Scommesse sul ping pong, il tavolo è quello di sempre

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Un tavolo da 2,74 metri per 1,525, una pallina da 40 mm che pesa 2,7 grammi, e sopra quel tavolo un mercato che quasi nessun bookmaker italiano pubblicizza. Chi cerca scommesse sul ping pong arriva di solito da un altro sport: ha visto un torneo, si è accorto che le quote esistono, e vuole capire se conviene. La risposta breve è che conviene sapere due cose prima di giocare — come si costruisce il prezzo su un mercato a due esiti e chi ha il diritto di offrirlo in Italia. Tutto il resto discende da lì.

Una partita di tennistavolo è vinta dal primo giocatore che raggiunge 11 punti.

Verificato il Ottobre 30, 2026 contro il registro ufficiale ADM.

Giocare responsabilmente: cosa scatta, e quando

Cominciamo dal punto che su altri siti arriva in fondo, in corpo piccolo, dentro un riquadro grigio. Qui viene prima, perché è la parte che produce conseguenze reali e immediate: un limite impostato male non costa qualche euro di quota, costa il conto o il divertimento. L’angolo di questa pagina è esattamente questo — cosa segue da un’informazione, e quando si vede.

Un conto di gioco italiano è pieno di strumenti prima ancora che il giocatore ci pensi. All’apertura bisogna dichiarare un tetto di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Non è un consiglio: è un campo da compilare. E la direzione in cui si muove quel campo ha un’attesa incorporata che vale la pena vedere bene, perché è la prima regola asimmetrica che un lettore incontra. Un limite abbassato ha effetto immediato. Uno rialzato aspetta sette giorni. Non tre, non ventiquattro ore: sette. Chi scommette la domenica sera e si accorge lunedì di avere sbagliato cifra non recupera il margine per il turno successivo, e questo è il disegno, non un bug.

La richiesta di autoesclusione viaggia su un binario diverso. Non è un’impostazione di comodo del singolo operatore, perché finisce nel Registro Unico degli Autoesclusi, il RUA, attivo dal 2018: chi ci entra viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, non solo su quella dove ha firmato. È il dettaglio che il giocatore sottovaluta più spesso — l’autoesclusione è la sola leva del sistema che non si aggira aprendo un secondo conto presso un altro concessionario. Fuori dal perimetro delle concessioni, invece, quella protezione semplicemente non esiste, perché un sito non autorizzato non è collegato al RUA. Ne parliamo meglio dove tocchiamo il tema delle concessioni: qui basta fissare che la tutela è legata al permesso, non al giocatore.

Le finestre temporali di esclusione sono cambiate di recente e la data conta. Le condizioni contrattuali di un operatore come Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi ha letto una pagina di aiuto vecchia ha in testa una griglia che non è più quella in vigore, e la differenza è sostanziale: sette giorni sono una pausa, duecentosettanta sono quasi un anno.

A monte di tutto questo sta un principio che il legislatore ha scritto per primo nell’elenco, prima ancora di parlare di soldi. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori di età tra i principi del riordino, le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Per aprire il conto serve un’identificazione piena — documento, oppure SPID e CIE dove l’operatore li mette a disposizione, come fa BetFlag accanto alla registrazione classica — e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Trenta giorni sembrano tanti finché non si prova a prelevare il trentunesimo.

panorama

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul tema della chiave
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Registrazione anche con SPID e CIE; gioco vietato ai minori di 18 anni
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, autoesclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
Betsson n. 16027, Azzurri Limited —
SNAI n. 16032, Snaitech Spa —
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc —
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. —
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited —

Nessuna concessione è un dato anagrafico. Nessuna tutela lo è. Le due colonne della tabella convivono perché il registro di ADM dice chi ha il permesso, non come quel permesso viene usato: le condizioni contrattuali di ciascun operatore sono l’unico posto dove si legge cosa succede davvero al proprio conto, e sono anche l’unico posto dove si legge quale sia il numero di concessione e la società che lo detiene. Vale la pena controllare che i due pezzi combacino, perché un conto aperto sul sito sbagliato non è coperto da niente.

La parte più silenziosa del sistema non riguarda il singolo giocatore ma chi lo circonda. L’art. 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti — con un tetto di 1.000.000 € l’anno — in campagne informative o comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Nella stessa norma, la lett. f) del comma 1 pretende un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Un numero che risponde, in sostanza, obbligatorio per legge: quando un operatore lo pubblica non sta facendo del bene, sta eseguendo.

