Scommesse sui Mondiali di calcio 2026: chi ha la concessione ADM e quanto costa ogni quota

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Un Mondiale che si è giocato dall’11 giugno al 19 luglio 2026, in Canada, Messico e Stati Uniti, con 48 squadre e 104 partite in 16 città ospitanti, è un Mondiale di cui si conosce già ogni risultato. Chi cerca scommesse sui Mondiali di calcio 2026 arriva quindi a un bivio preciso: o vuole capire come si costruiva e come si è chiusa una quota su un torneo concluso — utile per leggere il prossimo, che si giocherà in Spagna, Portogallo e Marocco nel 2030 con partite inaugurali in Argentina, Uruguay e Paraguay — oppure vuole sapere su quale bookmaker italiano potrà farlo, e a quali condizioni.

I Mondiali FIFA 2026 si sono disputati dall'11 giugno al 19 luglio 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti, con 48 squadre e 104 partite in 16 città ospitanti.

Vale la pena dirlo subito, perché cambia il valore di tutto quello che segue. Su un torneo concluso non c’è margine informativo: i prezzi sono allineati al risultato che già conosciamo, e l’unico appuntamento su cui si può ancora decidere con cognizione è il Mondiale che deve venire. La Spagna ha vinto, battendo l’Argentina campione in carica per 1-0 dopo i tempi supplementari nella finale al MetLife Stadium di East Rutherford il 19 luglio 2026; Kylian Mbappé si è preso la Scarpa d’oro con 10 gol. Nulla di tutto questo si può rigiocare. Quello che resta da imparare, invece, è tutto il resto: il formato, il modo in cui un bookmaker costruisce un prezzo, il margine che trattiene, i limiti che l’ordinamento italiano gli impone e il conto reale di un bonus.

Dati aggiornati a Ottobre 30, 2026; le posizioni sulle concessioni sono state verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

Gioco responsabile: le regole che entrano in funzione prima che tu possa scommettere

Chi pensa agli strumenti di tutela li immagina come una rete di sicurezza per chi ha già perso il controllo. Funzionano al contrario: scattano in registrazione e nei primi minuti di gioco, prima che qualsiasi quota venga accettata. La conseguenza è banale e poco raccontata: la maggior parte di quello che l’ordinamento italiano prescrive non ti riguarda mentre scommetti, ti riguarda quando scegli il bookmaker e quando compili il modulo di apertura del conto.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Il formato dei Mondiali FIFA 2026 prevedeva 12 gironi da quattro squadre.

La cornice è l’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, il decreto che ha riordinato il settore dei giochi pubblici a distanza: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento di gioco del giocatore, dentro protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Nulla di tutto questo è opzionale per l’operatore, ed è uno dei motivi per cui un marchio regolare e uno non regolare non sono la stessa cosa con prezzi diversi.

Limiti di deposito, di ricarica e di tempo: chi li sceglie e quando cambiano

Il limite di deposito lo scegli tu, in registrazione, su base settimanale o mensile. Non è un’impostazione di comodo che si aggira in trenta secondi: è il punto in cui la legge mette la decisione nelle mani del giocatore, e i tempi di modifica sono asimmetrici per costruzione. Le condizioni di Admiralbet chiedono in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e stabiliscono che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato attende 7 giorni. Si può discutere se sette giorni siano il numero giusto; non si può discutere la logica, che è quella di rendere facile rallentare e lento accelerare. Se stai valutando un conto proprio per il Mondiale, il consiglio pratico è impostare il limite al momento dell’apertura, con calma, invece che nella sera della finale.

C’è poi un limite che non dipende da te e che conviene conoscere prima di versare: la ricarica nei punti vendita autorizzati — tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM che costa 100 € l’anno — può essere fatta solo su richiesta del titolare del conto, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti per un massimo di 100 € a settimana complessivi. Quei punti vendita non pagano vincite e non permettono di prelevare il saldo. Chi ricarica in tabaccheria immaginando di poter ritirare allo stesso sportello arriva alla prima vincita e scopre che i soldi escono per un’altra strada, con un’altra procedura e altri tempi.

Autoesclusione, RUA e la tutela che finisce dove finisce la concessione

La misura più drastica e più utile è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Un’iscrizione al RUA blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche, non solo al bookmaker presso cui l’hai chiesta. Le condizioni di Admiralbet prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; sempre le stesse condizioni indicano che dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata, con revoca possibile dopo 9 mesi. Il dato interessante è la larghezza della forbice: da una settimana a nove mesi coprono situazioni molto diverse, e la scelta del periodo è essa stessa uno strumento.

Qui sta la conseguenza che vale la pena portarsi via. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, e questo significa che un giocatore autoescluso lì non è protetto affatto: la sua iscrizione non ha effetto su un dominio che non appartiene al sistema. Il RUA non è una funzione dell’app, è una funzione della concessione. Chi lo tratta come un’opzione dell’operatore ha capito male il meccanismo, e la scoperta arriva nel momento peggiore.

