Corner scommesse 2026: il mercato che vive di deviazioni e di concessioni

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Quasi ogni mercato di calcio racconta una partita che si svolge fra i pali. I corner no. Un calcio d’angolo nasce da un errore, da una deviazione, da un tiro ribattuto, e la schedina che lo mette in gioco si decide in una zona del campo dove nessuno sta cercando di fare gol. È il motivo per cui questo mercato piace a chi guarda le partite con attenzione e infastidisce chi cerca scorciatoie: la regola che lo genera è precisa, il prezzo che lo paga lo è altrettanto, e nessuno dei due si piega alle sensazioni.

Il calcio d'angolo si batte dall'angolo del campo più vicino al punto in cui il pallone ha superato la linea di porta.

Dati e prezzi verificati al Ottobre 30, 2026, con le concessioni riscontrate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Chi arriva qui cercando il corner scommesse come formula magica troverà invece una cosa più utile: la meccanica esatta della regola, il conto che separa il prezzo offerto dal prezzo equo, i mercati che esistono davvero in Italia e i dieci concessionari davanti a cui quella schedina si può giocare legalmente. La parte scomoda — il margine, i requisiti di puntata, il tempo di attesa per alzare un limite — è la parte che rende leggibile tutto il resto.

Che cos’è un corner scommesse: la fondamenti della regola prima del mercato

Un pallone che esce dalla linea, non una scelta del difensore

Il calcio d’angolo viene assegnato quando il pallone supera interamente la linea di porta fuori dalla porta dopo aver toccato per ultimo un difensore. La precisazione che quasi nessuno tiene a mente mentre guarda la partita è la seconda: il tocco non deve essere volontario. Un rinvio sbagliato, una deviazione involontaria su un tiro, un appoggio goffo contano tutti allo stesso modo. Per chi scommette la conseguenza è immediata e spesso trascurata: l’arbitro non valuta l’intenzione, quindi l’evento che fa vincere o perdere la schedina è qualcosa che il difensore non ha deciso di fare.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
I giocatori avversari devono restare ad almeno 10 iarde (9,15 metri) dal pallone finché il calcio d'angolo non è in gioco.

Qui si apre la prima distanza fra questo mercato e il risultato finale. Chi punta sul 1X2 ragiona su chi è più forte. Chi punta sui corner ragiona su come la partita verrà condotta: quale squadra spinge, quale si chiude, quale crossa e quale respinge. Sono due analisi diverse e il mercato le prezza in modo diverso.

Dove si batte il corner e perché conta per il conteggio

Il calcio d’angolo si batte dall’angolo del campo più vicino al punto in cui il pallone ha superato la linea di porta, con il pallone fermo all’interno del quarto di cerchio di 1 iarda (1 metro) di raggio presso la bandierina d’angolo. Non c’è margine per una posizione approssimativa e non c’è modo di batterlo da un altro punto: la geometria del campo decide.

Perché al lettore di una schedina interessa un dettaglio così tecnico? Perché definisce l’unica azione da cui può nascere un gol senza passaggio. Un pallone piazzato a un metro dalla bandierina e calciato verso l’area piccola ha una traiettoria che può finire direttamente in rete senza che nessun altro lo tocchi, e questo è il tipo di esito che i mercati più fini provano a prezzare separatamente dal semplice numero di corner.

Dieci iarde di distanza, fuorigioco che non esiste

I giocatori avversari devono restare ad almeno 10 iarde (9,15 metri) dal pallone finché il calcio d’angolo non è in gioco. E c’è una seconda regola che vale la pena stampare in testa prima di guardare certe statistiche: un attaccante che riceve il pallone direttamente da un calcio d’angolo non può essere sanzionato per fuorigioco.

Quella deroga spiega una quantità di dati che altrimenti sembrano casuali. Il giocatore che parte sul primo palo, quello che si stacca dalla marcatura un istante prima del contatto, quello che da un corner battuto corto e poi ribattuto si trova davanti al portiere: nessuno di loro rischia la segnalazione, perché l’azione nasce direttamente dal corner e non da un passaggio intermedio. Le statistiche dei gol da calcio d’angolo negli archivi di molti campionati si leggono meglio sapendo questo.

Dal 1924 fino ai mercati di oggi: gol olimpico, autorete e un’intuizione del 1872

È consentito segnare direttamente da calcio d’angolo, il cosiddetto gol olimpico, e la regola fu ammessa dall’IFAB il 14 giugno 1924. Nella stessa direzione arriva una limitazione che gli operatori prezzano con attenzione: non è consentito segnare un’autorete direttamente da calcio d’angolo.

