Scommesse sul cricket: quanto costa davvero una quota, e chi può offrirla in Italia

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Ottobre 30, 2026 — concessioni e numeri di concessione verificati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Il cricket in Italia si gioca, si guarda poco e si quota molto meno di quanto un appassionato spererebbe. Chi cerca dove mettere una giocata su un ODI si trova davanti due ostacoli in fila: il primo è che l’offerta dipende dal palinsesto approvato per ogni singolo operatore, il secondo è che il cricket arriva quasi sempre dentro un listino dominato da calcio e tennis. Nessuna delle due cose è un mistero. Entrambe hanno una conseguenza pratica che si vede solo dopo, quando la giocata è già piazzata e la quota non è più quella che sembrava.

Quello che si può fare è restringere il campo a chi ha davvero il diritto di accettare la giocata: in Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata sito per sito e gestita su un dominio .it. Le dieci piattaforme che seguono hanno tutte un numero di concessione e un concessionario dichiarati, e l’ordine in cui compaiono non è una classifica: è l’ordine in cui le ho prese in esame, numero per numero.

La classifica dei dieci concessionari ADM a confronto

Chi arriva qui cercando «migliori siti scommesse cricket» cerca una graduatoria, e una graduatoria onesta comincia dicendo su cosa è costruita. Non su quanto è bella l’app, né su quanto è generoso il bonus di benvenuto: su due cose verificabili, cioè chi risponde legalmente dell’operato del sito e cosa quel sito dichiara di fare nel cricket. La prima è scritta nero su bianco nei termini, la seconda quasi mai — e questo è già un risultato.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Come ho letto le concessioni, e perché il numero conta

Il numero di concessione non è un dettaglio burocratico da mettere in coda a una recensione. È l’unica riga della scheda di un operatore che un lettore può controllare in autonomia in trenta secondi, e l’unica che non cambia a seconda di quanto l’operatore investe in comunicazione. Quando leggete «concessione ADM n. 16030», quella cifra rimanda a una riga dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e quella riga è intestata a una società con nome e cognome.

Le intestazioni sorprendono chi si ferma all’insegna. Alcuni dei marchi più riconoscibili del mercato italiano non sono la società che detiene la concessione: chi opera sotto un’insegna nota può rispondere a una ragione sociale diversa, e la ragione sociale è quella che compare nei termini. Vale la pena leggerla prima di aprire un conto, non perché cambi qualcosa nella giocata — non cambia nulla — ma perché è l’interlocutore giusto se qualcosa va storto.

Perché l’ordine non è una graduatoria

E qui arriva la parte che nessuna pagina di comparazione scrive volentieri: l’elenco ADM non ha una colonna che dica quali giochi un concessionario può offrire. Una riga sull’elenco dice che quella società ha vinto una concessione, non che sul suo sito trovate un banco scommesse sportive. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo.

La conseguenza è semplice e vale la pena dirla prima di ogni altra cosa: comparire in una lista come questa non è una concessione, e una concessione non è un’offerta di scommesse sportive. L’offerta la mostrano il sito e l’app dell’operatore, non l’elenco. Chi vi dice il contrario vi sta vendendo qualcosa.

Il panorama: dieci marchi, dieci concessioni, dieci ragioni sociali

Nella tabella che segue ciascun marchio sta accanto al numero di concessione, al concessionario che lo detiene e a quello che i termini dell’operatore dicono sull’argomento di questa pagina. L’ultima colonna è volutamente stretta: dove i termini non toccano il cricket, la casella resta vuota invece di riempirsi di frasi di circostanza.

Marchio Concessione ADM n. Concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore
NetWin 16035 Netwin Italia S.p.a. —
Lottomatica 16010 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
bet365 16030 Hillside (New Media Malta) Plc —
Goldbet 16009 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
Planetwin365 16007 Pwo S.p.a. —
Betfair 16028 Betfair Italia S.r.l. —
StarCasinò 16026 Azzurri Limited —
BetFlag 16008 Betflag S.p.a. —
Eurobet 16012 Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
William Hill 16044 William Hill Malta Plc —

Due righe della tabella meritano una nota che la tabella non può contenere. La concessione è per sito, non per azienda, e una stessa società può gestirne più di una: dietro due insegne diverse può esserci lo stesso concessionario, come mostrano le ultime colonne lette in verticale. E il numero non è un punteggio di anzianità: l’intervallo 16000–16051 è quello letto sull’elenco, e un numero più alto non significa un operatore più recente o più solido.

