Scommesse sulla Premier League 2026: dove si può giocare in Italia e quanto costa davvero la quota
Ottobre 30, 2026 — verificato contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ex AAMS).
Un marcatore al 40′ del sabato pomeriggio e una quota sul secondo tempo si muovono insieme, e questo la maggior parte dei giocatori lo sa. Quello che sfugge è più banale e più costoso: dentro ogni quota c’è già la parte che l’operatore si tiene, e da quella parte — non dal risultato — dipende se una serata di Premier League si chiude in attivo o in passivo. Chi cerca dove piazzare una giocata sul massimo campionato inglese cerca in realtà due cose diverse: un’offerta sportiva che copra davvero quel campionato, e un prezzo che non gli mangi il margine prima del fischio d’inizio.
L’Italia aggiunge un passaggio che nessun altro mercato impone. Il bookmaker non ha una licenza generica: ha una concessione rilasciata per singolo sito, con un codice, e l’elenco pubblico dell’ADM è l’unica prova che quella concessione esista. Quell’elenco, però, non ha una colonna per i giochi offerti. Compare un nome su cinquanta e passa righe non significa che quel sito accetti scommesse sportive. Significa solo che quel sito può farlo. La differenza tra le due cose è il motivo per cui questa pagina comincia dalla verifica e non dall’offerta.
Da qui in avanti la logica è una sola, e la chiameremo con il suo nome: conseguenza. Cosa comporta, per chi punta, una data regola, un limite, un termine di rigioco. E quando quella conseguenza si presenta — subito, alla prima ricarica, o al momento del prelievo.
Prevenzione, tutela, protezione: cosa scatta prima ancora di giocare
Il primo blocco che conta non è l’offerta. È quello che si decide alla registrazione, quando nessuno sta ancora guardando un pallone.
Il limite di deposito che si sceglie in fretta e si corregge lentamente
Chi apre un conto di gioco su un concessionario ADM sceglie, già in fase di iscrizione, un limite di deposito su base settimanale o mensile. Sembra un dettaglio burocratico da compilare con un numero a caso per arrivare subito alla scommessa. Il costo di quella fretta arriva dopo.
Un limite ridotto ha effetto immediato. Uno aumentato, no: entrano in gioco sette giorni di attesa. È il meccanismo che gli operatori descrivono nelle proprie condizioni, e ha una logica precisa, perché serve a togliere di mezzo la decisione presa a caldo, quella che si prende alle due di notte dopo tre scommesse perse. Nelle condizioni di AdmiralBet la registrazione richiede tre parametri distinti — un limite massimo di ricarica, uno di spesa e uno di tempo di gioco — declinati su base giornaliera, settimanale e mensile. Ridurre uno di quei tetti ha effetto immediato; rialzarlo richiede sette giorni.
Qui la conseguenza è quasi didattica: il limite che si imposta oggi è una gabbia che si chiude in un secondo e si riapre in una settimana. Vale la pena impostarlo basso e scoprire dopo se era troppo stretto, perché l’errore nella direzione opposta costa sette giorni di attesa ogni volta.
Autoesclusione: due strade che convivono, e il registro che le tiene insieme
C’è poi lo strumento definitivo, quello che non si annulla con un clic. AdmiralBet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Da un lato, però, si muove anche il quadro regolatorio: dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure resta indeterminata, con revoca possibile dopo 9 mesi. Due sistemi di durate che convivono, perché il primo nasce dalle condizioni dell’operatore e il secondo da una disciplina più ampia.
Il pezzo che rende la cosa seria è il registro. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è attivo dal 2018 e blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e alle sale fisiche. Un giocatore che si autoesclude non deve ricordarsi quale account ha aperto: l’effetto è orizzontale, su tutto il perimetro legale italiano. Le condizioni di AdmiralBet lo dicono con parole esplicite, e la portata della frase è il punto centrale di tutto il blocco.
Il rovescio della medaglia merita una riga a parte, e la vedremo meglio quando parleremo di chi opera senza concessione: un sito privo di concessione non è collegato al RUA. L’autoesclusione, lì, non esiste come strumento, perché non c’è nessuno che la riceva.
Età, identità e il Telefono Verde
Il limite di età è diciotto anni, senza sfumature, e il gioco è vietato ai minori. L’apertura di un conto di gioco richiede l’identificazione piena: il modulo con copia di un documento, oppure SPID e CIE dove l’operatore li mette a disposizione. Per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. La conseguenza pratica è una scadenza di trenta giorni: senza SPID il conto va validato entro quel termine, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Trenta giorni sembrano tanti finché non si vince qualcosa e non si prova a incassarlo.
