Scommesse sul padel 2026, cosa cambia davvero per chi scommette in Italia

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; le concessioni sono state riscontrate sull’elenco pubblico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sulle condizioni pubblicate dagli operatori stessi.

Il padel si gioca di solito in doppio su un campo di 10 m per 20 m chiuso da pareti e reti metalliche, con una rete alta 88 cm al centro.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato — l’immagine serve a dire che il padel non è un mondo a parte. Chi cerca dove giocare una scommessa sul padel arriva quasi sempre da una schedina di calcio e scopre una cosa semplice: la voce «padel» non compare fra i mercati in evidenza di nessun bookmaker italiano, e non è una svista. Il padel è un mercato di nicchia dentro un catalogo enorme, e la differenza fra un buon conto di gioco e uno qualsiasi non sta nella quota che salta all’occhio. Sta in tre cose che si vedono solo se le cerchi: la concessione ADM che sta dietro al sito, il margine che il concessionario si tiene su ogni mercato e le regole del palinsesto, cioè il programma di eventi che ADM ha autorizzato uno per uno.

Su questo conviene essere chiari fin dall’inizio, perché è il punto su cui il marketing lavora meglio. Un concessionario non decide da sé cosa mettere in lavagna. Art. 2 della normativa vigente definisce il palinsesto come il programma di eventi e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge le voci una alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con un grande operatore internazionale come primo partner secondo la stampa di settore. Il risultato per chi scommette è che la disponibilità di un mercato su un torneo di padel non dipende dall’entusiasmo del bookmaker, ma da quanto in alto sta quella competizione nella fila.

Criteri con cui ho ordinato questi dieci concessionari

Il padel da solo non distingue un operatore dall’altro. Nessuno dei dieci che trovi qui sotto ha, nelle proprie condizioni o nella descrizione della propria app, una riga dedicata al padel: il dato manca su tutta la linea, non su un marchio. Chiunque ti dica il contrario ti sta vendendo una classifica costruita a tavolino.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
La Federazione Internazionale di Padel (FIP) indica che nel 2025 i giocatori di padel attivi sono più di 35 milioni in più di 150 paesi.

L’ordine che ho dato tiene conto di uno solo dei criteri elencati nella tabella, e lo dico senza girarci intorno: il numero di concessione. Per un lettore italiano è, fra i quattro, l’unico che si può verificare in due minuti e senza fidarsi di nessuno. Il concessionario, il marchio e la data di rilascio raccontano molto, ma sono dati che invecchiano; il numero di concessione sta nel registro di ADM e da lì non si muove.

Che ADM conceda la licenza per singolo sito e non per azienda è il dettaglio che sfugge a chiunque guardi solo il nome del marchio. La stessa società può gestire tre siti diversi con tre numeri diversi, e il nome del concessionario non coincide quasi mai con l’insegna: il marchio che leggi in home page e la ragione sociale che trovi nelle condizioni sono due cose distinte, e chi non lo sa conclude che un sito sia di qualcun altro.

Operatore Numero concessione Concessionario Info sul padel
Betfair 16028 Betfair Italia S.r.l. Nessuna menzione del padel nelle condizioni
StarCasinò 16026 Azzurri Limited Padel non citato nei termini di gioco
Goldbet 16009 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Nessun riferimento specifico al padel
William Hill 16044 William Hill Malta Plc Nelle condizioni non si fa cenno al padel
Lottomatica 16010 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Il padel non compare nei termini
BetFlag 16008 Betflag S.p.a. Nessun riferimento al padel nelle condizioni
bet365 16030 Hillside (New Media Malta) Plc Padel non incluso nelle condizioni consultate
SNAI 16032 Snaitech Spa Nessun riferimento al padel nelle condizioni consultate
AdmiralBet 16048 Admiral Bet S.r.l. Nessun riferimento al padel nelle condizioni consultate
NetWin 16035 Netwin Italia S.p.a. Condizioni senza riferimenti al padel