Chi vuole rifare il controllo da solo ha un percorso breve: apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, cerca il numero che l’operatore dichiara nei propri termini, e verifica che la riga esista e che porti lo stesso nome. Se il numero non c’è o rimanda altrove, la partita è chiusa prima di cominciare.

Come funzionano le scommesse sul cricket

Il cricket è uno sport che punisce chi scommette senza capire la struttura della partita. Non per una ragione romantica: perché i mercati sono costruiti su unità di gioco che nel calcio non esistono, e un mercato sbagliato non è una giocata persa, è una giocata che non avete mai capito di aver fatto.

I formati: Test, ODI e Twenty20

Una squadra di cricket ha undici giocatori. I formati internazionali sono tre, e la differenza tra loro non è di durata ma di come si costruisce il risultato. Un Test match dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra; sono previsti almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. Chi arriva dal calcio fa fatica a immaginare un evento sportivo che può finire senza vincitore e senza che nessuno abbia sbagliato niente.

Over, inning e pareggi: le unità che contano nelle quote

In un One Day International ogni squadra batte per cinquanta over fissi. Se il punteggio è pari nel momento in cui la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio — un «tie», che nel cricket non è un’anomalia statistica ma un esito previsto dal regolamento. Nel Twenty20 ogni squadra batte per un massimo di venti over, cioè centoventi lanci regolari, un lanciatore può lanciare al massimo quattro over e un incontro in parità si decide con un super over.

Da qui discende la prima conseguenza pratica che riguarda le scommesse. Il mercato 1X2, quello che tutti sanno leggere, in cricket ha tre esiti che non corrispondono alle tre caselle del calcio: il «pareggio» c’è davvero e non è una coda rara, e nei formati corti un match pari finisce comunque con un vincitore grazie al super over. Chi gioca il segno X su un T20 sta scommettendo su un esito che il regolamento chiude in altro modo.

La pioggia, il metodo Duckworth-Lewis-Stern e gli incontri senza risultato

Negli ODI condizionati dalla pioggia è il metodo Duckworth-Lewis-Stern a stabilire di solito il bersaglio o il risultato. È il punto in cui un mercato pre-match si trasforma in qualcos’altro sotto gli occhi del giocatore: il bersaglio cambia, il numero di over si riduce, e quello che sembrava un mercato sull’abilità delle due squadre diventa in parte un mercato sul tempo. Se si giocano troppo pochi over — di solito venti — l’incontro è dichiarato senza risultato.

La seconda conseguenza sta tutta qui, e non è teorica: un evento dichiarato senza risultato è il caso in cui la giocata non si risolve come il giocatore immaginava, e la regola che decide come si chiude è scritta nelle condizioni dell’operatore, non nel regolamento sportivo. Chi scommette su cricket in Italia deve leggere quella clausola prima, perché dopo non c’è nulla da discutere.

Il palinsesto: cosa si può scommettere, e chi decide

C’è una regola italiana che vale più di ogni altra e che non ha equivalente in un mercato offshore. Il «palinsesto» è il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Una giocata può essere accettata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e l’ADM aggiunge eventi uno per uno.

Questo significa che il cricket non è «disponibile» in Italia per decisione di mercato: è disponibile nella misura in cui un concessionario lo propone e l’ADM lo approva. Un evento nuovo non entra nel listino il giorno in cui il mondo ne parla. Quando nel settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup — un torneo di tennis da tavolo — la stampa di settore ha riportato bet365 come primo partner: è l’esempio di come funziona la coda, un evento alla volta.