Identificazione: SPID, CIE e i trenta giorni che contano

Il conto di gioco richiede l’identificazione piena, e in Italia questo vuol dire documento, codice fiscale e, sempre più spesso, identità digitale. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Goldbet, secondo quanto riporta la sua scheda, arriva alla CIE passando da un provider SPID. Sono dettagli che sembrano burocrazia e invece decidono il calendario: senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Un conto sospeso con una scommessa dentro è la definizione di un problema che nessuno vuole avere a dieci giorni da una finale.

Vale la pena dirlo perché è la parte che i comparatori liquidano in una riga: con SPID il conto si verifica in pochi minuti, con il documento caricato a mano si resta in attesa e si ha un limite di tempo. Chi apre il conto il giorno stesso in cui vuole giocare sa quale delle due strade conviene.

L’articolo 15 non è solo divieti

La stessa norma che impone i limiti mette a carico del concessionario un dovere di informazione: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta in valore assoluto e non è una tassa che il giocatore paga direttamente, ma dice una cosa sul modello: la tutela in Italia è finanziata dal settore stesso, con un tetto che impedisce a un singolo operatore di trasformare il dovere in campagna di immagine.

Sul piano pratico, l’unica domanda che conta è dove si chiede aiuto. bet365 indica, per i residenti in Italia, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Un numero verde non è una funzione del prodotto e non è un sostituto di un limite impostato: è quello che serve il giorno in cui il limite impostato non basta più.

Quanto vale davvero una quota: come si costruisce un prezzo sulle partite del Mondiale

Una quota non è un pronostico, è un prezzo che comprende il ricavo dell’intermediario. Il giocatore la legge come una promessa, e la promessa è sempre un po’ più bassa del vero. Capire di quanto è la differenza è la sola competenza che serve davvero su un torneo già concluso, perché è l’unica che si trasferisce identica al 2030.

Il meccanismo sta tutto in due numeri. Il primo è il payout di un mercato, cioè la quota di ogni unità puntata che il mercato restituisce nel complesso, calcolata su tutte le esiti possibili di quel mercato: si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti e si prende l’inverso di quella somma. Il secondo è il margine, che è semplicemente 100 % meno il payout. Nessuna delle due grandezze si ricava da una singola partita, e nessuna delle due dice chi vince: dicono quanto costa giocare lì.

Il resto lo fa il formato. Il Mondiale 2026 prevedeva 12 gironi da quattro squadre, con le prime due di ogni girone e le otto migliori terze promosse ai sedicesimi di finale. Su un tabellone così il numero di partite e di esiti è alto, la fase a gironi genera mercati relativamente stabili e la fase a eliminazione diretta li rende fragili: ai sedicesimi certi mercati diventano a due esiti, e un mercato a due esiti con lo stesso ricavo per il bookmaker espone margini diversi da quelli di un 1X2 a tre esiti.

Il margine di un 1X2 illustrativo e dove finisce l’onestà del confronto

Il margine non è uguale su ogni mercato, e nemmeno su ogni sport. Prendiamo un 1X2 illustrativo con quote decimali 2,10 / 3,40 / 3,60 — un esempio, non un prezzo quotato da nessun operatore, e nemmeno il prezzo di una partita realmente giocata. La somma degli inversi è 1/2,10 + 1/3,40 + 1/3,60, cioè circa 0,4762 + 0,2941 + 0,2778 = 1,0481. Il payout è quindi circa 95,4 %, e il margine che resta al bookmaker è circa 4,6 % di ogni unità puntata su quel mercato. La conclusione da portare via è una banda, non una cifra secca: su un 1X2 di questo tipo il ricavo implicito sta tra il 4 % e il 6 %, e scende verso il limite inferiore solo su eventi molto seguiti, dove il bookmaker comprime il ricavo per attirare volume. Su una partita di cartello il margine si assottiglia; su un campionato minore, o su un mercato secondario come il numero di tiri in porta, la banda si sposta verso l’alto e il payout scende.

Qui conviene essere espliciti su ciò che il numero non dice. Il margine è la quota che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su quel mercato; non è la probabilità che una giocata vinca, non è un costo che paghi in più sulla puntata persa e non è un pronostico sulla partita. È un ricavo medio su un mercato, non un esito. Su un Mondiale concluso questo ricavo non è recuperabile in alcun modo; sul 2030 è esattamente la variabile su cui conviene scegliere l’operatore prima ancora di guardare il bonus.

Quattro tipi di giocata, quattro modi di pagare il margine

La differenza tra una singola, una multipla e un sistema non è il divertimento, è il numero di volte in cui il margine ti viene applicato. Ogni mercato che aggiungi a una multipla porta con sé il proprio ricavo, e il prezzo complessivo è il prodotto delle singole quote: la moltiplicazione premia, il ricavo si accumula. Se quattro esiti hanno ciascuno un payout del 95 %, il payout combinato non resta vicino al 95 %: scende verso il basso, perché ogni passaggio trattiene la sua parte. È il motivo per cui una multipla a cinque eventi con quote apparentemente generose ha un costo implicito molto più alto di una singola, e il motivo per cui SNAI e Goldbet, che mettono nello stesso listino singole, multiple e sistemi, stanno offrendo tre prodotti con tre profili di costo diversi.