La distinzione non è pedanteria regolamentare. Un corner che si infila in porta è un gol per chi lo batte; lo stesso pallone che devia su un difensore e finisce in rete non nasce come autorete se il contatto è diretto dalla battuta. Per il mercato dei marcatori e per certi mercati sul primo gol, quella riga di regolamento decide quale quota paga.

La storia lunga è ancora più interessante. Il calcio d’angolo fu introdotto nel regolamento della Football Association nel 1872 dalla Sheffield Association, e da allora il numero di corner in una partita è diventato uno dei pochi dati che si contano senza discussione: non c’è interpretazione, non c’è zona grigia, non c’è modo di contestare il conteggio. Un mercato con un evento binario e verificabile è esattamente ciò che un bookmaker cerca.

Come si legge il prezzo: il margine del bookmaker sul mercato dei corner

Due esiti, una quota identica, un prezzo che non è mai equo

Qui conviene fare i conti con un esempio illustrativo, non con un prezzo quotato da un operatore: un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 su ciascuno dei due lati. È il caso tipico delle proposte sui corner totali, dove spesso si sceglie fra Under e Over a quote vicine.

La quota che il bookmaker espone non è la probabilità dell’evento: è la probabilità dell’evento maggiorata del suo compenso. La misura di quel compenso si ricava dai prezzi stessi. Con 1,90 su entrambi gli esiti, la quota di ritorno del mercato sta fra il 95 % e il 96 %, e di conseguenza il margine trattenuto sta fra il 4 % e il 5 %. La forbice non è pigrizia: dipende da quanto l’operatore arrotonda la quota mostrata al centesimo, e l’arrotondamento è più o meno generoso a seconda del mercato e del momento in cui la quota viene fissata.

Per il lettore la conseguenza è concreta e non ha bisogno di formule: su 100 € giocati in modo uniforme sui due lati, qualcosa fra i 4 € e i 5 € non tornano mai indietro sotto forma di vincita, perché il prezzo è costruito sopra la probabilità reale. La stessa partita, lo stesso corner, lo stesso esito: cambia solo il compenso incorporato nella quota.

Perché la forbice è la notizia, non il numero singolo

A nessuno serve sapere che un singolo mercato ha un margine preciso al secondo decimale, e chi scrive cifre secche su mercati che non ha quotato sta inventando. Quello che serve sapere è la direzione: su un mercato a due esiti con quote pari il trattenuto si aggira sul 5 %, e ogni scommessa sui corner parte da uno svantaggio che nessuna previsione cancella.

Da qui deriva una conseguenza pratica che vale più di dieci pronostici. Se due operatori propongono lo stesso mercato con quote diverse, la differenza fra i due prezzi è spesso più grande della differenza fra due analisi ragionevoli della partita. Confrontare le quote prima di puntare è l’unica attività su questo mercato che produce un vantaggio misurabile e non dipende da quanto si capisce di calcio.

Il margine si stringe sui mercati seguiti e si allarga su quelli di nicchia

Non tutti i corner sono prezzati con la stessa larghezza. I mercati principali di una partita di cartello — risultato finale, Under/Over sui gol — ricevono più volume, e il bookmaker può accontentarsi di un compenso più sottile perché il rischio si distribuisce su migliaia di schedine. I mercati derivati, e i corner totali di un campionato minore lo sono, portano meno giocate, una quotazione più difficile e un trattenuto più generoso per l’operatore.

La lettura per il lettore è secca: la stessa analisi, applicata a un mercato di nicchia, deve superare un ostacolo più alto. Un metodo che funziona sui gol può risultare perdente sui corner semplicemente perché il prezzo di partenza è peggiore. È il tipo di dettaglio che nessuna pagina di pronostici mette in evidenza, perché toglie valore alla merce che vende.

Scommesse sui calci d’angolo: quali mercati esistono davvero e come si liquidano

Il corner totale: il mercato più giocato e il più frainteso

La forma più diffusa è la scommessa sul totale dei calci d’angolo di una partita, con una linea fissata dall’operatore e due lati fra cui scegliere. Il conteggio comprende i corner assegnati a entrambe le squadre: quando la schedina parla di Over 9,5 corner, non sta chiedendo quale squadra ne batterà di più, ma quanti ne verranno battuti in tutto.