Sul fronte dell’aiuto concreto, bet365 elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero è gratuito e non richiede di essere clienti di quell’operatore per essere chiamato. Vale la pena scriverlo in un posto dove lo si ritrova senza cercarlo.
Bankroll, analitica, tendenza: i pronostici non esistono, il prezzo sì
Prima di guardare un’offerta conviene smontare un equivoco. Chi cerca «pronostici scommesse Premier League» cerca una risposta sul risultato. Nessuno può darla, e chi la vende sta vendendo una sensazione. Quello che si può fare è un’altra cosa: capire come è costruita la quota che si sta per pagare, perché quella è aritmetica e non opinione.
Calcolare la vincita: due righe di matematica che quasi nessuno fa
Il calcolo è banale e vale per ogni scommessa a quota fissa. La vincita è la puntata moltiplicata per la quota. Il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno.
Su una singola da 20 € a quota 2,10 — la più alta delle tre di un mercato 1X2 che useremo come esempio, non un prezzo quotato — il ritorno è 42 € e il guadagno netto è di 22 €. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo, e qui sta la trappola: moltiplicare le quote significa moltiplicare anche il margine dell’operatore, una volta per ogni gamba aggiunta.
Due cose meritano di essere dette in modo piano. La prima: la puntata su una singola che esce perdente non torna, e la quota dice solo quanto si riceve se il risultato arriva. La seconda: nessuna quota alta è un invito, è un prezzo che riflette una probabilità bassa. Chi legge 6,00 e ci vede un’occasione sta leggendo una schedina, non un’analisi.
Il margine: come si vede dalle quote quello che l’operatore si trattiene
Qui c’è la parte che rende leggibile un’intera offerta. Il margine del bookmaker si legge sommando gli inversi delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato.
Prendiamo il mercato 1X2 di esempio, tre esiti: 2,10 per la vittoria interna, 3,40 per il pareggio, 3,60 per la vittoria esterna. Sommando gli inversi si ottiene un numero intorno a 1,048, il che vuol dire che il mercato restituisce una quota di payout di circa il 95,4 %. Il margine è la parte restante: intorno al 4,6 %. Il conto va letto come una banda e non come una cifra esatta, perché cambia con ogni singola partita, con il campionato, con la vicinanza al fischio d’inizio e con quanto movimento ha ricevuto quel mercato. Un 1X2 di Premier League molto atteso sta in genere qualche decimo sotto i mercati minori; un mercato di nicchia sulla terza fascia di un torneo minore può stare parecchio sopra.
La conseguenza è materiale. Su cento giocate di importo identico, quel 4,6 % di margine non si vede, non fa rumore e non compare in nessuna schermata: è la quota che l’operatore si è già tenuto prima che la palla rotolasse. Su una serata, e su un anno, è la cifra che decide il segno del bilancio di chi gioca con regolarità.
Due cose pratiche discendono da qui. La prima: confrontare due offerte sullo stesso mercato significa confrontare gli stessi tre inversi, non la quota più alta in vetrina, perché una quota alta sul risultato favorito può convivere con un margine più grosso di un’altra. La seconda: il margine cresce con la multipla, ed è il motivo per cui una giocata a cinque eventi «con quota totale minima alta» premia l’operatore più di quanto premi chi la gioca.
Calendario, torneo, competizione: cosa si sta scommettendo davvero
Il campionato inglese non è un contenitore uniforme. Ha una forma precisa, e quella forma decide quante volte si può giocare e su cosa.
La struttura: venti club, trentotto partite, un solo girone
La Premier League ha venti club, e ciascuno gioca trentotto partite a stagione, incontrando ogni altro club una volta in casa e una volta in trasferta. Le stagioni vanno di solito da agosto a maggio. Tre punti per una vittoria, uno per un pareggio, nessuno per una sconfitta. Le tre squadre peggio classificate retrocedono in EFL Championship.
Da questa aritmetica discendono cose concrete per chi punta. Un campionato di venti squadre significa dieci partite a giornata, e quindi un palinsesto settimanale ampio ma non infinito: i mercati si concentrano su un numero ridotto di incontri, e la profondità di un bookmaker su un singolo match si misura in quante declinazioni di quel match offre, non in quante partite elenca. Il girone unico, poi, elimina le variabili che rendono opachi altri tornei: nessuna griglia a eliminazione, nessun incontro che vale doppio, nessuna partita secca in cui la quota cambia per il solo fatto che si gioca in campo neutro.
Il calendario della stagione 2026-27 e le squadre che cambiano
La stagione di Premier League 2026-27 inizia il 21 agosto 2026 e termina il 30 maggio 2027. Sono nove mesi di calendario, con le pause per le nazionali in mezzo e i turni infrasettimanali che si infilano nei periodi più densi.