Il sistema aggiunge un’ulteriore variabile: la giocata paga solo se una certa combinazione di esiti si verifica, e la copertura parziale non cambia la natura del costo, lo distribuisce. Vale per chi ha già una lettura del torneo e vuole differenziare, non per chi cerca una scorciatoia.

Il cash out: chiudere una schedina non cancella il margine

Per chi legge il Mondiale come una sequenza di occasioni da gestire, la funzione più interessante non è un mercato in più ma un’uscita anticipata. SNAI Sport offre la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento; anche Sisal, tra i prodotti dell’app, elenca il Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il valore proposto in chiusura è a sua volta un prezzo costruito, con il proprio ricavo incorporato, e non è mai la quota «corretta» di quel momento: è la quota che l’operatore è disposto a pagare per riprendersi il rischio, e in quel prezzo c’è lo stesso margine che pagheresti aprendo.

Chiudere una giocata in vantaggio è un modo per ridurre la varianza, non per battare il mercato. Chi lo usa in quel modo ha capito il prodotto; chi lo usa per «bloccare un guadagno» senza fare il conto del prezzo si sta limitando a pagare due volte lo stesso pedaggio.

Mercati speciali e combo: due nomi, un ricavo più alto

Le combo meritano una riga a parte perché il loro prezzo è composto per costruzione. Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate; Betsson copre 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo; Sisal elenca la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Sono nomi commerciali per combinazioni di esiti elementari. Il tasso di vincita scende e il ricavo implicito sale, ed entrambe le cose derivano dalla struttura, non dal comportamento dell’operatore.

Su un torneo chiuso, la lezione si applica al prossimo: prima di scegliere un bookmaker per il 2030, guarda quanto costa il mercato più semplice che intendi giocare, perché è quello su cui il confronto tra operatori è più onesto e più leggibile.

Calendario e competizioni: cosa è stato il Mondiale 2026 e cosa aspettarsi dal 2030

Il calendario è la parte del torneo che il mercato prezza per prima e con più precisione. Un Mondiale non è un evento, è una sequenza di 104 partite distribuite su cinque settimane, e ogni fase ha un profilo di mercato diverso. Il Mondiale FIFA 2026 si è disputato dall’11 giugno al 19 luglio 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti, con 48 squadre e 104 partite in 16 città ospitanti, e la finale è andata alla Spagna, che ha battuto l’Argentina campione in carica per 1-0 dopo i tempi supplementari al MetLife Stadium di East Rutherford il 19 luglio 2026. La Scarpa d’oro è andata a Kylian Mbappé con 10 gol. Un torneo di questa durata è, per il bookmaker, cinque settimane di calendario fitto e un finale concentrato; per il giocatore è cinque settimane in cui conviene sapere in anticipo quali mercati si aprono e quando.

Sul piano della tradizione, i titoli mondiali per nazione sono Brasile 5, Germania 4, Italia 4, Argentina 3, Francia 2, Spagna 2, Uruguay 2 e Inghilterra 1. Il secondo titolo spagnolo è arrivato proprio in questo torneo, e il dato interessante non è il palmarès in sé, ma il fatto che si tratti di un aggiornamento recente: i numeri che un giocatore ha in testa dai Mondiali precedenti sono già vecchi di un titolo.

Perché un torneo a 48 squadre cambia i mercati, non solo le partite

Il formato dei Mondiali FIFA 2026 prevedeva 12 gironi da quattro squadre, con le prime due di ogni girone e le otto migliori terze che passavano ai sedicesimi di finale. È la novità strutturale dell’edizione e ha conseguenze leggibili sul listino. Con 12 gironi, le partite dell’ultima giornata non si giocano tutte in contemporanea nella stessa misura delle edizioni a 8 gironi, e questo tiene aperti i mercati sulla qualificazione più a lungo. Le otto migliori terze introducono poi una classifica trasversale tra gironi che molti mercati tradizionali non prezzano direttamente: chi vuole coprire quel tipo di esito deve cercarlo in un mercato specifico, e quei mercati hanno tipicamente meno liquidità e margini più larghi di un 1X2 sulle grandi favorite.

Sui mercati di una partita secca, invece, il formato cambia meno di quanto si immagini: la fase a eliminazione diretta produce mercati a due esiti e riporta il listino a strutture più semplici. Il punto di attenzione si sposta sul calendario, non sul tabellone.

I dieci operatori e la copertura del calcio internazionale

Se il tuo interesse è costruire un listino attorno al prossimo Mondiale, la domanda utile non è «chi ha più sport», è «chi copre il calcio internazionale con continuità». Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sono due profili diversi: il primo costruito sul campionato italiano come base e sull’Europa come estensione, il secondo su un posizionamento internazionale dichiarato.