C’è poi una regola che vale la pena tenere a mente perché spiega molto della comunicazione di questo mercato. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018 n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore e vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. ADM lo cita così il 28 February 2024. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: le due cose vengono spesso confuse, e la confusione è comoda a chi vende. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, e il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica della norma. Nel 2026 è stata proposta, senza esito certo, una modifica alla legge di bilancio per liberalizzare la pubblicità indiretta, tipo le sponsorizzazioni. Fino a che quella norma resta in vigore, il silenzio commerciale attorno al tennistavolo non è un caso: è una conseguenza diretta.

Costruirsi un metodo: cosa guardare prima di premere

Le richieste che ruotano attorno ai consigli sul ping pong partono quasi sempre da un’idea sbagliata, e conviene scioglierla subito: non esiste un sistema che trasformi questo sport in una rendita. Esistono, però, cose osservabili che un bookmaker non può nascondere, e su quelle si costruisce un metodo decente.

La prima è la struttura della partita. Un incontro di tennistavolo è vinto dal primo giocatore che raggiunge 11 punti; se entrambi arrivano a 10, vince il primo che ottiene 2 punti di vantaggio. Un incontro si gioca al meglio di un numero dispari di partite, e gli incontri di gara sono in genere al meglio di cinque o sette. Chi si avvicina a questo sport venendo dal calcio tende a ragionare in termini di pareggio, e il pareggio qui non esiste — a 10-10 il regolamento non regala niente a nessuno, prolunga. Ogni mercato a tre esiti che si vede su un incontro di ping pong è, per come è fatto il gioco, un mercato travestito. Non è un dettaglio da regolamento: è la ragione per cui il prezzo su questo sport è quasi sempre binario, e per cui una quota «X» che compare in un palinsesto va letta con sospetto.

Poi c’è il servizio, che è la parte del gioco che il pubblico occasionale non vede. Nel tennistavolo il servizio si alterna ogni due punti, e quando entrambi i giocatori arrivano a 10 ciascuno serve un punto a turno. Chi ha giocato a tennis pensa a un game intero di battuta; qui la battuta dura due punti e cambia mani continuamente. Aggiungiamo il cambio di regola del 2001, quando il punteggio è passato da 21 a 11: le partite sono diventate più brevi, i set più numerosi, e ogni singolo punto ha acquistato peso. In un set agli 11 un paio di punti regalati in apertura pesa più di quanto pesasse in un set ai 21. Questa è la ragione tecnica per cui le scommesse live sul ping pong hanno un ritmo che il calcio non conosce: il punteggio cambia, e cambia l’equilibrio, ogni pochi secondi.

La terza cosa da guardare non è nello sport ma nel listino: quali mercati l’operatore mette davvero a disposizione e a quali condizioni. Il confronto tra un palinsesto enorme e uno scarno non si fa a occhio, e neanche fidandosi della pubblicità — vietata, come visto. Si fa leggendo. E qui l’osservazione che vale più di tutte è che lo sport in sé conta meno del prezzario che ci sta sopra.

Il margine, spiegato su un mercato a due esiti

Il termine «margine del bookmaker» ricorre in ogni confronto tra operatori e non viene quasi mai definito. La definizione è arida e utile: su un mercato, il payout è 1 diviso la somma di 1/quota per tutti gli esiti, e il margine è 100 % meno il payout. Tradotto su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90, che è un esempio illustrativo e non un prezzo quotato da nessuno: 1/1,90 fa 0,5263, due volte fa 1,0526, quindi il payout è 1 diviso 1,0526, cioè circa 95 %. Il margine è il resto, circa 5 %. Detta così sembra poca cosa. Non lo è.

Il numero vero da tenere in testa è l’intervallo, non il valore esatto, perché la forbice si allarga e si stringe a seconda del mercato e dell’esito. Su un mercato principale di uno sport molto seguito il margine di un operatore italiano può stare nella fascia bassa a una cifra, mentre su un esito secondario dello stesso evento — e sul ping pong quasi tutto è, per definizione, esito secondario — si sale senza difficoltà verso le due cifre. Il punto non è quale bookmaker sia più caro in assoluto, ma che lo stesso bookmaker può applicare due livelli diversi allo stesso incontro. Chi punta sul calcio di Serie A e chi punta su un torneo di tennistavolo scommettono contro prezzi diversi pur usando lo stesso conto.

Da qui segue la sola conclusione che il calcolo autorizza: il margine risponde a quanto il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su quel mercato. Non dice se un pronostico è buono, non dice se una quota è generosa, non promette niente. È una misura del prezzo, non della probabilità. Ma è l’unica che si può calcolare senza sapere chi vince, ed è per questo che merita più attenzione dei pronostici.

