Lista dei siti di scommesse in Italia: chi ha la concessione ADM e cosa cambia per chi gioca

Updated Ottobre 2026
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Tre palloni di sport diversi allineati uno accanto all'altro su una panca di legno

Un bookmaker che accetta giocate in Italia ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. Tutto il resto — il bonus, il palinsesto, la quota più alta che il marketing sventola — viene dopo quella riga. La lista che conta, quella ufficiale, la pubblica l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e non ha una colonna per i giochi offerti.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Ultimo aggiornamento: Ottobre 30, 2026. Le concessioni e le condizioni contrattuali citate sono state verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sulle pagine dei termini e delle condizioni degli operatori.

Cosa cambia davvero quando il conto si apre con un limite

La parte che nessun banner racconta è quella che si vede solo dopo il primo accesso: schermate di registrazione che chiedono quanto vuoi poter depositare, non quanto vuoi vincere.

Sul gioco responsabile l’Italia non si affida al buon senso del cliente. L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 elenca ciò che il concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati secondo l’età e il comportamento di chi gioca, dentro protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È una lista tecnica, ma cambia la vita di chi gioca più di quanto cambi la grafica dell’app.

Il punto d’attrito è sempre lo stesso: alzare un tetto è facile, abbassarlo no.

In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Chi arriva da un sito senza concessione trova questa attesa una seccatura; chi ha provato a recuperare soldi persi in una serata sa che è l’unico freno che funziona davvero, perché cade nel momento esatto in cui la decisione è peggiore.

Il quadro si completa con il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018. Chi vi entra viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e sulle sale fisiche. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Ecco la conseguenza che conta, e non è una formalità: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude credendo di essersi chiuso fuori da tutto può aprire un conto su un .com offshore in dieci minuti, e nessuno glielo impedisce. La rete di protezione italiana ha una maglia larga esattamente lì.

Admiralbet non è l’unico operatore che mostra questi strumenti, ma è quello le cui condizioni li descrivono con più dettaglio. L’app bet365 indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia la società rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Chi vuole capire quanto un operatore prenda sul serio la materia dovrebbe leggere quella pagina prima del bonus: dice più di qualsiasi recensione.

Il limite scelto al primo accesso e la trappola dei sette giorni

Il limite di deposito si sceglie in fase di registrazione, su base settimanale o mensile, e da quel momento vale come una condizione contrattuale. Non è un’impostazione nascosta nei menù: l’art. 15, comma 1, lett. b) la mette tra gli obblighi del concessionario, che deve calibrarla sull’età e sul comportamento di chi gioca. Il che significa, tradotto, che il tetto può essere più basso di quello che il cliente si aspetterebbe.

Vale la pena dirlo chiaro perché è la parte che genera più incomprensioni: il tetto non è uguale per tutti e non è uguale per sempre. La cifra che ADM fissa nella gara per le concessioni non è nota, e questo lascia spazio a letture fantasiose sui forum; quello che conta per il giocatore è il numero che compare nel proprio conto, non quello che circola altrove.

La sequenza pratica è breve. Si sceglie il tetto in fase di apertura. Si gioca. Se il tetto va bene, non succede niente e nessuno ci pensa più. Se il tetto va stretto, si chiede l’aumento e si aspetta una settimana mentre la richiesta di riduzione, se arriva, si applica subito. La simmetria non è casuale: serve a mettere un intervallo tra l’impulso e la disponibilità di denaro.

Il D.Lgs. 41/2024 prevede anche una serie di tutele che il giocatore non vede: art. 3, comma 1, lett. a) mette la tutela dei minori tra i principi, e le condizioni di concessione impongono di escluderli dal gioco. L’età fissata dalla legge italiana è 18 anni. Chi apre un conto deve identificarsi per intero: modulo con copia del documento oppure SPID, che alcuni operatori affiancano alla CIE tramite un provider. BetFlag, per esempio, rimanda esplicitamente alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come spiegano le pagine degli operatori.

Vale la pena notare il disallineamento temporale tra le due regole. Il limite si allenta dopo sette giorni; il documento mancante congela il prelievo dopo trenta. Due orologi diversi, due modi diversi di ricordare al giocatore che il conto non è mai solo suo.

Le campagne informative e il motivo per cui nessuno le nota

C’è un ultimo pezzo di questo capitolo che nessun operatore mette in vetrina, e forse è per questo che funziona poco. L’art. 15, comma 2, del D.Lgs. 41/2024 obbliga ogni concessionario a spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Rileggiamo il meccanismo senza il filtro del linguaggio istituzionale. Il concessionario paga per convincere la propria clientela a giocare di meno, o almeno a giocare con più attenzione. Chi ha progettato la norma lo sapeva benissimo, e ha scelto di legare la spesa ai ricavi netti: più il gioco cresce, più cresce anche il budget che serve a contenerlo. È una compensazione, non una soluzione.

Il giocatore, dal canto suo, di questa spesa non vede quasi nulla. Vede le campagne, forse, e le trova generiche. Il che non è un difetto della legge ma della sua applicazione: una comunicazione responsabile pagata dall’operatore con il logo dell’operatore sopra, come consentito dall’art. 15, comma 3, che permette al concessionario di firmare messaggi di gioco responsabile, ha un problema di credibilità che nessun budget può risolvere.

Per chi sceglie dove aprire un conto, la morale è semplice e poco entusiasmante: gli strumenti obbligatori ci sono su tutti i concessionari, perché li impone la legge. Quello che cambia da operatore a operatore è quanto sono facili da trovare e quanto sono espliciti nel dirti le conseguenze. Ed è esattamente il terreno su cui vale la pena confrontare due siti prima di versare il primo euro.

Bonus sportivi: incentivo, requisiti, ricompensa

La parola «gratis» è quella che vende meglio e che regge peggio.