La differenza conta su un torneo che si gioca in Nord America: chi ha il calcio internazionale come prodotto principale ragiona in fusi orari e calendari esteri da sempre, chi lo ha come estensione del campionato italiano ha storicamente un altro baricentro.

Live, streaming e Virtuali: dove il listino si allarga

Il live è la parte del prodotto che più si allontana dal pre-match, e non solo per i tempi. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Le cifre non sono confrontabili tra loro — una riguarda gli eventi di un giorno, l’altra un catalogo complessivo — e questo è il primo tranello quando si leggono le schede degli operatori.

Accanto al live, la quota di listino che riguarda il Mondiale meno di quanto sembri è quella dei Virtuali. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. NetWin.it propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Gli eventi simulati sono una categoria normativa a sé — l’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 li definisce come eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati tramite animazione — e hanno un trattamento fiscale proprio, che il pre-match non ha. Chi passa ore sui virtuali sta giocando un prodotto diverso, con un ricavo implicito diverso e un’imposta diversa.

La classifica: dieci concessionari ADM a confronto sui fatti

Prima di qualunque numero, la premessa che rende leggibile tutto il resto. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it; una stessa società può tenerne più di una, come Eurobet Italia S.r.l. che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda. Due avvertenze seguono da qui e valgono più di ogni colonna: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive — lo dimostra il sito o l’app dell’operatore — e l’elenco non è esaustivo del mercato, perché altri concessionari esistono e un marchio assente da questo confronto non è per ciò stesso privo di concessione.

Detto questo, i dieci marchi che seguono hanno tutti una concessione ADM e un sito .it proprio, e ognuno dichiara la propria concessione nei termini. L’ordine non è una graduatoria di qualità: è l’ordine dei marchi trattati, e l’unica cosa che il lettore deve confrontare sono i fatti, che non sono gli stessi per tutti.

Concessione ADM e cosa dice il contratto: il confronto in una tabella

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa stabiliscono i termini dell’operatore
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited; sito .it proprio l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò
Betsson n. 16027, Azzurri Limited; sito .it proprio scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a.; sito .it proprio apertura conto con identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica; bonus di benvenuto Sport pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 €
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc; sito .it proprio Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l.; sito .it proprio Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a.; sito .it proprio calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, 1X2, combo bet, marcatori e live score
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc; sito .it proprio Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a.; sito .it proprio campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), Champions League, Europa League, Conference League, oltre 20 sport con risultati in diretta
SNAI n. 16032, Snaitech Spa; sito .it proprio singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a.; sito .it proprio schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra

La colonna che salta più all’occhio è quella dei concessionari. La società titolare quasi mai porta il nome del marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. È il primo controllo che un lettore attento dovrebbe fare, e non riguarda la solidità dell’operatore: riguarda chi risponde del conto. Se un problema si sposta sul piano legale, la controparte è la società indicata nei termini, non il logo che hai sull’app.

La seconda cosa che la tabella mostra è quanto siano diversi i prodotti dietro un’unica etichetta di «concessione ADM». StarCasinò è dichiaratamente un prodotto casinò-first con un comparto sportivo nell’app; Betfair porta una struttura di mercati orientata alle combinazioni; William Hill lega la sua promozione alla Serie A e non al torneo internazionale. Nessuna di queste differenze è un difetto, ma chi cerca un bookmaker per un Mondiale deve sapere che la concessione è la condizione necessaria e non la descrizione del prodotto.

StarCasinò: sport dentro un’app da casinò

StarCasinò compare nell’elenco ADM con il numero 16026, sotto Azzurri Limited. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È un profilo dichiarato: il calcio internazionale non è la ragione per cui qualcuno apre l’app, è una delle cose che ci trova dentro.

Per un lettore che cerca specificamente il Mondiale, la conseguenza è di ordine pratico. Il marchio non porta nella sua descrizione un catalogo di competizioni internazionali o un numero di eventi live: porta una generica copertura dei principali eventi sportivi. Chi vuole verificare se la copertura del calcio internazionale è all’altezza deve guardare il palinsesto dell’operatore, perché è lì che la concessione diventa un listino. La concessione dice che può accettare la giocata; non dice che la troverai.

Il punto è che StarCasinò conviene a chi vuole un conto unico per casinò e sport e non ha intenzione di costruire un listino attorno a un torneo. Chi invece cerca profondità sul calcio internazionale trova altrove una descrizione più articolata, e la differenza tra un’app generalista e un bookmaker di calcio si vede tutta nella prima settimana di un Mondiale.

Betsson: il catalogo che si regge sul live

Betsson è iscritto con il numero 16027, sempre sotto Azzurri Limited — lo stesso concessionario di StarCasinò, che è un buon promemoria del fatto che la concessione appartiene alla società e viene assegnata per sito. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La lista dei mercati è quella di un operatore che ragiona per tipo di esito più che per competizione: 1X2 e Under/Over sono il nucleo, Goal/NoGoal e marcatori sono le propaggini, combo è il contenitore che ricombina tutto. È una struttura coerente, e su un torneo con 104 partite ha il vantaggio di dare qualcosa da giocare anche nelle giornate senza partite di cartello. Il costo implicito si annida proprio dove il catalogo è più ricco: i mercati marcatori e combo sono quelli in cui il ricavo del bookmaker è tipicamente più alto, perché la liquidità è minore e il prezzo più difficile da controllare per il giocatore.