Virtuali, ippica ed esports: tre cose che sembrano una

Tre categorie finiscono spesso nello stesso discorso e non sono la stessa cosa. Le «scommesse su eventi simulati» sono sport generati dal computer, cavalli compresi, mostrati con animazione o con un evento reale pre-registrato: la legge le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori le raccolgono in una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose separate: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la voce principale delle scommesse sportive; i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, di tipo totalizzatore — richiedono una concessione propria. Gli esports sono un’altra domanda ancora, e la risposta sta nel palinsesto del singolo operatore.

Pre-match e live: due mestieri diversi

Ogni grande operatore offre il «Live», e la differenza tra pre-match e live non è solo di orario. Nel live il prezzo si muove mentre la partita si muove, e in cricket si muove su eventi che nel calcio non esistono: un wicket, un over, un cambio di lanciatore. L’ADM ha regole proprie su mercati live, ritardi e eventi, ma i contenuti specifici non sono pubblici nel dettaglio, e l’unico posto dove leggere i mercati live di un operatore è il suo listino.

La normativa italiana, e cosa comporta per chi gioca

Il quadro legale italiano non è un contorno da citare in una riga di chiusura. Decide chi può prendere la vostra giocata, cosa succede ai vostri soldi se il sito sbaglia, e — nel caso peggiore — cosa rischia chi gioca su un sito che non dovrebbe esserci. Vale la pena leggerlo con la stessa attenzione con cui si legge una quota.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Concessioni, non licenze: cosa cambia per il giocatore

Il regolatore è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» la prima volta, perché il mercato continua a dire «AAMS» e il vecchio acronimo resta nei menu di mezza Italia. Il riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

La parola tecnica è «concessione», non licenza, e la differenza non è di vocabolario. Le concessioni sono assegnate con gara pubblica, e la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

Sotto l’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 i giochi offribili a distanza con concessione sono elencati per lettera: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); bingo. L’art. 6, comma 3 fissa il tetto: i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5), e le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

Tre cose seguono da qui, e riguardano il portafoglio. La concessione è per sito e non per azienda, quindi un marchio può essere regolare e un suo presunto gemello no. La concessione non è rinnovabile, quindi il panorama cambia a scadenze note e non per capriccio dei marchi. E l’impegno ai limiti di deposito è parte della gara: il tetto di deposito non è una gentilezza del sito.

Identità, conto di gioco e i trenta giorni che contano

Un «conto di gioco» richiede identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione classica con documento e, accanto, le procedure con SPID e con CIE: per aprire il conto, un operatore rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni — l’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18.

Il dettaglio che coglie di sorpresa è la scadenza. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non si apre un conto a ridosso di un torneo e si scopre che il documento caricato non è leggibile: la sospensione arriva sempre nel momento meno comodo.

Pubblicità, bonus e il Decreto Dignità

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024 con le parole del testo: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). La pubblicità del gioco non responsabile è vietata; quella che serve a proteggere il giocatore è ammessa. Una distinzione che vale la pena avere in mente quando si legge un messaggio promozionale e ci si chiede dove finisce l’informazione.

Lo stato dell’arte, al momento della verifica: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica, non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non è stato trovato e il divieto è in vigore alla data di verifica.

Sui bonus conviene essere precisi, perché è il terreno dove si confonde più spesso. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non è noto alcun tetto di legge all’importo del bonus né al rigioco: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Chi vi dice che «la legge mette un tetto ai bonus» vi sta raccontando una cosa che non c’è.

La tassa, e chi la paga

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è a carico dell’operatore: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima al 43 % e al 47 %. Le giocate virtuali, cioè sugli eventi simulati, pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e non è noto se gli accrediti di bonus entrino nella base imponibile.

Per chi gioca la conseguenza è diretta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di sempre: consultare un commercialista. Diverso il caso delle vincite da siti non autorizzati o esteri: l’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili sotto l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il margine: come si legge dalle quote, e cosa costa

Questo è il passaggio che rende leggibile tutto il resto, e vale più di qualunque recensione. Le quote contengono già il prezzo del servizio. Prendiamo un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato. La quota è il reciproco di una probabilità: 1 ÷ 1,90 fa 0,5263 circa per ciascun esito, e i due valori sommati danno 1,0526. Sottraendo 1 resta 0,0526: il margine del bookmaker su quel mercato sta intorno al 5 %, e la quota di puntate restituita è circa il 94,7 %.