Cominciamo da un punto che viene spesso frainteso, e che vale per tutta la categoria: il Decreto Dignità vieta la pubblicità al gioco, non l’esistenza dei bonus. Sono due cose diverse e la seconda gode di ottima salute. Nessun tetto statale agli importi bonus e nessun tetto al rigioco è noto, il che significa che ogni cifra, ogni requisito e ogni quota minima vengono dai termini contrattuali del singolo operatore. Cioè da un documento che quasi nessuno legge fino in fondo.

Il che ci porta al primo dei tre errori che vedo ripetersi ogni anno: confondere l’importo del bonus con il suo valore.

Un bonus in denaro e un bonus da giocare non sono la stessa cosa, e le condizioni contrattuali lo dicono con una chiarezza che il banner non ha. Prendiamo il caso più trasparente del gruppo. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Tre condizioni in una riga: importo massimo, stato del conto, soglia di ingresso. Chi deposita 15 € non prende una frazione del bonus, non prende niente.

Poi ci sono i bonus che arrivano dopo i documenti. Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Tradotto per chi legge in fretta: la strada veloce vale il doppio di quella lenta, e la finestra di 96 ore è una scadenza vera, non un suggerimento.

Il terzo caso è quello del bonus che non è ancora un bonus. Per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Nessuna delle tre condizioni è assurda. Messa in fila, però, descrive un percorso con tre punti di uscita: chi si ferma prima non prende nulla, e i tre passaggi non sono simultanei.

SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche; Lottomatica parla di bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali; Goldbet ricorda che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. In tutti questi casi la struttura dell’offerta la decide l’operatore e la si legge nei suoi termini, non nel racconto di chi l’ha già incassata.

Quanto vale davvero un bonus da giocare

Qui il discorso si fa meno allegro, e vale la pena farlo una volta sola.

Un bonus che si riscuote come credito da giocare non vale il suo importo nominale. Il valore medio si ottiene moltiplicando l’importo del bonus per il margine di payout del mercato su cui lo si gioca, e in questo calcolo la puntata non torna indietro insieme alla vincita. Su una quota di 1,90 il valore medio di un credito da 10 € è di circa 4,74 €, perché il credito si gioca una volta sola e la parte di puntata non rientra nell’incasso.

La conclusione da trarne è stretta e va tenuta stretta: quel numero dice quanto vale in media l’offerta, non quanto si vince. Un giocatore singolo può trasformare dieci euro di credito in venti o in zero, e non c’è modo di sapere in anticipo da che parte andrà. Il valore medio è una media, non una promessa, e vale su molte giocate ripetute, non su una sera.

Le altre cifre che gli operatori non mettono nel titolo sono più concrete. Un deposito minimo esclude chi ha un budget piccolo. Un conto da verificare esclude chi non ha voglia di mandare i documenti per cinque euro. Una scadenza di 96 ore esclude chi apre il conto di lunedì e ci torna giovedì. Nessuna di queste condizioni è scorretta — sono condizioni, e chi le scrive ha il diritto di metterle. Ma sono il vero prezzo dell’offerta, e stanno tutte in fondo alla pagina.

Se l’obiettivo è capire se conviene, la domanda giusta non è quanto vale il bonus. È quante condizioni devo soddisfare, entro quando, e cosa succede se ne salto una. Le prime due si leggono nei termini. La terza, quasi sempre, è: non succede niente, perché il bonus semplicemente non arriva.

Le offerte che non sono bonus

Non tutte le voci in questa categoria sono accrediti di benvenuto, e trattarle come tali è l’errore numero due.

Lottomatica accetta per depositi e prelievi del conto gioco, tra gli altri metodi, PostePay e PayPal. Sono strumenti di pagamento, non incentivi: non aggiungono un euro al saldo che non sia già stato depositato. Eppure finiscono regolarmente nelle classifiche dei «bonus» perché il titolo della pagina promette altro. La differenza per il portafoglio è totale.

C’è poi il capitolo delle promozioni ricorrenti, che non sono bonus di benvenuto e non si sommano a essi. Sisal, SNAI e Lottomatica parlano di promozioni settimanali e offerte periodiche, senza che qui sia possibile ricostruirne i termini: sono fresche per definizione e cambiano con il calendario. Chi le valuta deve leggerle sul momento, sul proprio conto.

E infine c’è un tetto che nessuno pubblicizza e che nessuno può pubblicizzare. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il che spiega perché le promozioni di un operatore arrivino quasi sempre per e-mail a chi ha già un conto: non è timidezza, è che il canale pubblico è chiuso.

Il terzo errore: credere che il bonus scada

Il terzo errore è il più banale e il più costoso: dare per scontato che il bonus resti lì ad aspettare.

Le condizioni hanno date, soglie e stati del conto. Il bonus di verifica di William Hill arriva dopo l’invio dei documenti entro 96 ore; l’offerta NetWin vale per chi ha un conto verificato e versa almeno 20 €; quella Sisal richiede una prima ricarica. Ogni passaggio ha una scadenza implicita, e un conto aperto e dimenticato per una settimana è un conto che probabilmente ha perso il diritto all’accredito.

La conseguenza pratica si riduce a una riga: se apri il conto per il bonus, apri il conto e prendi il bonus nello stesso pomeriggio. Non perché ci sia un trucco, ma perché ogni passaggio in mezzo è un’occasione di perdere l’offerta senza che nessuno ti avvisi.

Calendario, torneo, competizione: cosa entra nel palinsesto

Un palinsesto non è la lista degli sport. È la lista degli eventi che un concessionario ha preparato e che ADM ha approvato.

La definizione sta nell’art. 2, lett. s), del D.Lgs. 41/2024: il palinsesto è il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa approntato dal concessionario e approvato da ADM. E si può giocare solo sugli eventi che stanno lì dentro. ADM aggiunge gli eventi uno per uno; a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore.

Questa è la parte che sorprende chi arriva da un bookmaker internazionale. Su un .com offshore il catalogo è quello che l’operatore decide di mettere in piedi. Su un .it il catalogo ha un’autorizzazione dietro, evento per evento. La differenza si nota quando un torneo minore non compare: non è negligenza dell’operatore, è che quell’evento deve prima entrare nella lista approvata.