La parte scomoda arriva quando si applica quella misura al lungo periodo. Un margine attorno al 5 % su un mercato a due esiti è una tassa implicita su ogni giro di puntate, e non si paga una volta: si paga ogni volta. Chi rigioca più volte al giorno su un mercato con margine doppio paga quella tassa al doppio della velocità, senza accorgersene, perché non compare mai su nessuna schermata. Le quote non dicono quanto costa scommettere. Il calcolo sì, e si fa in due minuti.

Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 il payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 %, assumendo che sia quello il prezzo offerto. Su un mercato più sottile la forbice si allarga, e il costo effettivo per chi punta cresce in proporzione.

Sport e tornei: dove il ping pong compare davvero

La domanda su quale sia il miglior sito per il ping pong ha una risposta che nessun confronto tra brand può dare, e vale la pena dirlo chiaro: dipende dal palinsesto, non dal marchio. Il palinsesto è, per definizione di legge, il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può accettare una puntata solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Un torneo di tennistavolo, quindi, non entra in un listino perché è popolare: entra perché qualcuno lo ha autorizzato.

Questo cambia il modo in cui si cerca. Non ha senso domandarsi se il ping pong sia «coperto» da un operatore in generale: ha senso guardare il suo palinsesto nel momento in cui si vuole puntare, perché l’offerta si sposta con le autorizzazioni. Nessuno degli operatori elencati pubblica in modo stabile un numero di eventi di tennistavolo, e chi cerca software per scommettere sul ping pong cerca in realtà una cosa che non esiste come prodotto: l’unico software in gioco è quello dell’operatore.

Dove il tennistavolo si vede, invece, è dentro i grandi contenitori. Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, con offerta di streaming gratuito e scommesse live. NetWin mette a listino centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti. Sono numeri enormi che non dicono nulla sul tennistavolo, e proprio per questo vanno letti con attenzione: la profondità di un palinsesto sugli sport di nicchia non si misura sul totale degli eventi.

Sul piano internazionale la disciplina del gioco è quella che è: la International Table Tennis Federation è stata fondata nel 1926, e il tennistavolo è sport olimpico dal 1988. La dimensione del tavolo, 2,74 m per 1,525, alta 76 cm, con la rete a 15,25 cm, è standard ovunque, quindi un incontro che si gioca a Roma e uno che si gioca a Singapore si assomigliano come regolamento. Quello che non si assomiglia è l’infrastruttura di scommessa attorno: in Italia la puntata passa da un concessionario autorizzato, e fuori da quel perimetro il quadro cambia completamente.

Vale anche la pena ricordare che il ping pong online e quello che si vede in televisione non sono la stessa cosa, per la legge. Gli «eventi simulati» — sport generati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — hanno una definizione propria (art. 2, lett. v, D.Lgs. 41/2024) e sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Un torneo reale di tennistavolo e un torneo virtuale finiscono quindi in due caselle diverse dello stesso listino, e le quote si comportano in modo diverso: nel primo caso il prezzo riflette una partita che sta accadendo, nel secondo un algoritmo. Se non si distingue l’una dall’altra, si sta scommettendo su cose diverse credendo di scommettere sulla stessa.

Scommesse live: cosa cambia quando il punto scorre

Il live è la modalità che questo sport si porta dietro naturalmente, e non per merito dei bookmaker. Ogni grande operatore offre il «Live»; le regole di ADM sui mercati in gioco, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e nessun elenco di mercati live esiste. Quello che si può osservare è che il tennistavolo è uno sport a punteggio continuo, quindi il prezzo si muove in fretta e in modo visibile.

Qui però c’è una cosa che i confronti tra operatori non dicono mai: il ritardo di trasmissione. Chi guarda uno streaming e chi guarda il punteggio nudo non vedono lo stesso presente, e la distanza tra i due non è la stessa su tutte le piattaforme. È un dettaglio scomodo perché non è documentato da nessuna parte in modo ordinato, ma è il tipo di dettaglio che decide l’esito di una puntata live molto più della qualità del pronostico. Un dato che si può verificare da soli: mettere una partita su due dispositivi con feed diversi e guardare se il punteggio cambia nello stesso istante. Costa due minuti e dice più di dieci recensioni.

Il canale Telegram meriterebbe un discorso a parte, e il discorso è breve: le scommesse sul ping pong che circolano nei gruppi di messaggistica non hanno alcun rapporto con il palinsesto autorizzato. Sono, nella migliore delle ipotesi, opinioni di uno sconosciuto; nella peggiore, un modo per portare traffico verso siti senza concessione, che in Italia non possono operare legalmente. Non è una questione di qualità del pronostico, è una questione di dove va a finire il denaro.