Con un margine del genere, per ogni 100 € puntati in modo uniforme sui due esiti il bookmaker trattiene in media circa 5 € e ne restituisce circa 95. La banda conta più del numero singolo: su un mercato a due esiti con entrambe le quote tra 1,85 e 1,95 il margine si muove in un intorno stretto di quella cifra, e si allarga quando le quote scendono entrambe. Più il margine è alto, più la stessa giocata costa: è il motivo per cui una quota «generosa» su un mercato a due esiti va guardata insieme all’altra, non da sola.

E in cricket il margine fa un salto che nel calcio non si vede, perché il numero di esiti cresce. Un mercato sul vincitore di un ODI ha tre esiti e non due, quindi la stessa cifra di margine si distribuisce su tre quote e ciascuna scende rispetto a un mercato a due esiti. I mercati più sottili — il miglior marcatore di run, l’esito dopo i primi dieci over — sono costruiti su eventi con meno controvalore scommesso, e il margine che l’operatore deve applicare per coprirsi è strutturalmente più alto. Il risultato pratico è che in cricket la stessa analisi resa su un mercato 1X2 vale meno, e il prezzo della giocata «bella» è la quota che non trovate.

Siti inibiti, oscurati e cosa rischia chi gioca

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco agisce a livello di DNS e alcuni fornitori restano indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riportato dalla stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, mentre i mirror ricompaiono in poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati».

Poi c’è la parte che riguarda il giocatore, e va letta senza addolcirla. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 — come l’ADM stessa scrive il 28 febbraio 2024 — «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come l’ADM la enuncia; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Un marchio .com non autorizzato non è una scorciatoia: è un sito che l’ADM può oscurare, che non partecipa al RUA e che, secondo quanto scrive l’ADM stessa, espone chi gioca a una sanzione penale.

Gioco responsabile: gli strumenti che cambiano davvero la partita

Il gioco responsabile è la sezione dove le pagine di comparazione di solito mettono tre righe di cortesia e passano oltre. Qui è il contrario, per una ragione di sostanza: i limiti italiani sono l’unica parte del sistema che incide direttamente sulla giocata, e sono anche l’unica che si comporta in modo diverso a seconda di dove la si tocca.

Limiti di deposito, di spesa e di tempo

L’art. 15, comma 1 del decreto prevede, per i concessionari: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

All’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per aumentare un limite. Questa asimmetria è il cuore del meccanismo: si scende quando si vuole, si sale quando è passata una settimana. Serve a proteggere dalla decisione presa in un momento di euforia, ed è probabilmente la regola più utile che un giocatore italiano abbia a disposizione.

Il tetto di deposito che l’ADM stabilisce nella gara non è noto nel suo importo. Quello che conta è la logica: il limite lo sceglie il giocatore, non il concessionario, e una volta scelto vale per il periodo.

L’autoesclusione e il Registro Unico

L’autoesclusione è lo strumento più potente e il meno compreso. Il RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — blocca tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e le sale fisiche. Un solo gesto, e il blocco è sistemico: non c’è un operatore che resta fuori.

Le durate non sono un dettaglio tecnico. Un operatore prevede nei propri termini l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un intervallo che parte da sette giorni e arriva a nove mesi copre situazioni molto diverse, e la revoca a nove mesi è la parte da capire prima di scegliere la forma indeterminata.

La conseguenza che nessuno dice abbastanza forte è questa: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com non autorizzato resta senza quella protezione, e ci resta con la sensazione di averla attivata.

Cosa fanno gli operatori, e cosa resta al giocatore

Gli strumenti elencati nella legge diventano cose concrete solo nei termini di ciascun operatore. Un operatore indica nella propria app, tra gli strumenti di gioco responsabile, periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, rimandando per i residenti in Italia al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un altro chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto che ha effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni.

Il numero verde è l’unico punto di questa sezione che non passa dai termini di un operatore, ed è anche l’unico che esiste a prescindere da quale conto avete aperto.