Quello che il singolo marchio poi ci mette dentro è un’altra cosa, e qui le differenze tra operatori sono enormi. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Sono due approcci diversi allo stesso permesso: uno compra una partnership globale, l’altro costruisce una fascia larga con lo streaming dentro.

Il calcio resta il centro di gravità, ma non è l’unico terreno su cui si misura un palinsesto .it. Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Quei due numeri, letti insieme, dicono qualcosa che nessuno dei due dice da solo. Mille eventi al giorno significano una macchina di alimentazione del palinsesto che lavora in continuo; quindicimila eventi live significano che la maggior parte di quel lavoro è in-play, dove il margine del bookmaker è tradizionalmente più largo. La profondità del catalogo e il costo effettivo del gioco non crescono nella stessa direzione, e chi gioca molto live dovrebbe tenerlo presente più di chi gioca tre singole la domenica.

C’è poi il confine che il palinsesto non ha ancora attraversato in modo chiaro. Se gli esports siano dentro il palinsesto è materia aperta, e non esiste qui una lista di mercati live con i suoi ritardi e le sue regole. Chi cerca un mercato specifico fa prima a controllare il palinsesto sul sito dell’operatore che a fidarsi di una descrizione.

Dove il calcio finisce e comincia il resto

Il calcio resta la voce principale, ma la coda del palinsesto è più lunga di quanto ci si aspetti.

Eurobet porta l’esempio all’estremo: l’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Una scala così larga dice che il calcio, in un conto .it, è il prodotto di punta e non l’intero assortimento.

Nel mezzo ci sta la categoria che più spesso confonde chi legge: gli eventi simulati. L’art. 2, lett. v), li definisce come scommesse su eventi sportivi, ippici e altri simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.

Il numero da tenere a mente è il divario: tremila eventi virtuali contro mille e passa eventi sportivi reali al giorno, nello stesso conto, nello stesso menù. Il virtuale è dentro la concessione e quindi perfettamente regolare. Non è però una partita: è un prodotto costruito per essere disponibile a ogni ora, e la sua disponibilità è pensata per chi non ha trovato nulla di interessante nel calcio di quella sera. Chi gioca per il gusto dell’evento reale e chi apre l’app alle due di notte per riempire un vuoto stanno usando due prodotti diversi.

Anche l’ippica merita una riga di chiarezza, perché è due cose distinte nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté e simili — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un operatore online prenda i totalizzatori di ippica nazionale non è cosa che si ricavi da qui. Eurobet ha una sezione Virtual con corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0; Lottomatica copre calcio, corse di cavalli trotto e galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Sono prodotti formalmente distinti dai palinsesti reali, e il lettore attento se ne accorge da come sono etichettati.

L’offerta che si guarda prima di giocare

Alcuni operatori mettono dentro il palinsesto qualcosa che non è un evento: è un modo di chiudere la partita senza aspettare il fischio finale.

SNAI offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; anche qui la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Vale la pena dirlo perché è il tipo di indicatore che distingue due operatori con lo stesso permesso. Il Cash Out è una funzionalità, non un mercato: compare quando il palinsesto è abbastanza profondo da permettere di prezzare in continuo quello che resta da giocare. La parte della lista dei giochi che un giocatore guarda per prima, in fondo, non è quella degli eventi ma quella dei modi di chiudere.

Stesso discorso per My Combo, la funzione di SNAI che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Le combinazioni sono il terreno su cui il margine del bookmaker si allarga, e non è un caso che gli operatori le mettano in evidenza: sono il prodotto con il miglior rapporto tra entusiasmo del cliente e rendimento per chi lo offre. Chi le usa dovrebbe sapere che sta pagando, in media, il prezzo di un mercato a più vie ricomposto.

Un discorso a parte merita la scommessa fatta in filiale e poi seguita dal telefono. Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. SNAI fa la stessa cosa con il QR Code stampato sul ticket, e Lottomatica ha la funzione Bet Scanner per conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita.

Per chi gioca in ricevitoria, la partita non finisce più quando esce dalla porta. È un cambiamento banale solo in apparenza: accorcia l’attesa tra la giocata e la conferma dell’esito, e l’attesa è storicamente la parte in cui un giocatore decide di fare il secondo biglietto.

Il conto gioco tra app e punto vendita

La distinzione tra conto online e biglietto di ricevitoria va tenuta ferma, perché le due cose convivono nello stesso conto e nelle stesse app.

Il conto di gioco di un concessionario ADM è per definizione pienamente identificato: le informazioni sul conto si consultano dall’app, e conformemente alla norma, è possibile effettuare i depositi ed i prelievi direttamente da iPhone o iPad, come avviene per Eurobet. SNAI gestisce il conto dall’app, dove si ricarica con più modalità, e indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Lottomatica consente l’accesso con username e password.

Tra le modalità di ricarica che rientrano nel sistema ADM ci sono anche i punti vendita ricariche di cui all’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro apposito, che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Questi 100 € sono la parte più interessante di tutta la disposizione. Non è una commissione per il giocatore, ma un costo per il tabaccaio: significa che la rete delle ricariche fisiche non è una rete aperta, è una rete selezionata da un costo di ingresso annuale. Per chi gioca poche decine di euro al mese e non vuole lasciare tracce della ricarica sul conto corrente, il numero di punti vendita raggiungibili a piedi è una variabile che pesa più della quota, e nessuna classifica la misura.

Fra le modalità che i confronti mostrano con più frequenza sui concessionari ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute la posizione dei concessionari ADM resta aperta, e non risulta una norma che nomini strumenti approvati. È un punto su cui il confine tra .it e .com si vede benissimo: su un sito internazionale la criptovaluta è normale amministrazione, su un concessionario italiano non c’è.

Valutazione, criteri e classifica: come si confrontano dieci marchi

Una classifica dei bookmakers senza i criteri è una lista di nomi.

