela italiano è dichiarato, non implicito.
Il verdetto su bet365: la combinazione di un catalogo che copre anche ippica, boxe, freccette e freccette accanto al calcio, e di strumenti di tutela elencati con nome e cognome, lo rende il marchio più completo dei dieci. Il rovescio è che un catalogo così ampio include sport dove i mercati sono pochi e il margine è più largo, e il nome altisonante del partner globale non dice nulla sul prezzo delle sue quote.
Domande frequenti su costi, tutele e normativa dei siti esteri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse privo di concessione italiana?
Tre, di natura diversa: nessun collegamento al RUA, quindi un’autoesclusione non blocca nulla; nessuna sede italiana dove far valere un credito, se l’operatore non paga; e la legge 401/1989, articolo 4, che l’ADM richiama il 28 febbraio 2024 sanzionando con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse di operatori non concessionari.
Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?
Si consulta il registro ufficiale dell’ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Va verificato il dominio esatto, non il marchio, perché la concessione è per sito e non per azienda: una sola società può gestirne tre.
Che cos’è il RUA e cosa copre l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, estende l’autoesclusione a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento del limite richiede sette giorni; dal 1° febbraio 2026 le durate vanno da 7 a 270 giorni.
Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?
Qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet incluso, come l’ADM ha ribadito il 28 febbraio 2024. L’AGCOM sanziona con il 20 % del valore della pubblicità e non meno di 50.000 € per violazione; il caso è pendente davanti alla Corte Costituzionale.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM le vincite non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione fiscale. Su siti esteri, secondo la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate, andrebbero dichiarate come redditi diversi. Non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un tetto di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile, su piattaforme come Admiralbet; una riduzione vale subito, un aumento dopo sette giorni. L’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 41/2024 impone al concessionario anche messaggi automatici su durata e spesa e un canale di contatto attivo almeno cinque giorni a settimana.
Siti non AAMS ed esteri – scommessesuigol
Contenuto creato dal team «scommessesuigol»