La confusione su questo punto è la ragione più comune per cui una schedina viene giocata senza capirla. Molti lettori immaginano una correlazione fra la squadra che attacca e il totale, e la correlazione esiste, ma è debole: una squadra che domina può chiudere la partita con pochi corner se il suo gioco passa per il centro, e una squadra in inferiorità numerica può generarne diversi in contropiede. Il mercato è sui corner, non sul dominio.

Le varianti: supplementari, primo tempo, handicap e corner per squadra

Accanto al totale esistono varianti che cambiano il rischio senza cambiare il ragionamento di fondo. Le scommesse sui calci d’angolo supplementari riguardano il prolungamento di una partita a eliminazione diretta, e aprono una questione che nessun modello semplice risolve: nei tempi supplementari il gioco si allunga, ma le squadre stanche producono spesso cross meno precisi e più deviazioni, e il numero di corner non cresce in proporzione al tempo. I mercati sul primo tempo isolano i primi 45 minuti e pesano molto l’approccio iniziale delle due squadre. Le linee per squadra eliminano la parte più imprevedibile del conteggio, ma restringono il campione su cui si ragiona, con l’effetto di rendere il margine relativamente più pesante. I mercati combinati, infine, mettono insieme più letture della stessa partita in un unico prezzo.

Le tipologie di giocata: singola, multipla, sistema

Su un corner si può giocare una singola, una multipla o un sistema, come su qualsiasi altro mercato. La differenza non sta nella regola, sta nell’aritmetica. Nella singola la quota è quella del mercato. Nella multipla le quote si moltiplicano, e con esse si moltiplica lo svantaggio incorporato in ciascuna: due mercati con un trattenuto intorno al 5 % ciascuno non ne producono uno del 5 %, ne producono uno sensibilmente più alto. Il sistema distribuisce la puntata su più combinazioni e attenua il colpo di una selezione sbagliata, al prezzo di un esborso maggiore.

Su un mercato come questo, che nessuno può leggere con precisione, l’effetto della moltiplicazione è la cosa da tenere a mente prima di allungare una schedina. Le giocate multiple sono anche quelle che i requisiti di puntata di molti bonus premiano, e questo dovrebbe dire qualcosa al lettore.

Scommesse calcio d’angolo e palinsesto: cosa si può giocare in Italia e dove

Il calcio è il cuore, ma il palinsesto lo decide ADM

Le scommesse calcio d’angolo rientrano nell’offerta sulle scommesse sportive a quota fissa, il prodotto centrale del mercato italiano. La cornice non è però il catalogo di ogni singolo operatore: il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore.

Per il lettore la conseguenza è che un mercato che appare su un sito straniero può semplicemente non esistere su un sito italiano, e non per una scelta commerciale ma per il perimetro dell’autorizzazione. Se un corner di una competizione esotica non è nel palinsesto approvato, non c’è modo di giocarlo legalmente in Italia.

I campionati dove il mercato ha più sostanza

Il mercato dei corner si concentra dove il calcio produce volume: i grandi campionati nazionali, le coppe europee e le partite internazionali. Sul mercato italiano la copertura di Serie A e Serie B è quella con la quotazione più continua, e le competizioni europee seguono. Fuori da questo nucleo la profondità si assottiglia: le linee esistono, ma i limiti di puntata accettati sono più bassi e le quote si muovono con meno liquidità.

Chi gioca sui corner di un campionato minore sta quindi affrontando due problemi nello stesso momento: un’informazione statistica più scarsa e un prezzo meno competitivo. Nessuno dei due è un divieto, ma insieme spiegano perché questo mercato convenga affrontarlo dove i dati esistono.

Non solo calcio: virtuali, ippica e le altre partizioni dell’offerta

La concessione italiana non copre un blocco unico di giochi. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che può essere offerto a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo.

Il dettaglio conta per chi legge una pagina di corner: le scommesse su eventi simulati sono definite dall’art. 2, lett. v) come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, e sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. Sui siti italiani esiste infatti una sezione «Virtuali». Un corner simulato non si gioca in una partita vera, ma obbedisce allo stesso regolamento e allo stesso margine.

Metodo e guadagni sui corner: cosa dice la matematica e cosa promette il marketing

Cosa significa davvero «quanto si guadagna»

La domanda su quanto si guadagni con una scommessa sui corner ha una risposta che non piace a nessuno: dipende dalla quota e dall’esito, e in media il segno è negativo. Una quota paga la puntata moltiplicata per il prezzo fissato al momento della giocata, e il prezzo è costruito sopra la probabilità reale dell’evento. La parte che l’operatore trattiene non è un incidente, è la struttura del mercato.