Cominciamo da cosa si può confrontare sul serio. Tutti e dieci gli operatori di questo confronto sono marchi presenti nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e ciascuno ha un numero di concessione e una società che lo detiene. Il passo successivo è guardare chi c’è dietro la targa, perché quasi mai coincide con l’insegna. Goldbet e Lottomatica fanno capo alla stessa società, Goldbet Better Organization Italy; Bwin, che non è tra i marchi di questo confronto, fa capo a Eurobet Italia, la stessa società di Eurobet. È il modo più rapido per capire che un nome sull’elenco non è un concorrente in più: a volte è lo stesso concessionario con due vetrine.

Il terzo passo è la parte che nessuna lista di solito fa: verificare se il marchio abbia davvero il diritto di offrire quello che promette.

L’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo. Lo stesso concessionario può tenere il diritto per una o più di queste voci, in qualsiasi combinazione. Il che significa una cosa sola e scomoda: un nome sull’elenco ADM non prova da sé che quel sito offra scommesse sportive. Prova che quel sito ha una concessione. L’offerta sportiva la mostra il sito stesso, e va guardata lì.

Il quarto passo riguarda il tempo. Le concessioni messe a gara nel settembre 2025 sono state 52 assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’art. 6, comma 3 prevede che i vincitori possano gestire una o più di quelle attività per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Nove anni senza rinnovo è una frase che vale la pena rileggere: nel 2034 quelle concessioni non si rinnovano, si rimettono a gara. Chi apre un conto non ha problemi immediati; chi guarda il settore con orizzonte lungo sa che tra qualche anno la mappa si ridisegna.

L’art. 6, comma 5 chiede, tra i requisiti, una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. E l’art. 4, comma 3 insieme all’art. 5, comma 3 fissano una regola che vale più di molte promesse: le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fermi per tutta la durata della concessione.

Il quinto passo è la lettura del numero. Cinquanta concessioni sono poche e sembrano un mercato chiuso. Non lo sono del tutto, ma il punto è un altro: 52 concessioni non sono 52 società, e non sono nemmeno 52 siti con la stessa offerta. Il numero reale di insegne con un prodotto sportivo competitivo è più piccolo, ed è per questo che la composizione societaria pesa più di quanto sembri in una lista di marchi.

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Cosa prevedono i termini dell’operatore sulla materia
NetWin 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, conto verificato, deposito minimo 20 €
AdmiralBet 16048, Admiral Bet S.r.l. Limiti di ricarica, spesa e tempo già in registrazione; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato
bet365 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; Telefono Verde 800 55 88 22
Goldbet 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. App per schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; bonus di benvenuto con download e registrazione
Planetwin365 16007, Pwo S.p.a. Campionati italiani ed europei e coppe, più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Sisal 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e oltre 15.000 live; bonus di benvenuto dopo registrazione e prima ricarica
Lottomatica 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Depositi e prelievi anche con PostePay e PayPal; bonus per i nuovi Conti Gioco
SNAI 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, Cash Out e My Combo; bonus di benvenuto per i nuovi utenti dell’app
William Hill 16044, William Hill Malta Plc 10 € di Bonus Sport con registrazione SPID, 5 € di bonus di verifica con registrazione manuale
StarCasinò 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò

La colonna centrale è quella che vale la pena leggere due volte, perché due righe su dieci rimandano alla stessa società. Chi cerca un’alternativa tra Goldbet e Lottomatica sta confrontando due prodotti dello stesso concessionario, con due palinsesti e due app ma un solo titolare della concessione. Non è un problema — la legge lo permette esplicitamente, e una società può detenere più righe dell’elenco — ma cambia il senso di una scelta: non si sta diversificando il rischio di controparte, si sta scegliendo un’interfaccia.

La colonna di destra, invece, va letta come una fotografia dei termini di ciascun marchio e non come una graduatoria. Quello che gli operatori scrivono riguarda cose diverse: NetWin descrive un’offerta economica, AdmiralBet descrive strumenti di autotutela, bet365 descrive un pacchetto di gioco responsabile con un numero verde, Planetwin365 e Sisal descrivono ampiezza di palinsesto, Lottomatica descrive metodi di pagamento. Sono tutti pezzi di un confronto, ma non sono lo stesso pezzo. Un marchio che non parla di limiti nei termini che qui risultano non è un marchio senza limiti: è un marchio di cui questi documenti non parlano. La verifica si fa nella pagina delle condizioni dell’operatore, prima di versare.

Le quote e la quota che non si compra

Il modo più onesto di confrontare due bookmaker non è il bonus. È il margine che sta dentro le quote.

Un mercato 1X2 ha tre esiti, e se le quote fossero «giuste» la somma delle loro probabilità implicite farebbe esattamente 100 %. Non lo fa mai. La differenza tra quel 100 % e la somma effettiva è ciò che il bookmaker trattiene, ed è la parte che l’operatore non pubblicizza perché non deve: non è illegale, è il suo modello di business. Un payout del 95 % e un margine del 5 % sono lo stesso mercato guardato da due lati, e conviene tenere a mente che il numero che l’operatore mette in vetrina è sempre quello più grande.

Su un mercato illustrativo a due esiti con quote 1,90 e 1,90, la somma delle probabilità implicite è 105,3 %, e il margine attorno al 5 % è la parte che resta al bookmaker su ogni unità puntata. Il calcolo serve a mostrare come si legge una quota, non a prezzare un evento: quel margine compreso tra il 5 % e il 6 % non è un dato di nessun operatore reale, e nessuno dei dieci marchi di questa lista lo espone come proprio.

Vale la pena ripetere la formula, perché è l’unico modo per farsi un’idea senza chiedere a nessuno. Il margine di un mercato è uno meno il rapporto tra uno e la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti. Applicato a un mercato a due vie con 1,90 su entrambe, dà il risultato di cui sopra. Applicato a una multipla, il margine non si somma: si compone. Il che significa che il costo di una giocata a tre gambe è più alto del costo di ognuna delle tre, e non in modo marginale.