L’ultima colonna è quella che conta, e vale la pena guardarla per quello che è: dieci righe identiche. Nessuna delle dieci insegne scrive una riga sul padel nelle proprie condizioni, e questo non vuol dire che nessuna lo quoti. Vuol dire che chi vuole scommettere sul padel deve aprire il palinsesto e controllare a mano, torneo per torneo, perché né il registro di ADM né le pagine promozionali glielo diranno al posto suo. Il registro ha una colonna per il numero di concessione e una per il sito, e nessuna per i giochi: un nome sull’elenco non dimostra da solo che quell’operatore offra scommesse sportive. È il sito dell’operatore, con la sua sezione scommesse, a dimostrarlo.

Questo è anche il motivo per cui la verifica va fatta prima di aprire un conto e non dopo. Un conto aperto su un sito che non quota il padel resta aperto, inutile e legato a un documento d’identità; un conto aperto dopo aver visto il mercato in lavagna non ha questo problema.

Sulla data di rilascio: il provvedimento consegna al vincitore della gara una concessione fino a nove anni, senza rinnovo automatico (art. 6, comma 3). Chi apre un conto oggi non compra un diritto perpetuo, e chi guarda i numeri di concessione vede subito che i dieci siti di questa lista sono nati tutti dalla stessa tornata.

Fondamenti: dove il padel entra in un palinsesto di scommesse

Il padel si gioca di solito in doppio su un campo di 10 m per 20 m chiuso da pareti e reti metalliche, con una rete alta 88 cm al centro. Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno — l’accostamento è volutamente sbagliato, ed è il modo più rapido per spiegare perché il padel crea problemi a chi costruisce un mercato. Il tennis ha un vincitore e un perdente e una sequenza di punti; il padel ha tutto questo moltiplicato per quattro giocatori che cambiano lato e per il vetro, che trasforma un colpo difensivo in un attacco.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Il padel usa il punteggio del tennis.

Il padel usa il punteggio del tennis, con un’eccezione che conta per le quote: i tornei maggiori possono usare il punto d’oro sul 40-40 al posto del vantaggio. Il punto d’oro è una palla sola che decide il game. Chi costruisce un mercato sul numero di game o sul punteggio esatto deve sapere se quel torneo lo usa, perché un game che finisce in un punto non si comporta come un game che finisce dopo tre palle di vantaggio. È il tipo di dettaglio che non trovi nella descrizione di nessuna app e che cambia il modo in cui una quota viene costruita.

La geografia conta più di quanto sembri. Il padel fu inventato ad Acapulco, in Messico, da Enrique Corcuera nel 1968 o nel 1969 — le fonti riportano entrambi gli anni, e la datazione incerta dice già molto su quanto questo sport sia stato preso sul serio a lungo. L’Italia è oggi uno dei mercati dove è cresciuto più in fretta, ed è una delle ragioni per cui un lettore italiano cerca le quote prima ancora di sapere come funzionano.

Due circuiti, due pesi diversi sul palinsesto

La Federazione Internazionale di Padel indica che nel 2025 i giocatori attivi sono più di 35 milioni in più di 150 paesi. Sono numeri da sport globale, ma il mercato delle scommesse non si muove sui praticanti: si muove su chi guarda. E chi guarda guarda il circuito professionistico.

Premier Padel è il circuito professionistico mondiale unificato nato dopo l’acquisizione del World Padel Tour da parte di Qatar Sports Investments nel 2023, ed è entrato in vigore nella stagione 2024. Da quella fusione esiste un solo calendario di vertice, e questo semplifica la vita a chi quota: prima c’erano due circuiti concorrenti e una finale poteva sovrapporsi all’altra, oggi ce n’è uno.

La semplificazione, però, non produce automaticamente un mercato in lavagna. Il calendario dei tornei non coincide con il palinsesto autorizzato, e le due liste si compilano con criteri diversi. Chi cerca le quote padel la sera del primo turno di un Major scopre spesso che la fila è fatta di calcio, basket, tennis, ippica e virtuali, e che il torneo è arrivato in lavagna, se è arrivato, il giorno prima.