Le squadre non restano le stesse. Coventry City, Ipswich Town e Hull City sono promosse nella Premier League 2026-27; West Ham United, Burnley e Wolverhampton Wanderers sono retrocesse dopo il 2025-26. Per chi punta è un cambio di materiale, non un dettaglio da tifoso: una neopromossa arriva con una rosa costruita in Championship e con le quote che il mercato le assegna di conseguenza; una retrocessa esce dal palinsesto e porta con sé i mercati che la riguardavano.
Sul piano storico, il Liverpool ha vinto la Premier League 2024-25 e l’Arsenal ha vinto il titolo 2025-26, il suo quarto. Il Manchester United ha vinto più titoli di Premier League di tutti, con tredici. La Premier League è stata fondata il 20 febbraio 1992 con il nome di FA Premier League. Sono dati che servono a un solo scopo pratico: collocare le aspettative. Un club con quella storia alle spalle riceve dal mercato un trattamento di favore che non sempre corrisponde alla squadra che scende in campo in quella stagione.
La stagione come intervallo di due anni, non come un numero
C’è una convenzione che vale la pena fissare, perché genera errori di lettura. Le stagioni si scrivono come intervallo di due anni: 2026-27, non 2026. Chi legge un mercato etichettato con un anno singolo non sta leggendo il campionato inglese così com’è strutturato, e questa confusione produce aspettative sulla durata di un’offerta che poi non tornano: un bonus legato a «una stagione» copre un arco che va da agosto a maggio, non l’anno solare.
La conseguenza è semplice. Prima di prendere un’offerta legata a una stagione, conviene sapere dove quella stagione comincia e dove finisce, perché il periodo di validità di un bonus raramente coincide con l’arco completo del campionato, e quasi mai con l’idea che se ne fa chi legge la parola «stagione» di fretta.
Mercati e tipologie: cosa c’è dentro una partita di Premier League
Le tipologie che un giocatore italiano trova su un bookmaker con concessione ADM sono raccolte nel palinsesto, cioè il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Fuori da quel programma non si scommette, e l’ADM autorizza gli eventi uno per uno.
Sul piano delle tipologie, gli operatori mostrano repertori diversi. Sisal mette in campo la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo dedicata a combo e mercati unici a quote maggiorate. SNAI offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più il Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Eurobet, dal canto suo, estende il palinsesto dal calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, con incursioni negli eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e nella politica, elezioni comprese.
Il Cash Out merita una precisazione, perché è la funzione più fraintesa. Chiuderla prima non è un modo di vincere senza rischiare: è un modo di vendere al bookmaker la propria posizione al prezzo che il bookmaker stesso fissa in quel momento, e la sua offerta è un’offerta, non un valore garantito. Funziona in modo opposto su scommesse molto avanti nel punteggio e scommesse ancora aperte; nella seconda ipotesi il prezzo è nella disponibilità dell’operatore.
E l’ippica resta un capitolo a parte anche dal punto di vista legale: le scommesse sulle corse dei cavalli a quota fissa o a totalizzatore stanno nella concessione per le scommesse sportive, mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris e simili — richiedono una concessione propria. Non è una distinzione da commercialisti: è la ragione per cui un bookmaker può avere un palinsesto ricchissimo sul calcio e non avere nulla, su quel fronte, senza che questo dica niente sulla sua serietà.
Valutazione, criteri, classifica: come si confrontano dieci concessionari
Dieci nomi, tutti su siti .it, tutti con un codice di concessione ADM. Sembrano la stessa cosa prima di guardarli; dopo averli guardati, la differenza sta in poche cose concrete.
I criteri, e la loro gerarchia
I parametri che contano davvero sono quattro, e il primo dei quattro è di natura legale, non di prodotto.
Il codice di concessione e il nome del concessionario. Ogni brand è un sito con una concessione numerata, e il soggetto che la detiene quasi mai è il nome del marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia S.r.l., Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Sono dati che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni e che l’elenco ADM rende verificabili: la concessione è per sito, non per azienda, e una società può tenerne più di una.
La copertura del calcio inglese e la sua profondità. Un’app che elenca «Premier League» accanto a altri dieci tornei non dice nulla su quanti mercati offre su una singola partita inglese. Il segnale utile è un altro: quante tipologie di sport copre il bookmaker e con quale dettaglio le presenta.
Gli strumenti che l’operatore dà per gestire il proprio gioco. Il limite di deposito scelto in registrazione, la rapidità con cui un tetto si abbassa rispetto a come si rialza, la presenza dell’autoesclusione dentro un conto che parla con il RUA.