Da qui consegue la cosa più utile che si possa dire sulle quote. Quando due operatori mostrano 1,90 sullo stesso evento, la differenza di prezzo che conta non è tra uno e l’altro ma tra quella quota e quella di un mercato più stretto. Sui mercati principali il margine tende a stare nella fascia bassa, e chi muove volumi importanti lo trova stretto; sulle combinazioni, sui risultati esatti e sui mercati minori si allarga, e il giocatore che costruisce biglietti elaborati paga quel prezzo senza vederlo. Le quote delle giocate live, infine, aggiungono una variabile che non si legge da un listino fermo.

L’unico modo per misurare il margine di un operatore reale è guardare le quote di un mercato completo e fare il conto. Nessuno lo fa, ed è per questo che il confronto sulle quote resta, nella pratica, un confronto sul marketing. Chi però lo fa una volta, su un solo mercato, capisce in dieci minuti più di quanto gli dicano tre pagine di recensioni.

Fondamenti: puntata minima, quota e meccanismo

Un bookmaker non vende previsioni. Vende prezzi, e il prezzo è la cosa che si compra.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Cambiamo la domanda allora. Non «chi è più generoso», ma «cosa sto comprando quando punto». La risposta sta in due numeri incollati insieme: la puntata e la quota. Da lì esce tutto il resto, compresa la parte che nessuno guarda, cioè la puntata minima.

Partiamo dal meccanismo, perché è più semplice di come lo si racconta. La quota è il moltiplicatore che si applica alla puntata se il pronostico è giusto. Su una singola da 10 € a quota 1,90, il ritorno a scommessa vinta è di 19 € e il profitto netto di 9 €, perché la puntata rientra insieme alla vincita. È l’intera aritmetica di una scommessa, e vale per ogni mercato di ogni operatore. Chi ha giocato dieci anni senza mai farsi questo conto ha giocato dieci anni comprando a scatola chiusa.

Le varianti cambiano il profilo del rischio, non la formula. Una multipla moltiplica tra loro le quote delle singole gambe in un unico prezzo: due quote da 1,90 danno 3,61, tre danno 6,86. Il prezzo cresce in fretta e così la difficoltà, perché la probabilità di azzeccare tutte le gambe è il prodotto delle probabilità, e scende più rapidamente di quanto sale il prezzo. Il sistema è un insieme di combinazioni costruite da un insieme più ampio di pronostici, e per chi lo usa la quota non è più una sola: è una struttura. Le regole di composizione le fissa ogni concessionario nei propri termini.

Sui tipi di mercato vale la pena fissare il vocabolario, perché è lo stesso su tutti i .it. La sigla 1X2 indica i tre esiti di una partita — casa, pareggio, ospite. GG/NG sta per goal/no goal e riguarda l’esito della partita in termini di reti, non di vincitore. Under/Over è la linea sui gol complessivi. DNB è il draw no bet, che in italiano si rende con «rimborso in caso di pareggio» ed è la via più comune per coprirsi su una partita equilibrata. L’handicap sposta il risultato di partenza e serve a pareggiare due squadre di livello diverso. Sono voci che compaiono in qualunque palinsesto, e capirle è la differenza tra scegliere un mercato e accettare quello che il listino mette in cima.

SNAI spinge questa catalogazione piuttosto avanti: singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori. Sono mercati in cui la competenza specifica di chi guarda le partite conta più che altrove, e sono anche i mercati in cui il margine è più alto. Le due cose non sono in contraddizione: un mercato poco frequentato costa di più, e chi ci gioca deve sapere che sta pagando la propria competenza.

La puntata minima come variabile, non come fastidio

La puntata minima è la cifra che separa quello che si vorrebbe fare da quello che il conto permette. È anche la voce che più raramente compare in una tabella comparativa, perché non è un numero pubblicitario: serve a proteggere l’operatore, non ad attirare il cliente.

Un esempio aiuta più di una definizione. Se un operatore chiede una puntata minima di 5 €, una strategia basata su venti microgiocate da 1 € non esiste. Non è vietata, semplicemente non è eseguibile: il sistema la rifiuta prima di prenderla. Chi si è costruito un metodo sulla granularità scopre il limite al momento del piazzamento, che è il momento peggiore per scoprirlo.

Le condizioni che qui risultano mostrano quanto il tema sia sfuggente. L’offerta Sport-50 di NetWin richiede un deposito minimo di 20 € e riserva il bonus ai nuovi giocatori con conto verificato. SNAI e Goldbet offrono scommesse singole, multiple e sistemi senza che queste fonti indichino soglie di puntata. Le quote minime accettate, le soglie per l’accredito e le regole di composizione stanno nei termini di ciascun concessionario, che è il posto giusto per cercarle.

La conseguenza è duplice e vale la pena metterla in fila. Per chi punta cifre piccole, la puntata minima è una barriera di accesso: sotto una certa soglia il bookmaker non è interessato. Per chi punta cifre grandi, il problema si sposta dall’altra parte e diventa un tetto: esiste, sta nei termini, e non è lo stesso per tutti.

Da qui una regola pratica che non ha bisogno di numeri. Prima di aprire un conto, si decide la puntata tipica. Poi si verifica che quella cifra stia comodamente sopra la soglia minima di quell’operatore. Se sta al pelo, il primo evento che si vuole giocare sarà quello che rivelerà il problema.

La quota come prezzo del rischio

Una quota alta non è generosità. È la misura di quanto il bookmaker considera improbabile quell’esito, corretta dal margine che trattiene.

Il che significa che la quota si legge in due modi, e il secondo è quello che serve. Nel primo, 1,90 su un esito significa che il ritorno è 1,90 volte la puntata. Nel secondo, 1,90 significa che il bookmaker attribuisce a quell’esito una probabilità implicita di poco superiore al 52 %, un valore che comprende già il suo margine. Il secondo modo spiega perché due quote identiche su due partite diverse non dicono nulla sulla facilità dell’impresa.