Criteri e classifica: dieci concessionari a confronto

Prima di guardare i dieci profili, vale la pena dire come sono stati ordinati, perché nessuna classifica degli operatori ha senso senza la chiave con cui è costruita. Due cose contano più di tutte le altre su questa pagina: che il brand sia nella lista ADM, e che le sue condizioni siano leggibili. Tutto il resto — la dimensione del palinsesto, le funzioni, le promozioni — viene dopo, perché viene dopo anche nella pratica. Un operatore fantastico senza concessione non è un operatore per un giocatore italiano.

E qui la precisazione che quasi tutti i confronti saltano: la concessione è per sito, non per società. Una stessa azienda può detenere più concessioni e gestire più siti — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. Non è una curiosità da nota a piè di pagina: significa che verificare il nome della società non basta, perché la società è spesso la stessa per più marchi.

C’è anche un limite di lettura che riguarda il registro stesso. Quel documento non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto sulle scommesse sportive, sul poker e sui giochi di abilità, sui giochi di tipo casinò, sul betting exchange e sul bingo. Un nome nell’elenco, da solo, non dimostra che quell’operatore offra scommesse sportive: lo dimostra il suo sito, e la sua app. La lista non è comunque esaustiva del mercato: esistono altri concessionari, e un marchio che non compare tra i dieci sotto non è per questo privo di licenza. Nessuno dei dieci ha un’esclusiva di categoria: dire che un operatore è l’unico a fare qualcosa sarebbe falso, e non lo diciamo.

Un’ultima cosa sui numeri che seguono. Sono quelli che gli operatori stessi dichiarano nelle condizioni contrattuali e nelle schede delle proprie app, e la verifica va rifatta quando si apre il conto, perché le condizioni cambiano. E soprattutto: le cifre di ciascun operatore valgono per quell’operatore. Un minimo di puntata, un tetto di vincita, un requisito di giocate sono specifici del marchio che li scrive e non si trasferiscono al vicino di classifica.

BetFlag — la registrazione più rapida, se si ha SPID

Il profilo di BetFlag si apre con una cosa che non è sportiva ma pratica: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica. Sembra un dato amministrativo. È invece il primo punto in cui questo operatore si distingue, perché la validazione del conto è la fase in cui si abbandona un’iscrizione su tre, e una via d’accesso che salta il caricamento del documento elimina il passaggio più lento. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, come ovunque.

Sul lato sportivo il profilo si regge su un bonus di benvenuto pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un bonus in denaro, non un freebet: la differenza non è lessicale, perché un importo accreditato su saldo si comporta diversamente da una puntata gratuita il cui stake di solito non torna indietro con la vincita. Il tetto a 5.000 € colloca l’offerta nella fascia alta del mercato italiano, e chi deposita cifre piccole lo prende a percentuale, non a cifra fissa.

Il numero che conta, però, non è il 100 %: è quello che non c’è in questa riga, cioè quanto quel saldo vada rigiocato e a quali quote. Quel requisito sta nelle condizioni dell’operatore e va letto prima di versare, non dopo. Un bonus che raddoppia un deposito è un prestito sulle proprie abitudini di gioco finché il rigioco non è finito, e il prestito si estingue solo puntando.

La concessione è la n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. Il rilievo che resta è di prospettiva: un’offerta alta e un accesso facile sono due cose che tirano nella stessa direzione, e chi apre il conto solo per il saldo iniziale si troverà a fronteggiare una richiesta di giocate tanto più impegnativa quanto più è grande la cifra accreditata.

Eurobet — il palinsesto che nessuno si aspetta

Eurobet è il caso che smentisce l’idea che il ping pong sia uno sport di nicchia trascurato. La sua app descrive un palinsesto che va da calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e da lì a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Gli scacchi e le elezioni nella stessa pagina dei motori dicono qualcosa di preciso: questa piattaforma ha una propensione strutturale a quotare ciò che altri non quotano.

Per chi cerca tennistavolo questo atteggiamento è più rilevante di qualunque numero di eventi, perché gli sport minori entrano nei listini per logica di catalogo, non per domanda. Un operatore che quota gli scacchi ha un reparto disposto a fare il lavoro necessario. Non è una garanzia sul ping pong: è la ragione per cui vale la pena controllare il suo palinsesto per primo tra i dieci.

La concessione è la n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che gestisce Bwin e Giocodigitale — un primo esempio di quanto detto sui criteri: la società non identifica il marchio, e il marchio non identifica la società. Le condizioni contrattuali restano il posto dove leggere le regole del proprio conto, perché è quello specifico sito a essere coperto dalla concessione, non il gruppo.