L’obbligo di informazione, a carico di chi

C’è una disposizione che vale la pena conoscere perché spiega da dove viene buona parte della comunicazione che si vede in giro. L’art. 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Non è beneficenza: è un obbligo, con un tetto annuo.

Per il giocatore la lettura è semplice. I materiali sul gioco responsabile che si trovano su un sito con concessione hanno una fonte normativa e un budget fissato; quelli su un sito senza concessione, per definizione, no.

Il calendario, i tornei e il largo del mercato

Il cricket italiano vive di un paradosso: lo sport è poco seguito, ma il calendario internazionale è pieno tutto l’anno, e la domanda di scommesse non segue la popolarità dello sport ma la sua programmazione.

Il formato internazionale e il ruolo dell’ICC

A governare il cricket è l’International Cricket Council (ICC); dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. Questa struttura conta per le scommesse più di quanto sembri: il Test cricket è distribuito su giornate intere, il che significa sessioni di gioco lunghe e mercati che si aprono e si chiudono per cinque giorni di fila.

Il calendario che conta: dai Test alla Coppa del mondo T20

Il formato corto è quello che genera i picchi di attenzione, e il ciclo più recente lo dimostra. L’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026, giocata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con venti squadre, battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Un torneo di un mese con venti squadre significa, per chi scommette, un periodo in cui il cricket esce dalla nicchia e i mercati si allargano; e significa anche, per il giocatore italiano, un mese in cui la differenza tra un sito con concessione e uno senza si sente di più.

Un torneo di quella durata ha una seconda conseguenza, meno visibile: le quote si muovono. Un listino pre-torneo costruito sulle favorite cambia dopo due settimane di risultati, e un mercato che sembrava caro all’inizio diventa conveniente per ragioni che non hanno nulla a che vedere con le squadre.

Dove il cricket entra nei listini degli operatori italiani

Qui le cose si fanno concrete, e conviene guardare cosa gli operatori dichiarano nelle proprie app. Un’app copre scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Un’altra copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Un’altra ancora offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. Un’altra copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Lette insieme, queste quattro descrizioni dicono una cosa sola che vale per il cricket: lo sport non compare negli elenchi di richiamo. Non è un’accusa, è la fotografia di un mercato in cui il cricket entra dalla porta laterale, dentro la voce «altri sport» o dentro l’offerta live, e la sua presenza dipende dal palinsesto del singolo concessionario.

Dove sta il cricket nel listino, e perché cambia da marchio a marchio

Per chi cerca specificamente il cricket, il criterio pratico è il listino, non il marchio. Il percorso è sempre lo stesso: aprire la sezione scommesse, cercare la voce cricket tra gli sport, e verificare quali competizioni sono presenti e con quanti mercati. Un operatore che quota un grande torneo internazionale può non quotare il resto; uno che copre il Test cricket può avere un listino pre-match ricco e un live quasi vuoto.

Il momento in cui questa verifica va rifatta è ogni volta che il palinsesto cambia: un torneo internazionale nuovo può entrare nel listino di un operatore e non di un altro, e l’unico posto dove vederlo è la sua sezione scommesse.

I dieci marchi, uno per uno

Le schede che seguono sono costruite solo su quello che ciascun operatore dichiara: i propri termini, la propria app, i propri numeri di concessione. Non è una classifica e non è una raccomandazione: è quello che una verifica indipendente riesce a mettere per iscritto, e ogni scheda si chiude con quello che il materiale sopra autorizza a dire.

NetWin: virtuali a ciclo continuo e un’agenda fitta

L’app NetWin.it propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. La concessione è la n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su Netwin.it.

La partenza ogni due minuti è il dettaglio che definisce questo operatore, ed è un dettaglio che ha un rovescio. Un ciclo così corto significa una cosa ogni due minuti disponibile, e significa anche che il tempo tra una giocata e l’esito è di due minuti: la frequenza è alta e la pausa è breve. Per chi scommette, la conseguenza da tenere presente è che una piattaforma costruita sulla rapidità è una piattaforma in cui il limite di deposito si consuma prima di quanto ci si aspetti. Il cricket, quando c’è, sta nella fascia degli «altri sport» di un listino che nella descrizione ufficiale non lo nomina.