Il margine, per quanto un confronto onesto sia possibile. Il margine non si legge da una vetrina: si legge dalle tre quote dello stesso mercato, e solo per il mercato esatto che si sta guardando. Chi confronta due bookmaker sull’1X2 di una partita confronta due prezzi dello stesso evento e sta facendo un confronto corretto. Chi confronta la quota più alta dell’uno con la quota più alta dell’altro su esiti diversi non sta confrontando niente.
La panoramica dei dieci concessionari
| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa stabiliscono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Sisal | concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | bonus di benvenuto subordinato all’apertura di un conto, alla registrazione e a una prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto |
| bet365 | concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione fra gli strumenti di gioco responsabile |
| Planetwin365 | concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | nessuna condizione indicata sui dati di questa pagina |
| Betfair | concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | nessuna condizione indicata sui dati di questa pagina |
| William Hill | concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | freebet settimanale dell’Extra Bet Club legata a una multipla con requisiti di puntata, quota totale minima ed evento |
| Lottomatica | concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | nessuna condizione indicata sui dati di questa pagina |
| StarCasinò | concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited | nessuna condizione indicata sui dati di questa pagina |
| Eurobet | concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | nessuna condizione indicata sui dati di questa pagina |
| BetFlag | concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; apertura del conto anche con SPID e CIE |
| AdmiralBet | concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco da impostare in registrazione; autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato |
Le cinque righe che portano un trattino sulla condizione dell’operatore meritano una spiegazione che non sia una scusa. Il codice di concessione c’è per tutte e dieci, ed è la ragione per cui sono in questa lista e non altrove. Sui termini specifici, invece, la materia è quella che ciascun operatore pubblica nel proprio documento: chi vuole sapere le condizioni esatte di Lottomatica, StarCasinò, Eurobet, Planetwin365 o Betfair le trova nelle rispettive pagine di termini e condizioni, e le trova aggiornate alla data in cui le legge. Nessuna tabella al mondo può sostituire quel controllo.
Un modo per leggere la colonna di destra c’è, ed è quello che conta per chi decide. Le condizioni dell’operatore non sono un contorno del prodotto: sono il prodotto. La cifra di un bonus al 100 % del primo deposito dice quanto si può ricaricare per ottenere il massimo dell’accredito; le regole di rigioco dicono quanto di quella cifra si rivede. Chi guarda solo la prima e mai le seconde ha già perso il confronto.
Il bonus di benvenuto e il costo dell’etichetta «gratis»
Vale la pena fermarsi sul vocabolario, perché è lì che il marketing lavora. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e la parola non contiene alcuna informazione sul costo reale: un bonus è denaro che entra nel saldo a una condizione, e la condizione è l’unica cosa che si porta a casa.
Su questo fronte italiano c’è un fatto che sorprende chi arriva da altri mercati: non esiste un tetto statale all’importo di un bonus né un tetto ai requisiti di puntata. ADM regola l’offerta di gioco, non la generosità delle promozioni. Le cifre e i requisiti vengono quindi dalle condizioni di ciascun operatore, e vanno letti uno per uno, senza presunzioni e senza paragoni con quello che fanno gli operatori fuori dall’Italia.
E attenzione all’etichetta «senza deposito», che è la più cortese del settore: promette un diritto di giocare costruito su una puntata che l’operatore ha messo lui, e anche lì il requisito di puntata e la quota minima arrivano nel testo piccolo. La parola gratis non è mai l’informazione utile di quella pagina.
Fondamenti, panoramica, meccanismo: cos’è questa Premier League e cosa ci si gioca sopra
Il massimo campionato inglese è il campionato nazionale più seguito del pianeta, e per un giocatore italiano ha un fascino particolare: si gioca a orari comodi, si vede, e il nome delle squadre è più noto di quello di molti club della serie nostrana. Il rovescio è che un palinsesto affollato di partite note non è automaticamente un palinsesto con quote convenienti.

Perché un italiano guarda proprio questa competizione
Il fascino è anche banalmente pratico: le partite si giocano di pomeriggio e di sera, quindi si possono seguire in diretta, che è la condizione in cui le scommesse live hanno senso. Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. bet365 espone un profilo internazionale con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta mentre si scommette.
Il filo che lega queste tre descrizioni è la diretta. Sul campionato inglese, una partita senza streaming e senza aggiornamento dei mercati in tempo reale è una partita giocabile solo prima del fischio d’inizio, e chi ha l’abitudine di guardare le prime due giornate per farsi un’idea della forma delle squadre ne perde metà del valore informativo. Il valore della diretta è tutto qui: nel poter guardare prima di decidere.