Questo non significa che una singola giocata sia destinata a perdere: significa che chi gioca molte volte su mercati prezzati con un margine del 4-5 % affronta un costo cumulativo che cresce con il numero di giocate. Qualsiasi guadagno reale su questo mercato può venire solo da prezzi migliori di quelli impliciti nella media del mercato, non dall’accumulo di giocate.

Il metodo esiste, la certezza no

Un metodo per i corner ha senso se parte da dati osservabili: quanti corner produce una squadra quando attacca, quanti ne concede quando si difende, come cambia il conteggio quando il risultato si sblocca presto, quanto pesa lo stato del campo. Sono tutte informazioni che si possono raccogliere e che hanno un valore reale nel formare un giudizio.

Nessuna di esse elimina l’incertezza dell’evento singolo, e nessuna produce una selezione che vince con continuità. Un corner assegnato o non assegnato dipende da un tocco involontario: il margine di errore di qualsiasi previsione, su un singolo corner, resta alto anche con i dati migliori. Trattare il metodo come una riduzione dell’incertezza è corretto; trattarlo come una sua eliminazione è il modo in cui si perdono soldi con tranquillità.

Bankroll: la parte che decide il risultato prima del fischio d’inizio

La gestione del denaro è l’unica variabile che il giocatore controlla per intero. La dimensione della puntata rispetto al totale disponibile determina quanto a lungo si può sostenere una serie sfavorevole, e le serie sfavorevoli arrivano per tutti. Chi punta sempre la stessa percentuale di un capitale limitato ha una probabilità di sopravvivere a dieci giocate perse molto più alta di chi punta tutto quello che ha sulla partita che gli sembra più sicura.

Su un mercato con un trattenuto incorporato del 4-5 % la differenza fra un metodo ragionevole e un metodo aggressivo non è di redditività: è di durata. E la durata, su un mercato che si gioca partita per partita, è tutto.

Le scommesse corner oggi e la trappola della rincorsa

Chi cerca i corner di oggi per rimediare alle perdite di ieri sta usando il mercato come strumento di recupero. È l’errore che gli operatori stessi sono tenuti a segnalare: le regole italiane prevedono strumenti di autoesclusione, limiti di spesa e messaggi automatici sulla durata del gioco, e la loro esistenza è la risposta più onesta alla frase «oggi devo rifarmi». Se la partita di oggi serve a riscattare quella di ieri, non è più una scommessa sui corner: è un problema diverso.

Aprire corner scommesse: concessione, siti .it e il bando che decide chi c’è

Concessioni, non licenze: la parola giusta per il mercato italiano

In Italia non si parla di licenze ma di concessioni, e la differenza non è terminologica. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione, e le concessioni vengono assegnate per gara pubblica: non sono un’autorizzazione aperta che chiunque rispetti i requisiti può ottenere. Lo stesso art. 6, comma 3, prevede che i vincitori della gara possano gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico, e fra i requisiti figurano una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per un corrispettivo intorno ai 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime avviato il 13 novembre 2025. Questi numeri spiegano perché il mercato italiano ha una fisionomia stabile: entrare costa, restare è vincolato e le regole non si riscrivono a metà percorso.

La concessione è per sito, e questo cambia il modo in cui si cerca il bookmaker

L’elenco ADM «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una stessa società può gestirne diversi: Eurobet Italia S.r.l. conduce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è quindi per sito e non per azienda, e questa è la ragione per cui il nome sul sito spesso non è quello della società concessionaria — il concessionario è indicato nelle condizioni contrattuali dell’operatore, non nel marchio in vetrina.

Il punto più importante dell’elenco è ciò che non contiene: non c’è una colonna dei giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Comparire nell’elenco non dimostra di per sé che quel sito offra le scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore stesso, con il suo palinsesto. E il fatto che un brand sia presente in un confronto non è una concessione.

Il bando, la cessione e le parole che portano fuori strada

Chi digita «bando per corner scommesse» o «cessione corner scommesse» sta cercando un’informazione diversa da quella che crede. Le concessioni nascono da una gara pubblica e restano legate al vincitore per nove anni senza rinnovo: la cessione non è il meccanismo con cui si entra nel mercato italiano, e i 52 codici dell’elenco restano quelli che sono fino alla scadenza. Nella scia di queste ricerche c’è anche un residuo storico: le «apertura corner scommesse covid» sono un ricordo delle chiusure dei punti vendita fisici, quando l’attenzione si spostò sul canale a distanza. Il canale a distanza non è più un ripiego, è il mercato.