Lottomatica: streaming e il cricket fuori dai riflettori

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La concessione è la n. 16010, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., su Lottomatica.it.

La diretta streaming è la parte interessante, perché cambia il modo di giocare live: si guarda l’evento mentre la quota si muove, invece di guardare solo la quota. Il limite è che lo streaming copre gli eventi che l’operatore sceglie di trasmettere — gli elenchi ufficiali parlano di calcio, volley, tennis e basket — e il cricket non compare tra gli sport trasmessi. Per chi vuole seguire un ODI mentre gioca, la partita si guarda altrove. Sul resto, la piattaforma è quella di un operatore grande e generalista, e la sua forza è nel calcio, non nella nicchia.

bet365: la concessione n. 16030 e l’effetto palinsesto

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è la n. 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc, su Bet365.it.

La partnership con la Champions League è un fatto di posizionamento, non di listino, e vale la pena non confondere le due cose: un accordo commerciale con una competizione non dice nulla su altri sport. Quello che dice qualcosa è la vicenda della Setka Cup: quando nel settembre 2026 l’ADM ha autorizzato il torneo di tennis da tavolo, la stampa di settore ha riportato bet365 come primo partner, cioè il primo operatore a mettere a listino un evento appena approvato. È l’esempio migliore di come si comporta un palinsesto: l’evento entra quando l’ADM lo autorizza, e chi lo mette per primo lo mette perché ha la struttura per farlo. Per il cricket, questo significa che la disponibilità dipende dalla stessa catena, e che un operatore con un listino ampio è quello che ha più probabilità di coprire un torneo quando arriva.

Goldbet: schedine, sistemi e il tasso di rigioco

L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La concessione è la n. 16009, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., su Goldbet.it.

Nota che Lottomatica e Goldbet condividono il concessionario: sono due siti con la stessa concessione alle spalle, e questo è il caso concreto che rende utile guardare la riga del concessionario invece dell’insegna. Chi confronta i due marchi come se fossero due aziende diverse sta confrontando due listini, non due soggetti giuridici. Sul cricket, la descrizione ufficiale dice «altri sport» e si ferma lì: la presenza va verificata nel listino.

Planetwin365: ampiezza di campionati e oltre venti sport

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la n. 16007, di Pwo S.p.a., su Planetwin365.it.

Oltre venti tipologie di sport è la cifra più ampia fra quelle dichiarate dagli operatori in questa lista, ed è anche una promessa che va letta con attenzione: il numero delle tipologie non dice quanti mercati abbia ciascuna. Uno sport può essere presente con un solo mercato sull’esito finale e restare fuori dal live, e questo per il cricket è la differenza tra poter giocare un torneo e non poterlo giocare affatto. L’unico modo di saperlo è aprire la sezione e guardare.

Betfair: il betting exchange e il margine che non c’è

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione è la n. 16028, di Betfair Italia S.r.l., su Betfair.it.

Qui la storia è diversa da tutte le altre, e la ragione è la struttura del prodotto. Il betting exchange — in italiano «punta e banca» — è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. In un exchange non c’è un bookmaker che fissa il prezzo e trattiene un margine: c’è una commissione sul risultato. La documentazione di Betfair è indicata come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è noto, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Per il cricket l’exchange è il prodotto più interessante e il meno disponibile: un mercato tra giocatori ha senso su eventi con molti esiti e molta liquidità, e il cricket internazionale è esattamente quel tipo di evento — quando c’è. La puntata minima di 200 centesimi, però, taglia fuori chi voleva provare con cinquanta centesimi per capire come funziona.

StarCasinò: la concessione n. 16026 e il resto

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la n. 16026, di Azzurri Limited, su Starcasino.it.

È il caso più chiaro di un marchio nato intorno al casinò che tiene un banco scommesse accanto. Nei fatti: il casinò è il centro dell’offerta, lo sport è un reparto, e un reparto ha meno mercati di un reparto principale. Chi cerca il cricket passa da qui e probabilmente non lo trova; chi cerca slot e, ogni tanto, una giocata su un evento internazionale, trova quello che cerca. Vale anche la pena notare che la concessione è intestata a una società con nome diverso dall’insegna: Azzurri Limited gestisce anche un altro sito, e questo è il motivo per cui il numero, non il marchio, è la cosa da verificare.