I mercati che un italiano trova di norma
Sul piano delle tipologie, la struttura è quella italiana standard: 1X2, Under/Over, Goal/No Goal, Multigol, doppia chance, handicap, risultato esatto, marcatori, e mercati su eventi minori della partita come cartellini, rigori, tiri in porta ed espulsioni. La terminologia che si incontra è quella che il settore usa da anni: singola, multipla, sistema, quota fissa e, dove esiste, totalizzatore. Il cash out è rimasto in inglese anche nei siti italiani, e ormai è un termine comprensibile a chiunque abbia una schedina in mano.
Un’osservazione sul rapporto tra profondità e trasparenza. La profondità di un mercato non è un bene o un male in sé: dove ci sono molti mercati c’è anche molto spazio per prezzi poco controllati, e i mercati di nicchia sono esattamente quelli in cui il margine tende a essere più alto. La conclusione non è di starne lontano, ma di trattarli diversamente dai mercati principali: su un 1X2 di una partita importante il confronto tra due operatori ha senso e si vede a occhio; su un mercato esotico, il confronto è più difficile e il costo più alto.
Dove guardare una quota e dove guardare il resto
Un’ultima distinzione, pratica. La quota è la parte dell’offerta che si controlla prima di giocare, e l’unica che si può confrontare in modo pulito tra due bookmaker. Il palinsesto è la parte che si controlla una volta e poi si dà per nota. Le condizioni del conto sono quella che si legge una volta e determina cosa succede a ogni ricarica successiva.
Tre cose diverse, tre momenti diversi. Un giocatore che guarda solo la prima si lamenta regolarmente della seconda, senza avere mai guardato la terza.
Normativa, vigilanza, giurisdizione: cosa cambia tra un sito .it e un sito offshore
Il capitolo finale è quello che nessuno legge con piacere e che decide tutto il resto, perché fuori da questo perimetro non ci sono garanzie: c’è solo un’intesa tra l’utente e una società che risponde a una giurisdizione straniera.

La concessione, e come si verifica
In Italia il bookmaker non ottiene una licenza in senso generico: partecipa a una gara pubblica e riceve una concessione. Il quadro è fissato dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione, e alla lett. a) mettono le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli. Alla lett. e) compare il betting exchange, cioè il gioco in cui il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca e il concessionario si limita a mettere in contatto le parti in modo anonimo.
L’art. 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
Il passaggio decisivo per chi legge è questo, e vale la pena ripeterlo perché è il fondamento di tutto il resto: l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome su quell’elenco dimostra che quel sito può offrire giochi a distanza. Che offra scommesse sportive lo dimostra il sito stesso, non l’elenco.
Come si verifica, in pratica: si apre l’elenco ADM, si cerca il numero di concessione che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni, e si controlla che il sito corrisponda. Il codice, non il marchio, è la cosa da confrontare — perché il marchio è del concessionario solo a volte, e la concessione è legata a un indirizzo, non a un nome. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe al 25 ottobre 2026.
Cosa si può scommettere, e cosa non si può
Fuori dal palinsesto approvato non si gioca. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere raccolta solo su eventi che stanno in quel programma. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.
Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione propria (art. 2, lett. v): sono quelle su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati dal computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e infatti i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Sisal, per dire, dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.
Sulle scommesse live la situazione è diversa da come la si racconta. Le offre ogni grande operatore, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live ammessi. Chi si aspetta di trovare un documento che fissi la lista dei mercati live disponibili non lo troverà: la materia è quella che l’operatore pubblica, e cambia.
Un limite statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non esiste. Gli strumenti vincolanti sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione. È una frase che va letta nel verso giusto: non c’è un tetto di legge oltre il quale l’operatore deve fermarti, quindi la frenata, se arriva, è quella che ti sei dato tu.
Tassazione: chi paga, e cosa resta al giocatore
Qui conviene essere precisi, perché la regola è controintuitiva. L’imposta non è a carico del giocatore: la paga il concessionario. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite.
La conseguenza per il giocatore è diretta e piacevole: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo si ferma a monte, sul concessionario. La stampa di settore lo ripete da anni ed è la lettura corrente del meccanismo. Chi vuole certezza sul proprio caso specifico fa bene a sentire un commercialista, perché la materia fiscale personale ha variabili che nessuna pagina può coprire.
Il discorso cambia completamente se il sito non ha una concessione italiana. In quel caso l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è questa: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota, e in ogni caso si tratta di un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate e non di consulenza fiscale.
Pubblicità, bonus e quello che resta in vigore 2026
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore. L’ADM, citandolo il 28 febbraio 2024, riassume il divieto in modo netto: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila sul rispetto del divieto, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Tre cose vanno dette con esattezza. La prima è che il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus: un bonus di benvenuto può esistere legittimamente, non può essere reclamizzato come si farebbe con qualsiasi altro prodotto. La seconda è che il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3). La terza è che l’applicazione pratica è ancora in movimento: l’AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità della notifica). Una proposta di modifica per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge.