Vigilanza: chi risponde, a chi si reclama, dove finisce il denaro

La concessione è la cosa che cambia la posizione del lettore, non il marchio che vede in home page. Il concessionario opera sotto la vigilanza di ADM (ex AAMS), e questo si traduce in tre elementi concreti: i limiti che si impostano in registrazione, l’iscrizione al Registro Unico degli Autoesclusi, e un mercato con una tassazione definita alla fonte.

La norma quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi (simulati compresi) e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori (betting exchange); bingo. Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più di uno per un massimo di nove anni, senza rinnovo.

Il dettaglio che quasi nessuno legge: la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una sola società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce tre siti distinti. E l’elenco non ha una colonna per i giochi, perché un concessionario può detenere il diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione.

Due conseguenze da tenere insieme. La prima: un nome nell’elenco non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. La seconda: un marchio che non compare fra le 52 righe non è per questo automaticamente illegale — è semplicemente fuori dal perimetro delle concessioni italiane, e le regole che valgono sotto ADM non lo riguardano. Sul rilievo del 25 ottobre 2026 non risultano fra i 52 indirizzi alcuni nomi molto noti ai lettori italiani, fra cui Unibet, Betway, 1xBet e 22bet.

Cosa cambia fra un sito con concessione e un .com offshore

Un conto su un concessionario italiano porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro competente italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, ed è esposto all’oscuramento.

L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ogni volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati».

Il lato che riguarda il lettore è meno discusso e più serio. Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: come ADM stessa ha citato il 28 febbraio 2024, «la Legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti, ma la regola lato giocatore è scritta così, e non è una clausola contrattuale: è una norma penale.

Vale anche il rovescio. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore che si è autoescluso altrove può depositare lì senza che nulla lo fermi. La protezione che credeva di essersi costruito non lo segue su un dominio che non ha mai firmato nulla con ADM.

Il palinsesto, la pubblicità e la pubblicità che non c’è

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore. ADM lo richiama il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione.

Questo è il motivo per cui un torneo di padel sponsorizzato da un bookmaker non esiste, in Italia, e non esisterà finché la norma resta scritta così. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3): la linea di confine passa dal contenuto del messaggio, non dal fatto che ci sia un marchio sopra.

Lo stato dell’arte, al momento della verifica: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non risulta approvata, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Per chi scommette la conseguenza è laterale ma reale: le promozioni circolano dentro l’area riservata del conto, non per strada. Chi aspetta di leggere un’offerta padel sui cartelloni di un circolo aspetta qualcosa che la legge vieta.

Conto, identificazione e limiti: la sequenza che quasi nessuno conosce

Il conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e anche con SPID; un sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e per tutti vale il divieto di gioco ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori.

L’art. 15, comma 1 prevede gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: limiti autonomi di tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione, un abbassamento con effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite.

Quell’asimmetria è la parte da capire bene. Il sistema è costruito per rendere facile tirarsi indietro e lento il tornare sui propri passi, e il ritardo non è un dispetto: è l’unico momento in cui una decisione presa di sera non si esegue di notte.

Prevenzione: il RUA e gli strumenti che restano chiusi fuori dal perimetro ADM

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale fisiche. Un giocatore iscritto al RUA non riesce a giocare sul proprio conto italiano, e questo è il senso di un registro centralizzato: l’autoesclusione smette di essere una promessa fatta a un singolo bookmaker.

L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Una fonte di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026; i periodi e le forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano. Un esempio concreto dalle condizioni di un concessionario: gli strumenti prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il passaggio da una scala grossolana a una misura fine non è un dettaglio tecnico per chi ha un problema con il gioco: la differenza fra tre mesi e una finestra da 7 a 270 giorni è la differenza fra un’opzione e una misura su misura.

Attenzione al confine, perché è quello che frega. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. La protezione vale dove la concessione c’è, e da nessun’altra parte.