BetFlag: un bonus del 100 %, e il conto che si apre due volte

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La concessione è la n. 16008, di Betflag S.p.a., su Betflag.it.

Un 100 % fino a 5.000 € è la cifra più alta di questa lista, e come ogni cifra alta va letta con la calma che merita. Il bonus è accreditato su saldo, cioè è denaro giocabile e non un rimborso; il tetto di 5.000 € si raggiunge solo con un primo deposito di pari importo, e i requisiti di puntata che accompagnano l’accredito stanno nei termini, insieme alle quote minime che contano per far valere le giocate. Nessuno regala cinquemila euro: la cifra dice quanto grande può diventare il bonus, non quanto valga.

L’altra particolarità di questo operatore è il conto che si apre due volte. Chi sceglie SPID o CIE — che il sito mette accanto alla registrazione tradizionale — si identifica con le credenziali digitali e salta la fase più fastidiosa; chi sceglie il documento ha trenta giorni per completare la validazione, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Due percorsi, due tempi diversi. Chi apre il conto la sera prima di un torneo scelga il primo.

Eurobet: quando il palinsesto arriva fino alla politica

L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. La concessione è la n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet.it.

Un palinsesto che arriva alle elezioni e ai reality show dice qualcosa di preciso: la logica non è la competenza sportiva, è la copertura. Un operatore che quota la politica ha un listino costruito per non lasciare nessuno senza evento su cui giocare, e un listino così tende a includere anche gli sport di nicchia — non per vocazione, per completezza. È l’argomento migliore che questa lista offra a favore di Eurobet per chi cerca cricket. Nota anche che la concessione di Eurobet Italia copre più siti oltre a questo, il che è la ragione per cui l’insegna e il concessionario vanno tenuti distinti.

William Hill: la freebet settimanale e la stagione di Serie A

L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. La concessione è la n. 16044, di William Hill Malta Plc, su William Hill.

Questa è l’unica promozione di tipo diverso nella lista, e la differenza ha una conseguenza finanziaria concreta. Le 5 € sono una freebet, non un accredito in denaro: nella freebet la puntata di solito non viene restituita con la vincita, quindi il suo valore è più basso del suo importo e dipende dalla quota a cui la si gioca — e su una quota totale minima di 10.0, la parte che conta è che la multipla qualificante deve avere almeno cinque eventi, cioè che per accedere alla freebet bisogna prima rischiare 20 € su una giocata che vince raramente. Il tetto di 100 € corrisponde a venti settimane di Serie A coperte, non a un bonus di cento euro alla prima giocata.

E poi c’è il cricket, che qui non c’entra nulla e conviene dirlo: una promozione legata alla stagione di Serie A è costruita su un altro sport, e chi cerca valore nel cricket non lo troverà in questa offerta.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su quelli che stanno nel palinsesto approvato dall’ADM: la giocata può essere accettata esclusivamente su eventi del programma che il concessionario predispone e l’ADM approva, e l’ADM aggiunge eventi uno per uno. Quali sport e quali tipi di giocata siano compresi nel palinsesto di un singolo operatore si legge nel suo listino.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si prende il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini e lo si cerca nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, verificando che la riga esista e porti lo stesso nome. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, il profitto netto è la puntata per la differenza tra quota e 1. Puntando 10 € a quota 1,90 il ritorno è 19 € e il guadagno netto 9 €. In una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano fra loro in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 i reciproci sommati danno circa 1,0526: la quota di puntate restituita è circa il 94,7 % e il margine circa il 5 %. Lo stesso conteggio su un mercato a tre esiti usa tre quote, non due.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario e la somma arriva netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria: consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile già in registrazione, e alcuni operatori chiedono anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Il tetto che l’ADM fissa nella gara non è noto nel suo importo.

Contenuto creato dal team «scommessesuigol»