Normativa e vigilanza: concessione ADM, RUA e cosa resta scoperto

Chi controlla, chi autorizza gli eventi, chi vigila

Il regolatore è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ADM (ex AAMS), e il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come programma di eventi e tipi di giocata approvato da ADM: nessuna scommessa può essere accettata su un evento fuori da quel programma. L’autorizzazione arriva evento per evento, come nel caso della Setka Cup autorizzata nel settembre 2026.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
È consentito segnare direttamente da calcio d'angolo (gol olimpico), regola ammessa dall'IFAB il 14 giugno 1924.

Sul versante del contrasto, l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali collegati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e qualche fornitore resta indietro: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», non «eliminati».

Pubblicità vietata, bonus legali: la distinzione che quasi nessuno fa

Il Decreto Dignità, art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito in L. 96/2018, è in vigore. ADM lo richiama in una comunicazione del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che vigila è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Lo stesso decreto promuove la pubblicità dei giochi pubblici che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il seguito giudiziario è in movimento: la stampa di settore riporta che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, che il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € e che pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica della norma. Una proposta di modifica, un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non è legge: il divieto è in vigore alla data di verifica.

Da qui la distinzione che il lettore incontra di continuo senza riconoscerla: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un «bonus di benvenuto» può esistere ed essere reclamizzato al suo interno, ma nessun operatore può spingerlo con una campagna. E non esiste alcun tetto statale né al bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni contrattuali di ciascun operatore.

Sul conto: 18 anni, identificazione e i 30 giorni che bloccano il prelievo

L’età minima è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) indica la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il conto di gioco richiede l’identificazione completa, e gli operatori offrono la registrazione classica con documento oppure tramite SPID; BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale. Un punto pratico che vale più di ogni avvertenza: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Dopo una vincita la cosa che conta è la stessa che si trascura in registrazione.

RUA, autoesclusione e la ragione per cui il sito senza concessione è un’altra cosa

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per il periodo scelto dal giocatore. La stampa di settore riporta che forme parziali di esclusione decorrono dal 1° febbraio 2026.

I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un sito estero non ha alcuna protezione, e non è una questione teorica: è la differenza fra un blocco che funziona su ogni piattaforma autorizzata e l’assenza di qualsiasi blocco. Qui l’elenco di ADM diventa uno strumento di autodifesa, non una formalità burocratica.

Gioco responsabile: prevenzione e tutela che si vedono solo dopo

I limiti si scelgono in registrazione e si cambiano con tempi diversi

La legge prevede all’art. 15, comma 1 una serie di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

La parte che sorprende chi non ha mai provato è l’asimmetria temporale. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e una riduzione ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni. Non è una regola arbitraria: è costruita per togliere valore alla decisione presa d’impulso dopo una perdita. Il raffronto è semplice — abbassare un limite è questione di secondi, alzarlo è questione di una settimana di ripensamenti.

Come si impostano davvero e cosa aspettarsi

Il caso di AdmiralBet è utile per capire la meccanica: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La struttura a tre orizzonti temporali, giornaliero, settimanale e mensile, è la stessa che si ritrova presso gli altri concessionari in forme analoghe.

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi legge queste cifre pensando a un periodo di pausa deve notare la seconda parte: la finestra lunga esiste, ma la revoca anticipata ha un tempo minimo di nove mesi.

Telefono Verde, avvisi e la protezione che non si vede dalla schedina

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’operatore indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Questi numeri e questi strumenti hanno una caratteristica comune: non servono mai fino al giorno in cui servono. Un limite di deposito impostato a cuor leggero il primo giorno è la ragione per cui il mese successivo non è un problema. Sul dovere informativo c’è anche una cifra che vale la pena conoscere: ai sensi dell’art. 15, comma 2, ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un importo che esiste, e che non compare mai nella vetrina di un bookmaker.

Classifica e criteri: come si valuta un concessionario sui corner

Criteri: la concessione è il punto di partenza, non il punto d’arrivo

Un marchio sull’elenco ADM ha superato un controllo che vale la pena riconoscere: sede societaria nello Spazio economico europeo, impegno ai limiti di deposito fissati nel bando, obblighi informativi, collegamento al RUA. È il livello minimo, non il massimo, e questo è il primo criterio di valutazione di un operatore.