Sul piano dell’informazione, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che non finisce nel conto di nessun giocatore e che dice, comunque, quanto il legislatore consideri strutturale il problema e non episodico.

Gli strumenti di un operatore specifico non sono quelli di un altro. Un grande bookmaker internazionale elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un altro chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. Sono due modi di costruire la stessa tutela, e il secondo entra prima nella vita del giocatore perché lo obbliga a scrivere i numeri nel momento in cui apre il conto.

Il numero verde merita una riga a parte, perché pochi lo annotano: 800 55 88 22 è il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo ed è la via più rapida per parlare con qualcuno quando il problema non è più una questione di limiti impostati bene.

Calendario e tornei: quando il padel arriva davvero in lavagna

Il calendario del padel professionistico ha una vetta sola, e questo aiuta. Premier Padel, nato dall’acquisizione del World Padel Tour da parte di Qatar Sports Investments nel 2023 ed entrato in vigore nella stagione 2024, è il circuito mondiale unificato. Prima della fusione esistevano due circuiti concorrenti con calendari parzialmente sovrapposti, e una finale poteva cadere nello stesso fine settimana di un’altra. Quel problema non c’è più.

Restano due ostacoli, e sono entrambi italiani. Il primo è il palinsesto: un torneo deve essere autorizzato perché una scommessa si possa prendere, e le autorizzazioni arrivano una alla volta. Il secondo è la fila: dentro un catalogo che per alcuni operatori supera le mille proposte al giorno, un quarto di finale di padel compete con la Serie A, la Premier League, la MotoGP, il tennis e i virtuali, che partono ogni due minuti e non hanno mai una sorpresa.

Il confronto con il tennis è quello che chiarisce meglio la scala. Il tennis è nel palinsesto di tutti, con mercati che vanno dal risultato esatto ai tiri in porta — pardon, ai game e ai set — e con una profondità che il padel non ha. Una competizione dove il numero di tornei di vertice si conta sull’ordine delle decine non genera lo stesso volume di mercati di uno sport che gioca ogni settimana su tre continenti.

I numeri che il padel porta con sé

La Federazione Internazionale di Padel indica più di 35 milioni di giocatori attivi nel 2025 in più di 150 paesi. È una base enorme e in crescita, ed è esattamente il tipo di dato che un ufficio marketing mette in cima a una presentazione. Per chi scommette significa una cosa sola: che lo sport ha pubblico, e che il pubblico è la condizione necessaria perché un mercato sopravviva. Non è una condizione sufficiente.

Il punto d’oro è il dettaglio tecnico che distingue i tornei maggiori, dove sul 40-40 si gioca una palla sola invece del vantaggio. Chi scommette sul numero di game in un torneo che usa il punto d’oro e chi ci scommette in uno che non lo usa stanno giocando due mercati diversi con lo stesso nome.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina — l’immagine dice quello che serve: chi arriva dal calcio trova un catalogo costruito per il calcio, e il padel ci entra come voce fra le altre, non come sezione.

Tassazione: chi paga, quanto e con quale documento

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è pagata dall’operatore: 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % precedenti. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Sul lato del giocatore la conclusione è quella che interessa di più. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive il meccanismo come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura onesta è questa: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Il quadro cambia del tutto fuori dal perimetro. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Vale la pena fermarsi un secondo su quanto costa questa asimmetria. Una vincita incassata su un concessionario arriva netta e non richiede nessuna riga in dichiarazione; la stessa vincita su un .com va in teoria dichiarata per intero, senza deduzioni, con un’aliquota che non è nemmeno definita con certezza. La differenza fra le due strade, in termini di complicazione, è più grande della differenza fra le due quote.

Quanto trattiene davvero un bookmaker su un mercato a due esiti

Il margine è la cosa che questo tipo di guida spiega peggio, e vale la pena prenderla con un esempio costruito, non con una quota reale.