Il giudizio è di metodo più che di prezzo: se la ricerca del ping pong comincia da qui, le probabilità di trovarlo sono migliori che altrove. Se non c’è, però, non si trova altrove la stessa varietà di sport strano, e questo è il trade-off.

NetWin — virtuali ogni due minuti

NetWin costruisce la propria offerta attorno alla velocità. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e live score. Il tennistavolo non compare in quell’elenco, e non compare perché quell’elenco è quello che l’operatore descrive: una lista di sport reali e una sezione virtuale separata.

I due minuti sono il dato che definisce l’operatore. Nel tempo in cui una partita di ping pong arriva al set decisivo, qui sono iniziati cinque eventi. È una densità di gioco che funziona per chi vuole azione continua e male per chi vuole costruire un ragionamento su un singolo incontro — con i virtuali, del resto, non c’è nulla da osservare, perché non c’è una partita reale dietro. La concessione è la n. 16035, di Netwin Italia S.p.a.

Il rischio di questa architettura è di ritmo: il gioco veloce invita a puntare più spesso, e più spesso significa che il margine del mercato viene incassato più volte sulle stesse tasche. Non è un’accusa all’operatore, è aritmetica. Chi sceglie NetWin per la cadenza dei virtuali dovrebbe impostare i propri limiti tenendo presente che la frequenza è la variabile che pesa di più sul conto a fine mese.

Sisal — volume, streaming e una funzione che chiude in anticipo

Sisal porta i numeri più grossi della lista: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il virtuale conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

Il dettaglio che conta per chi legge il ping pong in ottica live è il Cash Out, che Sisal mette a disposizione per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Su uno sport a punteggio così mobile la chiusura anticipata è uno strumento con una logica precisa: incassa prima della fine, e il prezzo che si paga è quello del bookmaker, che non regala nulla. È una funzione utile e non gratuita, e va valutata sapendo che il margine si applica anche all’uscita, non solo all’ingresso.

Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La concessione è la n. 16020, di Sisal Italia S.p.a.

Il verdetto su Sisal è che la funzione di chiusura anticipata è l’unica cosa che questa piattaforma offre e che il tennistavolo non trova altrove nella lista. Il resto è scala, e la scala non serve a chi cerca un torneo specifico.

bet365 — il partner della Setka Cup

bet365 ha un aggancio preciso a questa pagina e conviene dirlo subito: quando nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, il torneo di tennistavolo, bet365 è stata indicata dalla stampa di settore come primo partner. Se il ping pong è entrato nel palinsesto italiano, questo è il punto in cui è successo.

Il resto del profilo è quello di un operatore che punta sull’immagine internazionale: si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il tennistavolo non è in quell’elenco, e non c’è motivo di aspettarsi che ci sia: la lista descrive i campionati attorno a cui l’operatore costruisce il proprio racconto.

Sul gioco responsabile la sua scheda elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Sono gli strumenti previsti dalla legge, presentati con il numero giusto. La concessione è la n. 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc.

Qui il punto è delicato e vale la pena dirlo senza giri: chi arriva su questa pagina cercando ping pong trova in bet365 il collegamento più diretto al torneo autorizzato, ma nessuna prova che il tennistavolo occupi un posto stabile nel listino. La copertura va verificata nel palinsesto, non dedotta dal nome.

Betsson — una sportsbook dentro una casa da casinò

Betsson presenta la propria app come Sportsbook & Casinò e offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il tennistavolo non rientra in quell’inventario, e l’ordine delle parole nella descrizione dell’app è già una risposta: lo sport c’è, ma la casa è da casinò.

Per chi cerca solo scommesse questa struttura è un vantaggio o uno svantaggio a seconda di come la si usa. Un conto che contiene slot e casinò live accanto alla sportsbook è comodo e pericoloso nella stessa misura, perché la tentazione di girarsi verso giochi con margini ben peggiori di quelli di un mercato a due esiti è a un tocco di distanza. È una considerazione che vale per ogni operatore con doppia anima in questa lista, non solo per Betsson; qui è semplicemente più esplicita.

La concessione è la n. 16027, di Azzurri Limited, la stessa società dietro StarCasinò. Due marchi, una concessione ciascuno, una società sola: il caso da manuale di quello che il registro non dice. Il rilievo finale è che Betsson offre una sportsbook completa su un catalogo di mercati ampio, e che il tennistavolo va cercato altrove finché non compare in modo stabile.

SNAI — la schedina costruita pezzo per pezzo

SNAI propone scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. È il profilo più «classico» della lista, quello di un operatore che ha costruito la propria reputazione sulla composizione della giocata.