Il confronto interessante è con StarCasinò. Stessa società titolare, apparato normativo identico, ma un comparto sportivo descritto con un catalogo di mercati invece che con una formula generica. Se il criterio è il calcio internazionale e la varietà delle giocate, Betsson presenta al lettore qualcosa in più; se il criterio è l’uso promiscuo di casinò e sport, StarCasinò non è in ritardo su nulla che la descrizione dell’app lasci intendere.

BetFlag: identificazione moderna e un bonus dal tetto alto

BetFlag è iscritto con il numero 16008, sotto Betflag S.p.a. — uno dei pochi casi in cui la società porta il nome del marchio. Sul fronte dell’accesso, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Sul fronte dell’offerta, il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

È l’operatore di questo confronto con l’identificazione digitale più esplicitamente trattata nelle pagine di apertura conto, e per un lettore che apre il conto la settimana prima di un torneo non è un dettaglio secondario: è la differenza tra un conto operativo in pochi minuti e un conto in attesa con un termine di trenta giorni.

Il bonus merita un discorso a parte, perché il numero 5.000 € fa molto rumore e non dice quasi nulla. È un tetto, non un importo: vale il 100 % del primo deposito fino a quel limite, e significa che il valore effettivo dipende da quanto depositi e dalle condizioni di svincolo che l’operatore applica alla promozione. Un bonus del 100 % su un deposito modesto resta modesto, per quanto alta sia la cifra in vetrina. Il tetto alto serve a chi versa cifre importanti, e a quei giocatori conviene leggere con attenzione i requisiti prima di considerare il saldo promozionale come denaro disponibile.

BetFlag prende il posto che gli compete: identificazione rapida, un tetto promozionale tra i più alti del gruppo, e la titolarità della concessione in capo alla società che porta il marchio, che semplifica il già citato controllo sul contraente.

William Hill: la promozione legata alla Serie A, non al Mondiale

William Hill ha la concessione numero 16044, sotto William Hill Malta Plc. La sua promozione descritta nei termini è l’Extra Bet Club: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, assegnata a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Qui il soggetto del confronto è l’operatore sul Mondiale, e la promozione non lo riguarda. È un meccanismo costruito sul campionato italiano: la condizione è una multipla da almeno 5 eventi con quota totale minima 10.0, che è un requisito di composizione, non di importo, e il tetto di 100 € si raggiunge solo con venti settimane di giocate conformi. La freebet settimanale da 5 € è, in valori assoluti, una delle più piccole del confronto.

C’è però una lezione generale che vale più della promozione stessa, ed è questa: un’offerta legata a un campionato non serve su un torneo internazionale, e viceversa. Un giocatore che passa cinque settimane sui Mondiali e ripiega su William Hill per il bonus Extra Bet Club sta inseguendo una promozione pensata per un altro calendario. Chi invece gioca la Serie A tutto l’anno — e sono molti — trova qui un ritorno ricorrente, piccolo ma ripetuto, che su trentotto giornate si somma. Il marchio è adatto al campionato, non alla coppa.

Betfair: mercati costruiti per combinare

Betfair è iscritto con il numero 16028, sotto Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il catalogo è quello di un operatore che ha fatto delle combinazioni il proprio terreno: Multigol e combo non sono mercati accessori, sono il centro dell’offerta insieme alla Supercombo. Il valore di un prodotto così dipende interamente da come si usa. Un lettore che gioca singole lo trova sovradimensionato; un lettore che costruisce combinazioni trova qui una struttura pensata per quello, e la voce «quote maggiorate» sulla Supercombo è esattamente il tipo di dicitura da verificare sul listino prima di darle un peso, perché una quota maggiorata rispetto a un’altra quota dello stesso operatore non dice nulla sul margine complessivo di quel mercato.

Il punto che riguarda il Mondiale è che su un torneo internazionale i mercati che si comportano meglio sono quelli elementari, dove il confronto tra operatori è leggibile. Betfair eccelle sul terreno opposto. Chi cerca il prezzo più basso sul risultato finale di una partita secca trova altrove, probabilmente, un confronto più diretto; chi invece vuole un prodotto che combina esiti diversi in una sola giocata trova qui una varietà che gli altri marchi di questo confronto non descrivono.

NetWin: molto listino, poco calcio di vertice

NetWin ha la concessione numero 16035, sotto Netwin Italia S.p.a. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

La scheda racconta un operatore largo, non profondo: undici discipline elencate con il calcio in testa ma nessuna competizione nominata, un blocco virtuale consistente e un set di mercati essenziale. Su un Mondiale questo significa una cosa precisa. Il torneo è coperto, perché il calcio c’è e 1X2 e marcatori sono i mercati che contano; la differenza non si vedrà nel numero di mercati disponibili, ma nella quota proposta sul singolo mercato, ed è lì che un catalogo generalista paga dazio contro un operatore che vive di calcio internazionale.