Immagina un mercato a due esiti con quota 1,90 da entrambe le parti. La somma degli inversi delle quote è il payout share, cioè la quota-parte che il mercato restituisce: con 1/1,90 più 1/1,90 si arriva a circa 1,0526, e la sua inversa, 1 diviso 1,0526, dà un payout share di circa il 95,0 %. Il margine del bookmaker è il complemento a 100 %, cioè circa il 5,0 %. In una fascia realistica, con le due quote fra 1,85 e 1,95, il payout share sta all’incirca fra il 97,3 % e il 92,3 %, e il margine fra il 2,7 % e il 7,7 %.

Il numero che conta per chi scommette è il secondo. Una quota di 1,90 su un mercato a due esiti non è una moneta lanciata in aria pagata 1,90: è un prezzo che contiene già il costo del servizio del bookmaker. Immagina di puntare 100 € su un lato a 1,90 da entrambi i lati, cento volte. La vincita di una singola giocata è puntata per quota, quindi 190 €, e il profitto netto è puntata per la quota meno uno, cioè 90 €. Su cento giocate allo stesso prezzo, però, il margine si paga su tutte: se il mercato restituisce intorno al 95,0 %, il costo medio del ciclo sta intorno al 5,0 % di quanto rigiocato, e il rendimento atteso è negativo. È una stima statistica su molte giocate nelle stesse condizioni, non un risultato per una singola schedina: su una partita sola si vince o si perde, e l’esito non è prevedibile da nessuno.

Il margine non esiste per un solo sport, e questa è la parte che sfugge. Sui mercati principali del calcio sta stabilmente nella fascia bassa della forbice; su un torneo di nicchia con poco volume su ciascun lato tende a salire, perché un bookmaker che quota un evento con duecento euro di giocata complessiva non può permettersi lo stesso spread di chi ne muove due milioni. Sui mercati combinati la cosa si moltiplica: le quote delle gambe si moltiplicano fra loro, e il margine di ciascuna gamba si compone con quello delle altre. Una multipla costruita su cinque mercati ognuno con il proprio margine non è cinque volte più generosa: è il contrario, e la quota finale che sembra grande lo è perché il costo implicito è grande altrettanto.

Da qui discende la regola pratica di questa pagina. Il margine di un mercato che non conosci non si legge dalla quota: si legge confrontando due operatori sulla stessa partita e sulla stessa ora, perché la differenza fra il prezzo più basso e il prezzo più alto su un mercato di nicchia dice più di qualunque classifica. Se due concessionari danno 1,85 e 1,95 sullo stesso esito nello stesso momento, la forbice è larga dieci centesimi di quota, e su una schedina da 100 € sono dieci euro di differenza nella vincita, prima di qualsiasi considerazione sulle promozioni.

Valutazione: come si legge un’offerta quando il mercato è di nicchia

Le promozioni sportive dei concessionari italiani non parlano quasi mai di padel, e questo è coerente con il resto: il bonus si costruisce su un requisito di rigioco che si soddisfa con le multiple di calcio, non con un quarto di finale di Premier Padel. Chi apre un conto aspettandosi che il bonus di benvenuto gli serva per scommettere sul padel rischia di scoprire che il requisito si completa altrove, e che il bonus resta legato a un palinsesto dove l’evento che gli interessa non c’è.

Un esempio concreto di come è fatto un requisito, preso dalle condizioni di un operatore. L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Vale la pena scomporlo, perché ogni pezzo è un costo. Cinque eventi significano cinque margini composti; quota totale minima 10.0 significa che il mercato su cui si costruisce la multipla è composto da gambe a quota alta, quasi sempre esiti secondari con margine più largo; e il tetto di 100 € è un tetto alla freebet, non alla giocata. La parola «freebet» fa il suo lavoro, ma una freebet da 5 € non è liquido: è una giocata gratuita.

Quanto valga, in media, dipende dalla quota a cui la si gioca. Se la freebet viene giocata a quota 2,00 su un mercato con margine intorno al 5 % — la forbice calcolata sopra — il valore medio è di circa 2,4 € su 5 € di freebet. Se la si gioca a quota 1,50, il valore medio scende sotto i 2,2 €. Sono stime su molte giocate nelle stesse condizioni, non quello che si vince: la freebet scade, va giocata entro i termini, e il risultato di una singola giocata resta un risultato. Ma è l’ordine di grandezza giusto per capire che il valore reale di un bonus è una frazione dell’importo scritto in grande.