La funzione My Combo merita una nota tecnica perché ha un effetto concreto sul prezzo: permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Le quote delle singole voci si moltiplicano in un solo prezzo, e il risultato è che il margine di ogni mercato entra composto nella quota finale. Più gambe si aggiungono, più volte si paga il costo del bookmaker, anche se il prezzo complessivo sembra un numero unico. Vale la pena ricordarlo perché è la meccanica che sta dietro alla popolarità delle combo.

Oltre alle scommesse SNAI propone più di 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, con scommesse live e streaming gratuito. La concessione è la n. 16032, di Snaitech Spa. Quello che questo operatore dà meglio degli altri è la costruzione manuale della giocata; quello che dà peggio è un motivo per puntare sul ping pong in modo specifico.

William Hill — la freebet che premia la multipla

William Hill entra in questa lista per una promozione che ha un profilo molto preciso. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Tre condizioni, e ognuna taglia una fetta di pubblico diverso.

La multipla da almeno 5 eventi con quota totale minima 10.0 è il filtro che conta: cinque gambe portano dentro cinque margini composti, e una quota complessiva di 10.0 è un obiettivo che si raggiunge più facilmente con voci ad alta quota, cioè con esiti che l’operatore prezza in modo più prudente. La freebet da 5 € è il premio, e come ogni freebet il suo stake di solito non viene restituito insieme alla vincita: vale 5 € meno il margine del mercato su cui la si gioca, non 5 € in contanti. Il tetto a 100 € sulla stagione è un dato di scala utile: chi partecipa per venti settimane prende al massimo un quinto di quanto il nome del club suggerirebbe.

La concessione è la n. 16044, di William Hill Malta Plc. Il giudizio: questa è una promozione da giocatore abituale di multiple, e chi punta singole o segue il tennistavolo non ne ricava nulla. Il costo reale non è il deposito, è il tempo passato a costruire biglietti da cinque voci.

Planetwin365 — il calcio, visto larghissimo

Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È il ritratto di un operatore con l’occhio puntato sul pallone.

Le più di 20 tipologie di sport sono la parte interessante per chi cerca ping pong: vanno lette come un’apertura di catalogo, non come una promessa. Un listino che dichiara venti sport ha gli strumenti per quotare anche il tennistavolo quando il palinsesto lo autorizza, e non ha nessun obbligo di farlo sempre. La verifica, ancora una volta, si fa guardando il palinsesto del momento, perché è quello il dato che cambia.

La concessione è la n. 16007, di Pwo S.p.a. Il rilievo: la profondità sul calcio è il punto di forza, e per lo sport di nicchia significa una lista lunga di sport con un presidio profondo solo sui primi nomi. Chi vuole calcio italiano è nel posto giusto; chi vuole tennistavolo ha il ventesimo sport di una lista, non il primo.

StarCasinò — una sportsbook accanto alle slot

StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La descrizione dice esattamente quello che offre, e l’ordine è quello giusto: il casinò è il centro, lo sport è quello che sta accanto.

Un lettore che cerca tennistavolo qui non trova niente di mirato, e non serve girarci intorno: la licenza è la n. 16026, di Azzurri Limited, la stessa società di Betsson. Due marchi molto diversi, un’unica concessione ciascuno e un unico gruppo alle spalle. Per chi legge il registro ADM cercando di capire chi sta dietro un sito, questo è il secondo esempio della stessa lezione.

Il fatto che StarCasinò compaia in questo elenco non è un errore: è la dimostrazione che l’elenco è la lista degli autorizzati, non una classifica di adatti al ping pong. E lì sta il punto di prospettiva più onesto che si possa fare su un profilo come questo: la sportsbook è completa rispetto ai grandi eventi, e il gioco che si vuole cercare è un altro rispetto a quello per cui la piattaforma è costruita.

Fondamenti: come si legge una quota e cosa ci sta dentro

Adesso il pezzo che serve a chi arriva qui senza avere mai letto una quota sportiva. Il meccanismo è elementare e i bookmaker hanno interesse a lasciarlo elementare, perché un giocatore che capisce il prezzo è un giocatore più difficile da convincere.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Nel tennistavolo il servizio si alterna ogni due punti, e quando entrambi i giocatori arrivano a 10 ciascuno serve un punto a turno.

Una quota decimale dice una cosa sola: quanto torna per ogni unità puntata, vincita compresa. La formula del ritorno è puntata × quota; il profitto netto è puntata × (quota − 1). Puntare 10 € a 1,90 e vincere fa tornare 19 €, dei quali 9 € sono profitto. Fine. Non c’è nient’altro dentro quella moltiplicazione, e ogni discorso sul «valore» di una quota parte da qui.