I criteri che seguono sono quelli che la concessione non garantisce e che un lettore deve verificare da sé. La profondità del palinsesto sui corner: quali campionati, quali linee, quale continuità di quotazione. La competitività del margine, che si misura confrontando le quote della stessa partita su più siti. La chiarezza delle condizioni sui bonus, dove il requisito di puntata e la quota minima per selezione decidono quanto l’offerta vale davvero. La disponibilità di streaming e dati in tempo reale, che sui mercati live cambia il modo di giocare. E la rapidità con cui il conto si apre e si preleva, dove i 30 giorni di validazione non sono un dettaglio.

La panoramica dei dieci concessionari

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limite di ricarica, spesa e tempo di gioco in registrazione; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale App con singole, multiple e sistemi; schedine raccolte nella pagina My Bets
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal/No Goal e Multigoal, giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; funzione Cash Out
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. App Sport con Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale e streaming live
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; bonus di benvenuto con app e registrazione
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; Cash Out e My Combo
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus Sport-50 con requisiti di puntata su multiple di almeno 3 eventi
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Identificazione con SPID e CIE oltre alla registrazione classica; bonus senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag

Il quadro che ne esce non è una graduatoria di qualità, è una mappa di specializzazioni. C’è chi costruisce l’offerta sulla combinazione di pronostici sulla stessa partita, chi la costruisce sullo streaming, chi ha un’anima da casinò con un bookmaker dentro. Sui corner — mercato che vive di palinsesto e di quote — la differenza la fanno le prime due categorie.

Il margine non sparisce: il conto della puntata, requisito per requisito

Il margine incorporato nella quota non è l’unico costo di un’offerta. Un bonus, per esempio, si trasforma in denaro reale solo dopo un percorso fatto di puntate minime, selezioni ammesse ed esclusioni, e quel percorso è dove l’offerta smette di essere quella che il nome suggerisce. NetWin chiede per sbloccare il bonus Sport-50 un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Vale la pena fermarsi sull’ultima riga. Chi gioca con la funzione Cash Out attiva su una partita — cioè la maggioranza di chi segue il live — non sta contribuendo al requisito di puntata. Il denaro usato per sbloccare un bonus deve passare per una strada stretta e sorvegliata, e la funzione più comoda dell’app ne è esclusa.

Su un mercato a due esiti con quote pari il trattenuto sta fra il 4 % e il 5 %. Su un bonus che richiede un giro di 3 volte il deposito, il costo medio atteso del percorso si colloca in una banda che dipende da due cose: quanto margine porta il mercato su cui si puntano i soldi del rigioco e se il giro si fa solo sull’importo del bonus o anche su quello versato. Con il margine del mercato illustrativo e il giro riferito al solo deposito, il costo medio si aggira sul 12 % dell’importo del deposito. Sul calcio, dove i mercati principali sono prezzati più strettamente, quella cifra scende; sui corner, dove nessuno dei dieci concessionari ha un margine pubblicato, il trattenuto praticato è quello che si legge nelle quote della partita che si sta guardando.

L’altro bonus preso in esame va nella direzione opposta. Il bonus scommesse senza deposito di BetFlag vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5,00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Il nome «senza deposito» è esatto e il vincolo è un altro: la quota minima di 5,00, che esclude le giocate di routine e impone una selezione costruita per superare quella soglia.

Le 200 Fun Flag aggiungono un livello che nessuno leggerebbe chiamandolo bonus. Arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate (x8) con quota minima 5,00 su Sport4Fun e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €. Un tetto che parte da un euro non è il posto dove cercare valore. Il lettore che ha letto fin qui lo sa già: la concessione non è l’offerta, e l’offerta non è il nome che porta.

I dieci concessionari, uno per uno

AdmiralBet: gli strumenti di controllo messi in registrazione

AdmiralBet opera sotto la concessione ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l. sul proprio sito .it. Sul piano della tutela è il caso più esplicito del gruppo: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato se il limite viene ridotto e dopo 7 giorni se viene aumentato. La struttura è duplice e questo conta: l’app si porta dietro il controllo su tre orizzonti temporali, e le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Chi cerca un bookmaker per giocare i corner live ha qui il caso in cui il tempo di gioco è una variabile dichiarata, non un’opinione: la partita che si guarda è la stessa cosa per tutti, l’ora che ci si sta sopra è un dato che il conto conosce.