Un altro esempio, di tipo diverso: il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il tipo di offerta va tenuto con precisione: è un bonus in denaro accreditato sul saldo, non una freebet, e questo cambia il modo in cui si soddisfa il requisito. Un operatore che riconduce il bonus a una freebet e uno che lo accredita in saldo mettono in mano al giocatore due cose diverse, e il tetto a 5.000 € dice che l’offerta è pensata per chi deposita cifre alte: per un deposito da 100 € il tetto non entra mai in gioco, e il 100 % resta il 100 % di 100 €.

Su questo vale la regola che il divieto di pubblicità non intacca: un bonus di benvenuto può esistere, perché il divieto del Decreto Dignità colpisce la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Non esiste invece un tetto legale al bonus né un tetto legale ai requisiti di rigioco, quindi importi, condizioni di puntata e quote minime arrivano dalle condizioni di ciascun operatore, una per una. E il «senza deposito» del gergo va trattato per quello che è: un bonus senza deposito gratuito per l’operatore è un bonus in cui il valore per il giocatore si paga quasi sempre altrove, in un requisito di rigioco a quote minime o in un tetto alla vincita.

Le dieci insegne, una per una

Le schede che seguono coprono dieci concessionari presenti nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Nessuna è una raccomandazione: la concessione è rilasciata per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte come le descrivono le condizioni e le app degli operatori stessi. Sul padel, in particolare, queste condizioni non dicono nulla: le schede valutano quello che le condizioni coprono, e il resto lo verifichi tu aprendo il palinsesto.

Betfair — exchange e Supercombo, il profilo meno «padel» di tutti

Betfair opera con concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La quota maggiorata è la parola su cui vale la pena ragionare, perché non è un regalo: quelle combinazioni sono costruite su componenti con margine largo, e la «maggiorazione» resta dentro il prezzo dell’operatore, non sopra.

Il profilo che conta è un altro, ed è specifico di questa insegna. Il betting exchange è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima in favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 indica che su quell’operatore il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali insegne gestiscano oggi un exchange e come funzionino le commissioni non è noto.

Verdetto: è l’unica delle dieci che ha una ragione indipendente dal padel per stare in una lista, e per chi cerca il padel come sport da guardare non è la scelta naturale. L’exchange premia chi ha un’opinione sul prezzo, non chi vuole tifare su un quarto di finale, e la puntata minima di 200 centesimi in favore è una soglia pensata per un altro tipo di giocatore.

StarCasinò — il casinò che si è comprato una sezione sport

StarCasinò opera con concessione ADM n. 16026, intestata a Azzurri Limited, sul proprio sito .it.

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È una descrizione onesta del posizionamento: lo sport c’è, ma arriva dopo.

Il fatto che la stessa società — Azzurri Limited — compaia anche dietro un altro marchio ben noto in Italia è il tipo di dettaglio che il registro di ADM rende visibile e che nessuna pagina promozionale mette in evidenza. Per chi legge la lista dei concessionari la lezione è chiara: marchi diversi possono essere la stessa struttura societaria con due siti e due numeri di concessione, e questo conta quando si confrontano i limiti e le condizioni.

Verdetto: chi cerca un catalogo sportivo come parte principale dell’esperienza trova qui una sezione costruita per completare un’offerta di casinò. Per il padel non cambia niente rispetto agli altri nove, ma per il modo in cui si passa il tempo davanti al conto cambia molto.

Goldbet — manualistica sportiva dettagliata e registrazione con SPID

Goldbet opera con concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it.

L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. L’elenco delle modalità di gioco è quello classico e completo, senza scorciatoie: chi vuole una multipla, un sistema o una singola trova tutte e tre le strade.