C’è poi la questione dei virtuali, e vale la pena non liquidarla come un accessorio. Con partenze ogni 2 minuti e centinaia di eventi, il virtuale è un prodotto a ciclo continuo, con un profilo di rischio completamente diverso da quello di un Mondiale che si gioca in cinque settimane. Sono due modi di giocare che convivono nello stesso conto e non nello stesso budget. Chi usa NetWin per il virtuale e ci aggiunge il calcio troverà un prodotto coerente; chi cerca profondità sulle competizioni internazionali resterà con un listino essenziale.

bet365: la visibilità internazionale, e un’app che va oltre il calcio

bet365 è iscritto con il numero 16030, sotto Hillside (New Media Malta) Plc. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Tra gli strumenti di gioco responsabile indicati per i residenti in Italia c’è il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.

La partnership con la Champions League è, nel nostro contesto, un’informazione sul posizionamento e non un vantaggio operativo: il Mondiale è un torneo FIFA, non UEFA, e un accordo commerciale su una competizione europea non dice nulla su quanto bet365 prezza bene una partita del tabellone mondiale. Quello che dice qualcosa è la struttura del listino: Champions League accanto a Premier League e a sport che non sono calcio — ippica, freccette, boxe, golf — con l’ippica che in Italia è una categoria normativa distinta, con le proprie concessioni e i propri giochi. Un operatore che tiene insieme questo catalogo ragiona per volumi internazionali, e quel tipo di volume è di solito associato a mercati più compressi.

Il rovescio è la dispersione. Chi cerca un prodotto specializzato sul calcio trova qui molti sport accanto, e su un torneo di cinque settimane questo non è un difetto del listino, è una questione di dove guardi. La copertura live pre evento e in tempo reale rende bet365 adatto a chi vuole seguire le partite e giocare durante, e la presenza dichiarata di pause e limiti di versamento tra gli strumenti, con il numero verde accanto, completa il quadro.

Planetwin365: il campionato italiano come base, l’Europa come estensione

Planetwin365 ha la concessione numero 16007, sotto Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

È la descrizione più articolata di copertura calcistica in questo confronto, e la si legge bene guardando l’ordine in cui è scritta: prima i campionati italiani, fino alla Serie C, poi i grandi campionati esteri, poi le coppe europee. È una piramide con il calcio italiano alla base. Per un Mondiale questo conta in due modi opposti. Da un lato, un operatore che segue la Serie C ha un apparato di raccolta dati e di quotazione molto fine, e quella finezza si trasferisce ai mercati secondari. Dall’altro, nessuna delle competizioni nominate è un torneo per nazionali, e questo è il solo appunto sensato da fare: la copertura internazionale dichiarata è di club, e per il Mondiale bisognerà verificare il palinsesto.

Il dato dei più di 20 sport con risultati in diretta va letto per quello che è: un numero di discipline, non di eventi. Serve a dire che l’operatore non è mono-prodotto, non a promettere profondità su ognuna.

SNAI: il listino completo e una via d’uscita

SNAI è iscritto con il numero 16032, sotto Snaitech Spa. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

La combinazione è quella di un operatore che copre l’intera gamma delle forme di giocata — singola, multipla, sistema — e aggiunge mercati secondari particolarmente adatti a un torneo lungo: tiri in porta, cartellini e rigori sono mercati che vivono di statistiche e che su 104 partite offrono occasioni in ogni fase, comprese quelle in cui i mercati sul risultato sono già saturi. Il Cash Out completa il quadro dando una via d’uscita, con le avvertenze già viste: il prezzo di chiusura è un prezzo costruito, e chi lo usa senza fare il conto paga due volte.

Il sistema, infine, è la forma di giocata che più si allontana dalla singola e più richiede di sapere cosa si sta facendo. SNAI lo mette nello stesso listino delle singole, e la scelta di quale usare è interamente del giocatore. Su un Mondiale, dove le partite sono molte e i pronostici si distribuiscono, il sistema ha un senso per chi ha una lettura articolata del torneo; per chi non ce l’ha è solo un modo più complicato di pagare lo stesso ricavo.

Goldbet: concessione, app e il bonus che arriva con il download

Goldbet (Goldbet.it) ha la concessione numero 16009, sotto Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La società titolare è la stessa che gestisce Lottomatica.it, un esempio concreto del fatto che un concessionario può tenere più siti e più marchi.

L’offerta è descritta per forma di giocata e per ampiezza di campionati, senza nominare competizioni specifiche: «tutti i campionati di calcio» è una formula che copre la Serie A come la Coppa del Mondo, e su un torneo internazionale questo ha un pregio e un limite. Il pregio è l’assenza di restrizioni dichiarate. Il limite è che non c’è modo, leggendo la descrizione, di sapere se il calcio internazionale è trattato con la stessa cura del campionato: è una verifica da fare sul palinsesto dell’operatore, come per ogni marchio di questo confronto che non nomina il torneo.