Eurobet: una concessione che copre più siti

Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale sul sito Eurobet.it e con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets. La concessione è per sito e questa riga dell’elenco lo mostra in modo concreto: il concessionario conduce anche altri marchi sulla stessa struttura societaria. Un lettore che cerca il medesimo standard di tutela sotto un’insegna diversa lo trova nella stessa società, con la stessa concessione di famiglia.

Il merito tecnico è nella raccolta: una schedina sui corner in corso di gioco si ritrova in un unico posto, e questo è esattamente ciò che serve a chi apre tre partite nello stesso pomeriggio.

Sisal: la combinazione sulla stessa partita

Sisal opera con la concessione ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a. su Sisal. Le scommesse proposte dall’app comprendono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Questo è il rivale naturale di un’analisi sui corner costruita per angoli della partita e non per risultato: il tipo di schedina che mette insieme elementi diversi dello stesso incontro si adatta a chi ragiona su come si svolgerà la gara piuttosto che su chi vincerà. La concessione n. 16020 sull’elenco ADM è la sua base, il resto è la profondità delle opzioni.

Betfair: il retaggio dell’exchange e la quota maggiorata

Betfair opera con la concessione ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l. su Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Il betting exchange è previsto come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024, e si distingue perché il giocatore può essere puntatore o bancatore mentre il concessionario si limita a mettere in contatto gli utenti in forma anonima.

Il marchio è descritto come il primo ad aver portato l’exchange in Italia, e la sua documentazione è citata per regole extra sui conti dell’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, con un articolo di stampa del 2024 che riporta nulla dovuto dal giocatore sulle vincite, gravando il prelievo sul concessionario. La parte interessante per un lettore di corner è un’altra: sui mercati con quote maggiorate il trattenuto è più sottile, ed è il tipo di prezzo che questo mercato raramente offre.

Lottomatica: il palinsesto che si guarda mentre si gioca

Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) su Lottomatica. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Sui corner il valore di questa configurazione è nel campionato: la copertura della Serie A e della Serie B è dove le linee sui calci d’angolo hanno la quotazione più continua, e lo streaming sullo stesso schermo toglie la differenza fra valutare e verificare. Lo stesso gruppo societario gestisce Goldbet con una concessione distinta, e i due marchi restano separati anche nella numerazione.

StarCasinò: un bookmaker dentro una sala da gioco

StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026 di Azzurri Limited su StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Chi arriva qui per i corner deve sapere cosa sta guardando: il centro di gravità dell’offerta è altrove, nella parte casinò, e il bookmaker è la seconda anima del marchio. Il confine fra i due mondi non è una questione di gusto, è una questione di attenzione: su un conto che apre una sala giochi prima di una schedina, il tempo speso a giocare non è quello che si era preventivato.

Goldbet: calcio dal vivo e campionati virtuali

Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) su Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e con app e registrazione si può ricevere il bonus di benvenuto. Tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal.

Sul versante dei virtuali, la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Gli eventi simulati sono ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive ai sensi dell’art. 2, lett. v): una partita che non esiste si gioca con lo stesso regolamento di quella vera, e con lo stesso margine.

SNAI: My Combo e la raccolta del pre-match

SNAI opera con la concessione ADM n. 16032 di Snaitech Spa su SNAI. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

Per un lettore di corner la funzione ha un doppio taglio: consente di legare un corner a un altro mercato dell’incontro senza costruire una multipla fra partite diverse, ma la quota unica è un prezzo che l’operatore costruisce lui, e questo è il punto in cui il margine può essere più largo di quanto sembri.

NetWin: un requisito di puntata da leggere prima di tutto

NetWin opera con la concessione ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a. su NetWin. Per sbloccare il bonus Sport-50 chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Tre numeri in una riga fanno una selezione impossibile per caso: almeno 3 eventi, quota minima 2,00 su ciascuno, totale almeno 10,00. Una schedina sui corner costruita con criterio raramente soddisfa l’ultima condizione, perché una quota totale di 10,00 richiede una combinazione aggressiva. Il requisito premia chi accetta il rischio alto, e questo è il suo vero contenuto.

BetFlag: SPID, CIE e il bonus senza deposito

BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008 di Betflag S.p.a. su BetFlag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5,00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Le 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate (x8) con quota minima 5,00 su Sport4Fun e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €.