Sul fronte dell’identificazione, Goldbet è fra i siti che offrono SPID; il CIE passa attraverso un provider SPID. Vale la pena ricordare la regola generale, perché vale per tutti e non solo qui: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi bloccati.

Verdetto: il profilo di chi gestisce anche un altro dei siti di questa lista, con numeri di concessione diversi e una descrizione del prodotto sportivo più dettagliata di quella che si legge altrove. Chi vuole una piattaforma che spieghi cosa sta facendo prima di farlo, qui trova più materiale che altrove.

William Hill — la meccanica della freebet settimanale

William Hill opera con concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul proprio sito .it.

L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. È la promozione più interessante delle dieci da leggere, perché è un esempio di come una condizione di cinque eventi a quota minima 10.0 sposti il costo sul giocatore: la quota totale alta si costruisce, nella pratica, mescolando una gamba a quota bassa con gambe a quota alta, e le gambe a quota alta sono quelle con il margine più largo.

Il conto da fare è questo. Una freebet da 5 € non è liquido, e il suo valore medio dipende dalla quota a cui viene giocata: a quota 2,00 su un mercato con margine intorno al 5 % vale intorno a 2,4 € in media, non 2,5 €. Il tetto di 100 € è un tetto alle freebet accumulate, non alla spesa, e chi punta multipla dopo multipla per arrivarci spende più di quanto incassi in freebet. È una stima su molte giocate nelle stesse condizioni, non un rendimento garantito.

Verdetto: l’offerta ha una struttura chiara e un tetto che si legge dritto, e la sua debolezza è la quota totale minima di 10.0, che costringe a giocare gambe care. Chi la usa per abbassare il costo delle multiple che avrebbe comunque giocato è nella posizione giusta; chi la usa come motivo per giocare multiple che non avrebbe giocato si sta muovendo nella direzione sbagliata.

Lottomatica — streaming e live, il profilo più «sport in diretta» della lista

Lottomatica opera con concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it.

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il live è la parte in cui il divario fra un catalogo grande e uno piccolo si sente di più, perché il live richiede infrastruttura e non solo volontà.

Il dato societario è quello che resta in mente: lo stesso concessionario — Goldbet Better Organization Italy — gestisce due siti di questa lista con due concessioni diverse. Per chi confronta limiti e condizioni, questo significa che due marchi apparentemente separati possono condividere politiche comuni, e che un confronto onesto si fa sui numeri di concessione, non sulle insegne.

Verdetto: per chi scommette seguendo la partita, questo è il profilo più coerente fra i dieci, e la disponibilità dello streaming gratuito è la parte che rende il live utilizzabile invece che teorico. Sul padel, come per tutti, la verificata sta in lavagna.

BetFlag — il bonus sul saldo e l’identificazione con SPID o CIE

BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul proprio sito .it.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. La struttura va letta con attenzione: è un bonus in denaro accreditato sul saldo, quindi il tipo di valore consegnato al giocatore è diverso da quello di una freebet, e il modo in cui si completa il requisito ne discende.

Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e sotto i 18 anni il gioco è vietato. La doppia via è comoda per chi non ha SPID e non vuole aspettare i tempi di validazione, che restano comunque di 30 giorni senza identificazione digitale.

Verdetto: il tetto a 5.000 € dice a chi è destinata l’offerta, e non è chi deposita cento euro. Per chi deposita cifre alte, il 100 % sul saldo è un valore che si porta dentro il conto e non si perde alla prima schedina; per gli altri il numero grande in home page resta un numero che non li riguarda.

bet365 — il partner globale e il profilo internazionale

bet365 opera con concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it.

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. L’elenco degli sport è lungo e ordinato per slancio commerciale, ed è la fotografia di un catalogo costruito per il pubblico televisivo.

Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Sul fronte degli eventi, ADM ha autorizzato la Setka Cup a settembre 2026 con bet365 come primo partner, secondo la stampa di settore: è il modo in cui un catalogo si allarga, una autorizzazione alla volta.