La conseguenza per chi cerca un bookmaker è quasi paradossale: la pubblicità più visibile non è quella dell’operatore con la concessione italiana, perché quello non può farla. Chi arriva da un banner rischia di arrivare da un sito che in Italia non ha titolo per raccogliere quella giocata.
Il gioco illegale, i siti oscurati e il conto che paga il giocatore
Offrire giochi a chi è in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui rispettivi siti; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Sul funzionamento pratico: il blocco agisce a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore per l’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ogni volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».
Il pezzo che sorprende di più riguarda il giocatore, e va detto senza addolcirlo, perché l’ADM lo dice con queste parole. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM la riassume il 28 febbraio 2024, «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda non è noto, e non è nota l’esistenza di un procedimento contro un giocatore per questa fattispecie. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto che ne esce è questo. Una concessione ADM porta con sé il collegamento al RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro italiano per qualsiasi controversia. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come afferma l’ADM, espone il giocatore a una sanzione di rilievo penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona è semplicemente non protetta: nessuno strumento di autoesclusione funziona lì, nessun limite si applica, e il registro degli autoesclusi non sa nulla di te.
Pagamenti: ricariche, prelievi e quello che il conto non può fare
Vale la pena chiudere il quadro legale con il passaggio che in Italia genera più domande, e cioè come entra e come esce il denaro.
I punti vendita ricariche sono disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024. L’ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai e ricevitorie —, e quei punti accreditano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario oppure in contanti, per un massimo di 100 € a settimana complessivi. I punti di ricarica non possono pagare vincite né consentire prelievi del saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno al punto vendita.
Il limite settimanale in contanti è la parte da ricordare, perché è quello che frena una ricarica d’impulso ed è anche quello che, in certe situazioni, rende scomodo il conto per chi ricarica spesso in contanti.
Sul fronte degli strumenti, i confronti di settore mostrano negli operatori ADM carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso i tabaccai tramite SisalPay e Mooney. La lista di ciascun operatore è quella che si legge nelle sue condizioni, e cambia da un sito all’altro. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM non c’è una posizione definita, e non esiste una norma che elenchi i canali di pagamento approvati.
Un’ultima regola, che vale più di tutte le precedenti messe assieme per chi opera con un conto bancario: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, da adottare d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire che i prestatori di servizi di pagamento trattino denaro di gioco per conto di operatori privi di concessione. La data di entrata in vigore non è confermata.
I dieci concessionari, uno per uno
L’ordine che segue è quello della panoramica, e serve a leggere ogni profilo con i numeri che ha davanti. Nessuno di questi marchi è una raccomandazione: sono dieci siti su un elenco che ne conta cinquantadue, e la scelta finale dipende da cosa si cerca — copertura, strumenti, limiti, o semplicemente una quota che convince su una partita inglese.
Sisal — il catalogo più largo, anche fuori dal calcio
Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020. Il catalogo è la cifra di questa piattaforma: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Le tipologie comprendono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out. Sul lato virtuale si arriva a oltre 3.000 eventi al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e accanto alle scommesse sportive l’app affianca l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Sul bonus di benvenuto le condizioni sono chiare e vale la pena leggerle così come sono: per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. È un bonus che si sblocca con una ricarica, quindi non è un bonus senza deposito, e la formulazione delle condizioni non nasconde il passaggio.
La lettura critica è questa: 15.000 eventi live sono un numero che impressiona, ma è anche un numero che dice poco sulla Premier League. Il valore vero, per chi cerca il campionato inglese, è la combinazione tra streaming e mercati in tempo reale sulla singola partita; un catalogo enorme serve a chi gioca tanti sport diversi, e il suo costo si annida nei mercati di nicchia, dove il margine tende a salire. Per chi punta quasi solo sul calcio inglese e non guarda gli altri sport, l’ampiezza è un di più che non si monetizza.
bet365 — la copertura internazionale e la scadenza dei trenta giorni
Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030. L’offerta sportiva copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live, e il brand si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. Sul fronte della tutela elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il dato che pesa più di tutti, per chi apre un conto, non è sportivo ed è il più facile da dimenticare: il conto aperto senza SPID va validato entro trenta giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Una sospensione non impedisce di giocare con il saldo già presente in certi casi, ma blocca l’uscita del denaro, che è la parte che conta.