L’identificazione digitale è la parte che pesa più del bonus: un conto aperto con SPID non ha una scadenza a 30 giorni che lo sospende, e per chi vuole prelevare una vincita senza attese quella differenza vale più di dieci euro.

Previsioni: chi vince una partita non è un dato, è una scommessa

Nessuna pagina può dire chi vincerà, e questa non fa eccezione. Chi cerca pronostici sui corner trova un genere che vive di linguaggio assertivo e di memoria corta: le selezioni sbagliate non si contano, quelle giuste si ripetono. Nessuno può sapere in anticipo quanti corner saranno battuti in una partita, perché l’evento dipende da un tocco involontario di un difensore.

Quello che si può fare è leggere il mercato con criterio. Confrontare la linea proposta da più concessionari sulla stessa partita, perché la differenza fra due prezzi è spesso più ampia della differenza fra due analisi sensate. Guardare dove sta il trattenuto: sui mercati principali è più sottile, sui corner è più largo, e ogni giocata parte da lì. Usare la quota come informazione invece che come obiettivo: un prezzo molto più alto della media dice qualcosa su quanto quel mercato sia difficile da prezzare, non che sia un’occasione. E trattare i dati di squadra, i corner prodotti e concessi, la tendenza del campionato, come quello che sono: materiale per un giudizio, non una previsione.

Su un mercato a due esiti con quote pari il trattenuto sta fra il 4 % e il 5 %, e questo è l’unico numero del quale si può essere certi prima del fischio d’inizio.

Tassazione e prelievi: chi paga l’imposta, chi dichiara e in che tempi

L’imposta la paga il concessionario, non il giocatore

Sulle scommesse sportive a quota fissa il concessionario paga l’imposta unica prevista dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero è da verificare): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre le giocate sui virtuali, cioè sugli eventi simulati, pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

La cifra che interessa al lettore è un’altra. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore parla di «tassate alla fonte» e descrive un giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la posizione prudente resta quella di consultare un commercialista per il proprio caso.

Le vincite da siti non autorizzati seguono un’altra strada

Chi gioca su un sito privo di concessione si trova in una posizione fiscale diversa. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni; la lettura pratica è assenza di ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. In termini semplici: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Il punto che il lettore deve portare a casa non è fiscale, è di contesto: la stessa vincita, a seconda di dove è stata giocata, cambia natura dal punto di vista dell’amministrazione finanziaria. E cambia anche tutto il resto, perché al di fuori della concessione non c’è RUA, non c’è vigilanza, non c’è limite di deposito imposto dalle regole italiane.

Chi non ha la concessione, e le conseguenze per chi ci gioca

Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’elenco dei siti legali e quello dei siti inibiti sono pubblici, e questo dà al lettore uno strumento di verifica immediato. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ricorda ADM in una comunicazione del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e la stessa comunicazione aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti.

Sul lato dell’offerta, l’art. 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero. Nessun marchio viene nominato qui: la zona offshore si descrive come ciò che è, uno spazio senza protezione locale, senza RUA e senza gli strumenti di tutela previsti per i concessionari.

Domande frequenti su corner, quote e concessioni

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta il codice di concessione e il sito .it collegato. La concessione è per sito: il marchio può non coincidere con il concessionario, il cui nome compare nelle condizioni contrattuali. L’elenco non indica i giochi offerti, quindi la presenza in elenco non dimostra da sola che le scommesse sportive siano disponibili.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata: su 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 €, con un utile netto di 8,50 €. Nella multipla le quote si moltiplicano fra loro in un unico prezzo. Perché la giocata sia pagata, l’esito deve realizzarsi: la quota è un prezzo, non una previsione.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati, la quota di ritorno sta fra il 95 % e il 96 % e il trattenuto fra il 4 % e il 5 %; la forbice dipende dall’arrotondamento della quota mostrata. Più alta è la somma degli inversi, più largo è il margine.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e operatori come AdmiralBet chiedono anche un tetto a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento dopo 7 giorni. La cifra di riferimento che ADM fissa nel bando di gara non è pubblica.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: la stampa di settore parla di tassazione alla fonte e di somma netta ricevuta. È una ricostruzione giornalistica, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuno dei presidi previsti per i concessionari: l’accesso non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, non ci sono limiti di deposito imposti dalle regole italiane né vigilanza ADM. Il sito è esposto al blocco DNS e alla ricomparsa sotto altri domini. ADM ricorda che anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

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