Verdetto: la leva internazionale è reale e non si improvvisa, e il costo di quel posizionamento sta nella scala — un catalogo enorme con sezioni molto profonde, dentro cui una nicchia come il padel deve guadagnarsi lo spazio riga per riga. Il primo partner di una nuova autorizzazione è però la posizione da cui si vede meglio cosa entra nel palinsesto.

SNAI — Cash Out e My Combo

SNAI opera con concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, sul proprio sito .it.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica.

Sul versante dei virtuali, SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Il Cash Out merita una nota di sostanza: chiuderla prima non è gratis, perché il prezzo di uscita lo fa il bookmaker e incorpora il proprio margine sulla situazione di gioco in quel momento.

Verdetto: è il profilo di un operatore generalista con una manualistica molto dettagliata e un ventaglio di mercati secondari ampio, che è quello che serve quando il mercato principale non offre valore. La quota unica di My Combo, però, va sempre confrontata con la somma delle sue componenti.

AdmiralBet — autoesclusione granulare e limiti impostati all’apertura

AdmiralBet opera con concessione ADM n. 16048, intestata a Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it.

Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. È la stessa voce che compare nella parte di questa guida dedicata alla prevenzione, e vale qui per il dettaglio operativo: la finestra è molto più fine della scala grossolana che c’era prima, e questo cambia l’esperienza di chi deve interrompere.

In registrazione, lo stesso operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sono tre limiti diversi, e il fatto che si impostino tutti all’apertura del conto invece che a richiesta è la differenza fra un sistema che si usa e un sistema che esiste.

Verdetto: la granularità degli strumenti è la cosa per cui questo profilo si distingue, e la discesa da tre opzioni a una finestra da 7 a 270 giorni è un miglioramento che il giocatore sente sulla propria pelle, non una clausola di facciata. Per chi vuole che il conto gli mostri i propri numeri prima di decidere, la sequenza di registrazione qui è più esigente che altrove.

NetWin — virtuali a ciclo continuo e un catalogo che va oltre il calcio

NetWin opera con concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., sul proprio sito .it.

L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. La lista degli sport è la più larga delle dieci, e va letta per quello che è: una copertura ampia su sport diversi, non una profondità di mercati su ciascuno.

I virtuali con partenze ogni due minuti sono la voce più lontana dal padel che esista, e sono anche il motivo per cui un catalogo del genere non ha fretta di aggiungere una nicchia: il flusso continuo di eventi simulati riempie il palinsesto senza bisogno di trattative sui diritti. Gli esports nella lista dicono la stessa cosa in un altro modo, perché quale evento entri nel palinsesto autorizzato è una questione aperta.

Verdetto: l’ampiezza della copertura è la qualità di questa proposta, e il suo rischio è la dispersione: molti sport con poco volume su ciascuno. Chi cerca un mercato profondo sul padel guarda altrove, dentro la stessa lista; chi vuole trovare qualcosa di diverso dal calcio ha qui la scelta più larga.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un concessionario ADM?

Solo su quelli che stanno nel palinsesto, cioè il programma di eventi e tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Le autorizzazioni arrivano una per una: ADM ha aggiunto la Setka Cup a settembre 2026. Che un torneo si giochi stasera non basta a metterlo in lavagna.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si legge l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con il numero di concessione e il sito collegato, e lo si confronta con il numero che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni. La concessione è per sito: un marchio noto può essere fuori da quel perimetro.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 100 € a quota 1,90 si incassano 190 €, cioè 90 € di profitto. Nelle multiple le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prendono tutte le quote dello stesso mercato, se ne sommano gli inversi e si calcola l’inverso della somma: si ottiene la quota-parte restituita, il payout share. Con 1,90 su due esiti il conto dà circa il 95,0 %, quindi il margine è intorno al 5,0 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: la stampa di settore parla di «tassate alla fonte». Per il proprio caso conviene consultare un commercialista. Fuori dal perimetro la posizione è diversa.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e un concessionario chiede di impostare anche limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni.

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