Da questa lettura deriva l’errore che costa più caro e che non è tecnico ma psicologico. Guardare la quota e non la probabilità significa comprare il numero grande invece del numero favorevole. Le quote alte pagano tanto perché quasi sempre non arrivano. Non c’è nulla di male a giocarle — sono il cuore del prodotto, e senza di esse il calcio sarebbe noioso. C’è qualcosa di male a credere che siano occasioni solo perché il numero è grande.

L’unico strumento che il giocatore ha davvero in mano è la confrontabilità. La stessa partita, lo stesso mercato, su due operatori: se una quota è più alta dell’altra a parità di evento, quella differenza è denaro reale, e non dipende dal bonus, dal palinsesto o dalla grafica dell’app. Il confronto è l’unica fase in cui il giocatore è dalla parte del venditore. Dura trenta secondi.

E vale anche per il contrappeso: sulla stessa partita la quota più alta può essere su un mercato con margine più basso e non su un esito che ci piace di più. Chi confronta solo il numero che vuole giocare non sta confrontando gli operatori, sta confrontando la propria idea con sé stessa.

Cosa succede quando la giocata si fa

C’è una sequenza che si ripete identica su ogni concessionario, e conoscerla evita la maggior parte delle sorprese.

Si sceglie l’evento nel palinsesto approvato. Si sceglie il tipo di giocata — singola, multipla, sistema — e il mercato. Si inserisce la puntata, che deve rispettare il minimo. Il biglietto viene accettato e il saldo scende subito dell’importo puntato. A quel punto la giocata esiste, e le uniche due cose che possono ancora cambiarla sono la chiusura anticipata e l’esito.

La chiusura anticipata è la parte nuova, quella che non esisteva quando si giocava solo in ricevitoria. Il Cash Out di SNAI e di Sisal permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e il prezzo che l’operatore offre in quel momento è interamente suo: non è una quota di mercato, è una proposta. Chi la accetta rinuncia all’esito in cambio di una cifra certa che l’operatore ha già prezzato a proprio favore. Il che non la rende una trappola — è uno strumento utile per chi vuole bloccare un risultato parziale — ma nemmeno un regalo.

Il piazzamento ha anche una geografia, e non è indifferente. Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app. Eurobet raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets, dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. La scommessa è la stessa; il modo in cui la si segue no, e per chi gioca ogni giorno il modo vale quanto la quota.

Normativa, vigilanza, giurisdizione: cosa protegge e cosa no

Un conto aperto su un concessionario italiano non è soltanto un conto legale. È un conto con una serie di cose attaccate.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Elenchiamole, perché è la parte che di solito viene data per scontata o data per sbagliata. La concessione porta con sé il collegamento al RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti obbligatori di autolimite e una sede giuridica italiana per qualunque contestazione. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste quattro cose, è esposto al blocco a livello DNS e — questo lo dice ADM, non un’opinione — espone il giocatore a una sanzione di natura penale.

Il quadro normativo attuale è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze si chiamano concessioni e si assegnano con gara pubblica, non sono licenze aperte: chi vuole entrare deve vincere una procedura. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono qui ricostruite, quindi conviene tenere presente che il testo citato è quello vigente alla data di verifica.

Il linguaggio del mercato è rimasto indietro rispetto alla norma di circa un decennio. La gente dice ancora «AAMS», e le pagine di confronto continuano a usare la formula, ma l’autorità è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che tutti i documenti ufficiali indicano come «ADM (ex AAMS)». Non è una differenza da pedanti: chi cerca «lista siti AAMS» sta cercando la stessa cosa di chi cerca «lista siti ADM», e finirà nella stessa pagina di elenco. Vale la pena saperlo per non credere di aver trovato due liste diverse.

L’elenco dei concessionari e come si legge

Lo strumento per verificare se un sito è legale in Italia è uno solo, ed è pubblico: l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, letto il 25 ottobre 2026, che conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

La lettura corretta di quell’elenco è per sito, non per azienda. La concessione è legata al singolo dominio, e la lista non ha una colonna per i giochi offerti. Un nome sull’elenco non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive, perché lo stesso concessionario può detenere il diritto per scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo in qualunque combinazione. Cosa offra davvero lo mostra il sito dell’operatore.

Il secondo strumento è la lista dei siti inibiti, tenuta da ADM insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, anch’essa pubblica sui siti delle due amministrazioni. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 sanziona i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violino un ordine di ADM con una multa da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello di DNS e qualche operatore di rete resta indietro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riportato dalla stampa di settore con riferimento all’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, mentre i mirror riappaiono in poche ore. La parola che rende l’idea è «oscurati»: il sito sparisce, l’offerta ricompare altrove con un altro indirizzo. Chi conta di affidarsi al blocco come unico filtro si sta affidando a una lista che insegue.

Un dettaglio che riguarda direttamente chi sceglie dove aprire un conto: nell’elenco pubblicato il 25 ottobre 2026 non compaiono marchi che una ricerca generica propone con grande frequenza, tra cui Unibet, Betway, 1xBet e 22bet.

La pubblicità, il gioco illegale e il conto del giocatore

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Sui fatti recenti conviene essere precisi, perché è il punto in cui circolano più voci. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica della norma. Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proposto per rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è una proposta e non una legge: il suo esito non risulta, e il divieto è in vigore alla data di verifica.

Il decreto, peraltro, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile — art. 3, lett. l) — e consente al concessionario di firmare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, art. 3, lett. m) e art. 15, comma 3. Il che produce un piccolo paradosso quotidiano. Il bookmaker non può dirti di giocare, ma può dirti di giocare con giudizio, con il proprio marchio in bella vista. Chi legge un messaggio di moderazione firmato dall’operatore che incassa quella sera non sta leggendo un errore normativo: sta leggendo la norma.