Il respiro internazionale è reale e si vede nell’elenco degli sport, dalla boxe alle freccette: chi cerca mercati che i bookmaker italiani coprono di rado trova qui il posto giusto. Chi invece vuole solo tre quote sull’1X2 di una partita di Premier League non ottiene nulla in più da quel respiro, e farebbe bene a confrontare i prezzi sui tre esiti dello stesso mercato prima di scegliere la piattaforma.
Planetwin365 — il calcio europeo come asse portante
Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Il profilo che ne esce è quello di un operatore con il calcio come cuore dell’offerta, e per chi segue i campionati europei è la configurazione più utile: la Premier League non è un’appendice dell’elenco, è una delle voci principali. Il numero che dice di più è però un altro: più di 20 tipologie di sport significa che la piattaforma non si è specializzata in una nicchia. Chi gioca in modo trasversale, un sabato di Premier League e la domenica di Serie A, trova tutto nello stesso posto.
La domanda che resta aperta è quella che riguarda ogni operatore con un catalogo largo: quanti mercati ci sono su una singola partita, non quante partite ci sono in elenco. La risposta sta nelle condizioni e nella schermata del singolo evento, e non in nessuna tabella riassuntiva.
Betfair — il solo exchange della lista
Betfair Italia S.r.l., concessione ADM n. 16028. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo dedicata a combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il vero motivo per cui questa piattaforma sta in una categoria a parte è di natura giuridica, non commerciale. Il betting exchange è un gioco previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può essere chi punta o chi banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è riportata stabilire regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 indica che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima a portare l’exchange in Italia, con la concessione 16028.
Sul mercato dell’exchange la meccanica cambia il costo in modo sostanziale, e questo è il punto da capire bene: non c’è un margine incorporato nella quota come nel mercato a quota fissa, ma c’è la commissione sulle vincite nette, che nelle condizioni di settore si aggira intorno al 2 % con variazioni legate al volume. La conseguenza è che l’exchange è conveniente sui mercati con liquidità, e poco interessante su quelli dove il denaro scarseggia. Per la Premier League, che è un mercato con volumi alti, è il terreno migliore che questo strumento possa trovare; per una partita di nicchia, non c’è partita.
William Hill — la freebet legata alla multipla
William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044, sito proprio William Hill. Il programma Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Vale la pena smontare quel meccanismo, perché è un esempio perfetto di come una promozione apparentemente generosa chieda qualcosa di preciso. La freebet da 5 € si ottiene giocando 20 € su una multipla con requisiti precisi: almeno cinque eventi e quota totale minima 10.0. Cinque eventi significano cinque volte il margine dell’operatore applicato in serie, moltiplicato per ogni gamba; la quota totale di 10.0 dice che il mercato considera quella combinazione improbabile per costruzione. Il premio massimo è di 100 €, quindi il tetto esiste, ed è un tetto che si raggiunge in venti settimane di giocate da 20 €: 400 € di puntate per 100 € di freebet complessive.
La lettura è conseguenziale e non moralistica. Questa promozione non è fatta per chi gioca una singola a settimana: è fatta per chi gioca un sistema di multiple con regolarità, e per quel profilo il valore c’è. Per chiunque altro, è una spinta a costruire multiple che non avrebbe costruito, e le multiple sono la tipologia in cui il margine è più alto.
Lottomatica — la diretta come prodotto
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16010. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La Premier League è presente in modo esplicito nell’elenco, e la combinazione tra streaming e aggiornamento in tempo reale dei mercati è il vero prodotto su questa piattaforma. Chi scommette live sa che la differenza tra un bookmaker e l’altro non sta nella quota di apertura, ma in quanto rapidamente il mercato si aggiorna e in quanto si riesce a vedere quello che si sta giocando. Su questo terreno il calcio inglese è il banco di prova migliore, perché i volumi sono alti e i prezzi si muovono.
Un punto di trasparenza societaria che vale per qualsiasi lettore attento: il marchio Lottomatica non è il nome del concessionario. La concessione è intestata a GBO Italy, e questo è esattamente il caso in cui il codice di concessione, non il nome, è la cosa da confrontare sull’elenco ADM.
StarCasinò — il casinò con il bookmaker dentro
Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome dice la verità sulla gerarchia del prodotto, e questa è l’informazione utile. StarCasinò è un operatore con una concessione ADM valida e un’offerta sportiva funzionante, ma l’impianto della piattaforma è quello di un casinò, con le slot e il Live Casinò come cuore della proposta. La struttura societaria conferma la logica: la concessione è di Azzurri Limited, e lo stesso soggetto sta dietro a Betsson.it, che è un altro marchio con lo stesso tipo di impostazione.