Il bonus di benvenuto legato al download dell’app è un meccanismo di acquisizione diverso da quello di William Hill e da quello di BetFlag: qui la condizione è un’azione tecnica, non un volume di giocate. In sé non è né meglio né peggio — cambia cosa devi fare per accedere alla promozione, non quanto vale — ma è un’altra ragione per leggere i termini prima e non dopo.

Dove la concessione cede il passo al mercato

Una nota che vale per tutti e dieci. La concessione ADM è il titolo per accettare giocate in Italia, non una graduatoria di qualità del listino, e l’elenco dei concessionari non ha una colonna per i giochi: un marchio presente nell’elenco può avere la concessione per le scommesse sportive, per il poker e i giochi di abilità, per i giochi di casino, per l’exchange e per il bingo in qualsiasi combinazione. Questo ha una conseguenza pratica per chi legge un confronto come questo: l’operatore che nel 2030 offrirà il listino migliore sul Mondiale potrebbe essere un marchio che oggi non compare in una lista come questa, mentre alcuni di questi dieci potrebbero non avere, sul torneo, la profondità che la concessione lascia immaginare.

L’unica verifica che conta, per un lettore, è quella sul palinsesto: è l’operatore che lo prepara e ADM che lo approva, e nel palinsesto si trova l’elenco degli eventi e dei tipi di giocata effettivamente accettabili.

Ready to place a bet? Prima leggi come funziona il mercato

Un Mondiale concluso offre una comodità che di solito non si ha: permette di guardare le quote senza la tentazione di giocare. È un vantaggio anche per chi ha intenzione di puntare nel 2030, perché consente di studiare il meccanismo a freddo, senza il rumore della partita che sta per cominciare.

La prima cosa da fissare è cos’è una quota. È un prezzo, e come ogni prezzo contiene il ricavo di chi lo fa. Su un mercato 1X2 a tre esiti, il ricavo implicito si legge sommando gli inversi delle tre quote e togliendo 1 dal risultato: sull’esempio illustrativo 2,10 / 3,40 / 3,60 il conto dà un payout di circa 95,4 % e un margine di circa 4,6 %. Non è un prezzo vero, non è una partita vera, ma il metodo è quello, e una banda tra il 4 % e il 6 % su un 1X2 è un ordine di grandezza ragionevole per giudicare se il listino di un operatore è competitivo.

La seconda cosa è che il margine si moltiplica con la complessità. Una multipla di cinque eventi non ha un ricavo pari a quello di un mercato: ne ha cinque, uno per ogni esito che aggiungi, e il prezzo complessivo è il prodotto delle quote. Una combo e una Supercombo sono combinazioni dello stesso tipo. Su questo non c’è nulla da negoziare: è aritmetica dei prezzi, e spiega perché la forma più semplice di giocata è anche quella in cui il confronto tra operatori è più onesto.

La terza è che il bonus non è denaro. Il termine «bonus di benvenuto» è quello degli operatori; il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e non esiste un tetto statutario né all’importo né al requisito di rigioco, per cui importi, condizioni di svincolo e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da lì soltanto. Un tetto dichiarato a 5.000 € è un tetto, non un accredito. Un freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A è una cifra che si somma solo a chi gioca Serie A ogni settimana.

La quarta è la tassazione, e qui la precisione serve. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (art. 4, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Il giocatore, dal canto suo, non paga imposte sulle vincite incassate da un concessionario ADM e non le dichiara, perché il prelievo è a carico del concessionario: si tratta di un’impostazione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi prima di fare affidamento su questo punto conviene consultare un commercialista. Le vincite ottenute su siti non concessionari seguono invece un percorso diverso, che la sezione sulla normativa affronta.

Normativa: la concessione, i siti oscurati e quello che rischia chi gioca fuori

Il quadro legale italiano è più semplice di come viene raccontato, e più severo di come viene immaginato. Il regolatore è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» — e il mercato continua a dire «AAMS», ma il nome nuovo è quello che conta. La fonte è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Un punto va chiarito subito perché cambia il modo di leggere ogni confronto: in Italia le licenze si chiamano «concessioni» e sono assegnate per gara pubblica, non rilasciate a chi le chiede. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
La Spagna ha vinto i Mondiali FIFA 2026, battendo l'Argentina campione in carica per 1-0 dopo i tempi supplementari nella finale al MetLife Stadium di East Rutherford il 19 luglio 2026.

La durata massima è di nove anni senza rinnovo, per l’art. 6, comma 1 — che elenca anche i giochi concedibili a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); bingo. I requisiti del bando includono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito fissati da ADM nella gara. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata: chi ottiene la concessione sa oggi quanto pagherà nel 2030.

Il palinsesto: l’elenco che decide cosa puoi giocare

C’è un passaggio che sfugge a quasi tutti e che vale più di qualsiasi comparazione di quote. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi del palinsesto approvato. Non è un elenco di massima: gli eventi vengono autorizzati uno per uno. A settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.