La quota, però, non è una previsione: è un prezzo costruito. Un bookmaker che offre 1,90 su entrambi gli esiti di un mercato a due vie non sta dicendo che i due esiti hanno la stessa probabilità; sta dicendo che vuole incassare il proprio margine qualunque cosa accada. Il calcolo l’abbiamo fatto, e il payout risultante è circa il 95 %, con un margine attorno al 5 %. Quella è la parte che l’operatore trattiene su ogni unità puntata su quel mercato — e va letta come una stima, perché il valore preciso cambia con il mercato e con l’operatore.

La combinazione, e perché le quote si moltiplicano

Una multipla somma il rischio e compone il costo. Quando più gambe finiscono in un biglietto solo, le rispettive quote si moltiplicano in un prezzo unico: tre voci a 1,90 diventano 6,859, e la puntata di 10 € arriverebbe a poco meno di 69 €. Il numero grande è la ragione per cui le multiple piacciono, e la ragione per cui sono costose.

Ogni gamba che entra porta con sé il margine del proprio mercato, e i margini si compongono come le quote. Un biglietto a cinque gambe, come quelli richiesti dalla promozione di William Hill, non è cinque volte più rischioso e basta: è anche un veicolo su cui il costo implicito del prezzo viene applicato cinque volte. Questo non rende le multiple una truffa — sono un prodotto legittimo, e chi le gioca lo fa per il rendimento atteso in caso di vincita — ma spiega perché il prezzo complessivo sembra sempre più generoso della somma delle parti.

La stessa logica vale per il Cash Out incontrato su SNAI e Sisal. Chiudere in anticipo una giocata significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine esattamente come l’ingresso. L’uscita non è una via per aggirare il costo: è una seconda applicazione dello stesso.

Il punto pratico per chi punta ping pong è che la quota su un esito di tennistavolo è un prezzo costruito su un mercato sottile, quindi la forbice tende a essere più larga di quella di un mercato principale di calcio. La verifica non richiede strumenti: si prende una quota, si fa 1/quota, si somma per tutti gli esiti del mercato e si guarda quanto il risultato supera 1. La differenza è quello che l’operatore si tiene.

Il tetto che non esiste, e quello che invece c’è

Molti giocatori cercano un tetto di puntata nelle scommesse sportive. Un tetto statutario in euro non c’è, e conviene dirlo chiaro perché su questo circolano molte idee sbagliate. Gli strumenti vincolanti sono altri: i limiti che il giocatore si dà, e un limite di deposito che il giocatore sceglie in fase di registrazione.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 disegna la cassetta degli attrezzi: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già alla firma, con l’abbassamento che vale subito e sette giorni di attesa per alzarlo.

C’è poi una via di ricarica che il giocatore confonde spesso con un metodo di deposito qualsiasi. I «punti vendita ricariche», art. 13 del D.Lgs. 41/2024, sono tabaccai e ricevitorie tenuti in un registro ADM, e ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Il limite dei 100 € settimanali in contanti è la parte che conta: è un tetto alla ricarica in contanti, non un tetto al deposito in assoluto, e chi legge le due cose come equivalenti si costruisce un’idea sbagliata del proprio margine di manovra.

Un’ultima nota sul funzionamento del conto, che vale per qualunque operatore della lista: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati. È la stessa regola incontrata parlando di identificazione, e va tenuta presente ogni volta che si apre un conto nuovo.

Normativa e vigilanza: chi può accettare la puntata

Arriviamo al capitolo che decide se una puntata è legale o no, e lo facciamo con l’ordine delle conseguenze, come nel resto della pagina.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un tavolo da tennistavolo è lungo 2,74 m, largo 1,525 m e alto 76 cm, con una rete alta 15,25 cm.

Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» e ancora chiamata «AAMS» da mezzo mercato. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze non sono permessi aperti: sono concessioni assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.

La durata massima della concessione è di nove anni, senza rinnovo, ai sensi dell’art. 6, comma 3, e i requisiti comprendono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3) — dettaglio poco visibile che ha un effetto reale: le regole del gioco non cambiano sotto i piedi per nove anni.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

Come si verifica una concessione, in pratica

La verifica è più semplice di quanto si pensi e non richiede nessun intermediario. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: si apre, si cerca il marchio, si controlla che la riga corrisponda e che il sito sia quello indicato. Il numero di concessione e la società che lo detiene sono scritti anche nelle condizioni contrattuali dell’operatore, ed è quello il secondo controllo da fare.