Il lato del giocatore è quello che ADM enuncia senza giri di parole. Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa riporta il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore così come la formule l’autorità. L’importo dell’ammenda in euro e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono qui ricostruiti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Va letto con calma, perché è la parte che i siti offshore liquidano come un rischio teorico. Non è una sanzione amministrativa, non è una multa da pagare in fretta: è un arresto fino a tre mesi più un’ammenda. Che le contestazioni a singoli giocatori siano rare non cambia la natura della posizione. Chi apre un conto su un marchio estero sta scegliendo di stare fuori dalla giurisdizione che lo proteggerebbe, e la fuoriuscita è scritta nella legge da decenni.

Su questo esiste un secondo binario, che è quello fiscale e che quasi nessuno conosce. Per un concessionario ADM, le vincite sono tassate alla fonte: sono riportate dalla stampa di settore del 2024 e 2026 come non tassate in capo al giocatore, che riceve la somma netta e non dichiara nulla, perché l’imposta ricade sul concessionario. È una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi per il caso concreto conviene consultare un commercialista.

Per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri la posizione è un’altra, e sta nella risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate: le vincite online sono trattate come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è qui determinata, e la posizione va espressa come: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Qui c’è una cosa che vale la pena dire senza sfumature, perché è la voce che i siti offshore non mettono in vetrina. La quota che sembra più generosa su un .com può essere la stessa quota che finisce nella dichiarazione dei redditi come reddito diverso, per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. Il vantaggio di prezzo che si vede sul listino è al netto, mentre il costo fiscale arriva dopo e non ha il margine del bookmaker a diluirlo.

La tassa che paga il bookmaker, non tu

L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa la versa l’operatore, e questo è il motivo per cui il giocatore tende a non sapere che esiste.

Il riferimento è l’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è qui confermato. Le aliquote sono due e dipendono dal canale: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dove prima erano del 43 % e del 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le due aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base imponibile è materia non chiarita.

Questo 24,5 % merita la lettura che di solito non riceve. Non è una tassa in più sul giocatore — non compare nella sua partita — ma è una delle ragioni per cui la quota di un operatore italiano non è identica a quella di un operatore internazionale sullo stesso evento. Su una raccolta lontana che paghi una quota più alta, il bookmaker che versa il 24,5 % sulla differenza tra puntate e vincite ha meno spazio per farlo. La differenza di prezzo che il giocatore attribuisce all’avidità dell’uno e alla generosità dell’altro è in buona parte la differenza tra due regimi fiscali.

Da here la nota pratica: l’aliquota cambia a seconda del canale, e il 20,5 % della rete fisica corrisponde a un gioco che passa dalla ricevitoria e non dall’app. È una distinzione che non produce un vantaggio diretto per il giocatore, ma spiega perché certe promozioni siano più facili da sostenere su un canale che sull’altro.

Quello che resta scoperto

C’è un ultimo capitolo, e riguarda le cose che la legge italiana prevede ma che non si vedono.

Il betting exchange è ammesso come gioco separato: art. 6, comma 1, lett. e), e art. 2, lett. u), dove il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritta come la prima a farlo, con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi di 50 centesimi. Un articolo di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione è materia aperta.

Resta aperto anche il confine su ciò che i minori possono toccare: esiste un provvedimento del direttore di ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non è qui ricostruito. E non risulta un tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.

Il pagamento è l’ultimo pezzo scoperto. L’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata. Se quel regolamento arrivi, il percorso di ricarica di un sito non autorizzato si allunga di molto.

Sull’offerta illegale il quadro è chiaro e va detto per come è: offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. Le zone che restano scoperte riguardano i dettagli, non il principio. Ed è una distinzione che vale per il giocatore: quando un dubbio riguarda un dettaglio, la risposta sta nei termini dell’operatore; quando riguarda il principio, la risposta sta in una riga dell’elenco ADM.

Dieci marchi, dieci sfumature

La tentazione, arrivati qui, è leggere i dieci marchi come dieci versioni della stessa cosa. Sono dieci versioni della stessa concessione, il che è diverso.

NetWin è il marchio che mette il numero più alto in vetrina e la condizione più chiara accanto: 100 % del primo deposito fino a 50 €, conto verificato, almeno 20 € di versamento. La concessione è la n. 16035 di Netwin Italia S.p.a. Chi ha un budget iniziale di trenta euro trova qui un’offerta che non chiede molto e non promette molto: la cifra è modesta e la trasparenza delle condizioni è quasi una dichiarazione di intenti. Il bonus è piccolo, e i bonus piccoli con condizioni chiare sono, in media, meno deludenti dei grandi con condizioni opache. Il difetto è la scala ridotta: chi punta a un pacchetto di strumenti avanzati resta con poco.

AdmiralBet è il marchio che ha scritto la parte di autotutela con più dettaglio di chiunque altro in questa lista, e va letto per quello. ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Il limite di ricarica, spesa e tempo si imposta già in registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione copre 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. È una pagina che rende la materia comprensibile senza costringere a interpretare il gergo regolatorio, e per chi ha il gioco come problema concreto, e non come passatempo, questo è il criterio che conta prima di ogni altro. Chi cerca il payout più alto o il palinsesto più esotico guarderà altrove; chi cerca un conto che metta per iscritto come si smette, questo è il punto di partenza.

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; la concessione è la n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc. Sul gioco responsabile gli strumenti sono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia. Il marchio gioca la carta della riconoscibilità internazionale, e la partnership sulla competizione più seguita d’Europa è il modo più costoso di comprarla. La concessione è però una sola, per un solo sito, come per tutti: la scala globale del brand non è una scala globale del permesso italiano. Chi cerca profondità sui mercati calcistici trova qui una delle proposte più solide della lista.

Goldbet porta la concessione n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., ed è il primo dei due marchi che fanno capo alla stessa società. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e chi scarica l’app e si registra può ricevere il bonus di benvenuto. Il prodotto è costruito intorno al gioco multiplo e al calcio, con l’accento sul pre-match. Il lettore che si chiede perché Goldbet e Lottomatica si somiglino tanto ha la risposta nel numero di concessione, ed è una risposta che cambia la lettura della lista: due righe, un titolare. Chi confronta i due non sta cercando un’alternativa, sta cercando l’app che preferisce.