La conseguenza è diretta e vale per il Mondiale come per qualsiasi altra cosa: un operatore con concessione non può quotare un evento che non sia stato approvato, e nessuna concessione garantisce che un dato torneo sia già in palinsesto. È la ragione per cui, aprendo il listino di un bookmaker italiano, si trova meno di quanto ci si aspetta su una competizione esotica, e la ragione per cui la lista dei giochi è l’unico documento che dice cosa puoi davvero giocare. Vale anche al contrario: la lista dei giochi è più stretta della concessione, e la concessione è più stretta di ciò che il marketing lascia intendere.

C’è poi il caso dell’ippica, che in Italia è due cose diverse: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria. Non è un dettaglio per specialisti: spiega perché l’ippica compaia in listini che sembrano sportivi e perché non ogni operatore possa offrire tutto ciò che l’etichetta «ippica» suggerisce. Nessun operatore di questo confronto dichiara di offrire totalizzatori di ippica nazionale online, e la verifica va fatta sul suo palinsesto.

Cosa succede fuori dalla concessione: oscuramento e conseguenze penali

Qui si arriva al punto in cui la normativa smette di essere una formalità. Offrire giochi ai giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. L’oscuramento funziona a livello DNS e su qualche operatore di rete arriva in ritardo; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, con le copie che ricompaiono nel giro di ore.

Il lato che riguarda il giocatore è meno noto e più pesante. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 — citata da ADM il 28 febbraio 2024 — prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola sul lato del giocatore come ADM stesso la enuncia; l’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore sono fuori da queste righe. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano; un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto ciò, è esposto all’oscuramento DNS e, per come ADM enuncia la norma, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere che in Italia non hanno alcun valore: è la zona non protetta, quella in cui l’autoesclusione non funziona e il ricorso non ha un giudice italiano.

Le vincite fuori dai confini: redditi diversi e obbligo di dichiarazione

C’è una conseguenza fiscale che quasi nessuno mette in conto quando gioca su un sito estero. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va enunciata per quella che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale. Chi sceglie un operatore fuori dal sistema italiano non sta solo rinunciando a una tutela, sta assumendo un adempimento.

Pubblicità, bonus e limiti dei pagamenti

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che la fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Lo stato applicativo è meno granitico di quanto la norma suggerisca. La stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge queste righe nel 2030 farà bene a controllare come è finita, perché una sponsorizzazione consentita cambierebbe il modo in cui i bookmaker comunicano un Mondiale.

Sui bonus, la distinzione è essenziale e sfugge spesso: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Non esiste un tetto statutario all’importo del bonus né al requisito di rigioco, quindi importi, condizioni di svincolo e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Non c’è nessun numero che l’ordinamento italiano imponga e che un operatore non possa superare in meglio o in peggio.

Sui pagamenti, infine, vale la pena fissare due cose. I punti vendita ricariche dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 sono il canale di ricarica più regolato del sistema, con il registro ADM, l’identificazione al momento dell’operazione, il tetto di 100 € a settimana complessivi in contanti e il divieto di pagare vincite o prelevare saldo. Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepaload, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney, ma l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute il quadro è aperto e non si conosce una norma che nomini le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione: l’entrata in vigore non è confermata.

Betting exchange: l’unica forma di gioco in cui puoi essere anche l’altro lato

Un’ultima cosa che l’ordinamento consente e che pochi sanno: le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, l’exchange, sono un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u). Il giocatore può essere scommettitore o bookmaker e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come un importo minimo di 200 centesimi per la puntata «back» in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e le sue regole di commissione non sono noti, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Per un lettore, l’exchange è la proposta più diversa di tutto questo panorama: non è un prezzo fatto da un operatore ma un mercato tra giocatori, con condizioni proprie. Vale la pena saperlo, e vale la pena verificarlo nei termini dell’operatore prima di aprire un conto per questo scopo.

Domande frequenti sulle scommesse ai Mondiali di calcio

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi del palinsesto approvato da ADM, definito dall’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario. ADM autorizza gli eventi uno per uno, quindi nessuna concessione garantisce che un determinato torneo o mercato sia già disponibile: l’elenco va verificato presso l’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 contava 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome presente non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive, che risulta dal sito o dall’app dell’operatore.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su 10 € a quota 2,10 il ritorno è 21 € e il profitto 11 €; in una multipla le quote dei singoli esiti si moltiplicano in un unico prezzo complessivo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Il payout di un mercato è l’inverso della somma degli inversi di tutte le quote di quel mercato, e il margine è 100 % meno il payout. Su un 1X2 illustrativo a 2,10 / 3,40 / 3,60 il payout è circa 95,4 % e il margine circa 4,6 %, che in genere si colloca tra il 4 % e il 6 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è a carico del concessionario: è un’impostazione riportata dalla stampa di settore, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le condizioni di Admiralbet vi aggiungono limiti massimi di ricarica, di spesa e di tempo di gioco giornalieri, settimanali e mensili: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’iscrizione al RUA blocca ogni piattaforma autorizzata in Italia.

Contenuto creato dal team «scommessesuigol»