Poi ci sono le trappole, e sono tre. La prima: un marchio nell’elenco non significa scommesse sportive, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi e un concessionario può detenere diritti su più categorie in qualsiasi combinazione. Un nome nell’elenco non è, da solo, la prova di un’offerta sportiva; lo sono il sito e l’app dell’operatore. La seconda: la concessione è per sito, non per società, quindi può esistere un gruppo con più concessioni e più siti — come Eurobet Italia S.r.l. con Eurobet, Bwin e Giocodigitale. La terza: comparire in un confronto non è una concessione, e nessuna classifica, questa compresa, attribuisce un permesso a nessuno.

Un dato che completa il quadro: alla data del 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe dell’elenco. Sono nomi che un giocatore italiano incontra continuamente nei risultati di ricerca, e questo è il motivo per cui vale la pena guardare il registro prima del marchio.

Cosa si può scommettere, e cosa no

Il nucleo è la scommessa sportiva a quota fissa, e la legge prevede anche il totalizzatore. Se qualche marchio online offra oggi totalizzatori sportivi è una cosa che non risulta.

Il concetto che governa tutto il resto è il «palinsesto»: l’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi — sportivi, corse di cavalli comprese, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Si può accettare una puntata solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. Non è una formalità: nessun operatore può aggiungere da sé un torneo al proprio listino, perché gli eventi li aggiunge ADM uno per uno. È esattamente il meccanismo che spiega l’ingresso della Setka Cup nel settembre 2026.

Gli eventi simulati hanno una categoria propria, definita dall’art. 2, lett. v): sport generati al computer, corse di cavalli e altri eventi mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive. I siti degli operatori hanno la sezione «Virtuali» che li ospita.

L’ippica è due cose distinte e la distinzione conta. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, i totalizzatori dell’art. 6, comma 1, lett. c e dell’art. 2, lett. h — richiedono una concessione propria. Se un marchio offra online i totalizzatori di ippica nazionale non risulta.

Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e e art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. La documentazione di Betfair — descritta come la prima, con concessione 16028 — riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 afferma che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

Sugli esports la legge non dice, e se il palinsesto li includa non risulta. Sui minori esiste una delibera di un direttore ADM che cita il DM 111/2006, il cui contenuto non risulta. Nessuna di queste lacune è un invito a fidarsi del primo listino che le riempie.

Il conto, il fisco, e chi paga cosa

Sul fisco degli operatori vale la pena una riga perché spiega i prezzi. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e 47 %. Gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Per il giocatore la regola è diversa e vale la pena scriverla con precisione, perché è la domanda fiscale più frequente sul tema. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: si parla di vincite «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione corretta è che su questo punto si consulta un commercialista.

Per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri il quadro si ribalta, e si ribalta in modo netto. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta. Il modo di dirlo che tiene insieme le cose è che andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e che questo non è consulenza fiscale.

Il perimetro illegale, e cosa costa davvero

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello di DNS e su alcuni operatori di rete arriva in ritardo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta; i mirror ricompaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati», ed è la più onesta: un sito oscurato non è un sito scomparso.

C’è poi il lato che il giocatore scopre per ultimo, e va detto con le parole di ADM. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa riporta il 28 febbraio 2024, «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore così come l’autorità la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando accettate all’estero.

Il confronto onesto tra i due mondi si chiude così: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com non autorizzato non porta niente di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. La zona offshore è non protetta: nessun marchio, nessun dettaglio su metodi o bonus, perché elencarli sarebbe descrivere una cosa che questa pagina non consiglia.

Un’ultima nota, breve, su una norma che non è ancora entrata in vigore. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Quando arriverà, il modo in cui si deposita su un sito non autorizzato diventerà la parte più difficile dell’intera operazione — e questa è una conseguenza, non una previsione.

Domande frequenti sulle scommesse sul ping pong

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi compresi nel palinsesto approvato: il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e autorizzato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno. Nessun operatore può inserire un torneo di tennistavolo di propria iniziativa, quindi la disponibilità cambia nel tempo e va controllata nel listino del momento.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si cerca il marchio e si controlla il sito indicato. Poi si confronta il numero di concessione e la società con quelli scritti nelle condizioni contrattuali. Attenzione: la concessione è per sito, non per società, e può valere su più marchi dello stesso gruppo.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è puntata × quota, e il profitto netto è puntata × (quota − 1). Puntando 10 € a 1,90 la vincita è 19 €, di cui 9 € di guadagno. In una multipla le quote delle singole voci si moltiplicano in un prezzo unico, quindi tre quote da 1,90 danno 6,859 complessivo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si somma 1/quota per tutti gli esiti dello stesso mercato, si divide 1 per quella somma e si ottiene il payout; il margine è 100 % meno il payout. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 il payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 % — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM sono descritte come tassate alla fonte: il prelievo grava sull’operatore, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. La ricostruzione non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi su questo punto conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già alla firma del conto. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano.

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