Per chi cerca un bookmaker per la Premier League questo non è uno svantaggio di per sé, ed è una questione di pulizia del percorso. Se il calcio inglese è l’unica cosa che interessa, un’interfaccia costruita attorno al gioco da casinò aggiunge passaggi che non servono; se invece si alternano scommesse sportive e giochi da tavolo nello stesso conto, è una configurazione legittima e ben tenuta. La cosa da evitare è considerare la sezione sportiva come il centro di questa piattaforma, perché non lo è.
Eurobet — il palinsesto che esce dallo sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012. Il palinsesto va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva fino agli eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Nessun altro operatore della lista spinge l’elenco così lontano dallo sport, e la cosa ha un significato preciso sul piano della legalità oltre che del prodotto: tutto ciò che sta in quel palinsesto deve essere approvato dall’ADM evento per evento, e le elezioni o un reality show non sono eventi sportivi. È la dimostrazione più chiara di quanto il palinsesto sia una decisione regolatoria e non solo commerciale.
Per la Premier League la conseguenza è indiretta ma reale. Un operatore che investe in un palinsesto così largo distribuisce attenzione e margini su molti fronti, e la specializzazione sul singolo campionato non è la sua strategia. Chi punta sul calcio inglese e su nulla altro trova qui un’offerta completa e corretta, senza quel di più che premia chi segue un solo torneo con assiduità.
BetFlag — il bonus più alto della lista, e l’identità digitale
Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Sul fronte dell’apertura del conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il tetto di 5.000 € è il numero più alto che si incontra in questa lista, e va letto con attenzione perché è un tetto, non una promessa. «100 % del primo deposito, fino a 5.000 €» significa che per ottenere l’accredito massimo bisogna depositare 5.000 € in una volta, e che l’accredito è sul saldo — quindi sono soldi destinati al gioco, non un prelievo immediato. Su una cifra di quella dimensione il requisito di puntata smette di essere una formalità e diventa la variabile dominante: è il documento da leggere per intero prima di versare.
Il capitolo SPID vale invece in positivo. Chi ha SPID o CIE non affronta il problema della validazione del conto entro trenta giorni, e apre e identifica in un passaggio solo. È il tipo di dettaglio che non compare in nessuna pubblicità e che fa risparmiare un pomeriggio.
AdmiralBet — i tetti impostati prima di giocare
Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048. La registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e la meccanica è quella che abbiamo visto all’inizio: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Nove campi da compilare prima della prima giocata sono un ostacolo, e vale la pena riconoscerlo invece di dipingerlo come una virtù. Ma la geografia di quei campi dice una cosa precisa: il tempo di gioco è trattato come un parametro alla pari del denaro, e questa è una scelta che pochi operatori fanno in modo così esplicito. Per un giocatore che ha il problema opposto — quello di accorgersi di aver passato quattro ore sul telefono senza ricordare cosa è successo — è il tipo di configurazione che ha un effetto misurabile, molto più di un messaggio di avviso.
Rispetto agli altri nove profili, la differenza non sta nella ricchezza del palinsesto né nella generosità delle promozioni. Sta nel fatto che i vincoli sono posti prima, e che l’attrito è tutto in avanti: chi si stanca di un tetto basso deve aspettare una settimana, e in una settimana la maggior parte delle decisioni prese a caldo si raffredda. È l’operatore meno indulgente della lista, e questo è il suo tratto, non un difetto da correggere.
Domande frequenti sulle scommesse in Premier League
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su quelli inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM: il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e autorizzato dall’Agenzia, che aggiunge gli eventi uno per uno. Fuori da quel programma la scommessa non può essere raccolta, anche se l’evento esiste e il bookmaker lo conosce.
Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?
Si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e si confronta il numero di concessione che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni con il sito corrispondente. È il codice a fare fede, non il marchio: la concessione è legata a un singolo sito .it e il nome del concessionario spesso è un altro.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, mentre il guadagno netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su una singola da 20 € a quota 2,10 il ritorno è 42 €, con 22 € di profitto. In una multipla le quote si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene il bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un 1X2 di esempio con 2,10, 3,40 e 3,60 la somma sta intorno a 1,048, quindi la quota di payout è circa il 95,4 % e il margine intorno al 4,6 %. Il valore cambia con l’evento e con il mercato.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: l’imposta unica la versa il concessionario, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. La stampa di settore riporta questa lettura; per il proprio caso specifico conviene sentire un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Un limite settimanale o mensile si sceglie già in registrazione, e alcuni operatori chiedono anche un tetto di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera. Ridurre un limite ha effetto immediato, aumentarlo richiede un’attesa di sette giorni, e l’iscrizione al RUA riguarda tutte le piattaforme autorizzate in Italia.
Competizioni – scommessesuigol
Contenuto creato dal team «scommessesuigol»