Planetwin365, concessione n. 16007 di Pwo S.p.a., è il marchio che ha scelto di coprire l’intera filiera del calcio italiano ed europeo: Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions League, Europa League e Conference League, e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È una scelta di posizionamento che ha un prezzo preciso: chi vuole le serie minori trova pochi concorrenti altrettanto larghi, e chi non le guarda non ne trae alcun vantaggio. Il palinsesto come criterio di scelta funziona solo se si ha chiaro cosa si cerca. Per chi segue la Serie C, questo è un argomento più forte di qualunque bonus.

Sisal è il marchio con i numeri più alti della lista: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket; concessione n. 16020 di Sisal Italia S.p.a. Tra le proposte ci sono Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out disponibile. Il bonus di benvenuto richiede un conto di gioco, la registrazione e una prima ricarica, e il credito si spende su tutto il palinsesto. La profondità live è la cosa che colpisce di più, e va letta sapendo cosa significa: gli eventi in-play sono moltiplicati per il numero di mercati con cui ci si può giocare sopra, e il live resta la fascia in cui il margine dell’operatore è più largo. Chi gioca molto live troverà qui l’ambiente più ricco e il conto più caro, non necessariamente nell’ordine in cui lo immagina.

Lottomatica condivide la società di Goldbet — concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — e costruisce il prodotto intorno all’app: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, l’app mette in fila i Virtuali — calcio, trotto e galoppo, levrieri, con Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio — e i prelievi accettano anche PostePay e PayPal, oltre ad altri metodi. Il bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco è accompagnato da una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e da promozioni settimanali. L’integrazione tra app e rete fisica è il vero tratto distintivo: è il marchio che gestisce meglio la continuità tra biglietto di ricevitoria e conto digitale. Il rovescio è l’assenza di un’offerta sportiva particolarmente caratterizzata rispetto al marchio gemello.

SNAI ha la concessione n. 16032 di Snaitech Spa, e sui tipi di giocata è il marchio più articolato della lista: singole, multiple e sistemi, mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, con il Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — in un solo biglietto con una quota unica. L’app verifica il biglietto di un punto vendita inquadrando il QR Code, si ricarica con più modalità e l’assistenza è indicata come disponibile 7 giorni su 7. Il bonus di benvenuto è destinato agli utenti dell’app, con promozioni settimanali e offerte periodiche. È il marchio più «da giocatore esperto» del gruppo, e gli va riconosciuto il merito di costruire strumenti per schedine elaborate. Vale la stessa avvertenza del resto della categoria: gli strumenti per complicare un biglietto sono anche gli strumenti per far crescere il margine che ci sta dentro.

William Hill è il marchio che ha trasformato l’identificazione in una scelta con un prezzo: concessione n. 16044 di William Hill Malta Plc; chi si registra con SPID riceve subito un Bonus Sport da 10 €, mentre con la registrazione manuale il bonus di verifica da 5 € arriva dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È l’offerta più interessante della lista dal punto di vista del comportamento che premia: paga il doppio per chi accetta di identificarsi subito. Chi ha SPID e vuole aprire un conto lo prende in cinque minuti; chi non ce l’ha sta valutando cinque euro che richiedono una corsa contro l’orologio. Il marchio in sé non si distingue per ampiezza di palinsesto nei termini che qui risultano, quindi il criterio di scelta resta il bonus e la struttura dello SPID.

StarCasinò è il caso limite che ogni lista onesta dovrebbe tenere dentro. Concessione n. 16026 di Azzurri Limited; l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Il marchio arriva al gioco da casinò e ha aggiunto il prodotto sportivo, e chi cerca solo il bookmaker qui trova una cosa che esiste ma non è il centro dell’offerta. Chi invece usa slot e live casino e vuole tenere tutto su un conto solo ha un motivo concreto per considerarlo, purché accetti che il palinsesto sportivo non sia il punto di forza. È la stessa concessione, un prodotto diverso. E il fatto che un marchio di questo tipo stia su una lista di siti di scommesse dice qualcosa sulla lista stessa: la concessione non ha una colonna per i giochi, e vale la pena ricordarlo proprio qui.

Domande frequenti sui siti di scommesse in Italia

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Si cerca il dominio .it nella riga, non il marchio: la concessione è legata al singolo sito, ha un codice e la lista non indica quali giochi siano autorizzati.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno si ottiene moltiplicando la puntata per la quota. Su 10 € a quota 1,90 la scommessa vinta restituisce 19 €, e il profitto netto è di 9 €, perché la puntata rientra insieme alla vincita. In una multipla le quote delle gambe si moltiplicano in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato a due vie con 1,90 e 1,90 la somma è 105,3 %, quindi il margine si aggira intorno al 5 %. Il margine è la parte che resta all’operatore su ogni unità puntata.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

All’apertura del conto si sceglie un limite settimanale o mensile; ridurlo ha effetto immediato, rialzarlo richiede in genere sette giorni di attesa. Alcuni operatori chiedono già in registrazione anche limiti di ricarica, spesa e tempo, su base giornaliera, settimanale e mensile.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM l’imposta unica è versata dall’operatore sulla differenza tra puntate e vincite, e la stampa di settore riporta che la vincita arriva al giocatore senza tassazione. Il caso concreto va comunque verificato con un commercialista: non è consulenza fiscale.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza di ADM e nessuna sede italiana per le contestazioni. ADM richiama l’art. 4 della Legge 401/1989: chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con l’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi. Il blocco dei domini è l’altro rischio.

Quanto vale in media un bonus di benvenuto da giocare?

Meno del suo importo. Un credito da giocare si valuta moltiplicando l’importo per il payout del mercato: su una quota di 1,90 un bonus da 10 € vale in media circa 4,74 €, perché la puntata non rientra nell’incasso. È una media, non una vincita attesa.

Cosa vuol dire che il Decreto Dignità vieta la pubblicità al gioco?

Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, su qualunque mezzo, internet compreso; la vigilanza è di AGCOM, con sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 €. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus né il gioco legale.

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